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Domanda di Devitalizzazione

Risposte pubblicate: 6

Ho curato una carie a novembre, i primi di luglio ho avuto dei dolori al dente

Scritto da Lucia / Pubblicato il
Buongiorno, Ho curato una carie a novembre, i primi di luglio ho avuto dei dolori al dente e il dentista mi ha aperto il dente x farlo drenare, solo che dopo qualche giorno mi dovevo sposare ed è rimasto aperto fino a ieri, faccio una premessa 10 giorni fa ho avuto dei dolori forti e il dente che pulsava non potevo neanche toccarlo con la lingua che mi faceva male, il dentista lo ha pulito e mi ha prescritto l'antibiotico dicendomi di chiudere il dente con dell'ovatta ogni volta che mangiavo, il fastidio è passato. Ieri quando ha medicato il dente e chiuso con un otturazione provvisoria dopo un ora ho cominciato ad avvertire dolore e ora ho lo stesso dolore pulsante e come lo sfioro con la lingua sento dolore anche chiudendo i denti. Quando ho preso gli antibiotici mi è stato detto che avevo letto infezione che arrivava fino all' osso. Adesso non vorrei che il dente non fosse correttamente devitalizzato perché mentre mi curava il dente ieri provavo dolore ogni volta che infilava l'ago nel canale. L altra mia paura è che c è ancora l'infezione e stando chiuso può peggiorare. Secondo vuoi come dovrei comportarmi? Prendere l'antibiotico come mi ha detto il dentista o tornare e farmi ricontrollare il tutto. Grazie anticipatamente
Sig.ra Lucia, continuare con l'antibiotico secondo prescrizione medica e se la sintomatologia non regredisce è bene sottoporsi a nuovo controllo.............................

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Carnate (MB)

Gentile Lucia, oggi una devitalizzazione si esegue in una sola seduta tranne quando si è in presenza di un ascesso. In tal caso si esegue una medicazione intermedia per eliminare del tutto l'infezione e poi si continua con la cura definitiva. Lasciare aperto il dente è un gravissimo errore poiché la bocca è un ambiente altamente settico con tantissimi tipi di batteri che infettano endodonto. Per tale motivo è necessario portare a termine la terapia prima possibile. Se dovesse continuare così sicuramente giungerà il momento che le suggerir anno di estrarre il dente. Pertanto le consiglio di consultare un buon dentista endodontista serio e capace che sicuramente sarà in grado di risolvere rapidamente e definitivamente il suo problema. Cordialmente.
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Scritto da Dott. Tersandro Savino
Tivoli (RM)

Il dente devitalizzato una volta medicato va chiuso definitivamente in uno o 2 appuntamenti, impensabile tenerlo aperto e metterci il cotone si contaminerà continuamente. Si affidi ad un bravo endodonzista che lavori con la diga isolando bene il dente da trattare e al più presto lo chiuda. Cordiali saluti

Scritto da Prof. Marco Finotti
Padova (PD)
Treviso (TV)

Gent.le Sig.ra Lucia, grazie per averci scritto. Dalla storia che ci racconta sul "dente aperto" per lungo tempo (e post-utilizzo di un primo antibiotico), parrebbe (ma -si badi- è assolutamente da verificare ...) trattarsi del classico caso di "sovrainfezione" (i.e. nuova infezione da altri batteri di una sede già infetta di un dente lasciato aperto dopo l'utilizzo di un antibiotico) da batteri (che sono diventati) "resistenti" all'antibiotico precedente. In tali casi, è fondamentale somministrare un antibiotico di c.d. famiglia 'diversa' da quello precedente (ad es. se era stato prescritto un "beta-lattamico" come l'amoxicillina + ac. clavulanico, bisogna utilizzare un macrolide come la claritromicina o altro antibiotico appartenente a questo gruppo) e riprendere da zero il percorso di trattamento endodontico (detersione e sagomatura di tutti i canali radicolari del dente in questione) assicurandosi di chiudere (almeno provvisoriamente tutti i canali del dente) entro il 6° giorno di nuovo antibiotico. Questo è il massimo che si può dire (e si ribadisce che è tutto da verificare clinicamente dal vivo) con i pochi dati che ci fornisce e in assenza di una visita odontoiatrica "live" e di una radiografia diagnostica dello status attuale del dente. Suggerisco di mantenere uno stretto contatto col Suo curante e, laddove il quadro sintomatologico permanesse e/o peggiorasse anche durante una stretta assistenza del curante, di andare a sentire anche una c.d. "second opinion" da un endodontista esperto. Con l'auspicio di una pronta guarigione!
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Scritto da Dott. Antonio Scala
Brescia (BS)

Una buona terapia endodontica è la soluzione al suo problema. Semplice. Pulizia canalare completa, medicazione intermedia se ritenuta opportuna (a dente chiuso e sintomi post - operatori gestiti con i farmaci nel caso sia necessario), e successiva chiusura canalare.

Scritto da Dott. Giulio Sbarbaro
Zocca (MO)

Buongiorno cara Signora Lucia. In linea di massima si dovrebbe attendere la remissione dell'ascesso ma, questa, non sempre avviene se non si cura la causa etiopatogenetica che l'ha provocato ed allora si interviene sotto adeguata terapia antibiotica iniziate qualche giorno prima, con la terapia endodontica. Spesso non basta una sola seduta ma ne occorrono di più, in genere tre. Mi sa che c'è tanta confusione! In attesa della "chiusura" si sarebbe dovuta fare (almeno io e mia Figlia Claudia facciamo così) una medicazione con materiale similosmotico per decomprimere la pressione causa del dolore. Se non si facesse questo , il dente lasciato aperto o con una medicazione parzialmente aperta farebbe si che uscisse la pressione dovuta al formarsi del gas del catabolismo microbico che è la causa del dolore per compressione delle terminazioni nervose e con l'uscita di questo gas , non si crea pressione e non si crea dolore! Però, e qui sta il GRAVE, entrerebbero altri microbi nel dente che aggravano l'infezione! Per questo, personalmente uso chiudere provvisoriamente con una sorta di membrana simil osmotica che fa uscire il gas e non fa entrare i microbi! Ma questa è alta Odontoiatria. La pressione che si forma nel dente chiuso, senza sfogo, per il catabolismo del batteri per lo più anaerobi gram negativi implicati nell'infezione, è talmente gravosa ed intensa da scatenare dolori insopportabili! Le consiglio di farse spiegare bene dalla Sua Dentista la Diagnosi, la Prognosi e la Terapia! Ha il Diritto ad essere informata in modo comprensibile e Lei ha il Dovere di darle queste informazioni (si chiama "Consenso Informato")! Non è assolutamente chiaro che terapia stia facendo e perché. Parli con Lui e si faccia spiegare il percome ed il perché di tutto! :) Nel Suo caso è mancata l'assente di sempre: La Diagnosi! Occorre fare anche una Visita Clinica, Semeiologica ed Anamnestica Locale e Generale Sistemica! Non bisogna mai estrapolare la "bocca" dal contesto dell'Organismo in cui si trova e non bisogna mai estrapolarla dalle eventuali relazioni con altre patologie eventualmente presenti altrove! Solo così si può rispondere alla sua domanda. Legga nel mio Profilo "Visita Parodontale", che è poi la visita Odontoiatrica di Routine che facciamo nel Nostro Studio Mia Figlia Claudia ed Io a prescindere dal motivo per cui il paziente è venuto. Solo così si può "dare" Qualità! Deve solo fare una doppia visita Clinica. Ossia, bisogna visitarla clinicamente con due visite intervallate da una preparazione iniziale con curettage e scaling e serie completa di Rx endorali, modelli di studio e tanto altro. Visite con sondaggio parodontale in sei punti di ogni dente di tutti i denti e tanto altro e seconda visita di rivalutazione con risondaggio delle tasche che ora indicheranno la reale profondità delle stesse perché è stato escisso il tessuto di granulazione presente! Solo così si arriva ad una Diagnosi e ad una pianificazione terapeutica. Vede quando c'è una sofferenza pulpare succede questo: La Sofferenza Pulpare che provoca il "fastidio doloroso" va valutata clinicamente e con Rx Endorale (la panoramica non serve a niente), con stimoli termici con il caldo e con il freddo, esistono liquidi che spruzzati su un batuffolino di cotone con cui toccare il dente abbassano la temperatura improvvisamente da 37° a -4° e le garantisco che se c'è patologia pulpare, la si scopre, il dente risponde con un dolore immediato: 1- se dura qualche secondo, il processo è reversibile perché si tratta di semplice iperemia attiva come spiegato più sotto e si aspetta, 2- se dura molti minuti, il dente è in Pulpite perché si tratta di iperemia passiva e bisogna devitalizzarlo subito. 3- Se non risponde al dolore vuol dire che il dente è in necrosi, è morto per infezione e bisogna devitalizzarlo in un modo particolare subito spesso , a seconda della situazione clinica e dell'operatore, sotto protezione antibiotica! 4- Se non risponde al freddo ma risponde allo stimolo con "guttaperca" molto calda, allora significa che il dente è in necrosi, ma non completa, qualche zona di polpa vicino all'apice è ancora vitale (si chiama sintomatologia radicolare della polpa) e il dente va devitalizzato. LE SPIEGO QUALCHE COSA: Nella iperemia attiva il dolore è dovuto semplicemente ad un maggior afflusso di sangue nel dente tramite l'arteria che lo porta, dovuto ad un meccanismo di difesa nei confronti dello stimolo irritativo, questo maggior afflusso causa una pressione dentro il dente che è inespandibile e comprime le terminazioni nervose causando dolore esacerbato dagli stimoli termici, in questo caso il processo è reversibile, la polpa si abitua ed in qualche giorno o settimana tutto scompare!Se invece il danno causato dalle tossine dei microbi continua si ha una alterazione della vena che fa uscire il sangue dal dente e succede che il sangue arriva con l'arteria e non esce più con la vena danneggiata, si ha pressione che può anche scatenare dolori forti, tipici della Pulpite acuta o essere talmente leggera da non causare dolori in questo caso anche molto lenta, le cellule della polpa del dente, arterie, vene, linfatici e tessuto nervoso, muoiono = necrosi e si può formare una zona di osteolisi periapicale (pallina nera alla Rx endorale) intorno all'apice della radice = granuloma, cisti.IL DOLORE DA NECROSI è invece sordo profondo e non pulsante. Potrebbe avere delle sinalgie, infatti esistono dei sintomi, detti sinalgie, che praticamente, per incapacità del nucleo caudato del cervello a cui arrivano tutti gli stimoli dolorosi di una metà della bocca, possono provenire non dal dente in causa ma da denti o parodonto anche lontano. Quindi bisogna fare una accurata visita Odontoiatrica completa ed accurata. Per valutare il Parodonto basta fare un sondaggio Parodontale con un sondino parodontale in sei punti di ogni dente di tutti i denti (senza limitarsi a quello in causa apparente) se vi fossero misure superiori a 4 mm (fino ad un massimo di 14 mm, ci sarebbero delle tasche Parodontali , sintomo di una Parodontite DNDD. Per le patologie Endoparodontali, esse sono un sovrapporsi o un "misto" delle due descritte! Il confine tra iperemia attiva e passiva non è a volte così ben distinto e distinguibile e si può diagnosticare una iperemia attiva mentre invece la polpa si trova in un momento di passaggio tra la attiva e la passiva ed ecco che si può allora fare una otturazione come è stata fatta ed avere poi il dolore per l'esplosione immediata o a distanza di tempo della iperemia passiva e quindi della pulpite che porta alla terapia endodontica del dente! Chiaro? Si metta nelle mani di un buon Dentista! Tutto questo è normalissima routine Odontoiatrica ed Endodontica! Sta "annegando in un bicchiere d'acqua" :) Cari Saluti
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)