Domanda di Parodontologia

Risposte pubblicate: 16

Un simile intervento non è forse esagerato?

Scritto da matteo / Pubblicato il
Gentile Dottore vorrei rivolgerle un mio dubbio che non sta trovando soluzione nel dialogo con il mio dentista. A seguito di una normale igiene dentale nel mese di ottobre ( procedura che svolgo ogni 6 mesi) si è notato che spingendo o meglio premendo la gengiva al di sotto dell'incisivo mediale e laterale sx dell'arcata inferiore esce un piccola quantità di un liquido biancastro, probabilmente pus. Effettuata la pulizia, prescritto colluttorio a base di clorexidina e controllo dopo 15 giorni. AL controllo gengiva rimarginata rosea, non sanguinante nessun arrettramento. MA premendo in quel punto esce ancora del pus. Effettuata lastrina di controllo che non ha evidenziato tasche, ne infezioni ne interessamento del margine osseo. A questo punto il dentista mi propone un intervento di scaling a cielo aperto da canino a canino inferiore per una pulizia profonda. A questo punto mi chiedo: un simile intervento non è forse esagerato? Non ci sono evidenze di tasche, non c'è barcollamento dei denti tipico della piorrea, non è nemmeno stata richiesta una panoramica di controllo. A questo punto chiedo: come mi devo comportare? Eseguire l'intervento oppure considerare strade alternative? Premetto che ho 33 denti in buona salute, nessuna otturazione, nessun fattore di rischio alcuno ( come caffè, fumo, alcol ecc ). Chiedo anche se possibile qualche delucidazione su questo intervento: in cosa consiste?E' doloroso anche nel post intervento?Il recupero è completo? Sperando in una vostra risposta porgo distinti Saluti. Matteo
Curettage e Scaling e Root Planing. Da casistica Parodontale del Dr. Gustavo Petti e Dr.ssa Claudia Petti di Cagliari
Caro Signor Matteo, le tasche parodontale non si evidenziano, guardando la gengiva o guardando una Rx endorale, ma rilevando le misure della eventuale tasca parodontale con un sondino millimetrato parodontale in sei punti di quel dente e di tutti gli altri denti che sono in bocca. Il curettage e scaling a cielo aperto lo si fa solo dopo una avvenuta diagnosi di Parodontite e solo come preparazione alla Chirurgia Parodontale Ossea Conservativa, Resettiva, Ricostruttiva o Rigenerativa a seconda del tipo e gravità della Parodontite ed ubicazione e conformazione di difetti ossei misti complessi a più pareti! Altrimenti si fa un curettage a cielo chiuso che serve per rimuovere il tessuto di granulazione, abbattere la carica batterica del 98% e riprendere in una seconda visita le misure vere delle tasche parodontali prima falsate dal tessuto di granulazione. Quel liquido biancastro che esce dalle tasche è una parulide, espressione di Parodontite!Ha bisogno di un vero Parodontologo. Legga sul mio profilo VISITA PARODONTALE e tanto altro che ho scritto sulla Parodontite.Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari.
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Salve Matteo, le scrivo di fretta ma spero di essere chiaro. La mia risposta non può essere esaustiva.. non conosco il caso e non ho dati oggettivi (tipo rx). La ortopantomografia non è necessaria. Ha già fatto le endorali che sono molto più precise della opt. Il pus è tipico delle infezioni - se dopo uno scaling radicolare a cielo coperto non risolve il problema, vuol dire che è necessario un curettaggio a cielo aperto. Cordialmente, Gianluigi Renda

Scritto da Dott. Gianluigi Renda
Castrovillari (CS)

Preg.mo sig. Matteo, solo una valutazione diretta della sua situazione permette di rispondere al suo quesito. Poiché il rapporto medico paziente è un rapporto fiduciario credo lei debba domandarsi se esiste la "fiducia" tra lei ed il suo professionista. Se la risposta è positiva si affidi a lui con serenità altrimenti cambi professionista senza farsi troppe illusioni sui consulti via internet che per forza di cose sono e restano assolutamente inaffidabili prescindendo dalla valutazione diretta del suo problema. Cordialmente
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Scritto da Dott. Alvise Cappello
Padova (PD)

Il mio collega dottor Alvise Cappello ha scritto con tanta efficacia e proprietà di pensiero che adesso, dopo di lui, io rimango senza parole. Rilegga bene le poche parole scritte prima del mio intervento. Auguri per i suoi trentatré denti.

Scritto da Dott. Sebastiano Carpinteri
Torino (TO)
Consulente di Dentisti Italia

Il pus che fuoriesce al colletto è un dato da tenere in debita considerazione. Non so se sia necessario un curettage (a cielo aperto o chiuso), ma le dico che la cosa è assolutamente da indagare fino a diagnosi certa, perchè si potrebbe anche trattare di una lesione endo-parodontale, che è un parolone per dire che i denti incriminati hanno dei seri problemi al nervo, e che potrebbero essere in pericolo. Le consiglio di chiedere lumi al suo medico anche su questo argomento, e di prendere le eventuali precauzioni del caso. Cordiali saluti.
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Scritto da Dott. Davide Colla
Seregno (MB)
Collaboratore di Dentisti Italia

Che bello ha 33 denti ben uno in più!!Mi sembra che fa' molta confusione! Senta se ha dei dubbi ne parli con il suo dentista, il quale ha obiettivamente valutato una situazione clinica

Scritto da Dott.ssa Ludovica Longhi
Piacenza (PC)

Gentile Sig. Matteo, copio ed incollo l'esauriente risposta fornitale dal collega Dott. Cappello. Cordialmente

Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

Sig. Matteo, può seguire i consigli del suo odontoiatra se lo ritrova iscritto all'ordine dei medici, altrimenti cambi al più presto. I denti sono tutti vitali?

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

La fuoriuscita di liquido, verosimilmente pus, dal solco gengivale non è una cosa normale e sicuramente c'è sotto qualcosa che non va. Poichè le radiografie non mostrano alterazioni, è legittimo pensare di aprire un lembo per vedere direttamente la situazione; quindi questo serve sia a scopo diagnostico, che anche a scopo terapeutico perchè al momento si può intervenire nel modo più adatto al caso: innanzi tutto facendo una pulizia più accurata, poi, eventualmente, rigenerando i tessuti andati persi o, semplicemente, rimodellando il profilo osseo. Certo, sarebbe meglio conoscere esattamente la situazione prima di aprire: dovrebbe aver fatto un sondaggio parodontale ed un controllo della vitalità dei denti della zona, però, se non si riesce a vedere nulla, meglio intervenire in qualche modo, tanto più che l'intervento è poco invasivo, non è doloroso e lascia scarse sequele. Cordiali saluti
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Scritto da Dott. Paolo Gaetani
Lecce (LE)

Gentile sig. Matteo , potremmo stare qui a discutere per ore sul suo caso ma senza risolvere niente poichè non abbiamo la possibilità di eseguire un esame clinico completo e di valutare le endorali. E allora?? E allora come al solito rispondo di seguire le indicazioni del proprio dentista se si gode di assoluta fiducia nel suo operato oppure se tale fiducia si sta perdendo ....cambiare dentista!!!! Buonasera

Scritto da Dott. Antimo Perfetto
Sant'Antimo (NA)

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