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Domanda di Implantologia

Risposte pubblicate: 10

Sono un caso sfortunato o si è sottovalutato qualcosa?

Scritto da Cristian / Pubblicato il
Salve, a due anni dalla rimozione di un molare superiore devitalizzato circa 15 anni fa causa ascesso, il secondo tentativo di impianto non ha funzionato. Il primo terminato in agosto 2015 dopo neanche una settimana di masticazione si è completamente sfilato (perno compreso). Il mio dentista ha stabilito a causa del cedimento di una parete laterale. Sintomi ed eventuali dolori zero. Dopo quasi 2 mesi ho quindi iniziato la ricostruzione (in garanzia) della parete stessa con osso artificiale. Dopo oltre 1 anno dalla ricostruzione della parete è stato terminato per la seconda volta l'impianto (fine ottobre 2016)... ma questa volta subito all'installazione della corona ho avuto l'impressione di un dondolio e dolore alla gengiva dove andava a contatto con la corona stessa. Alla prima visita di controllo dopo una settimana dal completamento dell'impianto, dopo aver descritto la situazione, il dentista cerca di sfilare la corona dal perno con uno speciale martelletto, ma aimè anche questa volta si sfila tutto il gruppo!!! Il perno sembra nuovo, no sangue o frammenti ossei. Oltre chiaramente ad essere stanco (2 anni e sono punto a capo) e demoralizzato non só come procedere. Tra una settimana ho la visita di controllo della ferita. Il mio dentista per ora ha ipotizzato di lasciare tutto così com'è per almeno 9/12 mesi, ed ha pure accennato ad un rimborso parziale della prestazione (già saldata con il completamento del primo impianto con regolari fatture). Non mi interessa il discorso economico (mia moglie dal suo dentista ha pagato meno e fortunatamente per lei funziona)... a breve non vorrei in ogni caso fare niente; sono un caso sfortunato o si è sottovalutato qualcosa? Al ponte sono per ora contrario. Riconosco che il mio dentista tra i due impianti e la ricostruzione ossea ha impiegato molto tempo... ma mi sono affidato alla sua competenza e ad oggi purtroppo ho pagato tutto per avere niente? È corretto quello che mi propone lui? Mi date per cortesia un/a vostro consiglio/opinione? Grazie in anticipo Cordiali saluti
Caro Signor Cristian, buongiorno. Tre riflessioni: 1 "a causa del cedimento di una parete laterale" e 2 "ricostruzione della parete stessa con osso artificiale"!!! 1 Una parete laterale non "cede così" se la qualità dell'osso è buona e se l'impianto è posizionato bene ed è stato fatto uno studio preimplantologico clinico e con Cone beam. Ora esistono anche teleradiografie particolari che permettono di sovrapporre lo scheletro e il profilo fotografico per meglio fare queste valutazioni (stereofotografia che sincronizza il viso del paziente con il volume osseo, quindi, volumetrica). Poi se si inserisce l'impianto con una dima chirurgica che guidi l'inserzione stessa, non può accadere quanto dice anche perché se ci fossero stati problemi a livello osseo, li si sarebbero dovuti risolvere prima dell'implantologia! 2 La ricostruzione della parete non la si fa con osso artificiale ma la si fa con una GBR (Guided Bone Regeneration = Rigenerazione ossea guidata), ossia posizionando sul difetto una membrana particolare che ne provoca la rigenerazione stessa! Non si improvvisa la Parodontologia e neanche l'implantologia!!! Si ricordi, tra l'altro, che non tutte le "bocche" o almeno non tutti i siti in una bocca, possono ricevere impianti! 3 Dice che "Non mi interessa il discorso economico" ma no n fa che parlarne :)! Poi di che ponte parla? Guardi che non si possono unire protesicamente impianti con denti naturali! Le protesi sui monconi naturali e quelle sugli impianti devono essere scollegati tra loro. Insomma gli impianti tengono alcune protesi e i pilastri naturali le altre. Questo perchè il blocco di una unica protesi su impianti e denti naturali provoca una anchilosi delle radici, spesso ed in ogni caso una alterazione della biologia e fisiologia dei denti stessi che si "muovono" normalmente in bocca, compensando l'abrasione occlusale con l'estrusione e l'abrasione interprossimale con la mesializzazione per mantenere i punti di contatto ed i reciproci rapporti gnatologici corretti. Mentre l'impianto rimane "fisso" per osteointegrazione: Spero che sia chiaro. La principale causa di Mobilità, ma ce ne sono altre che vanno valutate bene con una Diagnosi Differenziale, è la Parodontite. La Parodontite la si accerta con due visite cliniche strumentali, semeiologiche e anamnestiche, intervallate da una preparazione iniziale con curettage e scaling e serie completa di Rx endorali, modelli di studio e tanto altro. Visite con sondaggio parodontale in sei punti di ogni dente di tutti i denti e tanto altro e seconda visita di rivalutazione con risondaggio delle tasche che ora indicheranno la reale profondità delle stesse perché è stato escisso il tessuto di granulazione presente! Solo così si arriva ad una Diagnosi e ad una pianificazione terapeutica. Tramite la Visita Clinica e le Rx endorali, oltre a valutare visivamente il parodonto profondo ai difetti ossei e la qualità della trabecolatura ossea, si valuta la eventuale sofferenza periradicolare o periapicale di tutti i denti.Si faccia Visitare da un Parodontologo. Glielo dice un Parodontologo. La Visita Parodontale diventa una visita "totale odontoiatrica". È quindi una visita complessa che richiede almeno un'ora/due ore, compreso un Colloquio col Paziente, seguita da una Preparazione Iniziale dell'apparato Stomatognatico, un rilievo di dati ed eventualmente analisi cliniche, che richiedono almeno ulteriori due/quattro ore ed infine una seconda visita detta Visita di Rivalutazione Parodontale, che richiede due/tre ore in cui si emette una Diagnosi, una Prognosi, un Piano Terapeutico non solo Parodontale ma Totale di tutti i problemi e Patologie presenti! Questo è essenziale per arrivare ad una corretta Diagnosi ed emettere una altrettanto corretta Prognosi. Insomma devo poter mantenere viva ed in allerta tutta la mia "Capacità di Clinico Medico e Parodontologo". Legga come faccio io una Visita leggendo sul mio Profilo "VISITA PARODONTALE", ma vale come visita Odontoiatrica generale, perché la visita che si fa nel mio studio, a prescindere dal motivo per cui è venuto il paziente, è questa! E' stata fatta? Ed è stata fatta la valutazione Preimplantologica spiegata? "Tutto il suo problema è qui"!!! Cari Saluti
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)

Gentile Sig. Cristian, Grazie per averci scritto. Che dire: in ambito medico-biologico tutto può accadere ... (ci mancherebbe), ma (solitamente) c'è più di un "perchè" che sarebbe sempre utile esplorare. Premesso ciò, a forte parer mio, per rispondere alle Sue (legittime) domande, e disperdere (così) tutte le perplessità che si stanno (comprensibilmente) "annuvolando" nella Sua mente, Le suggerisco vivamente di rivolgersi a un medico-odontoiatra di presona; ovvero di sottoporre i medesimi dubbi al Suo dentista di fiducia (non è infrequente non capirsi bene "a caldo" ...) e/o di recarsi -fisicamente- in visita medica-odontoiatrica da altro professionista per ricevere (eventualmente) una c.d. "second opinion". [Si badi] Solo una valutazione approfondita: (1) del Suo stato di salute generale (anamnesi medica) e della bocca (anamnesi odontoiatrica) passato e presente, (2) del Suo cavo orale (esame obiettivo locale) e del Suo distretto testa-collo (esame obiettivo regionale), (3) degli esami strumentali (radiologici, eventualmente del sangue, ecc.) eseguiti in precedenza agli interventi (si badi) 'comparati' con quelli attuali; rappresenta una metodologia scientificamente valida per rispondere correttamente alle Sue domande (e dunque disperdere definitivamente tutte le "ombre" ...). Da qui, facilmente, nascerebbe anche la migliore indicazione terapeutica per riabilitare il Suo caso di specie! Con l'auspicio di "cieli sereni" e di una pronta riabilitazione,
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Scritto da Dott. Antonio Scala
Brescia (BS)

Non voglio discutere nè dubitare sull'operato del collega, che si presuppone abbia fatto tutto secondo scienza e coscienza. È evidente che qualcosa è andato storto (qualità e quantità ossea insufficienti, terapia rigenerativa non andata a buon fine, infezioni in corso d''opera...etc etc). In ogni caso, a questo punto l'unica soluzione corretta è comunque attendere un tempo variabile fra i 6 ed i 12 mesi, effettuare un nuovo 3D del sito operatorio, e valutare come procedere, rimanendo, possibilmente, sulla soluzione implanto - protesica dato che vuole evitare un ponte.
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Scritto da Dott. Giulio Sbarbaro
Zocca (MO)

Lei non ha, solo diritto ad un rimborso parziale, ma all' intera cifra piu' i danni morali e materiali, ha detto che per adesso non vuole fare nulla, utilizzi questo tempo per un bel contenzioso legale, cosi potra' farsi curare da un bravo chirurgo implantologo

Scritto da Dott. Gianluca Pucci
Roma (RM)

Si possono fare tante ipotesi sul fallimento del suo impianto;e non si puo' nemmeno fare un confronto con sua moglie. E' certamente comprensibile che la sua fiducia sia venuta meno.Questo lo capira' anche il suo dentista.Io credo che lui dovrebbe indirizzarla a un collega di chiara capacita' e collabori con lui per il successo dell'intervento ;poi potete trovare un accordo economico che soddisfi soprattutto lei che ha avuto questo inconveniente

Scritto da Dott. Giovanni Vergiati
Fornovo di Taro (PR)

Sig. Cristian, la fortuna non la segue di certo, viste tutte le complicanze; difficilmente a distanza senza il parere del collega possiamo stabilire se è stato sottovalutato qualcosa; il fatto che alla moglie tutto sia andato a buon fine non significa nulla, perchè se lei studia un po' questo portale le complicanze implantologiche non mancano e non esiste odontoiatra che non abbia mai avuto complicanze, al contrario della letteratura che ritiene l'implantoilogia predicibile e sicura. Arrivati a questo punto conviene insistere ancora? o mettersi nelle mani di chi non ha fiducia? Economicamente lei ha molta fortuna, perché non tutti gli odontoiatri si comportano come il suo, per cui valuti bene con lui se con pochi centinaia non convenga una protesi fissa tradizionale con meno complicanze.
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Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Carnate (MB)

Gentile Sig. Cristian, in implantologia tutto può succedere e ci sono rare persone in cui gli impianti falliscono sempre. Può anche aspettare 9/12 mesi ma se l'osso non c'è adesso tra un anno continuerà a non esserci. Non so quali esami radiologici sono stati fatti, personalmente farei una cone beam e poi cercherei di capire perché gli impianti sono falliti. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)

Aggiungo alcune note a quanto scritto dai miei colleghi. L'offerta di un qualche rimborso denota una cattiva coscienza, perché il dentista che sa e sa fare, fa quel che deve senza perdite di tempo suo e sopra tutto altrui. Gli impianti in particolare sono procedure chirurgiche molto semplici, che hanno un certo carattere: se iniziano male dopo andranno sempre peggio, se iniziano bene dopo andranno sempre meglio. Nella sua mente si raffiguri un mondo dove esiste solo il bianco e il nero, ma manca il grigio. Che un impianto vada a male accade anche nelle migliori famiglie, a volte neanche per carenza tecnica, ma come si usa dire "per la cattiveria degli dei". La cosa grave è la ripetizione dell'errore, il che dimostra che nello studio da lei frequentato si perde tempo senza costrutto. A questo punto della sua storiella si riprenda il rimborso che le spetta, e si rivolga ad un occhio nuovo. L'alternativa protesica per chiudere l'interruzione pericolosa sarebbe il ponte, il che - come giustamente lei paventa - ha un costo biologico altissimo. L'alternativa esiste, e sarebbe il ponte su intarsi o su corone parziali. Impresa difficilissima, perché nel nostro tempo il talento necessario è quasi introvabile. Tenga presente che proprio nel nostro tempo la qualità del prodotto sta scivolando verso il basso, con l'invenzione delle patacche bianche da incollare. Buona fortuna!
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Scritto da Dott. Sebastiano Carpinteri
Torino (TO)

Purtroppo sono cose che capitano. Non creda ai colleghi che dicono di avere il 100% di successi perché non è possibile. E in alcune persone i fallimenti si ripetono. Se presupponiamo per un momento che il collega localmente ha fatto tutto ciò che doveva, secondo scienza e coscienza, bisogna escludere che non vi siano fattori generali, magari a lei anche sconosciuti, che possono influire sulla buona riuscita dell'intervento. Per esempio lei è un fumatore? Ha fatto recentemente le analisi? I suoi livelli glicemici come sono? Fa terapia farmacologica di qualche tipo? Usa anticoagulanti o antidepressivi? Le condizioni dei denti contigui come sono? Inoltre le sconsiglio di agire legalmente. Se il collega ha fatto tutto secondo le regole non è obbligato al risultato, soprattutto in zona non estetica. Piuttosto se lei non riesce a recuperare la fiducia si metta d'accordo per una restituzione anche parziale dell'importo. Diffidi di chi "non ha fallimenti". La tecnica chirurgica è solo una delle variabili, anche se fondamentale. Non mettiamo dei tasselli in un muro, ma delle radici artificiali, che poi devono necessariamente guarire, in un organismo vivente con tutte le sue variabili biologiche.
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Scritto da Dott. Ernesto Bruschi
Frosinone (FR)

Egregio Signore, i colleghi che dicono di non avere fallimenti probabilmente inseriscono pochi impianti. Purtroppo capita di perdere l'impianto per una serie di motivi che qui è difficile analizzare. Non vedo perché agire per vie legali quando il collega le ha dato delle soluzioni. Saluti

Scritto da Dott. Emilio Mingardi
Padova (PD)
Firenze (FI)
Verona (VR)