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Domanda di devitalizzazione

Risposte pubblicate: 7

Il mio dentista ha seguito una procedura corretta?

Scritto da Imane / Pubblicato il
Buongiorno, Avrei delle domande da porvi su un trattamento eseguito dalla mia dentista su un molare devitalizzato. Il dente in questione presenta una carie che il dentista mi ha detto di poter trattare con un'otturazione. Prima di procedere con l'operazione, ha fatto un esame radiologico dove ha visto che c'era un'infezione sotto il dente in questione. Mi ha allora prescritto una terapia antibiotica, che al termine di 8 giorni non ha avuto l'effetto sperato: la gengiva che circonda il dente ha un ascesso, anche se non sento alcun dolore. L'altro ieri il medico ha cominciato la seduta di otturazione sul dente devitalizzato. Durante il processo di otturazione ho cominciato a sentire un grande dolore al dente, nonostante l'anestesia. Il medico si è fermato, mi ha fatto un'altra radiologia, e ha confermato quello che sapeva già, vale a dire che c'è un'infezione in corso che ha raggiunto i canali. Visto che aveva già aperto il dente a metà, lo ha richiuso rapidamente con una sostanza che immagino sia il composito (l'ha modellato con le dita). Mi ha detto che non poteva richiuderlo permanentemente perchè "non bisogna chiudere quando ci sono dei batteri dentro". Ora è da due giorni che ho un grande dolore al dente, sia quando mastico che a riposo. Sento il dente "pulsare", e non so perchè. C'è anche un "buco" piuttosto grande sulla parte "attaccata" alla gengiva, mi sembra strano che non l'abbia visto. Il mio dentista ha seguito una procedura corretta? Chiederei alla dentista ma la prossima volta che mi può rivedere è il 28 febbraio. Vi ringrazio anticipatamente per le vostre delucidazioni.
Sig. Imane, chieda di anticipare l'appuntamento per la presenza di grande dolore; purtroppo le cure odontoiatriche non sono correlate da istruzioni per il montaggio, ogni odontoiatra segue le sue linee che sono singole per ogni paziente e differenti da un caso all'altro.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Carnate (MB)

Cara Signora Imane, buongiorno. Non è corretto assolutamente da parte Sua domandare on Line se la Sua Dentista abbia proceduto bene con la Terapia! La vedrà il 28 Febbraio ma potrà rispondere al telefono, intanto è già al corrente della Sua situazione Clinica. Le telefoni e parli con Lei! Io posso solo dirle che Lei si è espressa non bene nel descrivere i suoi problemi, non per colpa Sua ma perché evidentemente non ha ricevuto informazioni adeguate ed esaustive dalla Sua Dentista! Posso solo dirle che riguardo la osteolisi periapicale (cisti o Granuloma che fosse, conseguenza di una necrosi dentale o di una sindrome radicolare della polpa) quanto segue: di regola basta ed avanza una buona terapia canalare! Concettualmente i microbi presenti nella radice inviano fuori nell'osso le loro tossine a cui l'organismo risponde con la formazione cistica o granulomatosa per arginare l'infezione stessa e difendersi. Tolti i microbi con la terapia endodontica per via ortograda (normale ) o retrograda, se fossero presenti ostacoli insormontabili come perni non rimovibili etc (chirurgica) le tossine non vengono più emesse e la zona di osteolisi (lisi dell'osso) scompare con rigenerazione dell'osso stesso. Le osteolisi periapicali non sono solo batteriche, però, ma possono anche non avere origine solo da una necrosi endodontica, ma hanno origine, parlo di cisti, anche dai residui epiteliali del Malassez, rete cellulare embrionale deputata alla formazione di cementoblasti che formano a loro volta le cellule del cemento della radice. Queste cellule dette del Malassez prendono origine dalla guaina di Hertwig e stabilisce il limite inferiore dell'organo dello smalto e della futura corona del dente, tra i due si forma la zona del colletto. Da queste cellule possono prendere origine le cisti o più in senso lato le zone di osteolisi periapicale. come posso rispondere in modo professionale senza aver presente la Sua situazione Clinica Reale? In linea di massima si dovrebbe attendere la remissione dell'ascesso ma, questa, non sempre avviene se non si cura la causa etiopatogenetica che l'ha provocato ed allora si interviene sotto adeguata terapia antibiotica iniziate qualche giorno prima, con la terapia endodontica. Spesso non basta una sola seduta ma ne occorrono di più, in genere tre. Mi sa che c'è tanta confusione! In attesa della "chiusura" si sarebbe dovuta fare (almeno io e mia Figlia Claudia facciamo così) una medicazione con materiale similosmotico per decomprimere la pressione causa del dolore. Se non si facesse questo , il dente lasciato aperto o con una medicazione parzialmente aperta farebbe si che uscisse la pressione dovuta al formarsi del gas del catabolismo microbico che è la causa del dolore per compressione delle terminazioni nervose e con l'uscita di questo gas , non si crea pressione e non si crea dolore! Però, e qui sta il GRAVE, entrerebbero altri microbi nel dente che aggravano l'infezione! Per questo, personalmente uso chiudere provvisoriamente con una sorta di membrana simil osmotica che fa uscire il gas e non fa entrare i microbi! Ma questa è alta Odontoiatria. La pressione che si forma nel dente chiuso, senza sfogo, per il catabolismo del batteri per lo più anaerobi gram negativi implicati nell'infezione, è talmente gravosa ed intensa da scatenare dolori insopportabili! Le consiglio di farse spiegare bene dalla Sua Dentista la Diagnosi, la Prognosi e la Terapia! Ha il Diritto ad essere informata in modo comprensibile e Lei ha il Dovere di darle queste informazioni (si chiama "Consenso Informato")! Non è assolutamente chiaro che terapia stia facendo e perché. Parli con Lei e si faccia spiegare il percome ed il perché di tutto! :) Nel Suo caso è mancata l'assente di sempre: La Diagnosi! Occorre fare anche una Visita Clinica, Semeiologica ed Anamnestica Locale e Generale Sistemica! Non bisogna mai estrapolare la "bocca" dal contesto dell'Organismo in cui si trova e non bisogna mai estrapolarla dalle eventuali relazioni con altre patologie eventualmente presenti altrove! Solo così si può rispondere alla sua domanda. Legga nel mio Profilo "Visita Parodontale", che è poi la visita Odontoiatrica di Routine che facciamo nel Nostro Studio Mia Figlia Claudia ed Io a prescindere dal motivo per cui il paziente è venuto. Solo così si può "dare" Qualità! Deve solo fare una doppia visita Clinica. Ossia, bisogna visitarla clinicamente con due visite intervallate da una preparazione iniziale con curettage e scaling e serie completa di Rx endorali, modelli di studio e tanto altro. Visite con sondaggio parodontale in sei punti di ogni dente di tutti i denti e tanto altro e seconda visita di rivalutazione con risondaggio delle tasche che ora indicheranno la reale profondità delle stesse perché è stato escisso il tessuto di granulazione presente! Solo così si arriva ad una Diagnosi e ad una pianificazione terapeutica. Vede quando c'è una sofferenza pulpare succede questo: La Sofferenza Pulpare che provoca il "fastidio doloroso" va valutata clinicamente e con Rx Endorale (la panoramica non serve a niente), con stimoli termici con il caldo e con il freddo, esistono liquidi che spruzzati su un batuffolino di cotone con cui toccare il dente abbassano la temperatura improvvisamente da 37° a -4° e le garantisco che se c'è patologia pulpare, la si scopre, il dente risponde con un dolore immediato: 1- se dura qualche secondo, il processo è reversibile perché si tratta di semplice iperemia attiva come spiegato più sotto e si aspetta, 2- se dura molti minuti, il dente è in Pulpite perché si tratta di iperemia passiva e bisogna devitalizzarlo subito. 3- Se non risponde al dolore vuol dire che il dente è in necrosi, è morto per infezione e bisogna devitalizzarlo in un modo particolare subito spesso , a seconda della situazione clinica e dell'operatore, sotto protezione antibiotica! 4- Se non risponde al freddo ma risponde allo stimolo con "guttaperca" molto calda, allora significa che il dente è in necrosi, ma non completa, qualche zona di polpa vicino all'apice è ancora vitale (si chiama sintomatologia radicolare della polpa) e il dente va devitalizzato. LE SPIEGO QUALCHE COSA: Nella iperemia attiva il dolore è dovuto semplicemente ad un maggior afflusso di sangue nel dente tramite l'arteria che lo porta, dovuto ad un meccanismo di difesa nei confronti dello stimolo irritativo, questo maggior afflusso causa una pressione dentro il dente che è inespandibile e comprime le terminazioni nervose causando dolore esacerbato dagli stimoli termici, in questo caso il processo è reversibile, la polpa si abitua ed in qualche giorno o settimana tutto scompare!Se invece il danno causato dalle tossine dei microbi continua si ha una alterazione della vena che fa uscire il sangue dal dente e succede che il sangue arriva con l'arteria e non esce più con la vena danneggiata, si ha pressione che può anche scatenare dolori forti, tipici della Pulpite acuta o essere talmente leggera da non causare dolori in questo caso anche molto lenta, le cellule della polpa del dente, arterie, vene, linfatici e tessuto nervoso, muoiono = necrosi e si può formare una zona di osteolisi periapicale (pallina nera alla Rx endorale) intorno all'apice della radice = granuloma, cisti.IL DOLORE DA NECROSI è invece sordo profondo e non pulsante. Potrebbe avere delle sinalgie, infatti esistono dei sintomi, detti sinalgie, che praticamente, per incapacità del nucleo caudato del cervello a cui arrivano tutti gli stimoli dolorosi di una metà della bocca, possono provenire non dal dente in causa ma da denti o parodonto anche lontano. Quindi bisogna fare una accurata visita Odontoiatrica completa ed accurata. Per valutare il Parodonto basta fare un sondaggio Parodontale con un sondino parodontale in sei punti di ogni dente di tutti i denti (senza limitarsi a quello in causa apparente) se vi fossero misure superiori a 4 mm (fino ad un massimo di 14 mm, ci sarebbero delle tasche Parodontali , sintomo di una Parodontite DNDD. Per le patologie Endoparodontali, esse sono un sovrapporsi o un "misto" delle due descritte! Il confine tra iperemia attiva e passiva non è a volte così ben distinto e distinguibile e si può diagnosticare una iperemia attiva mentre invece la polpa si trova in un momento di passaggio tra la attiva e la passiva ed ecco che si può allora fare una otturazione come è stata fatta ed avere poi il dolore per l'esplosione immediata o a distanza di tempo della iperemia passiva e quindi della pulpite che porta alla terapia endodontica del dente! Chiaro? Cari Saluti
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)

C'è una infezione in atto. Bisogna prendere ancora antibiotici, meglio per iniezioni, per star meglio prima. Poi la corretta procedura di devitalizzazione del dente farà, se ben eseguita, regredire l'infezione per sempre..

Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)

Solitamente risolvere queste problematiche endodontico - parodontali rientra nella routine odontoiatrica, se il dente è recuperabile e non fratturato. Peraltro la sua descrizione non è chiarissima e denota una comunicazione insufficiente fra lei ed il collega che la sta seguendo. Cerchi di chiarire quanto più possibile, la cosa più importante ora è risolvere il problema.

Scritto da Dott. Giulio Sbarbaro
Zocca (MO)

Se c'è un'infezione sotto un dente devitalizzato il dente stesso va ritrattato. Capita a tutti ed è previsto nella casistica anche dei più bravi che un dente devitalizzato possa reinfettarsi e che il dentista debba ritrattarlo. E' successo anche a me capita a tutti.

Scritto da Dott. Daniele Tonlorenzi
Carrara (MS)

Buongiorno Signora Imane. Raccomando sempre ai miei Pazienti che in caso di dolore o di qualsiasi condizione impegnativa, di chiamarmi o recarsi direttamente in Studio. Senza appuntamento ovviamente. In caso di impedimento hanno il cellulare per la mia reperibilità. Chi esercita la Medicina tutela un bene primario, la Salute, che non è né disponibile né contrattabile o delegabile a nessuno se non al paziente stesso. Dunque il Medico si attiverà, anzi si deve attivare, per rispondere alle necessità di salute specie se di natura urgente. Da quello che ci dice sembra che Lei non sia stata informata correttamente sulla natura della sua patologia che però va trattata, sia per far guarire l'ascesso che per ottenere il risanamento del dente. Normalmente ciò si ottiene con una corretta cura canalare, andando cioè a disinfettare e rettificare i canali radicolari( evidentemente infetti )in modo poi da otturarli con materiali appositi che ne consentano la guarigione stabile e con essa anche la scomparsa del cosiddetto granuloma, successiva a quella dell'ascesso, presente in fase acuta. Di solito ciò accade in due o tre sedute al termine delle quali il dente viene poi ricostruito. L'uso degli antibiotici deve essere una tantum e solo se c'è ascesso, poiché se non si elimina la sorgente dell'infezione essi non determinano risultati duraturi. Non entro nel merito delle tecniche specifiche poiché ci sono tante tecniche ed altrettante Scuole che le hanno sperimentate ed usate con successo, da anni. Sarà il Dentista ad usare quella con la quale ha più esperienza e che garantisce i migliori risultati del caso e non posso certo farlo io a distanza, senza alcun reperto clinico. Cordiali saluti.
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Scritto da Dott. Massimo Scaramelli
Pisa (PI)

Gentile Sig.ra Imane, dal suo racconto sembra avere un problema endodontoco. In questo caso l'unica terapia è fare un ritrattamento. I soli antibiotici non risolvono il problema. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)