Domanda di Parodontologia

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Un mese fa mi facevano male le gengive e l'incisivo inferiore di destra si muoveva molto

Scritto da Marco / Pubblicato il
Salve ho 35 anni un mese fa mi facevano male le gengive e l'incisivo inferiore di destra si muoveva molto ho aspettato qualche giorno per far disinfiammare le gengive e sono andato dal mio dentista che senza nessuna visita particolare, ma solo guardando e toccando il dente mobile con le mani, mi ha detto che i 2 incisivi inferiori ormai sono andati e che quando sara'(spero il piu tardi possibile) faremo gli impianti o un ponte. Mi ha fatto la pulizia dei denti e mi ha proposto di mettere uno splint per tenere fermo il dente. La gengiva dell'incisivo dondolante dopo qualche giorno che è stata fatta la pulizia dei denti è scomparsa mentre quella dell'incisivo vicino era da parecchi mesi che non c'era gia piu! A distanza di un mese quel dente che si muoveva ora è molto piu stabile e si muove leggermente tanto è vero che riesco ad addentare anche cibi non troppo duri e la mia igiene orale è diventata scrupolosa(lavo i denti 3 volte al giorno dopo i pasti uso il filo e un colluttorio alla clorexdina). Premetto che tra i 2 incisivi inferiori ho un piccolo diastema che vorrei sistemare e anche un po di morso incrociato cioe' l'arcata superiore e inferiore di sinistra combacia bene mentre quella di destra a partire dall'incisivo in questione non combacia inoltre da qualche anno mi manca il penultimo dente dell'arcata inferiore di destra. Io qui sento parlare di curettage e altre tecniche che il mio dentista non ha mensionato. Il mio dentista mi ha anche fatto fare un'ortopanoramica e il referto dice testuali parole: Non lesioni periapicali di tipo granulomatoso. Addensamento periradicolare a carico del II e III elemento dentale inferiore di destra. Note di parodontopia. Vorrei sentire qualche altro dottore e vorrei sapere come muovermi? che dovrei fare? Vi ringrazio anticipatamente sapendo che via web è difficile fare una diagnosi. Cordiali saluti
Difetti ossei Parodontali Complessi a più pareti in Parodontite Aggressiva e Terapia Chirurgica Ossea Parodontale Ricostruttiva e Rigenerativa. Da casistica del Dr. Gustavo Petti Parodontologo di Cagliari
Caro Signor Marco, che dirle, ha parlato per lei il referto radiologico e i sintomi che dopo l'igiene orale in studio e domiciliare scrupolosa sono migliorati molto. MI SEMBRA CHIARO CHE LE "NOTE" DI PARODONTOPATIA NON SIANO NOTE DI UNA CANZONE ma segni di Parodontite. E' vero che il suo Dentista la conosce bene , è sperabile" e che quindi forse non ha bisogno di fare una Visita particolareggiata per fare diagnosi, ma saltare subito alla cionclusione che quei denti debbano essere estratti più prima che poi e che debbano essere immobilizzati coi vicini, significa aver capito che è in atto una patologia Parodontale. A questo punto è segno di grande presunzione avere già capito che non ci sia niente da fare, con una occhiata ed una "palpatina" con le dita che rendono fasulla la sensazione di mobilità che va controllata con uno strumento rigido o è segno di grande ignoranza. In ogni caso, va fatta una accuratissima v9isita, con misurazione delle profondità delle tasche parodontali eventuali in sei punti di ogni dente di tutti i denti della bocca, poi una preparazione iniziale parodontale completa con curettage e scaling e root planing , Studio valutativo completo con Rx endorali in roiezione Parodontale, modelli di studio, valutazione con ceck up ortodontico ed eventiale cefalometria della eventuale disgnazia da lei descritta, seconda visita parodontale con ripresa delle misure parodontali per valutarle nella realtà dopo aver rimosso il tessuto di granulazione col curettage e cscaling ed infine con l'emissione di una vera Diagnosi, Prognosi e pianificazione terapeutica Parodontale ed Odontoiatrica totale! In questa sede le si deve spiegare tutto e bene! Solo dopo tutto questo si può esprimere il parere del dentista. Sottolineo però che se ha già parlato di immobilizzazione , se i denti sono meno mobili e le gengive meno infiammate solo dopo l'igiene orale, le dico che con altissima probabilità, sono denti che si possono e si devono curare con la chirurgia parodontale! Visto che il suo Dentista non gliene ha parlato lei è liberissimo di cercare un Parodontologo vero, per una visita ed un parere. Poi deciderà! Io di più non posso dirle senza visitarla!Le lascio una foto con Difetti ossei Parodontali Complessi a più pareti in Parodontite Aggressiva e Terapia Chirurgica Ossea Parodontale Ricostruttiva e Rigenerativa.Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari.
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Diciamo che alla sua età, giovane, ci sono discrete possibilità di recupero, nel senso che di fronte a tanta trascuratezza (come l'aver permesso l'accumulo della placca e del tartaro al punto da determinare la mobilità dei denti) se viceversa si inizia ad aver cura dei propri denti, le possibilità di parziale recupero ci sono. Bisogna vedere le rx, c'è una maloccluione netta che determina un peggioramento delle cose, bisogna affidarsi ad un dentista parodontologo, e poi se proprio non si riesce a salvare questi denti, si sostituiranno. L'importante è arrestare il fenomeno negli altri denti del resto della bocca.
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Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

Si, Signor Marco, tramite web non è possibile fare diagnosi. Però il suo problema è talmente evidente che diventa facile darle un consiglio per come muoversi: lei ha una grave malocclusione con conseguente parodontopatia: deve quindi rivolgersi ad un dentista che le praticherà terapia ortodontica e parodontale. Se non correggerà il morso incrociato ed il cattivo combaciamento tra i denti delle due arcate, non otterrà mai un buon risultato parodontale stabile. Cordiali saluti.
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Scritto da Dott. Angelo De Fazio
Casalnuovo di Napoli (NA)
Consulente di Dentisti Italia

IDEE CHIARE E DISTINTE. La malattia della gengiva causata dal tartaro ha possibilità di recupero quasi incredibili quando subentra una igiene feroce e maniacale. Lei è uno tra i tanti. Lei poi scrive: "a destra non combacia inoltre da qualche anno mi manca il penultimo dente dell'arcata" e si preoccupa del "diastema". Nella foto appare un invecchiamento molto precoce della dentatura rispetto alla sua età anagrafica, forse proprio perché la dentatura è zoppa a causa del dente tolto allegramente. Pe risolvere il problema bisogna colmare la lacuna con una protesi di altissima (altissima) classe e insieme studiare di risolvere il conflitto tra le rotaie della mandibola e l'ingranaggio della dentatura, per stabilizzare l'equilibrio insufficiente. Non si disperi, perché la sua vita non è in pericolo, ma è in pericolo sola la qualità della sua vita, e io non so quale è la qualità di vita da lei preferita. Buona fortuna!
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Scritto da Dott. Sebastiano Carpinteri
Torino (TO)
Consulente di Dentisti Italia

Gent. sig. Marco, Lei ha sicuramente bisogno di essere visitato da un "parodontologo", cioè un dentista che sia competente e si occupi in particolar modo di problemi dell'apparato di sostegno dei denti: le farà innanzi tutto una diagnosi accurata e poi le dirà se e che cosa si può fare per salvare la sua dentatura. Cordiali saluti.

Scritto da Dott. Paolo Gaetani
Lecce (LE)

Sig. Marco chiede cosa fare? Era meglio sapere cosa doveva fare! Lei a soli 35 anni sta pagando una grossa spesa biologica per non aver seguito delle corrette visite semestrali, ora sta cercando dei costosissimi rimedi dal punto di vista monetario, che purtroppo non faranno miracoli. Adesso tutte le strade sono buone, ma non dimentichi mai la visita semestrale.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Gent.mo Sig. Marco, naturalmente senza una approfondita visita odontoiatrica, una corretta anamnesi ed uno studio del suo caso mediante radiografie non è possibile formulare una diagnosi A quanto pare il suo problema è multidisciplinare: ortognatodontico e parodontale. Le consiglio quindi di rivolgersi ad un collega che, studiando approfonditamente il caso, porrà in essere le terapie congrue al suo caso clinico. Cordiali saluti.

Scritto da Dott.ssa Antonella Scorca
Bari (BA)

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