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Domanda di Endodonzia

Risposte pubblicate: 10

Mi sono sottoposto a devitalizzazione e cura canalare del molare 37

Scritto da Matteo / Pubblicato il
Salve, in data 31/01/2018 mi sono sottoposto a devitalizzazione e cura canalare del molare 37, causa una caria profonda che aveva intaccato il nervo. L'intervento è iniziato con anestesia tronculare ed è andato come per la precedente devitalizzazione e canalatura fatta al dente del giudizio che si trovava affianco e che per vicinanza al nervo era stato deciso non essere rimosso. Circa un ora dopo l'intervento il mio dentista mi contatta e mi reco in studio dove mi mostra una lastra post-devitalzzazione, in essa era possibile ossevare una non indifferente fuoriuscita di materiale endodontico nel canalre mandibolare. Al momento, trovandomi ancora sotto anestesia, ero ignaro dei sintomi legati a questo evento. Il dentista mi ha prontamente ordinato una terapia a base di Metilprednisolone che continuerò per qualche settimana. Lui stesso aveva contattato un chirurgo Maxillo-Facciale, a suo dire tra i migliori in Emilia-Romagna, che aveva sconsigliato la rimozione chirurgica in quanto la stessa avrebbe solo potuto peggiorare le cose. La terapia farmacologica immediata risulta essere quindi l'unica soluzione. Per i giorni a seguire ho solo avuto una anestesia del mento/labbro inferiore sinistro e dei denti inferiori all'altezza del labbro sinistro. Tuttavia, in data 05/02/18 sono iniziate le sensazioni di bruciore, pulsazioni. Suppongo si definiscano disestesie. Ho contattato nuovamente il mio dentista di fiducia (io vivo all'estero) che mi ha confermato la certezza asoluta del'unitilità della chirurgia nel mio caso e che le disestesia sono dolori "non veri" e che il medicinale sta facendo il suo corso. Ho letto vari casi e studi clinici anche in inglese, noto che la materia non ha una chiara risoluzione e che vi sono casi soggettivi e più disparati. Il materiale endodontico fuoriuscito è l'N2, che incluide eugenolo e paraformaldeide. Non ho letto ottime cose di questi materiali, che sono neurotossici per il nervo e possono causare lesioni irreversibili. La mia paure sono : - è vero che la rimozione chirurgica sarebbe inutile o maggiormente dannosa, o sto rischiando di perdere tempo prezioso per intervenire? - questo N2 può effettivamente riassorbersi e permettere al nervo di rigenerarsi, almeno parzialmente o è una supposizione infondata? - infine quali sono le reali possibilità che mi si presentano e le tempistiche di recupero, in una modalità o nell' altra? Spero che qualcuno di specializzato in casi simili possa darmi risposte più concrete, dettagliate e rassicuranti. Allego inoltre lastra post-intervento che mostra la fuoriuscita del materiale dovesse essere necessaria. Ringrazio in anticipo chi si prenderà il tempo di rispondere al mio caso. Saluti!
Mi sono sottoposto a devitalizzazione e cura canalare del molare 37
L'N2 di Sargenti è un ottimo materiale svizzero, oggi in disuso per il subentro di nuove formule, e che non solo i vecchi dentisti rimpiangono ancora. Non è accettabile l'impossibilità di una rimozione per mano di un maxillo-facciale di media abilità. Ora tutto dipende dalla sintomatologia. Se sopportabile, si può attende il riassorbimento naturale prevedibile in tempi molto lunghi, ma non geologici. Altrimenti il suo dentista attiverà l'assicurazione. Chi vivrà vedrà. Buona fortuna!
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Scritto da Dott. Sebastiano Carpinteri
Torino (TO)

Gentile Matteo, la panoramica non è sufficiente a sciogliere i dubbi. Effettivamente c'è una notevole presenza oltre apice radicolare del materiale di sigillatura del canale che sembrerebbe effettivamente arrivare al canale mandibolare ma potrebbe solo avvolgere il canale stesso e non penetrarvi. Solo con una TAC-CBCT si riuscira' a dirimere il dubbio. Di solito il materiale viene in parte riassorbito. Qualche perplessità sull'uso del N2 che ritengo un materiale obsoleto(personalmente mai usato in endodonzia in più di 30 anni di attività). Ci sono tanti altri cementi radicolari efficaci e n per niente tossici e lesivi. Ovvio comunque che ognuno è libero di usare ciò che conosce meglio. Effettivamente eviterei e sconsiglierei un intervento chirurgico che potrebbe magari causare qualche complicazione visto che comunque la sintomatologia da lei accusata non è imponente e molto probabilmente destinata ad attenuarsi anche con l'ausilio della terapia farmacologica. Cordialmente.
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Scritto da Dott. Tersandro Savino
Tivoli (RM)

Il materiale radiopaco evidenziato nella regione apicale del 37 potrebbe essere con molta probabilità il materiale di otturazione canalare utilizzato per la terapia endodontica all'interno del canale mandibolare, da cui la sensazione di parestesia. La soluzione non è ne semplice ne rapida e potrebbero esitare postumi. Le consiglio quanto prima una consulenza presso una struttura ospedaliera/universitaria dove sia presente il reparto di Odontoiatria dove le indicheranno probabilmente ulteriori esami radiografici ed imposteranno una terapia farmacologica ed eventualmente chirurgica (che non consiste nella sola rimozione dell'elemento dentario) adeguata. Le auguro una completa guarigione.
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Scritto da Dott. Mirko Medaglia
Caserta (CE)

Caro Signor Matteo, buongiorno. Che dirle: anzitutto attenzione alle dosi e soprattutto alla sospensione (che sia scalare) del corticosteroide! Deve essere seguito dal Medico o dal Dentista, costantemente e non deve mai sospendere di "colpo" ma a dosi "scalari" stabilite dal Medico Dentista! Anzitutto la OPT non è la Rx idonea ma lo sarebbe la Rx Endorale e soprattutto la Valutazione Clinica che non si può certo fare via Web! Vedo, in ogni caso, che nella radice distale del secondo molare in questione, c'è una terapia canalare molto lunga con perforazione dell'apice da parte del cono di guttaperca che sembra "sfociare nel canale mandibolare in cui si vede il materiale (mi sembra strano che sia N2 perché questo lo si usa solo, a mio avviso, naturalmente, per medicazioni provvisorie di pulpotomie in genere d'urgenza e non per la chiusura del Canale insieme alla guttaperca ( si usano altre sostane come l'Endomethasone C, cemento definitivo da usarsi con i coni di guttaperca e con proprietà anti-infiammatorie ed antisettiche notevoli!). L'N2 serve (o serviva :) ) per mantenere la vitalità della polpa radicolare dopo una pulpotomia, come già detto e non per niente è usato nei bambini in Odontoiatria Pedodontica. Però esistono controversie su questo fatto. Personalmente ritengo corretto dire questo ma, sempre per correttezza, le dico che la "questione" è dibattuta e fonte di controversie "terapeutiche"! Detto questo sarei dell'avviso di rimuovere il materiale anche perché c'è il cono di guttaperca che sembra penetrare nel canale mandibilare e questo cono è solido e non riassorbibile per cui bisogna comunque rimuoverlo visto che penetra nel canale o per via endodontica o chirurgica simil retrograda o chirurgica intervenendo aprendo il tetto del canale mandibolare per rimuovere tutto il materiale. Per un Chirurgo Maxillo Facciale Esperto non è cosa Complessa. Dico questo perché Lei ha già i sintomi di Parestesie causati dalla sofferenza del nervo alveolare inferiore e prima si interviene e meglio è! Parestesie! Parestesie e Disestesie sono due cose diverse! La Parestesia si manifesta con una distorsione della sensibilità, come ha Lei, causata da una sofferenza, in questo caso, neurologica del nervo Alveolare inferiore! Ecco perché, in linea di massima riterrei che prima lo si decomprima e "pulisca" dal materiale estraneo e meglio è! Altrimenti il danno neurologico periferico potrebbe diventare irreversibile! Si faccia Visitare da un Chirurgo Maxillo Facciale con la consulenza anche di un Neurochirurgo! Questo posso consigliarle e dirle via Web dato che solo una Visita Clinica e Semeiologica e una Tac Volumetrica possono far valutare bene la situazione! Cari Saluti
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)

Sig. Matteo, questa RX non è l'accertamento diagnostico migliore per questo caso, occorre una tridimensionalità, perché il materiale potrebbe essere in altra posizione e una 3D ci potrebbe dare informazioni più attendibili. Il materiale utilizzato è fornito in diverse formulazioni che sono riassorbibili e rimovibili. Il comportamento del suo odontoiatra è stato esemplare ed è stato corretto al momento seguire le sue indicazioni, ma le consiglio di farle leggere la mia opinione.
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Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Carnate (MB)

Il cemento canalare N2 é il meno adatto ad una fuoriuscita dall'apice, per questo non viene più usato dalla maggioranza dei dentisti. Credo comunque che si possa esprimere un cauto ottimismo circa la prognosi, si dovrebbe formare in circa un anno un granuloma da corpo estraneo che andrà ad inglobare il cemento fuoriuscito con progressiva diminuzione della sintomatologia parestesica.guardando poi la opt, non credo che la sostanza fuoriuscita sia andata a contatto con il nervo perché lo stesso corre all'interno di un canale che mi sembra integro e dopo lo smaltimento della anestesia i sintomi dolorosi sarebbero stati molto più importanti, quindi oltre alla terapia cortisonica io non farei niente altro.
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Scritto da Dott. Michele Calavalle
Viadana (MN)

Ma una tac conebeam? Utile alla corretta diagnosi. Materiale usato per otturazione canalare? Riassorbibile o non riassorbibile?
Diminuzione dei sintomi dalla cura canalare ad oggi?
Sinceramente non mi é mai capitato e non saprei come consigliarla, anche perchè una compressione duratura sul canale danneggia irreparabilmente il nervo mandibolare, per cui mi orienterei da uno specialista..

Scritto da Studio Dentistico Fiori
Castelnuovo di Garfagnana (LU)

Gentile Sig. Matteo, in questi casi mi sembra che una Cone Beam sia assolutamente necessaria. Sicuramente l'N2 comprime il nervo, ma una immagine bidimensionale non può assolutamente far capire quanto è grave. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)

Non mi sembra che il collega le abbia descritto il quadro troppo chiaramente o magari su alcuni aspetti non vi siete capiti, ma mancano troppi elementi diagnostici. Come scritto giustamente da alcuni miei colleghi, in primis capire esattamente di che materiale si tratta e valutarne la riassorbibilità nel tempo, quindi una Tac Dentale mirata per capire dove si trova questa fuoriuscita oltre apice rispetto al canale mandibolare, e, ad ultimo ma non per ultimo, sicuramente una valutazione (con questi dati in mano) di carattere maxillo - facciale / neurologica per valutare un'asportazione dello stesso. Aspettare tanto per aspettare in questi casi può non essere una grande idea.
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Scritto da Dott. Giulio Sbarbaro
Zocca (MO)

1) supponiamo che i canali mesiali siano lunghi 20 mm., ora statisticamente che il canale distale sia lungo 22 23 mm. mi avrebbe allertato. A questo punto rilevatore di apice e rx mia avrebbe dato la lunghezza "esatta" della radice. (io ravvedo imperizia e negligenza).Non solo io credo che il collega abbia usato uno spingipasta per "pompare" tutto quell'N2, non rendendosi conto che la quantità era eccessiva. Comunque le tecniche endodontiche già 30 anni fa attribuivano al cemento non già una funzione medicamentosa, ma la semplice funzione disigillare gli spazi minimi che non potevano essere sigillati dalla guttaperca. 2) rimuovere il cono di guttaperca quanto prima. 3) le mie considerazioni cliniche andranno approfondite con le dovute tecniche strumentali. 4) A questo punto forse sarà necessario il chirurgo maxillo facciale sperando che sia più bravo del.....
 
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Scritto da Dott. Giuseppe Spera
Milano (MI)

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