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Riabilitazione implantoprotesica full-arch

La riabilitazione implanto-protesica di un'intera arcata, si tratti di mandibola o mascellare superiore, impone un'accurata pianificazione sia della fase chirurgica che della successiva fase protesica da parte del team odontoiatrico.

Riabilitazione implantoprotesica full-arch by Dott. Enzo Di Iorio 07-06-2016 463 visualizzazioni

Una paziente di sesso femminile di 68 anni, in buono stato di salute generale, si rivolge alla nostra attenzione per richiedere una riabilitazione protesica fissa dell’arcata superiore.

Si rilevano le impronte delle arcate e si fa realizzare dal laboratorio odontotecnico una dima radiologica in solfato di bario con la quale la paziente esegue una tc cone beam che viene utilizzata per la programmazione della fase chirurgica implantare.

L’esame radiologico eseguito evidenzia una buona disponibilità di osso residuo pertanto si pianifica l’inserimento di 6 impianti, in posizione 1.5 - 1.3 - 1.2 - 2.2 -  2.4 - 2.5, che supporteranno una protesi fissa di tipo avvitato. Vista la buona stabilità primaria al momento dell’inserzione implantare si decide di adottare un modello di guarigione transmucosa posizionando già al momento della prima chirurgia le viti di guarigione sugli impianti.

La paziente durante il periodo di guarigione implanatre indosserà una protesi mobile  opportunamente ribasata.

A tre mesi si rileva l’impronta in gesso dell’arcata riabilitata con impianti e si registra l’ arco facciale che consete il corretto montaggio in articolatore dei modelli in gesso. Si finalizza il caso mediante una protesi fissa di tipo avvitato, con mesostruttura in BioHPP, ottenuta mediante pressofusione , ed elementi dentari in composito.

Il BioHPP (High Performance Polymer) è un materiale polimerico derivato dal PEEK (polietereterchetone), materiale quest’ultimo, utilizzato in ortopedia con successo da oltre 30 anni come materiale per protesi artificiali (protesi per le articolazioni delle dita, dischi intervertebrali e protesi dell‘articolazione dell‘anca). Si tratta di una versione ottimizzata del PEEK dall’aggiunta di uno speciale riempitivo ceramico. Questo materiale è dotato di un’elevata biocompatibilità, è un materiale molto stabile dal punto di vista chimico, la sua elasticità è paragonabile a quella del tessuto osseo umano, il colore bianco “White Shade“ ne favorisce l‘utilizzo in zone che richiedono una particolare estetica. Le sue caratteristiche chimico-fisiche lo rendono indicato sia per lavorazioni con il processo di termopressatura sottovuoto che per la fresatura tramite tecnologia CAD/CAM.

Fonte bibliografica:

Di Iorio E, Berardini M. Un nuovo materiale per riabilitazioni fisse implantosupportate. A new material for fixed implant supported rehabilitations. Dental Cadmos 84(5):320-325 http.//dx.doi.org/10.1016/S0011-8524(16)30067-8

Per leggere o scaricare l’articolo:
https://www.researchgate.net/publication/303095113_Un_nuovo_materiale_per_riabilitazioni_fisse_implantosupportate?ev=prf_pub



Scritto da Dott. Enzo Di Iorio
Francavilla al Mare (CH)

Aspetto dei tessuti molli
Dima radiologica in solfato di bario
Panorex della CT Cone Beam
Ricostruzione tridimensionale con dima in sede
Guarigione transmucosa degli impianti inseriti. Aspetto a 10 settimane
Impronta pick up in gesso
Registrazione dell' arco facciale
Struttura in BioHPP realizzata mediante pressofusione
Prova struttura
Protesi ultimata con elementi dentari in composito
Consegna della protesi definitiva
Controllo Opt a un anno

TAG: full-arch