Domanda di Parodontologia

Risposte pubblicate: 12

Lieve forma di piorrea

Scritto da Riccardo / Pubblicato il
Ho appena "scoperto" di soffrire di una forma lieve di piorrea. In realtà le mie gengive sono così gonfie e un po’ sanguinanti da anni, i miei denti non si muovono e non ho dolore. Il mio dentista ritiene, invece, che si debba intervenire urgentemente con una "pulizia" particolare dei miei denti, altrimenti rischio di perderli. La cosa mi spaventa molto, ho paura di toccare una situazione che, tutto sommato, non mi da fastidio, se non esteticamente. E’ davvero l’unica soluzione per "salvare" i miei denti? Non è possibile intervenire con una cura farmacologica (antibiotico + antinfiammatorio)?
La "pulizia" particolare di cui parla il suo dentista non è altro che l'eliminazione del tartaro accumulato sotto la gengiva mediante anestesia settoriale (generalmente a quadranti), NON è un intervento chirurgico. Può stare tranquillo che, se l'anestesia è eseguita correttamente, non avvertirà alcun dolore durante la terapia, dopo il trattamento potrebbero comparire delle piccole dolenzie gengivali, normalmente controllabili con degli antiinfiammatori, e della sensibilità ai denti alle sostanze fredde (che si ridurrà nel giro di poco tempo). Non esistono cure farmacologiche che possono eliminare i batteri "attaccati" ai suoi denti. La "piorrea" o meglio "parodontopatia" è una malattia che agli stadi iniziali è pressocchè silente, se lei presentasse mobilià dentale e la presenza di ascessi sicuramente il problema sarebbe molto grave; è un bene che il dentista se ne sia accorto per tempo. Segua i consigli del collega, prenda in considerazione che dopo la terapia "iniziale" ancora più importanti sono i controlli programmati a distanza di tempo per verificare lo stato di salute delle sue gengive. Cordiali Saluti Dott. Federico Lorelli
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Scritto da Dott. Federico Lorelli
Vibo Valentia (VV)

Antibiotici ed antinfiammatori sono da considerare COADIUVANTI nella terapia della parodontite, ma assolutamente non si può non intervenire per rimuovere placca e tartaro, che sono la CAUSA PRIMA del suo problema. Il suo dentista di fiducia saprà sicuramente come trattarla. Saluti!

Scritto da Dott. Alberto Ricciardi
Trebisacce (CS)

"Ognuno è libero di perdere i denti come vuole"...non ho altro da aggiungere. A buon intenditore...

Scritto da Dott. Antonio Lipani
Siracusa (SR)

I suoi denti, caro paziente, sono "incrostati" da dei detriti e delle calcificazioni che in termini tecnici si chiama "tartaro". Questo tartaro contimua ad aumentare giorno per giorno, e in un futuro non troppo lontano le farà perdere i denti. Si affidi al suo dentista. Saluti

Scritto da Dott. Sergio Formentelli
Mondovì (CN)
Collaboratore di Dentisti Italia

Le terapie farmacologiche possono essere di ausilio per le forme acute e comunque non sufficienti ad eliminare la malattia. Per le forme cronicizzate come la sua, anche se si tratta verosimilmente di uno stato iniziale, la rimozione delle cause - placca e tartraro - tramite la "pulizia" è l'unico approccio al problema. Il suo dentista dovrà contestualmente insegnarle le procedure corrette per il raggiungimento ed il mantenimento dello stato di salute della bocca. Saluti.

Scritto da Dott. Luca Boschini
Rimini (RN)
Consulente di Dentisti Italia

Credo che il suo dentista abbia ragione. Saluti

Scritto da Dott. Tullio Toti
Verona (VR)

Sig. Riccardo, si affidi agli ottimi consigli del suo odontoiatra. Il sanguinamento gengivale e uno degli indici che valutano la malattia parodontale, patologia che lentamente distrugge i tessuti di sostegno dei nostri denti ( osso e gengive ). Purtroppo le cure farmacologiche che lei cita, possono essere attuate solo per brevi periodi e non sono l’idonea soluzione al suo caso. La sua situazione potrà essere risolta, con una terapia di tipo causale o eziologica, da parte del suo odontoiatra o dall’igienista dentale, che rimuoverà le cause che hanno creato questa malattia. Una volta terminate le cure, chieda al suo dentista come mantenere controllata nel tempo questa patologia, in modo da poter prevenire eventuali futuri danni irreversibili al suo parodonto. Dott. Ruffoni Diego.
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Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Concordo pienamente con il suo dentista. Deve rimediare il prima possibile a questa situazione prima che la porodontosi diventi un problema cronico con conseguente deterioramento delle strutture di sostegno degli elementi dentari , lassità e perdita di quest'ultimi. Cordiali saluti Dott. Pietro Meringolo

Scritto da Dott. Pietro Meringolo
Cirò Marina (KR)

La terapia consigliata dal suo dentista è sicuramente quella corretta. Alle sedute di igiene orale si può associare un collutorio ed eventualmente antibiotici ed antiinfiammatori. A questo sarà utile seguire una terapia di mantenimento con controlli periodici. Si affidi alle cure del Collega. Cordiali saluti.

Scritto da Prof. Giampiero La Torre
Roma (RM)

Gentile Sig. Riccardo, avere gengive gonfie e sanguinanti da anni non è un buon segno. per avere più chiara la sua situazione occorrerebbero, quantomeno, i sondaggi parodontali (cioè le misure di quanto sono profondi gli spazi fra margine della cengiva e fondo del solco gengivale nella sua bocca). La cura proposta dal Suo dentista è senz'altro un buon inizio, ma saranno necessari, per stabilizzare la guarigione, controlli regolari e soprattutto un'igiene domiciliare scrupolosa con spazzolino e filo interdentale (tutti i giorni!). Se dopo la cura proposta avrà risultati valuti, daccordo con il Suo dentista, se ricorrere ad un parodontologo (potrà trovare indicazioni sul sito della S.I.d:P, Società Italiana di Parodontologia).
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Scritto da Dott. Attilio Venerucci
Finale Ligure (SV)
Consulente di Dentisti Italia

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