Domanda di Devitalizzazione

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5 anni fa ho subito una devitalizzazione al secondo premolare superiore

Scritto da Marzia / Pubblicato il
Buongiorno a tutti, è la prima volta che scrivo sul vostro sito, purtroppo ho un problema ad un dente che mi sta veramente rovinando la vita. Il dente in questione è il secondo premolare superiore di sinistra, racconto in breve la storia di questo dente: 5 anni fa ho subito una devitalizzazione al dente in questione, tutto è andato bene fino a marzo di quest'anno quando ho cominciato ad accusare uno strano dolore (mi sembrava di avere un paletto conficcato nella gengiva), il dentista a questo punto mi fa i raggi e dice che c'è un granuloma e che la devitalizzazione precedente non arrivava fino all'apice e quindi era male eseguita. A questo punto il dentista mi rifà una cura canalare arrivando stavolta fino all'apice, tutto questo però in una sola seduta, dopo la quale mi chiude provvisoriamente il dente con una pastina bianca che dopo qualche giorno salta, a questo punto mi fuoriesce del disinfettante dal dente, il dentista dice che non fa niente e chiude definitivamente il dente con matrice e fa ricostruzione, senza ripulirlo o altro (mi è venuto il dubbio che si possa essere infettato il dente in questo modo). Comunque tutto va bene per un paio di mesi, non ho più il dolore di prima anche se il dente è più sensibile ma di solito mi succede sempre dopo le devitalizzazioni. A giugno mi spunta un gonfiore anomalo sulla gengiva a livello del dente incriminato, il dentista mi prescrive Klacid 500mg 2 volte al giorno per 7 giorni, il gonfiore (che nel frattempo ha cominciato a spurgare), non scompare, provo allora con Augmentin 1000 mg 2 volte al giorno per 5 giorni, anche in questo caso nessun miglioramento. Il dentista a questo punto mi rifà i raggi, non vede nulla di strano ma mi dice che se c'è questa sorta di ascesso vuol dire che c'è qualcosa di grave, tipo frattura di una radice (che però non si vede dai raggi...è possibile?), quindi dice che devo estrarre il dente e mettere subito il perno dell'impianto appena tolto il dente per sfruttare l'alveolo del dente appena estratto, tutto questo nonostante ci sia l'ascesso. Tutto questo mi sembra un pò prematuro per un dente che ai raggi non presenta problemi e che non mi fa neanche male, cambio dentista, quello nuovo prima di tutto non vede alcun granuloma (il mio vecchio dentista continuava a vederlo), anche lui non vede nulla di strano dai raggi, mi propone di effettuare un lembo esplorativo per verificare che effettivamente ci sia qualcosa nella radice, dice che se è fratturata non c'è niente da fare e deve estrarre. Le mie domande a questo punto sono le seguenti: è possibile che il mio dente sia così messo male che l'unica via è estrazione ed impianto? eventualmente non si può effettuare una rizectomia o qualche altra cura antibiotica, oppure rifare la cura canalare? ho sentito anche parlare di iniezioni di antibiotico direttamente nella gengiva..ci sono altre alternative per far sparire un ascesso ed eventualmente non dovrebbe prima sparire l'infiammazione prima di poter effettuare qualsiasi tipo di intervento? grazie mille per la vostra disponibilità Cordiali saluti Marzia
Se la radice è fratturata, è possibile che NON si veda nelle rx. Se c'è frattura verticale etc, il dente è perso. La rizectomia su un premolare non viene molto bene alle volte, perchè il sistema delle radici è delicato etc. Tutta la storia clinica raccontata fa supporre la possibilità di una situazione scarsamente risolvibile

Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Sig.ra Marzia, Lei chiede miracoli quando la situazione è arrivata al limite! Sarebbe stato molto più semplice mantenere i denti in buona salute con dei controlli periodici. Non conoscendo la sua reale situazione clinica Le consiglio di seguire i consigli dei colleghi che ha già consultato. Cordiali saluti.

Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

Osteolisi periapicale da granuloma in dente molto compromesso con sfondamento del pavimento pulpare e con difetti ossei parodontali di terza classe passante. Salvato ed in bocca da oltre 25 anni. Dalla Casistica del Dr. Gustavo Petti di Cagliari
Cara Signora Marzia...è possibile ma improbabile...quando non si sa fare una diagnosi si tirano fuori le microfratture che in ogni caso sono quasi sempre curabili!...quindi il dente non va estratto ma va curato da un endodontista io da un Dentista che sappia il fatto suo e per la microfrattura si deve FARE UNA DIAGNOSI CERTA...non solo supposizioni!!! Quegli antibiotici poi sono inadatti alla situazione..io non posso cero prescriverli..non conoscendo la sua anamnesi clinica...in ogni caso bisogna andare alla radice del problema che scusi la battuta sta proprio nella radice....:....LE SPIEGO::....:....Concettualmente i microbi presenti nella radice inviano fuori nell'osso le loro tossine a cui l'organismo risponde con la formazione cistica o granulomatosa per arginare l'infezione stessa e difendersi, e i corpi dei leucociti macrofagi che arrivano in massa, formano il pus e quindi l'ascesso che si fa strada tra le fasce muscolari dove trovano meno resistenza...ecco che un ascesso può "emergere" anche abbastanza lontano dal dente di origine.... ... tolti i microbi con la nuova terapia endodontica per via ortograda (normale ) o retrograda (chirurgica) le tossine non vengono più emesse e la zona di osteolisi (lisi dell'osso) scompare con rigenerazione dell'osso stesso. Per togliere il dolore basta fare questo … ossia una accurata "devitalizzazione o ridevitalizzazione se era già stata fatta"….una volta individuato il dente e fatta una diagnosi: non può convivere con tanti granulomi per di più se fistolizzati...sono pericolosi non solo localmente per i denti...il Parodonto...l'Osso....le gengive...ma anche per l'Organismo intero....dal Granuloma possono partire microbi che col torrente ematico vengono portati in organi ed apparati importanti quali Rene, Cuore e tanti altri...e dare infezioni pericolose...fortunatamente molto rare...ma esistono e sono pericolose ripeto!...queste infezioni si chiamano malattie focali, ossia che hanno il loro Focus di partenza "in cavità dell’organismo comunicanti con l’esterno", come si dice per DEFINIZIONE MEDICA, in questo caso l'osteolisi periapicale, così come le Tasche Parodontali (altra causa comune ed importante)! Quindi un granuloma va eliminato...soprattutto se è fistolizzato...: guardi che è semplice e normale terapia alla portata di qualsiasi buon Dentista!... Le spiego cos'è un Granuloma in parole "povere": I granulomi si curano: essi sono dei tentativi dell'organismo di bloccare l'infezione che risiede nel dente...ossia i microbi sono nella radice...le tossine escono dall'apice e provocano l'insorgenza del granuloma...curate le radici....il granuloma si riassorbe da solo in un tempo variabile di pochi mesi al massimo ... ma i microbi non ci sono più!...se fosse impossibile curare le radici per la via "normale"...le si curano per via retrograda, chirurgicamente, entrando nelle radici dagli apici che poi vanno sigillati con materiali particolari!...il granuloma i può anche non escidere chirurgicamente intanto si riassorbe! .....................Per fare DIAGNOSI si procede così:basta fare una visita...percussioni trasversali ed assiali , una Rx endorale e prove termiche per fare la diagnosi.....:...le prove termiche si fanno con il caldo e con il freddo...esistono liquidi che spruzzati su un batuffolino di cotone con cui toccare il dente abbassano la temperatura improvvisamente da 37° a -4° e le garantisco che se c'è patologia pulpare...la si scopre....il dente risponde con un dolore immediato: 1- se dura qualche secondo...il processo è reversibile e si aspetta, 2- se dura molti minuti, il dente è in Pulpite e bisogna devitalizzarlo subito. 3- Se non risponde al dolore vuol dire che il dente è in necrosi, è morto per infezione e bisogna devitalizzarlo in un modo particolare subito sotto protezione antibiotica! 4- Se non risponde al freddo ma risponde allo stimolo con "guttaperca" molto calda, allora significa che il dente è in necrosi, ma non completa..qualche zona di polpa vicino all'apice è ancora vitale (si chiama sintomatologia radicolare della polpa) e il dente va devitalizzato...........ovviamente si deve fare una Rx endorale in diverse proiezioni se necessaria...ed una visita clinica accurata con percussione assiale e trasversale...una analisi occlusale-gnatologica del dente e stia sicuro che si arriva ad emettere una diagnosi certa ed a formulare una terapia idonea........................a questo punto mi permetto di spiegare come procedo io in caso di terapia di un Granuloma con fistola (che può esserci o non esserci…) e dente naturalmente in necrosi: si deve procedere così, almeno io procedo così (altri procedono in una unica seduta): 1- Bisogna iniziare almeno tre giorni prima di intervenire una copertura antibiotica con un antibiotico potente, a largo spettro soprattutto su anaerobi gram neg. come il ceftriaxone bisodico in fiale intramuscolari da 1Gr. (una al di per tutto il trattamento e proseguire oltre di almeno 4/5 giorni. (ovviamente è solo un suggerimento ...non posso prescrivere antibiotici per vie web senza neanche averla vista e fatto una anamnesi accurata...lo farà il suo medico Dentista che la prenderà in cura)!!!!Faccia la prima seduta un lunedì....la seconda un Venerdì e la terza di chiusura dei canali il Lunedì successivo...in modo da assumere, partendo da tre giorni prima e terminando 4/5 giorni dopo, in tutto 14/15 Fiale da 1 Gr. (una al dì) 2- procedere alla rimozione delle vecchie terapie canalari se ci sono(fatta prima la diagnosi però!!!) e quindi alla strumentazione accurata con lavaggi (sotto diga ovviamente) di ipoclorito neutralizzato poi da acqua ossigenata e lavaggi soprattutto prima della chiusura provvisoria a fine seduta con prima Clorofenolocanforato, poi con lo stesso antibiotico lasciato dentro il canale. Si chiude poi il dente alla fine di ogni seduta con membrana semipermeabile per impedire la reinfezione dei denti coi microbi da fuori a dentro e nello stesso tempo per fare uscire il gas prodotto dai microbi sopravvissuti dentro che causerebbe pressione e quindi DOLORE!..... E qui finisce la prima seduta! 3-Nella seconda seduta si rifinisce la strumentazione... si vede se c'è pus ( se c'è bisogna programmare altre sedute) si ripete tutto e si chiude sempre con membrana semipermeabile... 5-infine in terza seduta si chiude il dente....questo faccio io...poi ci sono altri dentisti che chiudono in una sola seduta...ognuno agisce come meglio crede...esistono delle linee guida dettate dalla società italiana di endodonzia...ma la creatività di ognuno è libera di agire come meglio ritiene per quella situazione e per quel paziente...io mi comporto così da 32 anni...con i dovuti aggiornamenti per il progresso che in continuo avviene...e i denti in necrosi non mi hanno mai dato problemi... Il Dentista anche se per motivi logistici non avesse potuto iniziare subito una terapia del genere avrebbe dovuto fare almeno la prima seduta sotto diga per decomprimere il dente e disinfettarlo e chiuderlo con la famosa membrana semipermeabile affinchè non avesse DOLORE...!..........Se poi non fosse possibile fare tutto questo per la presenza di una corona (capsula)...difficile perchè di regola si può forare la corona per procedere alla terapia e poi chiuderla con amalgama d'argento lucidata.... o di impedimenti, tipo calcoli di dentina nella radice.... si curano le radici per via retrograda ossia chirurgica...si scolpisce un lembo di accesso all'osso...si perfora...l'osso...a livello degli apici delle radici...e si curano le radici entrando in esse dall'apice...per via retrograda ...poi si sigilla l'apice agli apici con MTA o con Amalgama d'argento chirurgica priva di zinco...: quindi il dente, in linea di massima, perché non la vedo clinicamente…ma il mio parlare è supportato dal fatto che il suo dentista avesse fatto la terapia e quindi ciò dimostrerebbe che il dente è stato giudicato salvabile…ecco perché le ho fatto tutto questo discorso. Inoltre guarire un granuloma (che è molto probabile che lei abbia...o possiamo chiamarla più genericamente area di osteolisi periapicale, espressione dell'infezione) è importante per l’organismo intero perché mette a riparo dalle malattie focali a distanza di organi importanti che hanno il loro Fucus di partenza "in cavità dell’organismo comunicanti con l’esterno", in questo caso la zona di osteolisi periapicale, granuloma o anche cisti che siano o parodontite acuta periapicale o tasche parodontali o altre infezioni presenti in bocca…appunto in una cavità del corpo umano, comunicante con l’esterno.... le lascio una foto di un caso di frattura, con sfondamento del pavimento della camera pulpare e difetti ossei complessi e misti a più pareti con gravi problemi parodontali ed endodontici......CURATO ed in bocca da 30 anni!!!.... legga tra le mie pubblicazioni cliccando il nome: Riabilitazione Orale Parodontale e Protesica Completa, in un Caso Complesso di Compromissione Grave Parodontale ossea, conservativa, endodontica, protesica in presenza di insufficienza di gengiva aderente...........:.......Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari.
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Marzia,la sua storia è abbastanza complessa. Probabilmente il tutto scaturisce da una iniziale imperfetta devitalizzazione che le ha creato il primo dolore e successivamente gonfiore con la formazione di una fistola e fuoriuscita di pus nonostante il successivo ritrattamento.Non spiega però se il dente devitalizzato era stato incapsulato o meno, poichè, se così fosse, probabilmente il problema attuale effettivamente potrebbe essere dovuto ad una frattura profonda del dente. E' noto che un dente devitalizzato, specialmente se premolare o molare, deve essere necessariamente incapsulato per non incorrere nel rischio di fratture a volte insanabili.Prima di ricorrere all'estrazione si potrebbe valutare il ricorso a chirurgia retrograda. Le iniezioni di antibiotico sulla gengiva non risolvono assoutamente il problema.Le consiglio di consultare un buon endodontista che sicuramente saprà consigliarla per il meglio. Cordialmente
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Scritto da Dott. Tersandro Savino
Tivoli (RM)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile sig.ra Marzia, nel suo caso l'aspetto determinante non è la presenza o meno di un ascesso, ma senz'altro stabilire se effettivamente la radice sia fratturata, ed eventualmente a che livello e con che andamento... le spiego meglio, se la frattura è nel terzo coronale della radice e con un andamento orizzontale si può ipotizzare un recupero complesso (allungamento di corona + terapia endo + perno e corona) che va comunque valutato caso per caso; se però la frattura ha un andamento verticale il danno è irrecuperabile e in questo caso bisogna necessariamente procedere a estrazione della radice e protesizzazione. Una semplice rx endorale non è sufficiente per determinare se la radice sia effettivamente fratturata, bene un lembo esplorativo oppure una CBCT; se la radice dovesse essere integra, si può effettuare un ritrattamento endodontico seguendo rigidamente i protocolli (isolamento sotto diga di gomma, sagomatura e detersione dell'intero sistema canalare), con buone percentuali di successo; ci tenga aggiornati sull'evoluzione, cordialmente
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Scritto da Dott. Andrea Balocco
Paruzzaro (NO)

Salve Marzia, non disperi. Consulti un dentista che abbia voglia di trascorrere un po più di tempo con lei ed il suo dente, in qualche modo risolverà e spero senza bisogno di estrarre il dente. cordialmente, Gianluigi Renda.

Scritto da Dott. Gianluigi Renda
Castrovillari (CS)

Gentile Sig. Marzia, senza aver visto la sua radiografia è difficile formulare la diagnosi. Comunque, se c'è la frattura verticale come si sospetta, ci deve essere anche un sondaggio parodontale: in corrispondenza della frattura si perde l'attacco della gengiva alla radice e si forma una tipica tasca stretta e profonda. Se tale sondaggio non c'è, esistono buone probabilità che la frattura non ci sia. Se comunque esiste il sospetto, io in questi casi anziché fare un lembo esplorativo, svuoto il canale nella porzione più coronale e vado a guardare la radice dall'interno attraverso il microscopio operatorio. Se non c'è frattura, il suo dente potrebbe essere tranquillamente recuperato con un intervento di apicectomia con otturazione retrograda dei canali radicolari. E' un intervento chirurgico che se eseguito come si deve, in particolare sotto microscopio operatorio, dà ottime percentuali di guarigione. Ci tenga informati e nel frattempo le faccio i miei migliori auguri. Dr. Arnaldo Castellucci
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Scritto da Prof. Arnaldo Castellucci
Firenze (FI)
Consulente di Dentisti Italia

La risposta del prof. Castellucci credo sia esaustiva, chiara e assolutamente da prendere in considerazione come un protocollo chirurgico al quale tutti dovrebbero attenersi, prima di fare diagnosi incerte ed approssimative. Consulti uno specialista dotato di microscopio e vedrà che una soluzione alternativa all'estrazione le sarà puntualmente proposta. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Bruno Cirotti
Roma (RM)

Gentile signora mi associo a quanto detto dal dott. Castellucci massima espressione in campo endodontico, aggiungo solo Che la rizectomia su di un secondo premolare superiore non e fattibile dato Che nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di un monoradicolato per cui se viene accertata la diagnosi di frattura verticale di radice non vi e' altra alternativa all'avulsione, cordialità .

Scritto da Dott. Francesco Sforza
Carovigno (BR)

Sig. Marzia, i denti non sani trattati da più dentisti in alcuni casi si possono anche perdere. Investire grosse cifre da professionisti che utilizzano apparecchiature costosissime non sempre da la durata nel tempo che controbilancia, per cui si propone l'avulsione come consigliano i colleghi che l'hanno visitata.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)