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Domanda di Implantologia

Risposte pubblicate: 14

L'implantologia è compatibile con l'osteoporosi?

Scritto da Paolo / Pubblicato il
Vi chiedo se è possibile ricorrere con successo all'impianto di un dente su un osso all'età di 63 anni soffrendo di osteoporosi. E' una soluzione che è stata prospettata a mia madre dal dentista in alternativa al tradizionale "ponte" necessario trattandosi di dente estratto. Le hanno detto che oltretutto c'è anche la possibilità di rigetto, l'unico aspetto positivo sembra il prezzo che sarebbe più basso rispetto a un lavoro che comprende i denti circostanti.
Il costo non è certamente il solo fattore positivo; se madre natura avesse considerato favorevolmente i ponti non ci avrebbe dotato di 32 denti fra loro separati...I vantaggi dell'implantologia sono molti, i rischi, in mano ad operatori capaci ed esperti minimi se non nulli. L'osteoporosi non ha alcuna incidenza sulla prevedibilità di durata dell'impianto cui dovrà sottoporsi a sua Madre. Cordialmente

Scritto da Dott. Maurizio Pedone
Caronno Pertusella (VA)

Buongiorno Paolo, controlli che sua madre non stia prendendo dei fosfonati per l'osteoporosi. In tal caso il rischio di mettere impianti è alto e deve assolutamente avvisare il chirurgo. Ciao

Scritto da Dott. Edmondo Spagnoli
Lecco (LC)

Sig. Paolo, non è consigliabile inserire un impianto immediatamente se sua madre ha un quadro clinico di osteoporosi manifesta, invece se è lieve, allora con una terapia appropriata ad es. il Ranelato di Stronzio, può tranquillamente inserire l'impianto senza problemi. Cordiali Saluti

Scritto da Dott. Maurizio Serafini
Chieti (CH)

I vantaggi dell' implantologia non sono poi molti e ci sono anche i pericoli per chi fa uso di bifosfonati. Vedi http://www.romadentisti.com/pericoli.htm In casi dubbi mai fare implantologia. Una classica protesi a ponte può essere la miglior soluzione specialmente se i denti pilastro sono già stati otturati o devitalizzati. Si sappia anche che attualmente c'è la perversa tendenza a non fare cure canalari ma ad estrarre il dente per inserire un impianto! Si informi meglio nei siti sotto indicati.  Saluti cordiali
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Scritto da Dott. Zeno Pagliai
Roma (RM)

Se è una osteoporosi lieve problemi non ce ne sono mentre se è sotto terapia con fosfonati sconsiglierei l'intervento. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Marco Dettori
Sassari (SS)

Caro Paolo, intanto Le dico subito che per gli impianti non esiste il rigetto, essendo dei materiali "bioinerti" da un punto di vista immunologico. Per intenderci, il fenomeno del rigetto avviene, appunto, per organi vitali quali per esempio: cuore, fegato, reni ecc, ecc, tant'è che i pazienti trapiantati devono prendere per tutta la vita farmaci immunosoppressori. Il caso della Sua mamma dopotutto non è così difficile per come sembra e già i miei Colleghi le hanno risposto adeguatamente. Infatti bisogna valutare bene alcuni fattori: stato dell'osso in cui deve essere inserito l'impianto, terapia con difosfonati (se sì, bisogna interromperla per almeno sei mesi) e classificazione esatta dello stadio di osteoporosi. Tenga presente comunque che quasi tutte le donne dopo la menopausa vanno incontro a questa fastidiosa patologia. Il suo dentista valuterà bene se e quando potrà inserire la vite implantare. Cordialità.
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Scritto da Dott. Walter Renda
Como (CO)

Caro Paolo L'osteoporosi non è una controindicazione assoluta all'implantologia. Le consiglio una dental-scan per valutare anche qualitativamente l'osso del sito implantare. Saluti

Scritto da Dott. Paolo Terrachini
Reggio Emilia (RE)

Allora, Sig. Paolo, per il problema di sua mamma, deve tenere presente quanto già alcuni colleghi hanno riferito. Se la presenza di osso nel sito di estrazione è sufficiente, cioè la mamma non deve sottoporsi ad aumento dello stesso con innesti d'osso , allora ritengo che la possibilità di eseguire un impianto deve essere assolutamente considerata come più indicata. Deve sapere che oggi con impianti di ultima generazione, con superfici trattate per aumentare la rugosità e quindi il contatto con l'osso, con impianti cosidetti di classe "A" cioè di quelle case che hanno ormai letteratura scientifica, ricerca e dati alle spalle da più di 15 anni, e nelle mani di un bravo chirurgo implantare, la percentuale di successo sfiora il 97%. NON esiste nessuna altra terapia nè branca della medicina, che possà dare i medesimi risultati. Il "rigetto" NON esiste!! NOI non inseriamo un organo biologicamnete attivo, ma un materiale inerte che da più di 40 anni è stato testato essere BIOINTEGRABILE nell'osso, (protesi d'anca, ferule per fratture, piastre e viti in ortopedia) per cui la possibilità di un fallimento è legato a una piccolissima percentuale di casi in cui non avviene il processo biogico della osteointegrazione. Questo può avvenire o per problemi inerenti l'intervento, surridscaldamento dell'osso, oppure per problemi di ridotta o mancata irrorazione sanguigna della zona, in seguito a manovre un pò troppo cruente. Per questo, dicevo pocanzi, nelle mani di un odontoiatra esperto e con i paramentri sopraesposti, il successo è ( quasi sempre ) garantito. I problemi di durata di un impianto in bocca, dipendono poi nel proseguio della terapia, dalla restaurazione protesica che viene effettuata, che deve corrispondere a precisi parametri di funzionalità masticatoria, forma, ed estetica. I casi di necrosi ossea mandibolare, riportati in letteratura causati dai bifosfonati, farmaci dati in pazienti soprattutto donne, come terapia postmenopausa per prevenire l'osteoporosi, ( o in chemioterapia ) non sono poi molti. Oggi si stima un'incidenza compresa tra il 4% e il 5% nei pazienti trattati ad alto dosaggio per via endovenosa. La dimensione del pericolo varia in base al bifosfonato assunto, ai fattori di rischio del paziente (impiego concomitante di farmaci, malattie, e altro) e alla situazione del cavo orale. E' prudente, quando non si hanno dati sufficienti per definire il rapporto rischio/beneficio, limitare l'uso del farmaco ai casi di indiscussa necessità, sospendere la somministrazione in vista di un trattamento dentale e ricorrere per gli altri casi alle alternative disponibili. Per la prevenzione dell'osteoporosi diversi studi hanno provato l'efficacia di Calcio associato a vitamina D. Ma non si usano perché costano pochissimo. Spero di esserle stato d'aiuto Cordiali saluti
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Scritto da Dott. Giuseppe Lazzari
Cernusco sul Naviglio (MI)

Gentile Marco, se dopo il dentascan l'osso si presenta in condizioni adeguate l'impianto può essere eseguito, fermi restando che non ci siano altre controindicazioni. Io farei più attenzione alle terapie con Bifosfonati che alcuni pazienti con osteoporosi effettuano. Cordiali saluti.

Scritto da Dott. Cristian Romano
Palermo (PA)

Sig. Paolo, come ha già detto qualche collega l'osteoporosi non è una controindicazione assoluta agli impianti, va fatta scrupolosa anamnesi e tutti gli esami strumentali. Spero che non sia stato un collega a parlare di rigetto ( non esiste)...Saluti.

Scritto da Dott. Cristoforo Del Deo
Teramo (TE)

Sig. Paolo se la mamma è in terapia con bifosonati, la sospensione temporanea non trova indicazione perché questi farmaci, hanno un’emivita lunghissima, per cui in questo caso consiglierei il ponte tradizionale. Inoltre sono da valutare: lo stato generale, se fumatrice, se dedita all'igiene orale, la presenza di quantità e qualità ossea, lo stato parodontale, ecc., che sono delle condizioni che dettano la predicibilità della riabilitazione implantare. Se le condizioni non fossero favorevoli meglio preferire il ponte.
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Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Carnate (MB)

Gentile paziente, sua mamma può fare impianti anche in presenza di osteoporosi. E' compito dell'implantologo curante, e non di un dentista on-line richiedere un eventuale supplemento di indagine radiologica (es. dentalscan). Nella mia pratica implantologica utilizzo raramente questo strumento, solo quando non posso farne a meno, stante l'alta dose di raggi assorbita. Per quanto riguarda i casi "dubbi" il mio suggerimento è invece quello di affidarsi ad un implantologo esperto: il caso può essere "dubbio" per un implantologo alle prime armi, e "sicuro" per un collega esperto. Ritengo inoltre l'effettuazione del ponte tradizionale una mutilazione di denti sani residui, accettabile solo ed esclusivamente come ultima opzione terapeutica.  Il "rigetto" non esiste. Esiste invece l'impianto che "non tiene", e questo può succedere per molti motivi, descritti molto bene dal dr. Lazzari. Aggiungo solo che l'eventualità non è un dramma, si può ripetere l'intervento in caso di fallimento, e in genere gli implantologi non fanno ri-pagare in questa eventualità. Non esistono terapie senza rischi: anche un ponte tradizionale ha dei rischi esattamente come l'implantologia. Il problema dei bifosfonati deve essere invece valutato oggettivamente, e il dr. Lazzari ha risposto esaurientemente alla questione.
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Scritto da Dott. Sergio Formentelli
Mondovì (CN)

Caro Paolo l'osteoporosi non è una controindicazione all'implantologia a meno che la mamma non faccia uso da molto tempo di bifosfonati per combatterla. In linea di massima l'implantologia, sebbene sia una soluzione validissima in mani esperte, è però da considerare come l'ultima spiaggia. Se la mamma ha denti suoi li sfrutti fino al limite. Cordialità.

Scritto da Dott. Michele Caruso
Treviso (TV)

Puo' senz'altro sottoporsi all'implantologia, l'osteoporosi non rappresenta una controindicazione e il rigetto, con gli impianti, non si verifica mai. Gli impianti non stimolano in alcun modo il nostro sistema immunitario. L'unico pericolo puo' essere rappresentato da una sua eventuale terapia con bifosfonati (farmaci spesso usati per curare l'osteoporosi). Gli impianti, attualmente, rappresentano la migliore offerta terapeutica per l'edentulia singola o multipla, specialmente nella terza eta' in cui la parodontite cronica, spesso presente, rende poco opportuno utilizzare i denti superstiti come pilastri di ponte. Cordiali saluti
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Scritto da Dott. Riccardo Della Ciana
Civitanova Marche (MC)