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Domanda di Implantologia

Risposte pubblicate: 14

Nel 1995 all'età di 35 anni ho subito un intervento per il posizionamento di n°3 impianti endossei...

Scritto da massimo / Pubblicato il
Buon giorno, mi chiamo Massimo ho 51 anni e vivo a Torino ed ho un quesito da porvi sulla possibilità di effettuare una seconda volta un intervento di implantologia. Nel 1995 all'età di 35 anni ho subito un intervento per il posizionamento di n3 impianti endossei (tutti e tre vicini)  classificati come tre corone in resina provvisorie(45-46-47)e poi in tre corone in lega aurea e ceramica. Purtroppo fin dall'inizio ho avuto delle problematiche che si sono manifestate, dopo due mesi dall'intervento, con l'espulsione di uno degli impianti e conseguente infezione ossea che ha necessitato di circa un anno di cure con curetaggi ossei e applicazione dirette di antibiotici all'interno del foro infetto fino alla sua completa guarigione.Dopo circa un altro anno e relativi innesti di osso artificiale x recuperare lo spessore osseo necessario, ho subito l'intervento x il riposizionamento dell'impianto. Tutto bene x cinque/sei anni fino a quando un giorno,masticando,ho sentito distintamente un "tac"ma senza alcun dolore, facendo una rx di controllo il dentista ha visto che uno degli impianti si era"fratturato"non all'interno dell'osso ma tra la base e la protesi esterna. Poi, giusto x non farmi mancare nulla all'inizio del 2004 a causa di una perimplantite(quello che mi fa rabbia è che non sono un fumatore e nell'igiene sono a dir poco maniacale,con scovolino,filo interdentale e dentifrici specifici usati regolarmente da 16 anni tre volte al giorno)un secondo impianto ha incominciato a "ballare, cosicché sono andato avanti con uno solo che reggeva il tutto,ironia della sorte proprio quello che all'inizio mi aveva dato più problemi con l'infezione.Purtroppo l'altra sera, mentre passavo lo scovolino, l'impianto è definitivamente saltato con due delle tre viti al titanio,una l'ho sfilata, l'altra era quella che si era fratturata. Quindi tutto questo romanzo alla fine è solo x chiedere:che lavoro mi converrà fare?Impianto fisso o ponte? In questi ultimi anni vi sono stati dei progressi che permettono di risolvere queste recidive?Grazie x una vs eventuale risposta
Gentile Sig. Massimo, le tecniche implantologiche via via si sono evolute e certamente previa una rigenerazione ossea ritengo possibile un nuovo intervento d'inserimento degli impianti anche se è necessario un accurato esame clinico del suo caso che solo il suo dentista potrà valutare. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)

Buongiorno Sig. Massimo dalla Sua descrizione vi sono state delle complicanze, sia a livello implantologico che protesico. In questi anni di sofferenza perimplantare una certa perdita di sostanza ossea è tacita, ponendomi a considerare che è molto probabile che necessiti di una rigenerativa, per recuperare il volume di osso mancante per poter effettuare l'implantologia. Bisognerebbe considerare che se permane il 48 con una buona struttura radicolare, potrebbe prendere in considerazione anche il classico ponte, che nel Suo caso verrebbe effettuato con pilastro 43-44 e 48 con intermedi 45-46-47. Diversamente se il 48 non è presente oppure non è affidabile, dovrebbe prendere in considerazione una portesi scheletrata mobile, che rimane sempre una alternativa, con i suoi pregi e difetti, ma pur sempre una buona protesi. Cordiali saluti. Dott. Angelo R. Izzi
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Scritto da Dott. Angelo Raffaele Izzi
Lainate (MI)

Caro Signor Massimo, non tutte le bocche possono ricevere impianti e non tutti gli implantologi sanno fare impianti e lei è la prova vivente di queste due considerazioni! O si rivolge ad un implantologo IMPLANTOLOGO o opta per la vecchia sana e buona protesi fissa. Legga nel mio profilo "Le protesi dentali fisse Excursus su i vari tipi di protesi fisse. Consigli e suggerimenti per i pazienti " Poi quella terapia "strana" lunga un anno non mi sembra proprio una tertapia! Non dico altro! Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari.
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)

Gentile Massimo, è ovvio che anche nell'implantologia come del resto in tutti i campi e settori la tecnologia ha creato dei progressi. Sicuramente c'è stata una evoluzione sia nei materiali (come ad esempio trattamenti di superficie degli impianti) e di tecniche (come ad esempio l'introduzione di short implants cioè impianti corti che spesso consentono di evitare interventi di chirurgia rigenerativa). E' comunque chiaro che ogni scelta deve essere ben ponderata dal medico con le dovute indagini diagnostiche. Cordialmente
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Scritto da Dott. Tersandro Savino
Tivoli (RM)

Direi che se si può risolvere con un ponte, sarebbe difficilmente classificabile il voler insistere con impianti, dopo il fallimenti totale di tanti tentativi. Se invece la protesi necessaria fosse mobile (474645?) allora può sentire un altro chirurgo. L'osso fa meraviglie.

Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)

Gentile Sig. Massimo, l'implantologia in questi anni ha fatto grandi passi in avanti. Dal 95 ad oggi sia le forme che le superfici sono cambiate. Il problema è quanto osso è rimasto. Probabilmente bisognerà fare una chirurgia rigenerativa insieme o prima di inserire gli impianti. Si possono valutare anche altre terapie come la protesi fissa supportata da denti naturali o una protesi mobile o combinata. Si ricordi che un bravo dentista deve aiutarla a fare una scelta, che in ogni caso sarà sempre sua. Cordiali saluti
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Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)

Gentmo Sig Massimo, prima di consigliare ciò che è possibile fare, occorre una attenta valutazione. L'unica cosa che posso dirle con certezza è che,nel settore implantologico, dal 1995 ad oggi c'è stata una grandissima evoluzione. Cordiali saluti.

Scritto da Dott. Cosimo Coscia
Collegno (TO)

Ci sono sicuramente stati dei problemi, verosimilmente dovuti ad una problematica protesica. Il primo segnale è stato il "crack l'impianto rotto. A ruota, in modo prevedibile per chi si occupa di implantologia e conosce i principi di biomeccanica, hanno ceduto anche gli altri due impianti. Potevano cedere in due modi: o rompendosi, o muovendosi. A questo punto, occorre valutare la recuperabilità dell'impianto rotto. Se è "un pò" fuori dall'osso, può essere recuperato tramite l'elettrosaldatura orale. Ma non può, naturalmente, "reggere" da solo. Occorre rimettere gli altri impianti. E, naturalmente, costruire una buona protesi sopra! -------------------------------------------------- Se c'è osso, si può fare, mi piace dire. Uno sciatore "incallito" non chiede che tipo di neve c'è prima di mettersi in viaggio. Chiede solo se c'è neve o se non c'è, perchè sa che si può tirare fuori da ogni situazione ed evitare i guai. Un implantologo esperto e incallito non chiede che tipo di osso c'è. Chiede solo se c'è osso o se non c'è. Perchè si sa tirare fuori da ogni situazione ed evitare i guai. Ecco, è questo il tipo di implantologo di cui lei ha bisogno adesso.
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Scritto da Dott. Sergio Formentelli
Cuneo (CN)

Gentile paziente, dopo aver letto la sua situazione clinica, le consiglio, di far risanare al meglio la zona edentula priva degli impianti falliti. Almeno qualche mese, dopodichè effettui una Tc Cone beam 3d in arcata inferiore, nuova tecnica radiologica di ultima generazione, e si affidi nelle mani di un buon Implantologo, che valuterà con professionalità la sua situazione a livello osseo, sia come qualità che quantità, elementi essenziali per protesizzare la zona edentula ,e gli elementi mancanti in detta emiarcata inferiore. Cordiali saluti Dr. Tommaso Giancane
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Scritto da Dott. Tommaso Giancane
Noci (BA)

Dipende da che dentista la cura alcuni sono più preparati in un campo (protesico) ed altri in un altro( chirurgico)

Scritto da Dott. Alessio Battistini
La Spezia (SP)

Come le hanno suggerito i colleghi lei può avere una ricostituzione dell' osso con osso autologo o materiale adatto e quindi impianti ex novo. Un collega suggeriva un ponte nel caso lei avesse un 48 in buone condizioni, ed anche questo è un suggerimento corretto. Ma potrebbe esserci un' altra soluzione che è protesica e non necessita nè di impianti, nè di un buon 48 ed è il ponte di Brooklin nato proprio per fare un ponte evitando gli impianti nel caso in cui mancasse il pilastro distale. Come vede le opportunità sono molteplici: si faccia ben spiegare ogni intervento e poi può prendere la sua decisione. Auguri.
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Scritto da Dott.ssa Emma Castagnari
Torino (TO)

Non ha specificato se si tratta dell'arcata superiore o di quella inferiore; la qualità ossea è molto diversa tra le due a vantaggio della seconda. Tutte le vicissitudini subite avranno sicuramente prodotto una perdita di tessuto osseo; in teoria dovrebbe essere possibile fare una buona rigenerazione e reinserire degli impianti contemporaneamente od in un tempo successivo. Come già è stato detto, oggi gli impianti si sono molto evoluti, sono migliori sia dal punto di vista biomeccanico (cosa che mi sembra difettasse ai suoi vecchi impianti) che come superfici e come connessioni protesiche. Sarebbe stato interessante vedere una sua rx panoramica recente per poter essere un pò più precisi. Cordiali saluti
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Scritto da Dott. Paolo Gaetani
Lecce (LE)

Sig.Massimo, non tutti gli impianti vanno a buon fine e qualche complicanza è possibile. La nuova riabilitazione non la deve trovare lei ma il suo odontoiatra.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Carnate (MB)

Salve, talvolta possono capitare problemi come quelli da lei descritti, anche con gli impianti moderni. Tutte le procedure devono essere dunque fatte secondo protocolli rigidi al fine di ridurre e non di eliminare eventuali problemi. Nella sua situazione sembra che l'unica strada impiantare sia quella della rigenerazione ossea... (chiaramente non ho visto esami radiografici mirati che possano confermare questa tesi). L'idea del ponte con l'VIII potrebbe essere valutabile, ma considerando i problemi della zona limitrofa allo stesso bisognerebbe valutare se non vi sia un problema osseo anche sul dente del giudizio... rimango a disposizione per eventuali chiarimenti
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Scritto da Studio Medico Odontoiatrico Dott.ri Bianciotto - Fusaro
Torino (TO)
AOSTA (AO)