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Legionellosi dal dentista, allarme su igiene poltrone

Legionellosi dal dentista, allarme su igiene poltrone
17-02-2012

Ci si puo' ammalare dal dentista di legionellosi. Infatti, il batterio che causa la malattia puo' annidarsi nell'acqua del circuito idrico della poltrona odontoiatrica e diffondersi attraverso l'aerosol rilasciato dai rubinetti e dagli strumenti - il trapano e altre punte - dotati di turbine che utilizzano acqua.

E' quanto e' accadutoil 9 febbraio 2011 ad una donna di 82 anni, successivamente deceduta presso l'Ospedale G. B. Morgagni Pierantoni di Forli' (Italia). Oggi la rivista britannica ''The Lancet'' riporta lo studio del caso, condotto dall'equipe della Dott.ssa Maria Luisa Ricci, del Dipartimento malattie Infettive, Parassitarie e Immunomediate dell'Iss. "'Quello descritto e' il primo caso di legionellosi associato ad acqua contaminata presente negli strumenti dentistici che puo' essere respirata durante trattamenti odontoiatrici, per questo motivo - afferma Maria Luisa Ricci - senza voler creare grande allarmismo, e' necessario ridurre al minimo il rischio di acquisizione della malattia
, al fine di prevenire l'esposizione dei pazienti e di tutto lo staff che si occupa di pratiche dentali all'infezione.

Pertanto sono indispensabili controlli frequenti e di diverso tipo quali ad esempio: utilizzare sistemi di ricircolazione dell'acqua e sistemi antistagnazione; servirsi di acqua sterile anziche' di acqua normalmente erogata; applicare trattamenti disinfettanti costantemente, oppure in modo periodico; flussare quotidianamente i rubinetti e gli strumenti che erogano acqua e sempre prima di ogni trattamento; applicare a monte degli strumenti ( ad es. trapano), dei filtri; e' importantissimo inoltre monitorare almeno annualmente i livelli di contaminazione di Legionella nell'acqua della poltrona odontoiatrica.

Procedure dettagliate, utili alla prevenzione della legionellosi negli studi dentistici, sono consultabili nelle linee guida inglesi a cio' dedicate, nonche' nella prossima pubblicazione da parte del nostro Ministero della Salute delle nuove ''Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi''.

La donna, che quasi mai lasciava la sua abitazione, si e' spostata unicamente per andare due volte dal dentista. Non appena sono comparsi febbre e difficolta' respiratorie, la signora, che non mostrava altre patologie di base e che era comunque cosciente e reattiva, e' stata ricoverata presso l'unita' di terapia intensiva del nosocomio. La radiografia al torace ha evidenziato diverse aree di addensamento polmonare e la diagnosi basata sulla rilevazione dell'antigene nelle urine e' stata subito effettuata: legionellosi, causata dal batterio Legionella pneumophila. Nonostante la terapia antibiotica orale sia stata subito somministrata (ciprofloxacin ogni 12 ore), la paziente ha sviluppato presto una rapida ed irreversibile sepsi e due giorni dopo e' deceduta.

Come gia' detto, nel periodo di incubazione della malattia, vale a dire tra i 2 e i 10 giorni precedenti l'insorgenza dei sintomi, la signora era uscita di casa solo in due occasioni per andare dal dentista. Per identificare la possibile fonte di contaminazione, sono stati prelevati campioni d'acqua dai rubinetti e dalle turbine dello studio dentistico, nonche' dai rubinetti e dalla doccia della sua abitazione. Questi ultimi all'esame colturale sono risultati negativi, mentre quelli prelevati dalla strumentazione del dentista sono risultati positivi per L pneumophila.

Esperimenti di laboratorio hanno dimostrato la correlazione genomica tra i ceppi di L pneumophila isolati dalle secrezioni respiratorie della paziente e quelli isolati dal circuito idrico della poltrona odontoiatrica.

 

Fonte: Asca

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