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Domanda di Chirurgia

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Nel gennaio 2020 mi è stato messo un impianto

Scritto da Marta / Pubblicato il
Salve, ho 37 anni e vivo a Firenze; vorrei ricevere un parere riguardo una situazione alquanto complessa, magari anche da qualche dentista della mia zona che potesse/sapesse come intervenire. Nel gennaio 2020 mi è stato messo un impianto di diametro 0.6 e h 11.5mm in posizione 46, dopo circa un anno dall'estrazione del molare a seguito di frattura verticale; la corona viene poi montata nell'autunno dello stesso anno, sia causa COVID che per valutarne l'osteointegrazione, che peraltro a parere del dentista è eccellente, così come la situazione dell'osso pre-impianto, anche questo a detta del radiologo che effettua la panoramica. Si sceglie una tempistica dilazionata del lavoro, vista la probabile situazione di sofferenza protratta a cui è stata soggetta la zona in precedenza. Si parla di un dente che viene devitalizzato a seguito di due pulpiti a distanza di qualche settimana nell'autunno del 2014: quella che ha portato a decidere per la devitalizzazione e la seconda presentatasi durante la terapia stessa, motivo per il quale la polpa è stata eliminata anzitempo d'urgenza, dopo giorni di dolore inenarrabile. Il dente presentava anche un granuloma apicale. Durante gli anni a seguire (che per me sono stati un discreto incubo, sia in termini di dolore che di funzionalità masticatoria) si ricorre spesso all'impiego di antibiotici e ricostruzioni in amalgama. Alla mia richiesta di estrarlo dopo l'ennesimo ascesso in sede e una lussazione/dislocazione della mandibola sx causata dall'oramai totale inutilizzo del lato dx con conseguenze appunto immaginabili, il dottore ritenta una seconda devitalizzazione a sue spese, nel tentativo di mantenere il molare; dopo un anno dal ritrattamento, si presenta la frattura con relativa infezione, quindi finalmente si arriva all'estrazione. Nel gennaio 2020 si procede con l'impianto, il quale resta perfettamente funzionale fino ad un paio di mesi fa, quando si presenta dolore alla masticazione e alla pressione in genere; il dentista che ha eseguito il lavoro non sarà disponibile a lungo per ragioni di salute, quindi eseguo panoramica e visite in due studi differenti in cui mi viene detto che, a parte una lieve "scodella", la vite è stabile, che quindi probabilmente è solo svitato l'abutment, a cui però la protesi è stata cementata e quindi di aspettare il rientro del mio dentista. Dopo 10 giorni dalla seconda valutazione, l'impianto diviene visibilmente mobile. Adesso che ho avuto modo di tornare allo studio originario, segata la corona viene fuori invece che la mobilità coinvolge anche la vite e, a causa del danneggiamento dell'abutment e dell'impossibiltà di esercitare forza su una vite non più fissa, il dentista mi dice che vuole procedere all'estrazione, non prima di un paio di settimane, in quanto oberato al momento - immagino espiantandola meccanicamente, visto che il kit apposito richiede la rimozione del perno sovrastante, oramai inamovibile - per poi procedere successivamente con un ponte per riabilitare la zona, con tariffa ovviamente agevolata. Il fatto è che, a parte qualche carie inattiva da 10 o anche 20 anni, peraltro nell'arcata mandibolare opposta, una tendenza al bruxismo, soprattutto in periodi stressanti come questo e una ritrazione gengivale in qualche settore, non ho altri denti lavorati e quindi preferirei procedere con un'estrazione più "controllata" per salvaguardare il più possibile osso e tessuti, per avere modo di rivalutare in seguito, a 6 mesi/un anno da adesso, l'eventualità di un nuovo impianto (stavolta eseguito da un implantologo, nel caso). Nel frattempo ho preso un appuntamento per valutazione e preventivo in uno studio con macchinari per intervenire con piezosurgery che, vista la situazione (cioè perimplantite in corso, moncone incastrato che impedisce di rimettere la vite di guarigione per aspettare magari temperature meno favorevoli ad infezione post-estrattiva, a cui si aggiunge una gastropatia erosiva in corso di accertamenti da oltre 6 mesi, che mi impedisce in toto l'utilizzo di fans e rende sconsigliato quello di farmaci in generale), per quelle che sono le mie conoscenze in merito, penso sarebbe la soluzione più sicura e sensata. Non ho avuto modo di discuterne con il mio dentista, in quanto ha espresso la sua fermezza nell'escludere un nuovo tentativo di impianto (in cui di base non ha molta fiducia, cosa che aveva sempre fatto presente, a onor del vero) e al momento sta lavorando in convalescenza post operazione, quindi ho capito essere di "fretta" e non molto propenso alle spiegazioni che, vista la situazione, per me sono invece decisive per capire in che direzione muovermi. Ringrazio anticipatamente tutti i dottori che vorranno esprimere la loro opinione, aiutandomi con le relative competenze/esperienze a decidere per il meglio. Allego panoramica, non so se utile - e sì, l'ottavo superiore dx è cariato, ne ho già programmata nei prossimi giorni l'estrazione.
Nel gennaio 2020 mi è stato messo un impianto
Sig. Marta, lei è un po' sfurtunata, speriamo che il ponte vada a buon fine. Nel suo caso internet non è favorevole, perché le fa perdere fiducia nell'odontoiatra e finisce in mani che pubblicizzano macchinari spacciati per miracolosi. Le consiglio di affidarsi ad un operatore unico e mantenere il rapporto solo con questo, lasciando a lui tutte le scelte senza interferire, in modo che siano lasciate a lui anche tutte le responsabilità.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Carnate (MB)