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Domanda di implantologia

Risposte pubblicate: 14

Dopo alcuni mesi da un intervento di implantologia si sono verificate infiammazioni alla gengiva

Scritto da gianni / Pubblicato il
Dopo alcuni mesi da un intervento di implantologia si sono verificate infiammazioni alla gengiva con rigonfiamento e formazione di bolle; dopo alcuni trattamenti antibiotici (non sufficienti), il dentista ha eseguito un'intervento esplorativo. Ha verificato la presenza di una fistola sull'impianto; ha dovuto intervenire eliminando parzialmente l'impianto rimuovendo anche parte della corona. Ha inserito antibiotici e richiuso tutto. Per ora aspettiamo a vedere se la cura è sufficiente, altrimenti sarà necessario rimuovere l'impianto. Mi ha anticipato che si tratta di un caro raro, ma non mi era stato prospettata alcuna possibile complicazione quando mi è stato proposto l'intervento. Vorrei chiederLe cortesemente se conosce qual'è la percentuale di casi simili al mio, le possibilità in percentuale di guarire con un'asportazione parziale dell'impianto e se l'accaduto può dar origine ad una qualche forma di responsabilità del dentista e/o della società che ha prodotto l'impianto (che ha rilasciato il libretto di garanzia). Ringrazio per l'attenzione. Cordiali saluti. Gianni
Gentile Sig. Gianni, non avendo alcun elemento diagnostico per comprendere pienamente quanto le è successo, posso dirle che la percentuale di successo della terapia implantare varia a seconda delle casistiche dal 95 al 98% dei casi di conseguenza vi è sempre un margine, per motivi diversi, in cui si può avere un insuccesso. Spesso comunque è possibile anche dopo rimozione dell'impianto, dopo la guarigione del sito implantare, riposizionarlo. Cordiali saluti dott. D. Cianci.
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Scritto da Dott. Dario Cianci
Milano (MI)

Caro Gianni, seppur rari (3-4%) e per svariati motivi, si tratta sempre di insuccessi che possono verificarsi e, cmq, senza andare a ricercare responsabilità di chicchessia, sono certo che il tuo dentista saprà come porvi rimedio. Tanti auguri.

Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)

Sig. Gianni concordo pienamente con quanto è stato scritto dai colleghi ,vedrà che il suo dentista saprà prendere le giuste decisioni. Saluti e auguri.

Scritto da Dott. Piero Puppo
Imperia (IM)

Gentile Gianni, credo si tratti di un processo di perimplantite,evenienza che può verificarsi seppure in casi molto ridotti e che lei dovrebbe sapere se è stato sufficientemente informato firmandone il consenso per la cura. Ciò comunque non pregiudica di solito un successivo secondo reintervento. Si faccia spiegare con calma dal suo dentista eventuali accorgimenti e procedure magari con più comunicazione e partecipazione da parte di entrambi. Cordialmente

Scritto da Dott. Tersandro Savino
Tivoli (RM)

Come dice il dott. Santomauro, i casi di insuccesso sono contemplati nelle casistiche mondiali, ragion per cui, lo si deve sempre ricordare al paziente durante la pianificazione dell'intervento. Nulla di grave comunque.. nei casi più particolari, si procede con l'eliminazione dell'impianto e l'inserimento di un nuovo impianto. Cordialmente, Gianluigi Renda.

Scritto da Dott. Gianluigi Renda
Castrovillari (CS)

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Caro Signor Gianni, ha probabilmente, non avendo dati clinici certi, una perimplantite che non si verifica certo dopo pochi mesi dall'inserzione dell'impianto. Evidentemente o qualcosa è andato male o la sua bocca o almeno quella parte non era adatta a ricevere gli impianti, per alterata qualità dell'osso per esempio o per parodontite non diagnosticata o per poca gengiva aderente presente o per poca quantità di osso presente o per problemi gnatologici non presi in considerazione. L'implantologia è specialità seria e deve essere fatta in modo serio e, ribadisco, non tutte le bocche sono adatte a ricevere un impianto se non le si rendono adatte con la chirurgia preimplantologica e con il riequilibrio occlusale. Ovvio che le mie sono considerazioni mediche generali, non conoscendo la sua clinica, ma è anche vero che una perimplantite dopo pochi mesi non deve esserci! Per spiegarle in parole povere cosa sia la perimplantite, facendo un esempio non congruo, ma comprensibile, essa è da paragonarsi alla Parodontite del tessuto di sostegno (parodonto) di un dente. La perimplantite è come se fosse una parodontite dell'impianto, per così dire e per farle capire che è una patologia che non si deve formare se tutto è stato fatto a regola d'arte e in una bocca perfettamente sana ed adatta a ricevere un impianto!!Tanti cari auguri per le Feste e l'anno nuovo. Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari.
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)

Gentile Sig. Gianni, sono spiacente per quanto le è accaduto; gli impianti soffronto delle stesse malattie dei denti, ma nella specie mi sembra che non si sia realizzata l'osteointegrazione prevista. Lei non specifica se si tratta di impianto a carico immediato o sommerso, e come è stato caricato. Mancano gli elementi per poter dire qualcosa che abbia una base scientifica. Vorrei però considerare che il modo in cui è posto l'impianto nel mascellare, cioé la temperatura durante l'intervento, l'igiene orale successiva, la presenza o meno di siti parodontopatici, sono elementi importanti, che vanno tenuti presenti. Il fatto poi che si è formata una fistola depone per una vecchia infezione. Non capisco cosa significhi "rimozione parziale dell'impianto", perché l'impianto va rimosso tutto intero, corredato dalla corona, se impianto singolo. Io credo che sia una buona cosa quella di far guarire in pace questo mascellare asportando l'intero impianto dopo un attento courettage del sito, e controllare con attenzione i siti vicini, cioé lo stato di igiene dei denti vicini. Dopo la guarigione stabilizzata del mascellare se ne potrà riparlare, sempre dopo una buona radiografia. Quando si parla di impianti, meglio essere cauti. Non credo che ci siano responsabilità da parte della casa costruttrice, a meno che non si possa ipotizzare una cattiva sterilizzazione dell'impianto stesso, cosa rara, perché ogni impianto è sigilllato nella sua scatoletta, e viene aperto davanti al paziente, almeno così sarebbe opportuno fare, alla stregua di una siringa, degli strumenti di lavoro, ecc. Auguri di Buon Natale
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Scritto da Dott.ssa Maria Grazia Di Palermo
Carini (PA)

Sig. Gianni, in letteratura troviamo successi dal 95 al 98%, ma sono interventi operatori dipendenti che non sono mai stati valutati sul campo di battaglia, cioè non conosciamo la media degli insuccessi dei vari studi presenti in Italia, che sicuramente sono maggiori rispetto a quelli stimati. Per cui non ritengo raro il suo caso, personalmente casi simili al suo li ritrovo sia in ambito privato che pubblico. La casa produttrice dell'impianto difficilmente si assume la responsabilità dell'insuccesso implantare, perchè dimostra la corretta produzione rispettando le corrette normative, l'operatore e coperto da assicurazione sugli eventuali danni da intervento chirurgico, ma non sempre è coperto anche l'insuccesso impiantare, perchè nella maggior parte dei casi non è imputabile all'operatore. In molti casi esiste il buon senso dell'odontoiatra, che non sempre è capito dal paziente, che porta a rimediare e sostituire l'insuccesso, con gravi perdite economiche, a volte gli incassi non coprono le spese, significa rimetterci di tasca propria pur di far felice il paziente.
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Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Carnate (MB)

Caro Gianni la perimplantite è un evento che può capitare, specie se il paziente non lava i denti adeguatamente spesso, non fa delle sedute di igiene professionali periodiche con courettage implantare ma soprattutto se non è stato selezionato con cura dal dentista: non fumatore, buona igiene orale non parodontopatico o diabetico, queste sono condizioni importanti per venire impiantati distinti saluti

Scritto da Dott. Domenico Aiello
Catanzaro (CZ)

Da come descritto sembra una periimplantite e il trattamento dovrebbe aver risolto la complicanza acuta; dico dovrebbe perchè in queste situazioni non è mai certo il successo e talvolta è più conveniente la rimozione dell'impianto e la sua sostituzione che cercare di circoscrivere la situazione che ovviamente non sappiamo quanto sia estesa. è questa una complicanza che si può avere in implantologia su cui solitamente rendiamo edotti i nostri pazienti cordiali saluti
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Scritto da Prof. Marco Finotti
Padova (PD)
Treviso (TV)

La medicina in senso lato prevede, anche per legge, la possibilità di avere insuccessi o complicanze. Se il dentista ha messo in atto i giusti mezzi (radiografie, iter diagnostici e protocolli terapeutici) non c'è responsabilità. A parte la medicina e la chirurgia estetica non c'è l'obbligo di ottenere un risultato da parte del medico, perché si opera su un individuo e non su un materiale inerte. A volte è possibile avere insuccessi anche riconducibili al paziente che è il substrato sul quale il professionista interviene, perciò un insuccesso non è necessariamente legato ad un errore medico. Pertanto anche moralmente il paziente non è giusto che addossi tutta la colpa al medico. Semmai il medico, in coscienza, può mettere in atto tutto ciò che può per mettere in condizione il paziente di ottenere comunque un risultato (ad esempio riposizionando l'impianto) senza gravare sui costi. Anche se è difficile da digerire per il paziente, il fatto di pagare una prestazione non implica la pretesa di ottenere un risultato. In più tenga conta che se il suo dentista si adopererà per rifarle un nuovo impianto, qualora quello attuale venisse malauguratamente perso, e le chiedesse anche un piccolo quid economico di differenza, c'è la possibilità che ci rimetta lui economicamente. Consideri che se lei facesse un preventivo dal meccanico per riparare la chiusura di uno sportello e poi il meccainco lavorando si accorgesse che è da riparare il meccanismo che comanda tutti gli sportelli con un costo aggiuntivo, non si creda che il meccanico le applichi il conto del preventivo. Purtroppo anche in medicina ci sono situazioni imprevedibili per le quali si sviluppino complicanze. Per quanto riguarda le percentuali di successo dell'intervento correttivo che le è stato fatto, non sono in grado di darle previsioni perché non ho ben compreso cosa sia stato messo in opera.
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Scritto da Dott. Luca Boschini
Rimini (RN)

Signor Gianni, bisogna rispondere alla sua domanda passo per passo. Innanzi tutto la medicina non è una scienza esatta, e per quanto riguarda l'implantologia le stime di successo sono variabili dal 75% al 95% a seconda della qualità dell'ospite prima di tutto. Ovviamente si avrà la percentuale più bassa in caso di paziente medio forte tabagista, o con qualità di osso scarsa o per pazienti affetti da alcune patologie sistemiche che danno effetti anche a carico dell'osso, mentre la percentuale più alta sarà per pazienti in condizioni ottimali sistemiche non dediti ad abitudini voluttuarie quali il fumo. A tale proposito, pur non volendo in alcun modo entrare nel merito, vorrei sottolineare che i suoi 25 anni di età, e già la necessità di sostituire dei denti con l'implantologia certo non depone per una bocca perfetta (considerazione questa che sono pronto a rimangiarmi nel caso invece lei sia stato vittima di traumi o similari e sia dovuto ricorrere alle cure del dentista in questo senso). Le dico anche che non conosco tecniche che consistano nell'asportare parzialmente un impianto. O lo si toglie tutto, o non lo si toglie. L'espianto (al quale tutti gli implantologi, prima o poi dovranno ricorrere, perchè non esiste un implantologo che non abbia perso o non perderà mai un impianto) non preclude solitamente la possibilità di rifare un altro impianto. Cordiali saluti.
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Scritto da Dott. Davide Colla
Seregno (MB)

Gentile Sig.Gianni anche io come il collega che mi precede vorrei capire maggiormente cosa intende e per asportazione parziale della corona e dell'impianto.Non credo che possano essere imputate colpe alla casa produttrice mentre per quanto riguarda il collega che l'ha curata penso che l'unica sua colpa sia quella di non averla informata circa un'eventuale evenienza di questo tipo! cordialmente

Scritto da Dott. Paolo Vavassori
Stezzano (BG)

La perdita di un impianto è evento quantificabile nell'ordine del 4-5% dei casi e nessun odontoiatra, anche il più rispettoso dei protocolli ne è immune, ma è anche vero che questo fatto non compromette la possibilità di un nuovo intervento. Da quello che lei racconta si può desumere, in modo forse arbitrario, che quello che le è capitato è riconducibile ad un osteonecrosi apicale dovuta a cause ipotizzabili ma non certe, tra le quali la più accreditata è il riscaldamento dell'osso dovuto ad un raffreddamento non sufficientemente adeguato. Per sua informazione posso dirle che in oltre vent'anni di esperienza (con oltre seimila viti inserite) in campo implantare, mi è successo tre volte volte di affrontare problematiche simili alle sue e in tutti e tre i casi mi sono comportato come ha fatto il collega che la cura, ottenendo in due casi su tre un successo, che dura ad oltre dieci anni di distanza e con un fallimento che mi ha costretto a sostituire la vite. In ogni caso mi sembra che il collega sia disponibile a porre comunque rimedio ai problemi che lei descrive. Sia perciò più tranquillo ed aspetti l'evolversi dei fatti, non c'è nulla di irrimediabile e abbia fiducia in chi la cura. Vedrà che tutto si risolverà. Cordialmente
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Scritto da Dott. Bruno Cirotti
Roma (RM)