Menu

Domanda di Ortodonzia

Risposte pubblicate: 12

Correzione morso crociato in bambino emofilico

Scritto da MASSIMO / Pubblicato il

Mio figlio di anni 5 con morso crociato, e' emofilico con carenza severa (inf. 1) di fattore coagulativo VIII. Per l'emofilia e' in profilassi da tre anni con infusioni trisettimanali di fattore VIII, Le condizioni sono per il resto ottime. Avendo riscontrato la presenza del morso crociato, necessita di espansore palatale. Data la condizione di emofilico, suggerireste un espansore fisso o mobile? Grazie

Gentile Sig. Massimo, all'età di 5 anni ancora si è in dentizione decidua e, pertanto, un espansore fisso non avrebbe la possibilità di metterlo. Pertanto, se l'ortodontista a cui ha affidato il suo piccolo figliolo, ritiene di iniziare subito il trattamento e non procrastinarlo sarebbe consigliabile intanto quello mobile per poi eventualmente passare ad una correzione con apparecchiatura fissa e con forze molto graduali e leggere. Le consiglio, altresì, di far controllare il suo bimbo da un ORL per accertare il tipo di respirazione, se orale e/o nasale, e l'eventuale presenza di patologie a carico delle adenoidi e delle tonsille. Auguri e cordiali saluti.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)

Consiglio, a maggior ragione vista l'emofilia, il trattamento precoce con una placca funzionale Cervera o Bracco. Questo tipo di apparecchio mobile ha una azione fisiologica, progressiva, profonda perchè modifica la struttura ossea. Certamente bisogna fare diagnosi cefalometrica (lo spiego in un mio articolo sul sito) preliminarmente. E, come dice perfettamente il Collega Santomauro, verificare respirazione orale e deglutizione infantile che sarebbero cause da correggere, parallelamente all'apparecchio.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)

Caro Signor Massimo...è ovvio che il suo bimbo è stato visitato da un Ortodontista...non le sembra logico fare a lui questa domanda?.... o non ha fiducia in lui...perchè se così fosse...le consiglio di cambiare ortodontista...dovendosi basare il rapporto medico paziente sulla fiducia e soprattutto sulla stima!!!... tra l'altro come pretende che noi possiamo risponderle meglio di un collega che conosce la situazione clinica...E POI...non si può fare diagnosi ortodontica...così.......bisogna procedere ad una attenta analisi cefalometrica che studi piani, semirette ed angoli misurati su una teleradiografia, rilevare dei modelli di studio ... si può anche simulare su simulatori orali la malposizione ortodontica per "vedere proprio" i suoi denti spostarsi nel modello con le varie terapie.....si deve procedere ad un Check up ortodontico alla fine del quale segue un terzo colloquio e visita in cui l'ortodontista (in questo caso mia figlia Claudia...Odontoiatra Ortodontista e Pedodontista) può finalmente impostare e spiegare la terapia più idonea e discutere anche dei suoi eventuali desideri ... Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari
CONTINUA A LEGGERE
CARLOTTA-AVANZATA-z.jpg

Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)

Confermo i suggerimenti dei colleghi, in particolare quello di un'apparecchio mobile evitando accuratamente un'espansione palatale rapida.Saluti

Scritto da Dott. Luigi Balestriere
Arezzo (AR)

Si rivolga ad un buon ortodontista che saprà consigliarla per il meglio una volta raccolti tutti i dati anamnestici e fatta una buona diagnosi. In generale, basta un consulto con il Collega ematologo per fugare eventuali dubbi terapeutici. Se ritiene che Suo figlio debba essere seguito in un ambiente protetto, a Roma ci sono ottimi Centri di Odontoiatria Pediatrica nei Policlinici universitari romani.

Scritto da Dott. Roberto Antonio Vernucci
Manduria (TA)

Gentile Massimo, personalmente inizio in età così precoce soltanto in condizioni particolari (III classi scheletriche, gravi patologie respiratorie, otiti ricorrenti). Dato per certo che una corretta diagnosi è impossibile via web e assodato che la risposta è solo indicativa, le posso dire che nella mia pratica clinica ortodontica, quando possibile, preferisco utilizzare apparecchiature fisse (soprattutto per il morso crociato e in bimbi così piccoli) che non dipendono dalla collaborazione del paziente. Cordialmente
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Gabriele Stirpe
Priverno (LT)

Egregio Signore, sarà l'Ortodontista al quale affida la cura della bocca di suo figlio a decidere il tipo di espansore da utilizzare. Data l'età del bambino, credo che utilizzerà un espansore mobile. Il consiglio che posso darle è di chiedere all'Ortodontista che sceglierà cos'è la terapia miofunzionale e come agisce. Cordiali saluti.

Scritto da Dott. Angelo De Fazio
Casalnuovo di Napoli (NA)

Egragio signore, la sua preoccupazione è capibile, l'espansore da utilizzare è mobile, ma prima di questo valuterei se ci fossero delle situazioni contingenti che impediscano la normale espansione del palato e poi deciderei.

Scritto da Dott. Gino Perna
Roma (RM)

Quello fisso è senza dubbio il più efficace, però, vista l'età, la mancanza del 1° molare lo rende inapplicabile. Si potrebbe iniziare con un dispositivo mobile per poi eventualmente dopo i 6 anni applicarne uno Rapido (fisso)...sempre che poi ce ne sia ancora bisogno.

Scritto da Dott. Alberto Ricciardi
Trebisacce (CS)

Sig. Massimo, la corretta risposta la può dare il suo ortodontista.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Carnate (MB)

Gentile Massimo, non si tratta di stabilire se espansore fisso o mobile, perchè non sono la stessa terapia, hanno obiettivi di trattamento e modalità di azione diverse! l’apparecchio in grado di espandere l’osso mascellare con azione ortopedica è di tipo fisso, ed è applicabile in dentatura decidua senza problemi particolari. Perciò come Le hanno già detto diversi colleghi, bisogna valutare il caso specifico attraverso una diagnosi corretta, sulla base della quale l’Ortodontista le possa indicarle "IL" dispositivo indicato più corretto ed efficace nel caso specifico del suo bimbo. Per quanto riguarda il trattamento ortodontico in bimbi con emofilia, i pochi studi al proposito segnalano che non vi sono controindicazioni assolute all’espansore rapido in pazienti con emofilia, è invece importante in questi casi un consulto preliminare tra l’ortodontista e l’ematologo e impiegare un ottimo protocollo di igiene orale; in questi casi può essere utile impiegare un particolare tipo di espansore rapido (senza bande) che limiti l’invasività, seppur minima, della procedura di applicazione dell’apparecchio. Ne parli bene con il suo Ortodontista, affidandosi ad un professionista competente e segnalando le problematiche di salute del suo bimbo non vi saranno problemi.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott.ssa Stefania Mazzitelli
Como (CO)

Gentile signore, come Lei sa benissimo, il caso del suo bambino è severo e bisogna prendere ogni decisione con la massima cautela ed attenzione. Il rischio dell’espansore palatale rapido fisso è quello di creare una piccola emorragia interna, cosa che non ci possiamo permettere con il suo bimbo. Cominciando dall’inizio, occorre fare una diagnosi ortodontica precisa, con foto, lastre e modelli di gesso. Si deve poi valutare se il bambino ha o no abitudini viziate che hanno portato a tale deformazione (deglutizione linguale atipica, respirazione orale, uso di ciuccio o dito). Per correggere queste abitudini ed accelerare i risultati, il logopedista può essere un aiuto. Si deve inoltre fare un’altra verifica: è possibile che il problema si sviluppi soltanto al livello dei canini (che fanno deviare la mandibola). Soltanto dopo tutte queste analisi, si può parlare di quale apparecchio scegliere, se serve. Se il morso incrociato è soltanto laterale, e non antero laterale, abbiamo due soluzioni per suo figlio. La prima consiste nel mettere un Quad Helix (apparecchio fisso con forze leggere), che però necessita un’igiene perfetta. La seconda, quella più consigliabile, è un espansore palatale mobile, che si presenta sotto forma di una placchetta, con non più di un giro di chiave a settimana. Il problema di quest’ultimo è che il risultato dipende della precisione dell’impronta iniziale (la placchetta deve essere perfettamente adattata) e della cooperazione del bambino nel portare quest’apparecchio rigorosamente, senza mai dimenticarsene. Correggere quest’anomalia immediatamente è comunque importante, perché è più facile da fare adesso, piuttosto che quando l’anomalia sarà "iscritta" più in profondità nell’osso. Queste regole sono quelle che usiamo per i pazienti emofili del centro di riferimento per le malattie rare a Strasburgo. Ci hanno permesso di ottenere risultati soddisfacenti senza nessuna conseguenza negativa per questi bimbi. Cordialmente
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott.ssa Annelyse Garret Bernardin
Roma (RM)