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Domanda di Espansore palatale

Risposte pubblicate: 7

Ho il palato stretto

Scritto da Ilaria / Pubblicato il
Salve, sono una ragazza di 27 anni, il mio dentista mi ha detto che ho il palato stretto e quindi un conseguente affollamento dentale, per ovviare a questo problema mi è stato senz'altro proposto di mettere un apparecchio, ma che, data la mia età, era ormai impossibile allargare il palato ma cercare un "compromesso" e cioè quello di spingere un pochino i denti all'infuori per poi successivamente venire allineati grazie al l'apparecchio fisso; ora però interessandomi di più al caso sono venuta a sapere che l'unico modo di risolvere veramente il mio problema alla mia età sarebbe quello di intervenire chirurgicamente, dunque per fare un po' di chiarezza vorrei capire se i risultati senza la chirurgia possano essere validi lo stesso e soprattutto durevoli nel tempo, grazie mille!!!
Il collega le ha parlato correttamente, e credo abbia volontariamente omesso l'opzione chirurgica. Su base scheletrica, completata la crescita, non si può praticamente agire (se non in minima parte) e quindi l'ortodonzia porta a soluzioni sicuramente migliorative ma di compromesso.
La chirurgia ortodontica può modificare invece sensibilmente la base scheletrica, ma si tratta di un approccio multidisciplinare invasivo e molto complesso, da valutare prima con molta attenzione e da effettuare solo nei casi limite.
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Scritto da Dott. Giulio Sbarbaro
Zocca (MO)

Buongiorno sono troppo poche le informazioni per suggerire una terapia adeguata. L'indicazione alla chirurgia si ha solo se il palato e' cosi' stretto (forma ogivale) da determinare una inversione di masticazione bilaterale. Se la sua chiusura invece e' nella norma e ha solo un problema di affollamento l'apertura della sutura sfeno palatina non serve a nulla anzi...
Nei casi gravi di affollamento in entrambe le arcate si procede con l'estrazione di 4 premolari (uno per parte). E' sempre rischioso spingere i denti in fuori per trovare spazio. Pubblichi delle foto (anche fatte da lei) e potra' avere una consiglio piu' specifico.
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Scritto da Dott.ssa Roberta Precerutti
Torino (TO)

Tra chirurgia maxillo-facciale ed espansione lieve dell'arcata superiore, c'è una terza via da considerare: l'espansione rapida della sutura palatina:

https://it.dental-tribune.com/clinical/espansione-rapida-del-palato-terapia-del-deficit-trasversale-scheletrico-del-mascellare-superiore/

si tratta di un meccanismo che evita la soluzione chirurgica, ma consente un incremento dell'ampiezza di arcata, che permetta un riallineamento efficace dei denti e un'occlusione stabile ed efficiente.
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Scritto da Dott. Mauro Mazzocco
Roma (RM)

Tutto dipende da quanto c'è da allargare.. Se la dimensione da recuperare è minima, si può probabilmente ottenere anche da adulta. Ma c'è da analizzare bene i modelli ed anche le radiografie. Così non si può riuscire a dare un parere.. Penso comunque che lei possa fidarsi del suo dr.

Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)

Salve se il palato è stretto si può allargare con tecnica Marpe senza intervento. E un espansore ancorato con miniviti sul palato.
Cordiali saluti 

Scritto da Dott. Orazio Maximilian Bennici
Catania (CT)

Cara Signora Ilaria, buongiorno. La "saldatura" delle suture ossee pterigo-mascellari è un processo che avviene intorno ai 7 anni circa e anche prima e la sutura palatina media si chiude solitamente intorno ai 12, 13 anni nelle bambine e ai 13, 14 anni nei bambini. Quindi prima si inizia la terapia ortodontica e meglio è. Anche intorno ai 5 anni. ha 26 anni ed è quindi fuori "tempo massimo". Ovviamente anche in un adulto è possibile espandere il palato attuando una frattura della sutura palatina. Dal punto di vista scheletrico è quindi necessario, nell'adulto, attuare un intervento chirurgico per espandere poi il palato. Ovvio che se ci si accontentasse di agire solo sui denti e non sullo scheletro, si potrebbe usare l'espansore senza intervento. Sarebbe però un compromesso spesso non accettabile ed in ogni caso da decidere solo dopo un esame cefalometrico completo, a tavolino e tanto altri accertamenti ortodontici. In particolare è necessaria un'anamnesi delle abitudini viziate come la presenza di respirazione orale la posizione che assume la lingua durante la deglutizione o le proporzioni e i rapporti reciproci dei vari componenti del sistema scheletrico in particolare palato ogivale, over Jet ed Over Bite, Dimensione Verticale etc . Bisogna valutare bene lo spessore del tavolato osseo vestibolare , la presenza di adeguata solida banda di gengiva aderente perché lo spostamento per "rotazione sul fulcro del dente, disloca in fuori, vestibolarmente, l'apice del dente stesso ed ho visto purtroppo troppe Recessioni gravissime con deiscenze ossee solo perché l'Ortodontista non aveva considerato queste valutazioni! se fosse una Disgnazia Dento Scheletrica e non Dento Dentale, lo spostamento dei denti sarebbe non "Corporale" ma "Rotatorio" che sarebbe un "Compromesso" che però, in presenza di un Tavolato osseo Sottile, potrebbe portare alle patologie sopra descritte, oltre che decapitazione delle papille interprossimali, spesso affrontabili terapeuticamente sia funzionalmente che esteticamente in modo molto complesso e con plurinterventi per evitare la formazione di gravi inestetismi, visti troppo spesso, da me Parodontologo, in questo tipo di terapie, per non metterle in rilievo.

Vede, siamo entrati in concetti complessi! Come posso risponderle, Professionalmente, quindi? Il suo Dentista invece può e Deve e se ha deciso questa terapia, ha già preso in considerazione tutte queste problematiche potenziali! Non abbia quindi sfiducia nel Suo Dentista! Cari saluti
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)

Sig. Ilaria, tutti gli Odontoiatri hanno fatto la stessa scuola e si tengono aggiornati per cui, difficilmente trova un Odontoiatra che conosce tecniche che altri non conoscano. Nessuno di noi conosce il suo caso a distanza, per cui la risposta corretta, alla sua domanda, la può dare il suo Odontoiatra o un altro collega dopo visita con accertamenti diagnostici e studio del caso.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Carnate (MB)