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Domanda di Parodontologia

Risposte pubblicate: 6

Da diversi anni ho la parodontite

Scritto da Antonio / Pubblicato il
Salve, da diversi anni ho la parodontite, dopo un trattamento non chirurgico sto andando avanti con pulizie ogni tre mesi. Attualmente ho tasche più profonde su incisivi inferiori, e data la mobilità ce li ho splintati. Sono andato in ospedale nel reparto di parodontologia, il medico mi ha proposto di devitalizzarli, nella speranza di recuperare un po' di osso, visto che in quella zona non è possibile integrarlo. Secondo la vostra esperienza, è davvero possibile? Grazie per l'eventuale risposta
Gentile Antonio, probabilmente ci sarà stato qualche incomprensione o comunque qualche equivoco perché altrimenti non si capisce cosa centri una devitalizzazione col problema parodontale. Non è certo con un a devitalizzazione che si recupera osso. La devitalizzazione interessa il dente e non ha nulla a che fare con la parodontite che interessa i tessuti di sostegno del dente cioè osso, legamento parodontale, cemento radicolare e gengiva. A meno che i suoi denti risultino necrotici ed allora si deve procedere con la devitalizzazione ma questa non sarà assolutamente in grado di risolvere la parodontite. Innanzitutto è necessario fare una giusta diagnosi valutando bene il grado di parodontite e la profondità ed il tipo di tasche presenti. E' fondamentale poiché ogni tasca ha un trattamento terapeutico differente. Secondo me deve trovare un buon dentista meglio se si interessa di parodontologia che saprà dare le giuste risposte. Cordialmente.
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Scritto da Dott. Tersandro Savino
Tivoli (RM)

Buongiorno sig Antonio, dalle endorali si evince in particolare che un dente in particolare, degli incisivi inferiori da lei menzionati, possa vere un problema endo-perio. Va valutata la vitalità del dente in questione e quindi poi trattato con terapia canalare.
Alla sua età è importante essere seguito in ambito parodontale che sia in ospedale o privato e valutare anche le terapie chirurgiche (comprese eventuali estrazioni ottavi inferiori) se necessarie sia che siano resettive o rigenerative, ovviamente dopo terapia non chirurgica e rivalutazione.
Saluti
 
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Scritto da Dott. Sandro Compagni
Latina (LT)

Dalla radiografia è evidente una classica parodontopatia da malocclusione! La parodontite si cura, come qualsiasi altra malattia, combattendola su due fronti: terapia eziopatologica e terapia sintomatologica. La terapia eziopatologica viene effettuata per rimuovere la causa: nel suo caso la malocclusione, per permettere ai denti ed a tutta la bocca di funzionare bene per fermare, e far regredire, così le lesioni parodontali. La terapia sintomatologica viene effettuata invece per contrastare le manifestazioni della patologia (gengive gonfie e sanguinanti, recessioni parodontali, continua formazione di tartaro). Fare solamente terapia sintomatologica (detartrasi, infiltrazioni, curettaggi, chirurgia, ecc.) ferma la manifestazione della parodontite, ma solo momentaneamente, quindi con effetti palliativi. Da quanto sembra, lei ha ricevuto solo cure palliative e sta entrando nella fase finale della malattia, quella della perdita degli elementi dentari. Infatti alcuni suoi denti sono vicini al "punto del non ritorno", mentre altri denti presentano ancora una sufficiente quota ossea per essere "rimessi in sesto". Si affidi ad un dentista "coraggioso" per valutare se ci sono elementi dentari irrecuperabili, e quindi da estrarre, e rimettere in buona occlusione quei denti che possono essere recuperati. Le auguro buona fortuna e la saluto molto cordialmente.
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Scritto da Dott. Angelo De Fazio
Casalnuovo di Napoli (NA)

Sig. Antonio è difficile mantenere dei denti che galleggiano nelle gengive, lo splint porta in sofferenza altri denti e non consente un accesso facile all'igiene. Ora manca la corretta diagnosi prima di procedere a degli interventi endodontici: dalle RX sembrerebbe che abbia avuto poche istruzioni di mantenimento ad opera di un igienista dentale.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Carnate (MB)

A quello che hanno detto in maniera più che scientificamente esauriente i colleghi che le hanno risposto, aggiungo alcuni concetti:
- se un dente è estremamente mobile, il recupero diventa molto arduo
- lo splintaggio è una discreta soluzione temporanea, ma c'è da considerare che uno o più dei denti bloccati sono troppo mobili, oltre a provocare il distacco frequente dello splint, se gli altri a vui sono ancorati i denti mobili non sono rocce, verranno coinvolti anche loro e soffriranno anche loro. In altre parole, ci dovrebbe essere un buon rapporto fra i mobili e quelli stabili.
- se il dente mobile è infetto, cioè in preda a infezione di origine parodontale, a mio avviso se non si riesce a far regredire questa infezione (efficacissimo il laser abbinato alle consuete manovre di igiene profonda, curettage etc), non è bella cosa tenersi in bocca una sorgente di germi: questo sia a livello locale, per gli altri denti, sia a livello della salute generale perchè sempre più studi scientifici mettono in relazione queste infezioni con guai sistemici, a carico di vari organi, polmoni, cuore fegato reni etc.
- viene dibattuto il concetto della infezione endo-perio: cioè germi che penetrati nel parodonto coinvolgono la polpa del dente (in via .. retrograda) con conseguente infezione di origine e mantenimento misto. In questo caso la devitalizzazione viene proposta come opportuna per ridurre la carica batterica.
- sono d'accordo che un trattamento ortodontico ben programmato di concerto fra parodontologo e ortodontista, può migliorare la prognosi: se mettiamo i denti.. "dritti", questi lavoreranno molto meglio, con minore trauma e l'insieme di ciò che è recuperabile durerà di più..
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Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)

Caro Signor Antonio, buongiorno. "dopo un trattamento non chirurgico", che significa. Ha sbagliato ed ha messo un "non" in più o veramente non sarebbe stata curata la Parodontite con la Chirurgia Parodontale? "tasche più profonde su incisivi inferiori", sono state fatte le prove termiche per valutare la vitalità della polpa o la necrosi endodontica perchè la quasi completa perdita dell'osso potrebbe essere dovuta al sovrapporsi di una necrosi con osteolisi periapicale e periradicolare con la Parodontite! Altrimenti la si dovrebbe imputare alla sola Parodontite che sarebbe quindi, in questa zona almeno, a prognosi infausta e diventerebbe inutile se non nocivo, l'immobilizzazione dei denti che poi, tra l'altro, non è una immobilizzazione Parodontale Ortodossa!!! Ci vuole ben altro per fare una immobilizzazione parodontale: anzitutto bisogna valutare bene se debba essere provvisoria o definitiva e tante altre cose, in base allo Stadio di malattia ed al Grado! La parodontite viene codificata dall'American Academy of Periodontology che descrive descrive 4 stadi in relazione alla "Salute Parodontale" e tre categorie in relazione all'andamento e progressione della Parodontite: Per gli Stadi si va dallo Stadio 1 (il meno grave) allo Stadio 4 (il più grave). Per l'andamento e la progressione si va dal Grado A (col minor pericolo di progressione) al Grado C (col maggior pericolo di progressione). Bellissime a questo proposito le Lezioni e Pubblicazioni fatte da Tonetti e Aimetti e soprattutto da D'Aiuto, Parkar, e Nibali et al.nel Journal of Periodontology del 2006.Questa divisione in Gradi prende in considerazione fattori di rischio individuali come il fumo, igiene orale o eventuali malattie concomitanti (ad esempio, il diabete o malattie autoimuni come la sindrome di Sjögren e parenchimali (Lupus)). Quello che deve essere chiaro è che la Parodontite è una infiammazione dovuta all'interazione delle tossine batteriche presenti nelle tasche parodontali ed il sistema immunitario locale (Linfociti T) e Sistemico (Generale).Batteri che conosciamo bene noi Parodontologi, in ordine di frequenza e percentuale:Tannerella Forsithia,Porphiromonas Gengivalis, Actinobacillus Actinomcetemcomitans,Prevotella Intermedia.
"Sono andato in ospedale nel reparto di parodontologia", non capisco, la Parodontologia in Ospedale non esiste. Forse è andato nel reparto di Chirurgia Maxillo Facciale dove la Parodontologia non è neanche contemplata o forse era l'Università! Ha molta confusione in testa o non le è stato spiegato bene tutto! "visto che in quella zona non è possibile integrarlo", e chi l'ha detto e perché mai???

TERAPIA PARODONTALE. Essa consiste nel ricostruire ciò che la malattia parodontale ha distrutto: osso e gengiva ed ottenere una rigenerazione di questi tessuti, ossia la neoformazione di nuovo osso,nuovo, nuovo ligamento parodontale, nuova gengiva che si attacchi a nuovo cemento radicolare con un attacco epiteliale corto e non lungo.nel primo caso si ha una rigenerazione,quello che gli Statunitensi chiamano New Attachment = con Le metodiche rivoluzionarie GBR (Guided Bone Regeneration =Rigenerazione ossea guidata) GTR (Guided Tissue Regeneration = Rigenerazione tissutale guidata), che impedendo la proliferazione cellulare di elementi indesiderati e stimolando quelli desiderati, portano ad una rigenerazione parodontale profonda nel secondo caso si ha una ricostruzione, sempre biologicamente valida, ma molto più "fragile" e soggetta a recidive. Questa terapia la si fa con membrane, PRP, PRF (Piastrine ottenute dal sangue centrifugato, prelevato dal paziente stesso, in passato prima dell'avvento dell'HIV si usava la colla di fibrina umana omologa = Nel PRP le piastrine sono integre e vengono iniettate nel sito chirurgico, senza l'avvenuta degranulazione, in quanto non attivate col Cloruro di Calcio e solo lì, per la superficie ruvida del sito, che si rompono e rilasciano i Grow factors = fattori di crescita,nel PRF è avvenuta la degranulazione, per rottura delle piastrine durante la centrifugazione tale che il risultato ottenuto è il coagulo di fibrina, che viene innestato a mo di membrana) , amelogenine,Acido Ialuronico, solfato di calcio, fosfati di calcio etc, osso autogeno, osso omologo, meno bene eterologo ed artificiale, usati a seconda della situazione, della profondità ed ubicazione dei difetti ossei e delle tasche parodontali. Ora spiego più dettagliatamente la Visita Parodontale:Il Parodontologo deve avere una "Cultura Odontoiatrica completa con conoscenze altissime di tutte le altre specialità dell'Odontoiatria, supervisionate da questa Mentalità Parodontale" Ecco che la Visita Parodontale, diventa una visita "totale odontoiatrica". È quindi una visita complessa che richiede almeno un'ora/due ore, compreso un Colloquio col Paziente, seguita da una Preparazione Iniziale dell'apparato Stomatognatico, un rilievo di dati ed eventualmente analisi cliniche, che richiedono almeno ulteriori due/quattro ore ed infine una seconda visita detta Visita di Rivalutazione Parodontale, che richiede due/tre ore! Nel mio profilo trova pubblicazioni ed articoli clinici e scientifici su tutti gli aspetti della Parodontologia! La sua Parodontologa Gnatologa (perché le due specialità vanno insieme) e Riabilitatrice Orale le avrà indubbiamente spiegato tutto o le spiegherà!! Ci sarebbe tanto altro da spiegarle ma per logistica non posso! Mi scriva pure se lo desiderasse.
Cari saluti

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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)

URGENZE INDIFFERIBILI

Mettiamo a disposizione una lista di Studi Dentistici a cui rivolgersi per URGENZE ODONTOIATRICHE INDIFFERIBILI nel periodo del Covid-19.

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