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Domanda di odontoiatria

Risposte pubblicate: 14

Colletti gengivali scoperti

Scritto da valentina / Pubblicato il
Salve, ho consultato due diversi dentisti e ho ricevuto due opinioni diverse; vorrei sapere come devo muovermi... da entrambe le visite è risultato che ho tre colletti gengivali scoperti (in tre punti diversi) di cui solo uno mi causa dolore a contatto con liquidi freddi o cibi dolci. Il primo medico mi ha detto che dovrei fare tre otturazioni dei colletti gengivali (in cosa consiste esattamente). Il secondo medico mi ha detto che il ritirarsi della gengiva è minimo e non intende assolutamente fare otturazioni. Al massimo per alleviare il sintomo del dolore utilizzerà una sostanza desensibilizzante. Come faccio a sapere chi dei due ha ragione? Grazie mille
Gentile Valentina, entrambi i colleghi hanno ragione e la diversa terapia è in rapporto alla presenza o meno di erosioni a livello cervicale e non conoscendo il suo caso clinico non posso esprimermi. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)

Mi preoccuperei delle possibili cause prima della terapia, in linea di massima legate a fattori infiammatori (gengivite, parodontite) oppure di tipo traumatico(traumi da errato spazzolamento, malocclusioni ecc.) per questo il trattamento deve essere impostato dopo una corretta diagnosi. Sarebbe utile avere quindi qualche elemento in più.

Scritto da Dott. Cristoforo Del Deo
Teramo (TE)

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Cara Signora Valentiina, qualcosa non quadra. Lei ha parlato di colletti scoperti, ossia di recessioni gengivali. Ora, la recessione gengivale è un "ritirarsi" causando un "denudamento" della radice a partire dal colletto del dente. ATTENZIONE, molti confondono una piccola recessione gengivale con una erosione dello smalto al colletto del dente. Quindi la prima diagnosi differenziale da stabilire è proprio questa. Se fossero erosioni, vanno curate subito con una semplice otturazione estetica ma anche qui bisogna fare una diagnosi differenziale: ossia se siano erosioni in presenza od in assenza di recessioni gengivali, perchè se fossero in presenza di recessioni gengivali, andrebbero curate prima le recessioni e solo dopo le erosioni perchè se no, facendo il contrario, non si potrebbe più curare chirurgicamente la recessione per il semplice fatto che il riposizionamento della gengiva aderente sopra un colletto scoperto non attecchirebbe perchè incontrerebbe il materiale artificiale del composito usato per curare la erosione. Chiaro? Poi chiarito e confermato che si tratti invece di recessioni gengivali, bisogna valutare se queste sono nella compagine della gengiva aderente o se sono già sfociate nella linea di giunzione mucogengivale e nella mucosa alveolare. Mentre la prima gengiva è rosa e aderisce all'osso sottostante e circonda i denti proteggenmdoli dal bolo alimentare e da altri stress ed insulti, la seconda gengiva, violacea, elastica, sottile, che si estende sul fornice della bocca e poi sulle labbra (parte interna), non è adatta ad avere la funzione di gengiva marginale che ha la prima e si crea una patologia che porta alla perdita del dente. Ecco che dal punto di vista funzionale le seconde recessioni descritte (quelle che arrivano ed oltrepassano la linea di giunzione mucogengivale), vanno curate con la chirurgia parodontale mucogengivale. Quelle che fossero nella compagine della prima gengiva non vanno curate per problemi perchè non danno problemi funzionali ma solo estetici. E qui interviene il giudizio del Dentista che valuta la armonia della festonatura delle gengive e se questa fosse molto sconvolta, allora andrebbero curate anche queste perchè un cambiamento di forma della gengiva causa sempre un cambiamento di forma dell'osso parodontale causando prima o poi una patologia funzionale dell'unità dento-gengivale. Insomma il concetto è questo: il dente, il colletto del dente, la gengiva che lo circonda e l'osso che la sostiene hanno quella forma perchè devono svolgere una funzione. Se perdono la forma, perdono la funzione e se uno dei componenti anatomici detti perdesse la forma, la farebbe perdere anche agli altri componenti. Solo se le recessioni fossero molto piccole, in assenza di erosioni, nella compagine della gengiva aderente, senza alterazione evidente della festonatira e delle forme gengivali e dei suoi rapporti con la corona clinica e con l'osso, allora si può aspettare e tenere la situazione sotto controllo con igiene orale, pulizia dei denti professionale in studio e a domicilio, curettage e scaling di mantenimento e visite periodiche di "sorveglianza" e che valutini il formarsi di tasche parodontali espressione del sovrapporsi di una Parodontite che andrebbe curata subito chirurgicamente (ma questo è un altro discorso). Quindi si faccia visitare da un bravo Parodontologo perchè valuti tutti questi problemi e tante altre variabili di cui non ho parlato per ovvi motivi di spazio e di tempo. Legga nel mio profilo cliccando sul mio nome tutte le pubblicazioni mie che iniziano con la parola Recessione e legga anche "Chirurgia parodontale estetica Introduzione Divulgativa alla Chirurgia Estetica Parodontale" che le spiega tutto. Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari.
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)

Gentile Valentina, se si è in presenza di erosioni è necessario procedere a terapia conservativa con otturazioni estetiche altrimenti se non ci sono erosioni e retrazioni gengivali evidenti si può ricorrere anche alla applicazione locale di sostanze desensibilizzanti. Cordialmente

Scritto da Dott. Tersandro Savino
Tivoli (RM)

Gentile Sig.ra Valentina, come giustamente sottolineato dal Dott. Petti bisogna prima stabilire se il difetto è di origine gengivale o dentale (o entrambi). Le consiglio una visita da un collega parodontologo. Comunque guardi le sue gengive; un forte dislivello tra l'altezza della gengiva esterna e quella interdentale denota un problema gengivale. Inoltre se la gengiva interdentale è ben conservata (non ci sono triangoli "neri" interdentali) è possibile eventualmente fare un intervento di innesto di gengiva/connettivo con copertura radicolare con ottimi risultati.
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Scritto da Dott. Ernesto Bruschi
Frosinone (FR)

La diagnosi del suo caso è essenzialmente clinica, e solo in parte didattica. Se l'erosione è lieve, bene il desensibilizzante, altrimenti opterei per la "otturazione senza il trapano" (il "buco" c'è già). La conservativa, se necessaria, deve essere fatta a regola d'arte, altrimenti le gengive si ritireranno ancora di più. Cordiali saluti.

Scritto da Dott. Davide Colla
Seregno (MB)

Cara signora Valentina concordo con il collega che le ha suggerito di usare un desensibilizzante. Lasciamo le otturazioni per le erosioni profonde. Senta il parere di un'igienista, a volte queste erosioni sono provocate da una errata tecnica di spazzolamento dei denti. Cordialmente

Scritto da Dott.ssa Maria Grazia Rocchi
Roma (RM)

Entrambi hanno ragione, ma altrettanto entrambi non pare che si siano occupati della causa di questi colletti scoperti! Se non si rimuove la causa, il problema starà sempre lì, aggravandosi col tempo: le otturazioni salteranno e l'ipersensibilità tornerà a riproporsi col consumarsi delle laccature di protezione o con lo svanire dell'effetto dei prodotti desensibilizzanti. Chieda innanzitutto una diagnosi ( erosioni da malocclusione o da bruxismo? abrasioni da errato spazzolamento? parodontopatia?). Poi si faccia curare la patologia che ha causato la scopertura dei colletti, contemporaneamente al trattamento di desesibilizzazione. Se i colletti presentano delle concavità profonde, allora sarà utile riempire queste cavità con materiale da otturazione. Cordiali saluti.
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Scritto da Dott. Angelo De Fazio
Casalnuovo di Napoli (NA)

Sig. Valentina, per poterle dare una corretta risposta, occorrerebbe discriminare se l'origine della sensibilità e ondotogena o parodontale.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Carnate (MB)

L'otturazione al colletto è l'ultima spiaggia. Se lo scollettamento è minimo è giusto desensibilizzare. Se è ampio si ricorre ad un intervento di chirurgia parodontale atto ad ottenere la ricopertura del colletto ma non prima di aver scoperto e curata la causa che ha creato lo scollettamento.

Scritto da Dott. Riccardo Baucia
Castano Primo (MI)
Cavenago di Brianza (MB)

Gentile Valentina, il primo vuole toglierle il problema definitivamente, il secondo crede negli effetti della chimica, a lei la scelta. Se vuole risolvere, scelga il primo, se vuole aspettare, il secondo, cordiali saluti

Scritto da Dott.ssa Maria Grazia Di Palermo
Carini (PA)

Gentile Valentina, in assenza di sintomatologia meglio non fare nulla. Mentre invece, per il colletto sintomatico, si può valutare una terapia chirurgica parodontale di ricopertura della radice con l'eliminazione dei sintomi e il ripristino della normale anatomia gengivale, cosa che chiaramente si può valutare solo con una visita specifica parodontale. A sua disposizione. Cordiali Saluti

Scritto da Prof. Pierluigi Capitanio
Milano (MI)

Cara Valentina, credo che l'opinione del secondo dentista che lei ha consultato sia la più saggia...anche perchè ricostruire i colletti dei denti in genere tende ad aumentarne fortemente la sensibilità. Quindi se non non ci sono forti abrasioni o carie destruenti anche io le avrei consigliato l'applicazione di sostanze desensibilizzanti da effettuare in studio. Esistono anche dei collutori desensibilizzanti che in genere aiutano in casi come il suo.

Scritto da Dott. Emanuele Pani
Gonnosfanadiga (VS)

Cara Valentina ambedue sono terapie corrette, se ha un problema di perdita di tessuto duro è meglio attuare un otturazione, se invece ha un problema solo di sensibilità ma il dente è integro è meglio la seconda terapia distinti saluti

Scritto da Dott. Domenico Aiello
Catanzaro (CZ)