Domanda di Parodontologia

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Ho le gengive sensibili e una piccola retrazione gengivale

Scritto da ivano / Pubblicato il
Salve, sono alcuni mesi (ma ora è dolore non più un forte fastidio) che il mio dentista dice che ho le gengive sensibili in più una piccola retrazione gengivale tra due denti, ed io sento forte sensibilità o anche dolore a tre denti,  prima solo i due dove c'è la piccola sacca che due mesi fa ha voluto raschiare per far riformare la pupilla un dolore atroce per settimane. Dopo il raschiamento ha cominciato a darmi dolore il caldo ora anche il freddo le gengive sono rosa non sanguinano e non sono gonfie. Io ho 40 anni, non fumo e non bevo caffè od alcolici. Grazie
Esempio di tasca Parodontale infraossea passante trattata con membrana artificiale da Chirurgia Rigenerativa Ossea Parodontale
Caro Signor Ivano...se c'era una sacca ...c'era una "tasca parodontale" espressione di una malattia del tessuto di sostegno del dente, osso e gengiva = parodonto, che si chiama Parodontite...la gengiva duole perchè c'è una Gengivite e i denti sono sensibili perchè ci sono delle recessioni gengivali = lei ha bisogno di una profonda ed accurata visita parodontale da un Parodontologo...che faccia diagnosi e la curi...le spiego:la Parodontite è una infiammazione come le spiego più sotto le rispondo nel modo in cui spiego ai miei pazienti in studio, cosa sia una tasca parodontale e come si arriva ad una diagnosi e come si imposta una terapia ecco: " Immagini un dente in sezione longitudinale (e alzo la mano sin. di taglio verticale davanti a me), la gengiva ( e alzo la mia mano dx in orizzontale vicino e perpendicolare alla mano sin.), si attacca al dente mandando le fibre connettivali ed epiteliali dentro di esso, al colletto, nel punto di passaggio tra radice e corona, ossia la parte del dente che emerge dalla gengiva (e spingo la mano dx a intrecciare le dita con la mano sin.). In questo modo la Gengiva protegge l’osso che sta sotto intorno al dente e chiude, una porta che impedisce ai microbi di entrare in profondità. La funzione della gengiva è questa, di costituire un sigillo invalicabile dai microbi!. Quando queste fibre, per un motivo qualsiasi, ad esempio la Gengivite prima e poi la Parodontite, si dovessero rompere, esse si staccano dal dente, si apre quella porta e i microbi entrano ed incominciano a distruggere il Parodonto, ossia il tessuto che sta intorno al dente, Gengiva, Cemento della radice, Legamento Parodontale che lega il dente all’osso e l’Osso stesso: è iniziata una Parodontite. (Conosciuta col termine volgare di "Piorrea" dal greco (puòn) marcio, pus - (roé) scolo, quindi scolo di pus. Scolo di pus, perché nei momenti conclamati o terminali della malattia si hanno numerosi ascessi! La distruzione di questi tessuti porta alla formazione di una tasca (ed infilo la mano dx nel taschino sin. del mio camice) spiegando "questa è una tasca, prima era cucita ora è aperta. Questa tasca si chiama "Tasca Parodontale". In pratica è come se fosse una ferita e come ogni ferita tenta di guarire facendo "granuleggiare" un tessuto che appunto si chiama di Granulazione, che cerca di chiudere questa ferita, ma non lo può fare per vari motivi che non sto a spiegare. La caratteristica di tutte le Parodontiti è quella di avere periodi di inattività che si alternano con altri di attività. Questo avviene in modo del tutto "anarchico". Ossia la malattia può essere attiva o non attiva, in tutta la bocca, in parte di essa o addirittura sullo stesso dente in un punto sì e nel punto vicino no! È importante sapere che esistono vari tipi di Parodontiti, ma comune denominatore è quanto ho spiegato sopra. Nei punti in cui la malattia è attiva, il tessuto di granulazione e edematoso, imbibito di liquidi, molliccio e il sondino parodontale che ho usato prima durante la visita è portato a penetrare di più, proprio perché non incontra resistenza e leggo una misura più profonda di quanto potrebbe essere in realtà!. Se la malattia invece è ferma da qualche tempo, bastano 3 settimane il tempo di guarigione in genere delle ferite, il tessuto di granulazione è diventato una specie di cicatrice, come avviene in tutte le ferite ed è fibroso, duro, compatto, il sondino parodontale è impedito nella penetrazione e leggo una misura meno profonda di quanto potrebbe essere in realtà! Ora è intuibile per Lei, quello che devo fare: rimuovere questo tessuto! Questo lo si fa col Curettage e Scaling, in anestesia per contatto (basta uno Spray di anestetico), a cielo coperto, sotto protezione antibiotica perché si mettono in moto milioni e milioni di microbi! IL Curettage e Scaling è preceduto dalla Ablazione del Tartaro con gli ultrasuoni, dalla lucidatura dei denti. Si fa tutto in una seduta molti preferiscono in più sedute. Io preferisco una sola seduta, lunga anche un paio d’ore o poco più, ma il tessuto infetto viene portato via in una sola volta, non rischia così la reinfezione delle tasche, se passa troppo tempo dalla prima all’ultima. Questo sotto copertura Antibiotica. Tenga presente che un Curettage fatto bene abbassa la carica batterica dell’95-98 % !!! Questo è salutare non solo per la bocca (pensi che se ci troviamo in presenza di una Gengivite Marginale o di una Gengivite più profonda di transizione in Parodontite con tasche non superiori ai 5 mm, può bastare il Curettage e Scaling, magari ripetuto più volte, per "guarire" ma anche per l’organismo intero perché mette a riparo dalle malattie focali a distanza di organi importanti che hanno il loro Fucus di partenza "in cavità dell’organismo comunicanti con l’esterno", in questo caso le Tasche Parodontali! Ora è comprensibile perché, una volta rimosso questo tessuto, a di stanza di qualche giorno, debba riprendere le misure delle tasche parodontali: il secondo sondaggio farà leggere delle misure reali o almeno che si avvicinano alla realtà, avendo rimosso quel tessuto che ne falsava la misurazione! In quella sede che chiameremo Seconda Visita Parodontale, dopo questa preparazione iniziale, prenderò visione degli altri dati diagnostici raccolti in questa parte chiamata di Preparazione Iniziale Parodontale, ossia le Rx indorali, i modelli di studio che avrò rilevato con delle impronte e montato su un aricolatore che riproduce i movimenti della sua bocca! Così potrò studiare le gengive, i rapporti dei denti tra di loro, anche per decidere un eventuale molaggio selettivo per togliere i precontatti." In questa sede si procederà anche alla pianificazione della eliminazione di tutto ciò che di irrazionale è in bocca ( restauri conservativi e protesici irrazionali, necessità di immobilizzazione temporanea o definitiva di denti con mobilità superiore al 1°, pianificazione della risoluzione di eventuali disgnazie (per le quali si segnerà una ulteriore serie di Visite anche per lo studio Cefalometrico), pianificazione di tutta la conservativa, endodonzia, chirurgia orale, Gengiviti e solo alla fine si pianificherà la "parte di riabilitazione Chirurgica Parodontale!...Arriveremo così ad una diagnosi esatta, ad emettere una Prognosi, ed infine ad un ulteriore colloquio col paziente che sarà reso edotto su tutti i suoi problemi (sottolineando complicazioni, tempi, possibilità di recidive etc.). la "terapia parodontale", spesso,per la sua importanza e complessità, coinvolge tutta l’Odontoiatria. Per rispondere in modo completo alla sua domanda, cercherò di spiegarle brevemente in cosa consista la ..TERAPIA PARODONTALE . Essa consiste nel ricostruire ciò che la malattia parodontale ha distrutto: osso e gengiva ed ottenere una rigenerazione di questi tessuti, ossia la neoformazione di nuovo osso, nuovo, nuovo ligamento parodontale, nuova gengiva che si attacchi a nuovo cemento radicolare con un attacco epiteliale corto e non lungo nel primo caso si ha una rigenerazione .quello che gli Statunitensi chiamano New Attachment = con Le metodiche rivoluzionarie GBR (Guided Bone Regeneration = Rigenerazione ossea guidata) GTR (Guided Tissue Regeneration = Rigenerazione tissutale guidata), che impedendo la proliferazione cellulare di elementi indesiderati e stimolando quelli desiderati, portano ad una rigenerazione parodontale profonda nel secondo caso si ha una ricostruzione, sempre biologicamente valida, ma molto più "fragile" e soggetta a recidive. Questa terapia la si fa con membrane, PRP, PRF (Piastrine ottenute dal sangue centrifugato, prelevato dal paziente stesso, in passato prima dell’avvento dell’HIV si usava la colla di fibrina umana omologa = Nel PRP le piastrine sono integre e vengono iniettate nel sito chirurgico, senza l’avvenuta degranulazione, in quanto non attivate col Cloruro di Calcio e solo lì, per la superficie ruvida del sito, che si rompono e rilasciano i Grow factors = fattori di crescita nel PRF è avvenuta la degranulazione, per rottura delle piastrine durante la centrifugazione tale che il risultato ottenuto è il coagulo di fibrina, che viene innestato a mo di membrana) , amelogenine, Acido Ialuronico, solfato di calcio, fosfati di calcio etc, osso autogeno, osso omologo, meno bene eterologo ed artificiale, usati a seconda della situazione, della profondità ed ubicazione dei difetti ossei e delle tasche parodontali le lascio un paio di links a dei miei casi clinici che comunque può trovare in abbondanza in questo stesso portale di Dentisti Italia e nel mio sito personale: ..in questo primo link è descritta la tecnica della rigenerazione parodontale profonda in era pre HIV quindi con colla di fibrina e membrana amniotica..(ora si usa il PRP-PRF e la membrana artificiale riassorbibile .è interessante però leggerlo per capire i principi della terapia rigenerativa è diviso in 4 parti le lascio la prima e poi vada avanti nel leggere le altre ed avrà un quadro completissimo . LA RIGENERAZIONE PARODONTALE GUIDATA CON MEMBRANA AMNIOTICA E COLLA DI FIBRINA (TECNICA PERSONALE) 1°PARTE - Considerazioni Istologiche e Sperimentali http://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/parodontologia/283_la-rigenerazione-parodontale-guidata-con-membrana.html   RIABILITAZIORE PARODONALE E PROTESICA COMPLETA http://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/parodontologia/215_riabilitaziore-parodontale-e-protesica-completa.html   ----------- VISITA PARODONTALE http://www.dentisti-italia.it/dentista/parodontologia/286_visita-parodontale.html  ... da questa lettura sulla visita Parodontale capirà se chi ha fatto gli interventi è un Parodontologo o un Dentista che si opccupa di Parodontologia (cosa molto diversa)...quindi è importante che lei la legga... ... Mio Sito Web di Parodontologia www.gustavopetti.it   ... POI ... bisogna trattare le recessioni ed il denudamento delle radici, poi eventualmente se ce ne fosse ancora bisogno si trattano conservativamente (otturazioni) le parti di radice scoperte...questo dal punto di vista funzionale...poi da quello estetico se facesse un allungamento delle superfici vestiobolari allungherebbe la corona del dente con a volte seri inestetismi!!! Le spiego qualcosa sulle recessioni: Le recessioni sono anarchiche nel loro manifestarsi: possono interessare un unico dente o più denti adiacenti e non adiacenti. La morfologia è varia: possono assumere l’aspetto di fessure verticali che attraversano la banda di gengiva aderente (fessure di Stilman), oppure di perdita parziale o totale della gengiva aderente che ricopre la radice. La classificazione più comune è quella di Miller, che prende in considerazione l’aspetto clinico e lo stato osseo interprossimale, in particolare delle piramidi ossee sottopapillari: � prima classe ; recessioni che non si estendono fino alla giunzione mucogengivale e nelle quali non vi è perdita di osso e di tessuti molli interprossimali. � seconda classe ; recessioni che raggiungono o superano la giunzione mucogengivale, non vi è perdita di osso e di tessuti molli interprossimali � terza classe ; recessioni che superano o raggiungono la giunzione mucogengivale con perdita di osso o tessuto molle apicalmente alla giunzione amelocementizia, ma coronale all’estremità apicale della recessione � quarta classe ; recessioni che superano la giunzione mucogengivale con perdita ossea interprossimale fino ad un livello apicale rispetto alla base della recessione. La scelta del trattamento Ogni recessione ha il suo intervento d'elezione: i parametri più importanti da valutare, a tale proposito, sono l'integrità dell'osso alveolare e la qualità del tessuto aderente. E' ovvio che se non esiste deiscenza alveolare, la condizione è senz'altro più stabile che non se esista invece la deiscenza. Condizione più labile e da considerare poi quella in cui si sia "perduta" la gengiva aderente e sia rimasta solo la mucosa alveolare, cedevole, elastica e quindi non perfettamente idonea a fungere da attacco epiteliale. E' quindi di primaria importanza accertare se la recessione abbia creato un difetto funzionale dovuto alla perdita totale della gengiva aderente. Il trattamento davrà tendere a ottenere la completa ricopertura della radice denudata, senza venir meno però allo scopo principale dell'intervento stesso, che è quello di creare una zona di gengiva aderente intorno alla recessione. Gli interventi di elezione sono molti, tra questi: • Innesto Libero di Gengiva • Il riposizionamento coronale del lembo (CAF) e sue varianti • Lembo Peduncolato Ruotato • Il riposizionamento laterale del lembo • Lembo con doppia papilla • Innesto bilaminare e sue varianti. • Il lembo semilunare secondo Tarnow • lembo coronale posto a copertura di una membrana secondo i principi della GTR • amelogenine sulla superficie radicolare Ho già pubblicato in questo stesso portale i primi tre: Innesto Libero di Gengiva , Il riposizionamento coronale del lembo (CAF) e sue varianti, Lembo Peduncolato Ruotato con prestimolazione subperiostea secondo Goldman, IL RIPOSIZIONAMENTO LATERALE DEL LEMBO (Lembo Riposizionato Lateralmente o Lembo per scorrimento laterale) Le lascio una foto e alcuni link (uno al caso della foto) gli altri ad altri interventi...Recessioni Gengivali : Lembo semilunare http://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/parodontologia/290_recessioni-gengivali-lembo-semilunare.html  ...RECESSIONI GENGIVALI : Innesto libero di gengiva con tessuto connettivo autogeno e protezione della zona donatrice con lembo a spessore parziale. http://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/parodontologia/193_recessioni-gengivali-innesto-libero-di-gengiva.html  ... RECESSIONI GENGIVALI: Trattamento chirurgico con lembo a riposizionamento coronale e innesto libero di gengiva. http://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/parodontologia/188_recessioni-gengivali--trattamento-chirurgico-con.html  ... RECESSIONI GENGIVALI : Innesto libero di gengiva http://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/parodontologia/149_recessioni-gengivali-innesto-libero-di-gengiva.html  ... ...Gustavo Petti, Parodontologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Sig.Ivano, spero che lei si sia rivolto a un odontoiatra che si occupa di parodontologia, perché di norma si parla di denti sensibili e non di gengive sensibili. Non conoscendo la diagnosi e le cure praticate, non sono in grado escludere che ci potrebbero essere delle complicanze.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Gentile Ivano, la gengivite è la forma più comune di infiammazione del periodonto e può prendere la forma di una semplice irritazione o di un'infezione vera e propria. In genere è provocata da batteri contenuti nella placca; a volte può essere la conseguenza di patologie generali che coinvolgono la mucosa orale, come per esempio malattie virali o da carenza vitaminica (ipovitaminosi). La terapia si basa fondamentalmente sull'igiene orale, eseguita con uno spazzolino di buona qualità  e un dentifricio specifico. Vengono anche prescritti pomate antisettiche da applicare localmente e sciacqui con acqua ossigenata o, nelle forme più gravi, con antibiotici. Un'alimentazione semplice, ricca di vitamine, priva di spezie e di cibi troppo saporiti, speziati o acidi, agevola la guarigione. Se la gengivite non viene curata, e soprattutto se si trascura l'igiene orale dopo ogni pasto, la gengiva tende ad ammorbidirsi eccessivamente e a staccarsi dal dente: nella tasca che si viene a formare, si annida la placca e, indurendosi, diventa tartaro, che allarga ulteriormente la tasca, consentendo ai batteri di raggiungere e di attaccare le strutture più profonde del periodonto. Alcune cattive abitudini (mangiarsi le unghie o le labbra, digrignare i denti o usare gli stuzzicadenti), responsabili di microlesioni del periodonto, nonchè le otturazioni non perfettamente levigate o le malocclusioni hanno un ruolo favorente all'insorgere della malattia. In caso di periodontite si possono formare, al di sotto delle gengive, sacche di pus, che provocano dolore diffuso e violento, gonfiore e arrossamento e, a volte, anche febbre. I sintomi tendono a regredire se le sacche di pus si svuotano. Per le forme acute e purulente vengono prescritti farmaci antinfiammatori e antibiotici. Nei casi in cui la terapia farmacologica non sia sufficiente a rendere ancora efficace il sostegno del periodonto, si ricorre a procedure chirurgiche: la gengivectomia (rimozione di un sottile strato di tessuto finalizzata all'eliminazione delle tasche gengivali), o la chirurgia a lembo (intervento più complesso, che prevede l'incisione e lo scollamento del tessuto gengivale per raggiungere le radici dei denti, rimuovere il tessuto malato ed eventualmente ridare forma al processo alveolare; una volta eseguite queste operazioni, il chirurgo riporta in situ la gengiva e la sutura in modo che possa fungere nuovamente da sostegno ai denti).
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Scritto da Dott. Angelo Raffaele Izzi
Lainate (MI)

Impossibile rispondere senza una visione diretta della lesione. Quanto lei testimonia sull'esito della terapia (gengive che non sanguinano e non sono gonfie) fanno pensare ad una buona terapia. Impossibile dire di più: sarebbe un discorso così generale da essere un sunto di un trattato di paradontologia, già peraltro ottimamente presentato, ma di poco interesse nel suo caso specifico, dato che NESSUNO DI NOI può sapere la natura della sua lesione. Ne parli con il suo dentista, per quella sensibilità termica residua.
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Scritto da Dott. Sergio Formentelli
Mondovì (CN)
Collaboratore di Dentisti Italia

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