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Domanda di Implantologia

Risposte pubblicate: 10

Circa 4 mesi fà ho messo un impianto per un incisivo centrale

Scritto da Fabio / Pubblicato il
Buongiorno, circa 4 mesi fà ho messo un impianto per un incisivo centrale, tengo a sottolineare che il dente lo avevo perso all'eta' di 8 anni. Oggi dopo 1 anno e 3 mesi di ortodonzia per trovare lo spazio e inserito l'impianto credevo di essere alla fine del lavoro. Ma malgrado l'inserimento di osso finto e senza problematiche infiammatorie a oggi l'impianto non ha retto minimamente la vite. Il Dott. è una persona esperta consigliata da molti e in tanti anni di attività casi come il mio, di non aderenza minima dell'impianto all'osso ne ha avuti solo due. Mi ha proposte due cose :1) Trapianto di osso vero, senza garanzie 2) Ponte con un incisivo centrale e uno laterale. Grazie
Caro Signor Fabio, buongiorno a Lei, prima di fare implantologia bisogna fare un accuratissimo studio preimplantologico e Valutazione Parodontale e gnatologica totale della bocca con prima visita parodontale con sondaggio parodontale e gnatologica oltre che preimplantologica, preparazione iniziale totale con curettage e scaling e modelli di studio, studio valutativo Rx endorale completo in più proiezioni Parodontali e Cone Beam Tonography magari 3D per implantologia etc e seconda visita Parodontale etc con risondaggio delle tasche parodontali dopo la rimozione col curettage e scaling e root planing del tessuto di granulazione presente che falsava la prima misurazione! Solo così si possono avere le misurazioni vere e reali di eventuali tasche, che data l'età di 50 anni è nella statistica delle alte probabilità di avere dato che la sua è l'età più colpita dalla Parodontite! Solo così si fa Diagnosi, si emette la Prognosi e si pianifica una terapia, quale che essa sia, seria e completa! Purtroppo non "entra in testa" a Dentisti e Pazienti che l'implantologia non è sempre possibile farla! Che non tutte le bocche possono riceverla! Che è l'ultima soluzione dopo avere scartato le altre più classiche e sicure, come per esempio una eccellente protesi fissa in oro-ceramica o zirconio -ceramica! Dipende dalla qualità dell'osso! L'osso si può aumentare, ricostruire, rigenerare, ma la sua qualità è quella che è e questa bisogna valutare insieme ai rapporti gnatologici dinamici e statici dell'apparato stomatognatico.
Questi Colleghi le diranno certamente che Sono in disaccordo con me e che il fallimento dell'impianto anche fatto dal più bravo ed io le confermo invece che non è così! Anzitutto perché se fatto dal più bravo prima corregge la eventuale malattia parodontale o la Gnatologia o altro e mette la bocca in condizioni di riceverlo o decide di non farlo se la bocca non lo può ricevere! Le dirà poi un'altro “Luogo Comune”, ossia che il Fallimento dell’impianto “
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)

Anche facendo tutte le analisi possibili ed anche essendo esperti e bravissimi si puo' avere il fallimento dell'impianto. (contemplato In odontoiatria) inoltre l'osso autologo per aumenti volumetrici non differisce dall'osso naturale. A parte questo, la risoluzione del suo problema non e semplice. Si affidi con fiducia al suo dentista e senza passare davanti a nessuno può contattare cliniche che effettuano questi casi specifici. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Alessandro Sanna
Lucca (LU)

Gentile Paziente, il Dott. Petti le ha risposto in modo assolutamente esaustivo, corretto e condivisibile sulla necessità di un'accurata visita clinica e di una diagnosi pre-implantologica che, in un paziente il quale dovrà sottoposi anche ad ortodonzia, è assolutamente imprescindibile. Soprattutto perchè il fallimento dell'implantologia non è solo nell'immediato post-intervento (come sembra il suo caso e di questo parla il Dott. Sanna) ma può avvenire anche tardivamente (a distanza di mesi o anni dall'intervento implantologico). Infatti è necessario escludere problemi di infezione parodontale che va diagnosticata e trattata prima di qualsiasi trattamento ortodontico o implantologico, pena il possibile sviluppo della perimplantite, "cugina" della parodontite, che può portare alla perdita degli impianti! Rimane il fatto che lei, di tutte queste cose doveva essere informato prima di qualsiasi terapia: si chiama consenso informato. Quello che si dice prima è informazione, quello che si dice dopo sono scuse. Cordialmente
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Scritto da Dott. Paolo De Carli
Majano (UD)

Se fosse la mia bocca ripeterei l'impianto. Andrei a farmi anche un esame ematologico di primo livello. Se bevessi alcolici, cercherei di smettere del tutto. Se fumassi, butterei via le sigarette. Se sniffassi cocaina, la sostituirei con il metadone. Una sana sessualità non è proibita. Per scaramanzia, cambierei anche la marca dell'impianto. Non farei una gita a Lourdes. Buona fortuna! P.S. Se decide come farei io stesso, ci faccia sapere anche la marca dell'impianto.

Scritto da Dott. Sebastiano Carpinteri
Torino (TO)

Sig. Fabio, l'insuccesso in implantologia è contemplato, ma il ponte così progettato è l'ultima spiaggia, riparli con il suo odontoiatra ricercando altre scelte. ruffonidiego@virgilio.it

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Carnate (MB)

Ogni terapeuta si convince che una tecnica riabilitativa è migliore di un'altra, o più appropriata per quel caso, in base alla sua esperienza, alle sue conoscenze (che possono essere più o meno approfondite)alla letteratura e non ultimo alle proprie capacità manuali di eseguire una terapia piuttosto che un'altra. I fallimenti in implantologia sono ampiamente documentati e rappresentano, a seconda dei vari autori, una quota che va dal 3 al 5% nella mandibola, per salire al 6-8% nella mascella superiore. E questo indipendentemente dalla valutazione preoperatoria. Le voglio testimoniare la mia esperienza con un esempio (sono venticinque anni che mi occupo in modo specialistico di implantologia) che mi è già capitato diverse volte. Ho fatto dei casi di impianti multipli nei quali magari 7 impianti si sono integrati ed uno no, anche se erano stati messi nella stessa seduta, dalla stessa mano con identiche manovre, con identica qualità e disponibilità ossea. Se fosse stato il bilancio preoperatorio la causa del fallimento sarebbero dovuti cadere tutti e non solo uno. Ma le aggiungo un'altra cosa. Molte più volte di quanto lei possa immaginare mi è capitato (e come a me a stimatissimi colleghi) di mettere un impianto che fallisce la prima volta, ma che si integra la seconda. Anche il fatto che ci sia stato un innesto osseo è statisticamente trascurabile (sempre che tutto sia stato fatto in modo ineccepibile, cosa che non dubito). L'evento fallimento è un'evenienza possibile che tutti dovrebbero mettere in conto prima dell'intervento, ma che per fortuna si manifesta in un numero limitato di casi. E, per fortuna, spesso alla prova di appello l'implantologia si dimostra comunque strategia di successo. Abbia fiducia nel suo terapeuta, che se per giunta le è stato indicato come capace, e vedrà che il futuro non è sempre nero. Auguri
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Scritto da Dott. Bruno Cirotti
Roma (RM)

Gentile paziente è una statistica mondiale la non integrazione del 3 4 per cento degli impianti inseriti, con percentuali anche superiori in casi complessi. Ogni dentista che metta impianti conosce e sa di dover gestire questa situazione. Lo sbaglio del suo dentista, se c'è stato, non è certo di aver perso un impianto, ma di non averla avvertita che questo poteva succedere. Si rivolga con la medesima fiducia a lui, non è la perdita di un impianto a poter far cambiare l'opinione su un dentista, che come lei dice l'ha curata con professionalità, e gode di una ottima fama. E non ascolti le sirene di colleghi "sciacalli" che pur di avere un paziente sono pronti a screditare altri colleghi. Cordiali saluti dott Andrea Oria
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Scritto da Dott. Andrea Oria
Torino (TO)

Caro Fabio, impossibile dare giudizi sul suo caso particolare senza una visita accurata ed una profonda analisi della situazione. Ma, come giustamente dicono i miei colleghi che non fanno della propria infallibilità un credo incrollabile, la chirurgia implantare, anche se eseguita con rigorosi protocolli, riserva degli insuccessi a volte inspiegabili. Tutto ciò per dirle che tale tipo di chirurgia deve essere effettuata da professionista serio e competente come quello a cui lei si è affidato. Non cada preda di fanatici "sparachiodi" di cui è piena la nostra professione. Rimane sempre la soluzione tradizionale del ponte dopo un eventuale ulteriore insuccesso. Michele Lasagna
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Scritto da Dott. Michele Lasagna
Bereguardo (PV)

Ma che bella risposta ha dato il dr. Cirotti !! Di più non si può proprio dire non avendo visto il dentascan

Scritto da Dott. Lorenzo Alberti
Roma (RM)

Non mi interessano tanto le statistiche, specialmente quelle senza il contraddittorio. Quello che mi piacerebbe, è l'impianto della marca "Y" o "x" che si integra nel 100% dei casi. Perchè è brutto sentirsi dire "l'impianto è fallito", ma mi creda: E' brutto anche per noi dirlo quando accade. Ma questo impianto non esiste ancora. Le statistiche mondiali (cioè quelle che tengono conto del professore e del neofita) danno una percentuale di sopravvivenza variabile dal 75 al 95%, e lo dico senza il timore di essere smentito. Se il suo dentista è bravo come dice di essere, non si preoccupi. Questo fallimento gli "brucia" come il fuoco e si adopererà per risolvere i suoi problemi nella maniera migliore possibile. Cordiali saluti.
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Scritto da Dott. Davide Colla
Seregno (MB)