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Analisi degli effetti scheletrici nei pazienti in crescita con maloclussione di Classe 3^ trattati con la maschera facciale in associazione all'espansore rapido del palato

La malocclusione di Classe 3^ si presenta come un'alterazione del rapporto sagittale tra il mascellare superiore e la mandibola, caratterizzato da una deficienza e/o da un retroposizionamento del mascellare superiore o da una progenia e/o da un posizionamento in avanti della mandibola.

by La Direzione di Dentisti Italia 16-10-2017 1387 visualizzazioni

Le due alterazioni possono presentarsi singolarmente o associate tra loro, riconoscendo diversi fattori eziologici. Nei pazienti caratterizzati da una Classe III si trova frequentemente e con la medesima probabilità un iposviluppo maxillare combinato ad una crescita mandibolare eccessiva(1). Ellis e McNamara(2) hanno trovato che il 65% - 67% di tutte le malocclusioni di Classe III sono stati caratterizzati da un retrognatismo mascellare. Deficit anteroposteriori o verticali della maxilla possono entrambi contribuire alla malocclusione di Classe III. Se la maxilla è piccola o posizionata posteriormente l'effetto è diretto, mentre, se non è cresciuta verticalmente, la mandibola a sua volta ruota in alto e in avanti, creando un aspetto prognatico mandibolare attribuibile quindi più alla posizione che non alla dimensione della mandibola stessa. Nei bambini con un deficit scheletrico maxillare verticale e sagittale, il trattamento di scelta consiste nel favorire uno spostamento in avanti e in basso della maxilla, inducendo l'apposizione di nuovo osso a livello delle suture posteriori e superiori(1). La presa di coscienza che il deficit maxillare è spesso una componente della Classe III scheletrica e le nuovè possibilità per correggere questo problema hanno portato ad un notevole aumento degli interventi terapeutici che mirano a promuovere la crescita della maxilla.Con l'introduzione della maschera facciale è stato possibile far compiere al mascellare superiore un movimento in avanti attraverso l'uso di una trazione extra-orale. I risultati di molti studi clinici hanno dimostrato che l'applicazione di forze ortopediche al complesso cranio-facciale durante le prime fasi di crescita contribuisce alla risoluzione della malocclusione di Classe III. Uno dei protocolli piu usati nell trattamento delle Classi III è l'associazione dell'espansore rapido con la maschera facciale (FM/RME)(3). Diversi autori ritengono che molti benefici provengono dall'associazione dell'espansore palatale con la maschera facciale nel trattamento di pazienti in Classe III, sia per la correzione dei cross-bite che spesso si associano a questo tipo di dismorfosi, sia per la disarticolazione delle suture circummascellari favorite dalla procedura d'espansione rapida. L'associazione dell'espansore sembra favorire la terapia ortopedica con la maschera facciale in quanto stimola il sistema di suture circummascellari attivando un meccanismo di risposta cellulare che consente una reazione positiva alle forze di protrazione e ne potenzia l'effetto.(3,4,5). Oggetto del mio studio sono i cambiamenti avvenuti in un gruppo di 17 pazienti che hanno effettuato la terapia con la maschera facciale e l'espansore rapido (FM/RME). In essi sono state effettuate delle misurazioni cefalometriche nella fase T0(pre-trattamento) e T1(post-trattamento), e succesivamente sono state fatte delle tabelle che comparano i risultati e mostrano dettagliatamente i cambiamenti ottenuti.

 

 

Materiali e metodi

Il campione include 17 pazienti ( 10 maschi e 7 femmine), di età compressa tra i 6 e 12 anni, trattati con il protocollo FM/RMN, presso la clinica universitaria “Nostra Signora del Buon Consiglio “ di Tirana, partendo dall anno 2012 fino all'anno 2016, utilizzando lo stesso protocollo clinico.

I pazienti sono stati selezionati secondo alcuni criteri di inclusione:

  • Nessun trattamento ortodontico precedente
  • Assenza di anomalie cranio-facciali o sindromi depurtanti
  • Stadio di maturazione vertebrale CS2-CS3
  • Dentizione mista precoce o tardiva
  • Angolo ANB uguale o minore di 0
  • Indice di Wits minore di -1mm
  • Presenza di retrusione del mascellare superiore( Angolo SNA diminuito)
  • Presenza o no di cross-bite anteriore

 

 

Protocollo terapeutico

Il trattamento e iniziato con il posizionamento nell'arcata mascellare di un espansore rapido palatale di tipo “Butterfly Dentaurum” con vite a ragno autobloccante, cementato nella maggior parte dei casi sui primi molari permanenti superiori, altrimenti sui secondi molaretti decidui. I pazienti sono stati istruiti ad attivare la vite con 2 giri al giorno, affinche si ottineva l'ipercorrezione della larghezza dell'arco transversale, ovvero quando la cuspide palatale del primo molare superiore occludeva nella cuspide vestibolare dell primo molare inferiore. Nei pazienti che non necessitavano l'espansione la vitte e stata attivata lo stesso, ma solo 2 volte al giorno per 7 giorni, in modo tale da attivare le suture, sia quella transversa che quella palatina mediana. Alla fine della fase attiva dell espansore, ai pazienti è stata consegnata la maschera facciale di tipo Delaire (Dynamic Facemask, Leone Orthodontic Products, Sesto Fiorentino, Florence, Italy), con appoggi rispettivamento al fronte e al mento. Gli elastici extra-orali sono stati attaccati dagli uncini dell'espansore (minibracci di Delair) alla barra orizzontale della maschera facciale, in modo da non interferire con la funzione delle labbra. La direzione della trazione è stata verso il basso e in avanti di circa 30°-40° rispetto al piano occlusale, producendo forze ortopediche di circa 500 g per lato.I pazienti sono stati istruiti a indossare la maschera per almeno 14 ore al giorno. Durante il trattamento con la maschera facciale e stato usato un apparecchio rimovibile in arcata inferiore dell tipo Bite Block con due piani di rialzo. Il Bite Block viene costruito come una placca di Schwarz per l'arcata inferiore con un arco vestibolare, piani di rialzo occlusali posteriori in resina e una vite d'espansione d'attivare se necessario; in alternativa gli splint occlusali possono essere collegati da un filo metallico che decorre lungo le superfici linguali degli incisivi inferiori. Gli splint occlusali hanno il compito di controllare l'estrusione dei molari, limitare l'aumento della divergenza intermascellare e prevenire la rotazione oraria della mandibola. L'uso dell Bite Block facilita la correzione dei rapporti occlusali in presenza di cross bite anteriori o posteriori, svincolando le due arcate durante la trazione con la maschera. I pazienti vengono istruiti a indossare il Bite Block per 24 ore al giorno, anche durante i pasti. Il trattamento con la maschera facciale è attivo per circa sei mesi, ma la maschera si mantiene altri sei mesi solo di notte per ritenzione, con un tempo medio di durata di dodici mesi. Il trattamento si interrompe al raggiungimento di un overjet nettamente positivo, in alcuni casi fino all'ipercorrezione con relazione occlusale di Classe II. Nel periodo di osservazione post trattamento e stato utilizzato come dispositivo di contenzione una placca di classe III di ritenzione, per controllare la crescita e il risultato che ha datto la maschera facciale.

 

 

Analisi cefalometrica

Per questo studio si sono presse in considerazione 17 teleradiographie latero-laterali dei pazienti fatte prima dell trattamento e poi in un secondo momento dopo aver finito la terapia. Si e fatto l'analisi cefalometrica di tutte le lastre prima e dopo il trattamento. Sono utilizzate per l'analisi diversi angoli pressi dagli analisi di Steiner,Jacobson,Mc Namara,Tweed,Ballard,Jaraback.

Gli angoli selezionati per il nostro studio sono stati i seguenti : SNA ,SNB, ANB,WITS ,A-N^PF, Pg-N^PF, FMA, SN^GoGn ,IMPA, Incisiv.sup ^PF, Z, ARGo^GoMe, SAR^ARGo.

 

Analisi statistica

L'analisi statistica dei dati è stata elaborata tramite il programma Micrososoft Office Excel 2007, le tabelle e i grafici sono stati poi riportati su Microsoft Office Word 2007. E stata effetuata una analisi descrittiva di tutti gli angoli pressi in esame producendo delle tabelle al fine di avere una visione colletiva dell'insieme. Abbiamo fatto dei test d'ipotesi per vedere gli effetti della terapia. Per fare questa ipotesi, sicome l'effetto si misura da differenze di misure appaiate (pre e post terapia), l'effetto viene valutato misurando la differenza e sotttoponendola a testa con l'ipotesi Delta nulla (H0=Media Delta =0) e l'ipotesi alternativa ( H1: Media Delta ≠0). L'analisi ha utilizzato il “T-student test per campioni appaiati “, con numero di gradi di liberta n-1. I risultati sono considerati significativi per un valore di P-Value <0.05.

 

 

Risultati

Dalle analisi eseguite nella indagine clinica riguado ai 17 pazienti selezionati sono state prodotte le seguenti tabelle :

 

Tabella 1: Valutazione degli angoli nella fase T0 (pre-trattamento)
Tabella 1

Tabella 2: Valutazione degli angoli nella fase T1 (post-trattamento)
Tabella 2

Tabella 3: Rappresentazione delle differenza dei valori angolari tra Pre e Post per ogni angolo in esame
Tabella 3

 

La Tabella 1 valuta gli angoli selezionati nel nostro studio nella fase T0, ovvero prima del trattamento per tutti i pazienti pressi in esame. Inoltre la tabella mostra l'eta al momento dell'inizio della terapia e il sesso per ciascun paziente. La Tabella 2 valuta gli angoli selezionati nel nostro studio nella fase T1, ovvero nella fase di fine trattamento, per tutti i pazienti pressi in esame. La Tabella 3 mostra il range di cambiamento (Delta) per ogni singolo angolo valutato per ciascun paziente al fine di avere un quadro completo nell'insieme. I valori Delta rappresentano la differenza per ogni angolo tra la fase T1 e T0 di trattamento.

 

 

Tabella 4: Interpretazione statistica dei dati
Tabella 4
* valore poco significativo per p <0.05
** valore mediamente significativo per p<0.05 
*** valore molto significativo per p <0.05

La Tabella 4 valuta i dati statistici per gli angoli misurati nella fase clinica di tutti i pazienti oggetti del nostro studio. Per ogni angolo e stato trovato il valore medio nella fase T0 e nella fase T1, al fine di valutare le differenze medie riscontrate tra le due fasi di valutazione. Per completezza abbiamo calcolato la Deviazione Standard, un indice di dispersione statistico. Ci siamo serviti per valutare la significativitá del nostro lavoro del T-student Test per campioni appaiati e abbiamo valuato il P value di ogni singolo angolo e come esso fosse correlate alla significativita. Il valore medio del SNA risulta aumentato di 2.38º tra la fase T0 e la fase T1, rispettivamente si nota anche un aumento della distanza A-N^PF di 2.56 mm a fine terapia. Questi valori sono molto significativi al T-Student test. L'angolo SNB risulta diminuito solo di una piccola entita di 0.56º tra la fase T0 e la fase T1, un valore questo poco significativo. Lo spostamento dell punto Pogonion e avvenuto di discreta entitá, solo 1.18 mm, valore evidenziato dalla diminuizione della distanza Pg-N^PF. L'angolo ANB risulta aumentato di 2.94º, valore questo molto significativo, confermato anche dall valore dell'Indice di Wits che ha subito un aumento medio di 3.53mm. L'angolo della divergenza FMA ha subito un aumento di 1.50º, valore che risulta essere molto significato al T-student test per campioni appaiati per un p <0.05. L'angolo SN^GoGn risulta aumentato di 1.29º, anche questo un valore statisticamento significativo. Dall'analisi dentale abbiamo valutato due angoli. L'angolo IMPA, il qualle è diminuito di 3.76 º e l'angolo Incisv.sup ^PF che risulta aumentato di 3.62º. I cambiamenti avvenuti sia negli incisivi inferiori che quelli superiori sono statisticamente significativi al fine del nostro studio. Il profilo dei nostro pazienti ha subito cambiamenti statisticamente molto significativi, evidenziabili tramite l'angolo del profilo Z il qualle è diminuito con una media di 3.76º. Dall analisi di Jarabak abbiamo presso in esame due angoli, l'angolo articolare (SAR^ARGo) e l'angolo goniaco (ARGo^GoMe ). L'angolo goniaco ha subito un aumento medio di 2.09º, anche se poco statisticamente significativo per il nostro studio. L'angolo articolare e cambiato in media di 0.18º, un cambiamento non significativo.

 

 

Grafico 1: Variazione dei cambiamenti dell punto A e dell punto Pg nei pazienti
Grafico 1

Tramite questo grafico si evidenziano i cambiamenti del punto A e del punto Pg rispettivamente in tutti i pazienti tra la fase T0 (pre-trattamento) e la fase T1(post-trattamento) per dimostrare dove si sono visti i maggiori cambiamenti, valutando in questo modo l'efficienza della terapia. Alla fine della nostro terapia il punto A si è aumentato di 2.56 mm, un valore molto significativo questo ai fini del nostro studio. Il punto Pg ha subito un cambiamento poco significativo diminuendo di 1.18 mm.

 

 

Grafico 2: Valutazione dei cambiamenti del profilo a inizio e fine terapia
Grafico 2

Questo grafico rappresenta in modo schematico i cambianti avvenuti nel profilo dei pazienti in tutti i pazienti in esame. Vengono confrontando i valori dell'angolo Z prima del trattamento e dopo il trattamento. L'angolo del profilo Z è diminuito con una media di 3.76º a fine terapia. Questo valore risulta statisticamente molto significativo in base a T-Student test, dimostrando miglioramenti evidenti nel profilo dei pazienti.

Per fare un analisi più dettagliata abbiamo deciso di suddivere i nostri pazienti in base all'etá, e in base all'sesso.Il nostro campione l'abbiamo suddiviso in base all'eta e abbiamo ricavato 10 pazienti d'etá ≤ 8 anni, e 7 pazienti d' etá >8 anni rappresentandoli dei dati in fase T0 (pre-trattamento) e fase T1(post-trattamento).

 

Tabella 5: Interpretazione statistica dei dati
Tabella 5
*  valore poco significativo per p <0.05
** valore mediamente significativo per p<0.05  
***  valore molto significativo per p <0.05

Dall'analisi statistica dei dati ,abbiamo visto i cambiamenti per ogni angolo, confrontandoli in base ai 2 gruppi di etá. Abbiamo visto un maggior cambiamento dell'angolo SNA nei pazienti di etá ≤ 8 anni con un'aumento medio di 3º, rispetto ai pazienti d'etá >8 anni con un aumento medio di 1.50º, ma tutti e due cambiamenti statisticamente significativi per il nostro studio. La distanza A -N ^PF e aumentata di 3.35 mm nei pazienti piu piccoli, rispetto ai 1.43 mm nei pazienti piu grandi. Cambiamenti a livello mandibolare sono stati poco significativi per tutti e dui i gruppi, con maggiori cambiamenti nei pazienti ≤ 8 anni che si evidenziano con una diminuizione dell'angolo SNB di 0.75º. L'angolo ANB e l'indice di Wits sono aumentati rispettivamente di 3.75º e 4.50º nei pazienti di ≤ 8 anni, e di 1.79º e 2.14º nei pazienti > 8 anni. L'angolo FMA e cambiato con una media di 1.55º nei pazienti piu piccoli e di 1.43° nei pazienti piu grandi. L 'angolo SN^GoGn è aumento piu nei pazienti piu grandi con una media di 1.71º, rispetto ai pazienti piu piccoli (1º). L'angolo IMPA è aumentato in media di 3.50º nel gruppo piu piccolo rispetto ai 4.14º nei piu grandi, invece l'angolo Incisv.sup ^PF e aumentato di 3.85º nei piu piccoli, rispetto ai 3.29º nei piu grandi. I cambiamenti nel profilo del gruppo ≤ 8 anni sono stati molto significativi evidenziati dalla diminuizione dell'angolo Z con una media di 4.40º, rispetto ai pazienti >8 anni nei qualli il risultato è stato poco significativo.I cambiamento a livello dell'angolo goniaco e articolare non hanno avuto nessuna significanza statistica ai fini del nostro studio in tutti e due i gruppi.

 

 

Grafico 3: Cambiamenti di tutti gli angoli confrontando i pazienti ≤8 anni e >8 anni
Grafico 3

 

L'altra suddivisione del nostro campione è stata quella in base al sesso, rappresentandoli nelle tabelle tutti i dati in fase T0 e fase T1, sia per le femmine che per i maschi.

 

Tabella 6: Interpretazione statistica dei dati
Tabella 6
*  valore poco significativo per p <0.05
** valore mediamente significativo per p<0.05  
***  valore molto significativo per p <0.05

Dall'analisi statistica dei dati, abbiamo visto i cambiamenti per ogni angolo, confrontandoli in base al sesso.

L'angolo SNA è aumentato in media di 2.90º nei maschi, rispetto ai 1.64º nelle femmine, un valore questo piu significativo per i maschi al T-Student test. L'angolo SNB ha subito una diminuizione non significativa nelle femmine, e una diminuizione poco significativa nei maschi con una di media 0.65 º. L'avanzamento del punto A è stato di 3.35 mm nei maschi rispetto ai 1.43 mm nelle femmine, mentre il punto Pg ha avuto uno spostamento medio di 1.50 mm nelle femmine, non significativo, e di 0.95 mm nei maschi, poco significativo, per un p<0.05. L'angolo FMA ha subito un aumento sia nelle femmine che nei maschi, rispettivamente di 1.21º e di 1.70º, valori questi mediamente significativi. L'angolo SN^GoGn ha subito un aumento statisticamente significativo nei maschi e poco significativo nelle femmine. L'angolo IMPA è diminuito di 3.14 nelle femmine e di 4.20 nei maschi. L'angolo Inciv.sup^PF ha subito un aumento significativo nei maschi di 4.35º, rispetto alle femmine dove il cambiamento di tale angolo e stato poco significativo. Cambiamenti nel profilo si rilevano molto significativi nei maschi, con una diminuizione dell'angolo Z in media di 4.80º. Mentre nelle femmine questi valori risultano poco significativi. Cambiamenti dell'angolo articolare (SAR^ARGo) non sono statisticamente significativi in nessuno dei gruppi pressi in esame, mentre i cambiamenti dell'angolo goniaco (ARGo^GoMe) anche se di discreta entitá risultano mediamente significativi solo nei maschi.

 

 

Grafico 4: Cambiamenti di tutti gli angoli nelle femmine e nei maschi
Grafico 4

Il grafico rappresenta tutti i cambiamenti degli angoli durante la terapia, confrontando i pazienti in base al sesso.

 

 

Discussione

La malocclusione di Classe III già da tempo era considerata come una delle più severe deformità facciali. A Tirana, la malocclussione di classe III si presenta nel 3,2 % dei soggetti presi in considerazione, con una fascia d`eta tra i 7-15 anni, basandosi a uno studio epidemiologico fatto da G.Lagana et al.(6) Tutti i pazienti del nostro studio presenatavanno una maloclussione scheletrica di Classe III associata a una retrusione del mascellare superiore.

Noi abbiamo usato la maschera facciale in associacione al espansore rapido del palao come trattamento di scelta nei nostri pazienti che presentavonno una Classe III scheletrica da retruione mascellare. Molto benefici provengono dall'associazione dell'espansore palatale con la maschera nel trattamento di pazienti in Classe III, sia per la correzione dei cross-bite che spesso si associano a questo tipo di dismorfosi sia per la disarticolazione delle suture circummascellari favorite dalla procedura di espansione rapida.

In tutti i nostri pazienti analizzati abbiamo osservato un notevole avanzamento del mascellare superiore con una media di 2.38º, rispetto alla base cranica, portando a un aumento dell'angolo SNA molto significativo che si traduce in uno spostamento in basso e in avanti del punto A, rispetto alla posizione iniziale. Osservando anche altri studi con lo stesso protocollo al nostro si evidenziano dei risultati quasi simili nell'avanzamento del mascellare superiore e rispettivamente anche del punto A. Possiamo elencare quelli di :Cozza et al(7), Ucem et al (8), Baccetti et al(9), Vaughn et al(10). Mentre Kapust et al(11) hanno evidenziato un maggiore movimento in avanti del mascellare superiore rispetto ai risultati ottenuti nel nostro studio. Al contrario Saadia e Torres(12) Gallagher et al(13), Mermigos et al(14) e Baik(15) hanno evidenziato meno cambiamenti dell'angolo SNA e dell punto A. La nostra terapia è stata molto efficace nel far avanzare anteriormente e verticalmente il mascellare superiore.

Nel nostro studio abbiamo trovato dei risultati poco significativi rispetto ai cambiamenti avvenuti nella mandibola, con un diminuzione dell angolo SNB di piccola entita (0.56º)  e uno spostamento indietro del Pogonion di pochi mm. Questo ci porta a pensare che noi non possiamo frenare la crescita mandibolare, ma solo controllarla ed anche se non significativa, la riduzione complessiva dei valori mandibolari può essere considerata un cambiamento clinicamente importante. Risultati questi paragonabili ai studi di Yoshida et al(16) che non hanno trovati dei risultati significati in tempo breve a livello mandibolare dopo la terapia con FM/RME. In altri studi(11) invece cambiamenti molto significativi nella posizione mandibolare hanno contribuito alla correzione della classe III.

I cambiamenti al piano saggitale risultato molto significativi. La classe scheletrica in quasi tutti i pazienti è migliorata comportando questo un aumento dell'angolo ANB, e dell'Indice di Wits. Il motivo più importante del miglioramento nella relazione maxillo-mandibolare è principalmente dovuto al movimento anteriore e verticale del mascellare superiore di entita molto significativa e alla traslazione in basso e indietro della mandibola anche se di modesta entita.

L'angolo FMA, che esprime la divergenza del paziente, aumenta di lieve entita, in modo significativo per il nostro studio in quasi tutti i pazienti, stesso aumento avviene anche per l'angolo SN^GoGn. L'angoli della divergenza totale, risultano aumentati anche se noi abbiamo cercato di controllare la verticalita usando un dispositivo per l'arcata inferiore del tipo Bite-Block. Questi risultati differiscono da quelli di Cozza et al(7) dove la divergenza scheletrica e rimasta stabile durante il trattamento con la maschera facciale e addirittura si è ridotta significativamente durante la contenzione.

Per quanto riguardo l'analisi dentale abbiamo presso in considerazione due angoli, l'angolo IMPA per verificare i cambiamenti avvenuti negli incisivi inferiori, e l'angolo Incisv.sup ^PF per verificare i cambiamenti rispettivamente negli incisivi superiori. Dopo la terapia in quasi tutti i pazienti abbiamo osservato un linguoinclinazione degli incisivi inferiori, e un vestiboloinclinazione degli incisivi superiori. Questi cambiamenti noti come “camouflage dento-alveolare” sono molto significativi al fine dell nostro studio, dimostrando che i risultati non sono solo ortopedici ma anche dento-alveolari. Osservando altri studi della letteratura questi risultati sono simili agli studi di Kim et al(17), Chong et al(18). La valutazione delle sovrapposizioni cefalometriche indica che il maggiore contributo all'incremento significativo dell'overjet si è ottenuto a livello dentale per linguoversione degli incisivi inferiori.

Per quanto riguarda l'analisi estetica, che è un'analisi fondamentale per il paziente sopratutto nella malocclusione di Classe III, abbiamo notato un miglioramento nel profilo di quasi tutti i nostri pazienti. Soggeti con profilo concavo, a fine terapia presentano un profili dritto o addirittura convesso ,portando questo a una diminuzione molto significativa dell'angolo Z. I risultati ottenuti sono paragonabili con gli studi di Westwood et al(19),e altri studi della letteratura.

Dall'analisi di Jarabak abbiamo analizzato i cambiamenti dell'angolo goniaco (ARGo^GoMe) e quello articolare (SAR^ARGo). L'angolo goniaco ha subito un aumento di lieve entita, indicando una postrotazione mandibolare, anche se statisticamente poco significativa nel nostro studio. I cambiamenti a livello dell'angolo articolare non sono stati significativi.

Molti studi in letteratura sostengono che il controllo terapeutico della crescita mandibolare è associato ad un significativo diminuzione dell'angolo goniaco nei soggetti trattati con il protocollo FM/RME nelle prime fasi di sviluppo della dentatura, che evidenzia una rotazione morfogenetica anteriore della mandibola, meccanismo favorevole per la stabilità delle Classe III. Una postrotazione mandibolare, con conseguente un aumento dell'angolo goniaco come e avvenuto alla fine della nostra terapia, sembra avere un effetto solo visuale nel miglioramento della maloclussione, e mette in dubbio i risultati a lungo termine della terapia. Perciò i pazienti devono essere controllati e monitorati nel lungo termine.

Poi suddividendo i pazienti in due gruppi in base all'etá abbiamo ottenuto un maggior avanzamento del mascellare superiore e del punto A nei pazienti di età ≤ 8 anni, rispetto ai pazienti di età >8 anni. Risultati questi che sono sono in accordo con molti studi : Delaire et al(20), Mc- Namara(3), Proffit(1), Hickham(21 )che suggeriscono  che per un risultato ottimale ortopedico, il trattamento deve essere iniziato prima che il paziente compie 8 anni. Diversi studi in letteratura hanno usato il protocollo FM/RME confrontando i pazienti in base all'etá. Kapust et al(11) hanno suddiviso un campione di 63 soggetti in 3 gruppi di trattamento in base all'etá e nel gruppo più giovane hanno trovato i più grandi cambiamenti. Questo vienne affermato anche dallo studio di Beccceti et al(9) dove il gruppo più giovane ha mostrato significativamente maggior avanzamento delle strutture mascellari e una direzione più alta e in avanti della crescita condilare dopo il trattamento.

Per il gruppo di pazienti >8 anni i cambiamenti sono avvenuti in una risposta minore (ma significativa). Risultati simili hanno ottenuti anche Saadia e Torres(12), P.Ngan et al(22), Takada et al(23 ), Merwin et al(22).

Dalla suddivisone fatta in base al sesso, nei maschi abbiamo ottenuto maggiori cambiamenti rispetto alle femmine. Questo cambiamenti sono legati piu al fatto che i maschi presentavano in media un etá piu piccola rispetto alle femmine nel momento dell'inizio della terapia.

 

 

Conclusioni

I risultati ottenuti dal nostro studio dimostrano che la terapia con la maschera facciale associata all'espansore rapido del palato produce cambiamenti significativi a livello del complesso dento-facciale con un significativo miglioramento della relazione intermascellare attraverso modificazioni scheletriche, dentali e dei tessuti molli.

In tutti i nostri pazienti abbiamo evidenziato dei cambiamenti significativi degli angoli: SNA, A-N^PF, ANB, WITS, IMPA, Inciv.sup^PF, Z.

Il maggiore miglioramento scheletrico e avvenuto principalmente per un movimento anteriore e verticale del mascellare superiore.

La mandibola ha subito una postrotazione di lieve entita,ma poco significativa per il nostro studio.

Anche i movimenti dentali hanno contribuito alla correzione con cambiamenti significativi.

La divergenza è aumentata a fine terapia di lieve entita anche se noi tramite il bite block abbiamo cercato di controllarla.

Con la terapia ortopedica, effettuata precocemente, noi abbiamo riuscito a controllare e modificare la direzione della crescita e i rapporti tra le basi ossee.

Quando la discrepanza scheletrica è tale da evidenziare i limiti che la terapia ortodontica e ortopedica pongono nella cura delle disgnazie, si chiarisce il ruolo insostituibile della chirurgia maxillo-facciale nella risoluzione delle malocclusioni scheletriche. Tuttavia, anche in tali casi la terapia ortopedica intercettiva delle malocclusioni di Classe III ha l'obiettivo di ridurre la discrepanza scheletrica favorendo una maggiore stabilita dei risultati della chirurgia maxillo-mandibolare. L'analisi dei fattori di stabilita post-chirurgici delle Classi III scheletriche evidenzia come sia importante riposizionare i mascellari il minimo indispensabile a ripristinare completamente la funzione dell'apparato stomatognatico e restituire un estetica gradevole al paziente. Ciò sembra suggerire che un'efficace terapia ortopedica sia fondamentale non tanto per evitare o ridurre la probabilita dell'intervento chirurgico, quanto per aumentare il successo in termini di stabilitá. Queste evidenze sostengono un trattamento più precoce possibile per massimizzare l'avanzamento anteriore del mascellare e ridurre al minimo gli effeti dento-alveolari .

Il trattamento fatto durante la dentizione mista precoce ha dimostrato di migliorare in modo piu significativo la crescita sagittale mascellare rispetto al trattamento nella dentizione mista tardiva. Un intervento ortopedico precoce fornisce un alternativa non chirurgica nel trattamento delle malocclussione di Classe III con il mascellare superiore retruso.

 I nostri risultati sono molto buoni anche se il campione presso in esame e piccolo. Questi risultati si devono controllare nel tempo sapendo che le Classi III scheletrice hanno un alta tendenza a recidivare18,24,25) e che il trend di crescita nei soggetti in Classe III differisce notevolmente da quello dei soggetti con occlusione normale, poiché il picco di crescita giunge più tardi, ha una velocità relativamente più elevata e persiste fino alla prima età adulta.

 

 


Bibliografia

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Scritto da:

DDS Alisa Margilaj
Laureata in Odontoiatria e Protesi Dentaria con pieni voti assoluti e lode presso l’Universita Cattolica Nostra Signora del Buon Consiglio in Tirana, Albania .
Libero professionista.

Tel: +355697424078
Email: alisamargilaj@yahoo.com

TAG: maloclussione classe III maschera facciale