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Gli aspetti psicologici del disturbo della articolazione temporo mandibolare ATM

A creare il disturbo cranio mandibolare c'è il mix tra malocclusione e ansia

by Dott. Paolo Passaretti 27-10-2016 1896 visualizzazioni

Gli aspetti psicologici del disturbo della articolazione temporo mandibolare ATM, sono particolari. Io non sono veramente abbastanza preparato per descriverli bene come uno psicologo VERO ma ho una certa esperienza come ortodontista che si occupa di gnatologia e proverò a spiegarvi cosa accade.

Il concetto di base è che se c'è una malocclusione in alcuni casi si possono sviluppare disturbi a distanza (chiamati DCM cioè disturbi cranio mandibolari, o con altri nomi simili)  in altri apparati e distretti collegati alla bocca tramite la sofferenza che si crea nella ATM. In pratica, la bocca non chiude bene, le arcate non articolano bene e si determina quindi una patologia della articolazione, che da’ conseguenze su schiena, muscoli masticatori, ATM stessa con dolori o click o scrosci, cefalea, addirittura acufeni (fischi o ronzii all'orecchio)  o vertigini, o disturbi oculari,  alterazioni della postura della colonna vertebrale, mal di schiena, cervicale, dolori durante la masticazione ai muscoli della masticazione stessa, dolori alla articolazione ATM durante la masticazione o rumori di sabbia scrosci click, dolori all'orecchio scambiati per otite, difficoltà masticatorie per una sorta di debolezza dei muscoli masticatori che si stancano subito, apertura della bocca cioè della rima orale ridotta, blocco della articolazione ATM specie la mattina, con la bocca che, ad esempio, può rimanere bloccata in apertura dopo uno sbadiglio. Ce ne sarebbero tanti altri, che potrei descrivere in un elenco ancora lungo.  

Questi disturbi possono essere latenti e saltuari e possono essere scatenati ed evidenziati da periodi di ansia e stress (di cui peraltro TUTTI soffriamo) e questo spiega bene l'altalenanza alle volte di fasi acute e di periodi di remissione.

L'aspetto particolare che voglio descrivere in questo articolo è la controreazione di ansia che per lo più si sviluppa in questi soggetti. Infatti questi disturbi sono spesso molto, molto fastidiosi. Prendiamo ad esempio la condizione in cui si sviluppano ronzii fischi all'orecchio o vertigini. Ciò, purtroppo, può realmente interferire significativamente con la vita normale del paziente. Poi c'è l'aggravante che troppo spesso, prima di rivolgersi allo gnatologo, si interpella l’ otorino o il fisioterapista che prescrivono giustamente esami alle volte complessi come risonanza al cervello etc. ma poi, trovando tutto in ordine, si entra in una situazione in cui il paziente, che ancora non sa che si tratta di un problema ATM, non viene compreso nella sua seria sofferenza, neanche in ambito familiare o dal medico curante e viene spesso bollato come soggetto in … esaurimento nervoso e imbottito di psicofarmaci, che non fanno che peggiorare l'aspetto psicologico sia perché inefficaci sul disturbo di base sia perché creano sensazione di impotenza nel paziente, che non guarisce ne migliora.

Si creano dei circoli viziosi negativi sempre collegati alle incomprensioni familiari, uniti poi al decadimento delle prestazioni lavorative o di studio od anche sportive e ricreative che hanno come unico effetto di peggiorare lo stato di stress generale del paziente.

Come avevamo detto prima, a creare il disturbo cranio mandibolare c'è il mix tra malocclusione ed ansia. Quindi alla fine il disturbo si amplifica sempre più e peggiora e la qualità della vita del paziente decade fortemente. C'è incomprensione in famiglia, la maggior parte dei vari medici cui si rivolge non conoscendo forse a fondo questa sindrome di Costen, non centrano la diagnosi e sottovalutano, come i familiari, lo stato di sofferenza ed ansie aggiuntive di quel soggetto. Insomma, una situazione seria, che solo chi vede spesso nella sua carriera professionale questo pazienti, cioè lo GNATOLOGO, comprende fino in fondo.  

L'applicazione di un byte ben fatto (un vero byte gnatologico) e ampi incoraggiamenti possono restituire un po' di salute e di serenità a queste persone che talora soffrono, come disse Costen stesso, di “una patologia da suicidio” esagerando, ma centrando molto bene l'entità della sofferenza creata dai DCM.
 

Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)

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