Domanda di Parodontologia

Risposte pubblicate: 5

Posso curare i miei denti?

Scritto da Stefania / Pubblicato il
Buonasera Dottori Odontoiatri, premesso che fino all'età di 39 anni non ho mai sofferto neppure di una carie, neppure da adolescente, mi trovo da un anno con problemi ai denti. L'ultimo è il seguente: Carie del 47 con reazione apicale e segni diffusi di paradontosi con riassorbimento orizzontale dell'osso alveolare. Cosa vuol dire? Già mi è stato tolto un premolare, e sono molto angosciata al pensiero che dovrei togliere altri denti. E' necessario ciò? Posso curare i miei denti? Ringrazio per le risposte che sicuramente mi darete. Cordiali Saluti Stefania
Pareodontite Grave Prima, durante e dopo la terapia Parodontale chirurgica e la riabilitazione orale completa complessa
Cara Signora Stefania...Stia tranquilla...è quasi certo che abbia una Parodontite (il termine PARODONTOSI) è assolutamente errato...la desinenza ITE, significa infiammazione...e la parodontite è sostenuta da microbi...la desinenza -OSI indica degenerazione, e la parodontite NON è degenerativa...si rivolga ad un buon Parodontologo che la tirerà fuori dai guai... Parodontite grave prima, durante e dopo il trattamento chirurgico parodontale e riabilitativo Risposta: Cara Signora Benedetta, stia tranquilla, la Parodontite, "volgarmente nota col nome popolare di "piorrea" è tranquillamente curabile... perchè lei capisca come si può arrivare a stabilire le "opzioni" all'estrazione...le inserisco alcuni link a miei articoli su questo stesso portale...e poi le spiego cosa è la Parodontite e come si deve procedere..almeno nella prima fase di terapia... VISITA PARODONTALE ...LA PIORREA... QUESTA SCONOSCIUTA! ...Mio Sito Web di Parodontologia  www.gustavopetti.it ... ...ECCO LA SPIEGAZIONE PROMESSA che è quella che faccio ai miei pazienti nel mio studio...la legga e capirà tante cose utili...sperando di farle cosa gradita...gentile signora : “ Immagini un dente in sezione longitudinale (e alzo la mano sin. di taglio verticale davanti a me), la gengiva ( e alzo la mia mano dx in orizzontale vicino e perpendicolare alla mano sin.), si attacca al dente mandando le fibre connettivali ed epiteliali dentro di esso, al colletto, nel punto di passaggio tra radice e corona, ossia la parte del dente che emerge dalla gengiva (e spingo la mano dx a intrecciare le dita con la mano sin.). In questo modo la Gengiva protegge l’osso che sta sotto intorno al dente e chiude, una porta che impedisce ai microbi di entrare in profondità. La funzione della gengiva è questa, di costituire un sigillo invalicabile dai microbi!. Quando queste fibre, per un motivo qualsiasi, ad esempio la Gengivite prima e poi la Parodontite, si dovessero rompere, esse si staccano dal dente, si apre quella porta e i microbi entrano ed incominciano a distruggere il Parodonto, ossia il tessuto che sta intorno al dente, Gengiva, Cemento della radice, Legamento Parodontale che lega il dente all’osso e l’Osso stesso: è iniziata una Parodontite. (Conosciuta col termine volgare di “Piorrea” dal greco (puòn) marcio, pus - (roé) scolo, quindi scolo di pus. Scolo di pus, perché nei momenti conclamati o terminali della malattia si hanno numerosi ascessi! La distruzione di questi tessuti porta alla formazione di una tasca (ed infilo la mano dx nel taschino sin. del mio camice) spiegando “questa è una tasca, prima era cucita ora è aperta. Questa tasca si chiama “Tasca Parodontale”. In pratica è come se fosse una ferita e come ogni ferita tenta di guarire facendo “granuleggiare” un tessuto che appunto si chiama di Granulazione, che cerca di chiudere questa ferita, ma non lo può fare per vari motivi che non sto a spiegare. La caratteristica di tutte le Parodontiti è quella di avere periodi di inattività che si alternano con altri di attività. Questo avviene in modo del tutto “anarchico”. Ossia la malattia può essere attiva o non attiva, in tutta la bocca, in parte di essa o addirittura sullo stesso dente in un punto sì e nel punto vicino no! È importante sapere che esistono vari tipi di Parodontiti, ma comune denominatore è quanto ho spiegato sopra. Nei punti in cui la malattia è attiva, il tessuto di granulazione e edematoso, imbibito di liquidi, molliccio e il sondino parodontale che ho usato prima durante la visita è portato a penetrare di più, proprio perché non incontra resistenza e leggo una misura più profonda di quanto potrebbe essere in realtà!. Se la malattia invece è ferma da qualche tempo, bastano 3 settimane il tempo di guarigione in genere delle ferite, il tessuto di granulazione è diventato una specie di cicatrice, come avviene in tutte le ferite ed è fibroso, duro, compatto, il sondino parodontale è impedito nella penetrazione e leggo una misura meno profonda di quanto potrebbe essere in realtà! Ora è intuibile per Lei, quello che devo fare: rimuovere questo tessuto! Questo lo si fa col Curettage e Scaling, in anestesia per contatto (basta uno Spray di anestetico), a cielo coperto, sotto protezione antibiotica perché si mettono in moto milioni e milioni di microbi! IL Curettage e Scaling è preceduto dalla Ablazione del Tartaro con gli ultrasuoni, dalla lucidatura dei denti. Si fa tutto in una seduta molti preferiscono in più sedute. Io preferisco una sola seduta, lunga anche un paio d’ore o poco più, ma il tessuto infetto viene portato via in una sola volta, non rischia così la reinfezione delle tasche, se passa troppo tempo dalla prima all’ultima. Questo sotto copertura Antibiotica. Tenga presente che un Curettage fatto bene abbassa la carica batterica dell’95-98 % !!! Questo è salutare non solo per la bocca (pensi che se ci troviamo in presenza di una Gengivite Marginale o di una Gengivite più profonda di transizione in Parodontite con tasche non superiori ai 5 mm, può bastare il Curettage e Scaling, magari ripetuto più volte, per “guarire” ma anche per l’organismo intero perché mette a riparo dalle malattie focali a distanza di organi importanti che hanno il loro Fucus di partenza “in cavità dell’organismo comunicanti con l’esterno”, in questo caso le Tasche Parodontali! Ora è comprensibile perché, una volta rimosso questo tessuto, a di stanza di qualche giorno, debba riprendere le misure delle tasche parodontali: il secondo sondaggio farà leggere delle misure reali o almeno che si avvicinano alla realtà, avendo rimosso quel tessuto che ne falsava la misurazione! In quella sede che chiameremo Seconda Visita Parodontale, dopo questa preparazione iniziale, prenderò visione degli altri dati diagnostici raccolti in questa parte chiamata di Preparazione Iniziale Parodontale, ossia le Rx indorali, i modelli di studio che avrò rilevato con delle impronte e montato su un articolatore che riproduce i movimenti della sua bocca! Così potrò studiare le gengive, i rapporti dei denti tra di loro, anche per decidere un eventuale molaggio selettivo per togliere i precontatti." Si inizia quindi con una: PREPARAZIONE INIZIALE PARODONTALE · Ablazione Tartaro con Ultrasuoni o altre metodiche previa copertura antibiotica per ovvi motivi di Poussès di microbi. · Curettage e Scaling Con tutto ciò che abbiamo rilevato e studiato nella PREPARAZIONE INIZIALE PARODONTALE, si rivaluta ora la “bocca” con gengive certamente non più in Infiammazione Acuta, con le Tasche private del tessuto di granulazione interno che ne falsava la giusta presa delle misure e procediamo ad una visita totale Parodontale come nella Prima visita con la ripresa delle misure delle tasche parodontali, lo studio dei modelli montati su articolatore, lo studio delle radiografie comparando il tutto con lo studio dell’apparato stomatognatico del paziente. In questa sede si procederà anche alla pianificazione della eliminazione di tutto ciò che di irrazionale è in bocca ( restauri conservativi e protesici irrazionali, necessità di immobilizzazione temporanea o definitiva di denti con mobilità superiore al 1°, pianificazione della risoluzione di eventuali disgrazie (per le quali si segnerà una ulteriore serie di Visite anche per lo studio Cefalometrico), pianificazione di tutta la conservativa, endodonzia, chirurgia orale, Gengiviti e solo alla fine si pianificherà la “parte di riabilitazione Chirurgica Parodontale! Arriveremo così ad una diagnosi esatta, ad emettere una Prognosi, ed infine ad un ulteriore colloquio col paziente che sarà reso edotto su tutti i suoi problemi (sottolineando complicazioni, tempi, possibilità di recidive etc.). ...gli eventuali problemi di natura Gnatologica di cattiva occlusione...che non è Parodontite ma ad essa può essere legata...si risolvono, risolvendo i problemi parodontali ed occlusali insieme!...Cordialmente Gustavo Petti Parodontologo in Cagliari
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Se è trattabile una carie per quanto con complicanza per processo apicale, più impegnativo è trattare una parodontosi. Nel primo caso infatti controlliamo l'igiene domiciliare ed alimentare e ne condizioniamo il fenomeno, nel secondo caso può non essere sufficiente. E' infatti necessario un esame delle condizioni generali del paziente con particolare attenzione ad alcuni parametri ematochimici. Saluti.

Scritto da Prof. Attilio Menduni De Rossi
Castellammare di Stabia (NA)

La capisco Sig. Stefania, anche se il fatto che fino a 39 anni non abbia mai sofferto di nulla ed ora a 40 ha un molare inferiore di destra con carie complicata, reazione apicale e segni di parodontite probabilmente mi fa pensare che o non è mai stata visitata fin ora, oppure ha avuto controlli e visite piuttosto superficiali. Per quanto riguarda la parodontite, quella che maggiormente colpisce soggetti adulti dall'epoca media dei 35 anni in su, è quella cronica dell'adulto, anche se nel suo caso dovrei visitarla per fare diagnosi. Una volta individuata e diagnosticata questa patologia, che oggi è la seconda causa di perdita degli elementi dentari, si può procedere con un piano di trattamento adeguato (terpia parodontale) mirato a stabilizzare il processo di riassorbimento osseo e tutte le conseguenze che ad esso susseguono. Stia tranquilla, ma allo stesso tempo sia motivata e non trascuri questo problema, seguendo un serio professionista in grado di aiutarla. Cari Saluti Dr. Vincenzo Bifaro Giugliano(NA) -
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Scritto da Dott. Vincenzo Bifaro
Giugliano in Campania (NA)

Sig.ra Stefania, probabilmente lei era affetta da carie da molti anni, ma non le sono mai state diagnosticate. Quando un paziente si reca ogni sei mesi alla consueta visita odontoiatrica, difficilmente perde un premolare e si ritrova con carie profonda, con sofferenza apicale, al secondo molare inferiore destro. Raro, risulta anche il riassorbimento d'osso a 40 anni, nei pazienti che in collaborazione con l'igienista hanno mantenuto sotto costante controllo il parodonto. Le consiglio di affidarsi a un buon odontoiatra che diagnosticherà e curerà tutte le carie, anche quelle invisibili ma presenti, poi non dimentichi la visita semestrale, che è di estrema importanza per capire perché fino a 39 anni si crede di non aver avuto nessuna carie.
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Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Gent. Stefania, spesso facciamo riferimento all'insorgenza di sintomi per recarci in visita per un controllo, purtroppo molte patologie, specie quelle di tipo cronico, evolvono in maniera quasi del tutto silente, manifestando cioè nelle fasi iniziali segni che uno specialista saprebbe ricondurre alla malattia, ma che noi pazienti sottovalutiamo (per farle degli esempi pensi al decorso di malattie come il diabete o l'ipertensione che di solito non portano apprezzabili sofferenze nelle fasi iniziali, ma che se non curate presto conducono a gravi conseguenze). Mi scusi il preambolo, che le potrebbe sembrare inopportuno, ma alla domanda si può fare qualcosa per la reazione apicale del 47 e segni diffusi di (credo grave poichè le è già stato estratto un premolare) parodontite, posso così risponderle: un bravo dentista non avrà difficoltà a trattare i problemi di cui sopra, ma qualsiasi terapia può diventare inefficace senza un'adeguata opera di mantenimento e controlli periodici. Cordialità, Luigi Russo - Torre del Greco (NA)
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Scritto da Dott. Luigi Russo
Torre del Greco (NA)

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