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Domanda di Implantologia

Risposte pubblicate: 10

Ho eseguito un innesto d'osso per poi inserire l'impianto stesso con vite di guarigione

Scritto da Daniele / Pubblicato il
Salve, Dopo aver estratto un dente il 46 per eseguire un impianto, ho eseguito un innesto d'osso per poi inserire l'impianto stesso con vite di guarigione. Tutto questo nell'arco di un'anno e mezzo circa e per ogni intervento sono passati dai 4 ai 5 mesi. L'operazione in se non mi ha dato particolari problemi e fin quando avevo la "vite di guarigione" stavo benissimo (tranne la prima settimana dove ho tolto i punti). Una volta inserita la corona (gennaio 2016) il dente 47 quello affianco all'impianto ha cominciato a darmi problemi. Quindi dopo qualche mese di continui antinfiammatori e risciacqui con collutori (dentosan e curasep) e osservando che il dolore non cessava abbiamo deciso di togliere la corona dell'impianto per crearne una più avvolgente e che ricoprisse meglio i punti di contatto. Nulla è servito il dolore si è ri-presento anche con la nuova corona nella medesima maniera, e quindi decidiamo di togliere anche la nuova corona e far passare il dolore(visto che con la vita di guarigione non l'avvertivo). Purtroppo il dolore persiste anche senza corona e sembrerebbe non essere la corona il problema. La gengiva del 47 risulta "sana" il dente stesso non ha mai subito ne un intervento ne un trauma. Il dolore sembra di tipo gengivale con un intensità che varia da piccola a media nell'arco di giorni e che si ripete ciclicamente. Faccio alcuni chiarimenti sul tipo di dolore: Un dolore che si intensifica alla pressione della gengiva in particolare al "colletto gengivale" (localizzato principalmente nella zona in cui il dente si innesta nella gengiva) dalla parte della guancia.(allego foto). Lavando i denti se lo spazzolino tocca quella zona il dolore aumenta parecchio e rimane per tutto il giorno. Dolore ottuso che si propaga per tutta la sede gengivale(per intenderci non come una carie). Un dolore che diventa molto intenso in alcuni giorni e che quasi sparisce in altri. L'oki antinfiammatorio nei periodi di dolore intenso aiuta molto ma non calma definitivamente il dolore. Se toccata la gengiva risulta sempre dolorante anche nei periodi calmi. Ho eseguito parecchie panoramiche e due "tac cone beam" (una prima dell'intervento osseo usata "solo" per capire come inserire l'impianto) per scoprire la causa di questo bizzarro problema. Io abito nella zona di Milano e ho visitato un po'di dottori per capire il problema, ma nessuno mi ha dato una spiegazione su questo presunto male.(sono stato anche all'istituito stomatologico di Milano su consiglio del chirurgo). Attualmente l'impianto è senza corona in attesa di un "provvisorio" per capire se un altra ulteriore corona potrebbe risolvere la situazione Premesso che mi fido molto del chirurgo che mi ha messo l'impianto, purtroppo però neanche lui sa cosa fare.So che tramite internet è molto difficile fare diagnosi, però vorrei chiedere a voi (dopo un anno di sofferenze) un consiglio su come mi devo comportare anche perché questo problema ha su di me ripercussioni psicologiche non indifferenti. Distinti saluti Daniele
Ho eseguito un innesto d'osso per poi inserire l'impianto stesso con vite di guarigione Ho eseguito un innesto d'osso per poi inserire l'impianto stesso con vite di guarigione
Sig. Daniele anche gli impianti hanno le loro complicanze, potrebbero essere dolori transitori che nel tempo si attenuano.................,,,,,,,,., .............................

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Carnate (MB)

Buonasera ho provato a farsi rifare l'otturazione al 47 aumentando la protezione della polpa dentaria, potrebbe essere un risentimento dovuto alla camera pulpare. 

Scritto da Dott. Fabio Vaja
Milano (MI)

Gent.mo Daniele, quello che descrive potrebbe essere conseguenza di un sovraccarico sul 47, dovuto ad un leggero "spostamento " in seguito all'inserimento della corona. E' ovviamente un ipotesi da suffragare. Auguri

Scritto da Dott. Luigi Piola
Legnano (MI)

Gentile Sig. Daniele, grazie per averci scritto. Che dire: mi dispiace molto per questa tediosa (e dolorosa) odissea; certamente atipica! Tuttavia, posto che, come correttamente anche Lei ha desunto, operare "via internet" una diagnosi convincente (specie dopo che più colleghi non sono riusciti a raggiungerla neppure "dal vivo") sarebbe -a dir poco- utopia, non mi rimane che una puntualizzazione e un suggerimento su quanto ci ha riferito. La prima è che, nel caso di specie, mi pare agevole comprendere che a poco o nulla servono i soli esami radiologici se si vuole far diagnosi di una patologia che ha come sintomo un dolore riferito alla gengiva. Questo perché radiografie e TAC non sono esami indicati all'analisi dei tessuti molli, bensì forniscono solo informazioni sulle condizioni dei tessuti duri. Non sto dicendo -si badi- che sia sbagliato prescrivere questo tipo di indagini. Sto semplicemente asserendo che sono certamente indicati per escludere cause di tipo osseo; e che sono, ancor più utili, se prescritti e letti dopo un attento esame 'clinico' medico-odontoiatrico (anamnesi ed esame obiettivo) operato sul paziente. Anche la sola foto è di scarso aiuto, giacché corrisponderebbe solo a una parziale "esplorazione", del tutto priva, però, delle manovre (strumentali e non) tipiche dell'esame obiettivo (palpazione, sondaggio parodontale, ecc.). Di qui trova ragion d'essere il secondo rilievo (i.e. il suggerimento) che vorrei offrirLe. Stante la Storia che ci ha raccontato e la mancata (finora) identificazione della causa scatenante la Sua sintomatologia, con tutto il rispetto per i colleghi che l'hanno seguita finora (ci mancherebbe) ma proprio a causa delle ricadute psicologiche che giorno dopo giorno rischiano di "appesantire" la Sua storia di dolore cronico, mi pare naturale consigliarLe di consultare altri specialisti fino al raggiungimento della diagnosi del caso di specie. Non vorrei, ragionando in astratto (e non certamente riferendomi al Suo caso), che, laddove effettivamente non si possa identificare nessuna anomalia organica nella sede dolente, per una qualche ragione si fosse instaurato un quadro di sofferenza neuropatica (= insofferenza delle fibre nervose della gengiva o del legamento) di tipo idiopatico (= non riconducibile a una causa nota). Tenga presente che: (1) quest'ultimo caso (neuropatia idiopatica) è assai, assai, assai raro che si presenti sotto forma di una parodontite superficiale (o gengivite) localizzata a un solo elemento come quella che ci riferisce; (2) è così definibile "se e solo SE" null'altro di anomalo (ripeto), ossia nessun segno di malattia, è identificabile nella sede dei sintomi; (3) quand'anche così fosse, esistono terapie di supporto o trattamenti efficaci per mettere la sintomatologia sotto controllo. Con i migliori auspici di una pronta diagnosi e terapia del Suo caso!
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Scritto da Dott. Antonio Scala
Brescia (BS)

Ha fatto controllare che il dente numero 47 risponda correttamente a tutti i test di vitalità? Sondaggio? Intendo in tutti i modi possibili, compreso il test utile per rilevare eventuali infrazioni coronali - radicolari (sindrome del dente fratturato). A livello radiografico non sembrano esserci problemi (faccio riferimento alla radiografia in cui i punti di contatto della corona sono corretti) per l'impianto (osteointegrazione nella norma) e per la corona protesica stessa, quindi, con il beneficio del dubbio e non potendola visitare, da quel punto di vista sembrerebbe tutto ok.
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Scritto da Dott. Giulio Sbarbaro
Zocca (MO)

Nel nostro blog si fa solo odontoiatria narrativa. Nella vita reale si fa quel che si deve, senza perdite di tempo. La perdita di tempo è rappresentata dal folle e inutile bagno radiologico senza la conquista di una chiarezza cartesiana. Tenga ben presente che i dentisti migliori hanno più ampie vedute, e non limitate alla modestissima chirurgia del suo caso. Noto, per via d'esempio, che nella sua bocca non c'è traccia di otturazioni impegnative, che sono lo stigma della odontoiatria detta conservativa. Devo sospettare che nella sua bocca qualsiasi dolorino finisca in bassa macelleria estrattiva. Si cerchi un nuovo dentista culturalmente più completo e moralmente più affabile. Buona fortuna!
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Scritto da Dott. Sebastiano Carpinteri
Torino (TO)

Buongiorno Daniele, la sua vicenda é piuttosto singolare ed a distanza sembra impossibile far diagnosi, visto che altri specialisti non hanno trovato una soluzione pur avendo avuto il caso sotto mano. Lei riferisce sintomi al 47 ma l'impianto è in posizione 46 e dalle radiografie inviate sembra abbastanza distante da non interferire direttamente così come sembra normale la architettura dell'osso alveolare. Ci dice inoltre che i sintomi persistono anche dopo la rimozione della corona protesica. Non ci dice però se il 47 è positivo ai test di vitalità o alla percussione, se fa male alla masticazione, se è presente o meno un sondaggio patologico, un sanguinamento o un vacillamento o altri segni di compromissione . In assenza di altri segni o sintomi potrebbe rivelarsi necessario un intervento esplorativo per verificare in vivo la vitalità dell' osso alveolare della zona dei molari in oggetto. Non si perda d'animo e prosegua le indagini. Poi ci faccia sapere. Cordiali saluti.
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Scritto da Dott. Massimo Scaramelli
Pisa (PI)

Caro signor Daniele, buongiorno. "Dopo aver estratto un dente il 46 per eseguire un impianto": spero che si sia espresso male perché non si estrae un dente per eseguire un impianto ma si fa un impianto per sostituire un dente incurabile endodonticamente, conservativamente, protesicamente e parodontalmente ( evenienza molto rara)! In ogni caso è ovvio che bisogna f are una Visita Clinica e Semeiologica e che in ogni caso ci debbano essere i punti di contatto anche se sembrerebbe che l'impianto non sia stato programmato con uno studio preimplantologico degli spazi a disposizione, dato che sembrerebero più vasti del necessario! Posso dirle quello che vedo dalle foto: vedo una insufficienza di gengiva aderene proprio sul secondo molare segnato da lei in rosso. Lei ha bisogno di una Visita Parodontale che è costituita da due visite intervallate da una preparazione iniziale con Igiene Professionale della tasca, Curettage e Scaling e Root Planing per rimuovere il tessuto di granulazione dall'interno della tasca stessa che falsa la presa delle misurazioni della sua profondità, le Rx endorali complete, i modelli di studio e che nella seconda visita si riprendono le misure delle tasche che ora saranno quelle vere e dalla differenza tra le prime e le seconde si fa diagnosi sulla eventuale presenza di una insufficienza di gengiva e di un fornice che sembrerebbe essere insufficiente ed eventualmente sul tipo Gengivite o se trascurata, di Parodontite, sulla sua Aggressività, sulla sua attività e si emette una Prognosi e si pianifica una eventuale terapia! Ribadisco che la Parodontite, quale che essa fosse, se ci fosse, si può curare e si deve curare e lo ribadisco perché sento troppo spesso Colleghi che dicono che non è curabile, ma scherziamo veramente? No! E' "profonda e Reale ed inammissibile Ignoranza, di regola di chi riduce l'Odontoiatria intera, ormai,ad una serie di Avulsioni Dentarie (estrazioni) e sostituzione con impianti!(Non mi capisca male, io stesso faccio implantologia ma solo se Necessaria e solo come "Ultima spiaggia"). Le lascio un Poster su un approfondimento del Fornice. Cari Saluti
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)

Non deve cercare nessuna spiegazione ha inserito un impianto e da solo non da sintomatologia mette poi la corona e inizia il dolore quale la causa? SOLO LA CORONA non vedo altri problemi ora senza corona sta bene?

Scritto da Dott. Luigi Malavasi
Castiglione delle Stiviere (MN)

Gentile Sig. Daniele, vista la complessità del caso non mi sento di dare pareri via web. Posso dirle che oltre a tutte gli esami radiologici che spesso danno una immagine errata, sarebbe meglio a fare una visita molto accurata con sondaggi, prova di vitalità ecc. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)