Domanda di Otturazioni Conservativa

Risposte pubblicate: 20

Una carie profonda comporta necessariamente la devitalizzazione del dente?

Scritto da Giovanna FrancescaFrancesca / Pubblicato il
Gentili Dottori, vorrei gentilmente sapere se una carie profonda comporta necessariamente la devitalizzazione del dente. Grazie per la cortese attenzione.
Per carie profonda si intende un processo distruttivo di un dente, sostenuto da microrganismi patogeni, che interessa non solo il tessuto duro del dente (smalto e dentina), ma anche il tessuto molle, rappresentato dalla polpa dentaria. La polpa del dente, formata prevalentemente da vasi sanguigni e terminazioni nervose, ha una scarsa capacità rigenerante per cui, quando viene infettata dalla carie, va in degenerazione e deve essere rimossa. Questa "rimozione" della polpa è appunto la "devitazizzazione" che pratica il dentista. La risposta alla sua domanda dovrebbe quindi essere positiva, cioè "si, bisogna devitalizzare il dente quando la carie diventa profonda!", ma non

si può fare una regola precisa poichè esistono tanti casi di situazioni "al limite" che devono essere valutati di volta in volta dal dottore che fa la diagnosi e la prognosi. Sicuramente bisogna devitalizzare il dente per carie profonda quando il dentista riconosce, non solo l'infezione pulpare, ma anche i sintomi ed i segni di degenerazione pulpare. Cordiali saluti.
























CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Angelo De Fazio
Casalnuovo di Napoli (NA)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Signora, la devitalizzazione si rende necessaria in occasione di una carie profonda che arrivi ad interessare e coinvolgere la polpa del dente (il cosiddetto impropriamente nervo). Quindi non tutte le carie profonde necessitano di devitalizzazione. E' comunque necessario ricorrere a dei tests di vitalità nel caso si abbiano dei dubbi sull'interessamento o meno della polpa. Cordialmente

Scritto da Dott. Tersandro Savino
Tivoli (RM)
Consulente di Dentisti Italia

Patologie pulpari gravi in perforazione del pavimento della camera pulpare e parodontite con tasche infraossee gravi a più pareti e lesione passante di terza classe della forcazione, salvato con chirurgia parodontale e preprotesica riabilitativa totale in bocca da oltre 25 anni. Da casistica
Cara Signora Giovanna Francesca, dipende da quanto è profonda, dalla patologia che crea e da una infinità di altre variabili che si possono valutare solo durante una visita. Le spiego alcune cose:Quando c'è uno stress pulpare (del cosiddetto nervo),per esempio per una carie, il dente risponde in modi diversi a seconda della patologia che ha!Per esempio: Nella pulpite, il dolore è dovuto semplicemente ad un maggior afflusso di sangue nel dente tramite l'arteria che lo porta, dovuto ad un meccanismo di difesa nei confronti dello stimolo irritativo, questo maggior afflusso causa una pressione dentro il dente che è inespandibile e comprime le terminazioni nervose causando dolore esacerbato dallo stringere i denti...o dal "picchiettarvi sopra"...o dagli stimoli termici...in questo caso (che si chiama iperemia attiva) il processo è reversibile...la polpa si abitua ed in qualche giorno o settimana tutto scompare!......se invece il danno causato dalle tossine dei microbi continua si ha una alterazione della vena che fa uscire il sangue dal dente e succede che il sangue arriva con l'arteria e non esce più con la vena danneggiata...si ha pressione che può anche scatenare dolori forti...o essere talmente leggera da non causare dolori in questo caso anche molto lenta..le cellule della polpa del dente, arterie, vene, linfatici e tessuto nervoso, muoiono= necrosi...e si può formare una zona di osteolisi periapicale (pallina nera alla Rx) intorno all'apice della radice = granuloma, cisti...IL DOLORE DA NECROSI O DA FRATTURA MICROSCOPICA DI UN DENTE DEVITALIZZATO è invece sordo profondo e non pulsante. potrebbe avere delle sinalgie.....esistono dei sintomi, detti sinalgie, che praticamente, per incapacità del nucleo caudato del cervello a cui arrivano tutti gli stimoli dolorosi di una metà della bocca, possono provenire non dal dente in causa ma da denti o parodonto anche lontano. Quindi bisogna fare una accurata visita Odontoiatrica completa ed accurata Poi una visita Gnatologica e conservativo-endodontica accurata ed una visita Parodontale e stia certo che si arriva ad una diagnosi. Per fare DIAGNOSI si procede così:basta fare una visita...percussioni trasversali ed assiali , una Rx endorale e prove termiche per fare la diagnosi.....:...le prove termiche si fanno con il caldo e con il freddo...esistono liquidi che spruzzati su un batuffolino di cotone con cui toccare il dente abbassano la temperatura improvvisamente da 37° a -4° e le garantisco che se c'è patologia pulpare...la si scopre....il dente risponde con un dolore immediato: 1- se dura qualche secondo...il processo è reversibile e si aspetta, 2- se dura molti minuti, il dente è in Pulpite e bisogna devitalizzarlo subito. 3- Se non risponde al dolore vuol dire che il dente è in necrosi, è morto per infezione e bisogna devitalizzarlo in un modo particolare subito sotto protezione antibiotica! 4- Se non risponde al freddo ma risponde allo stimolo con "guttaperca" molto calda, allora significa che il dente è in necrosi, ma non completa..qualche zona di polpa vicino all'apice è ancora vitale (si chiama sintomatologia radicolare della polpa) e il dente va devitalizzato.Sicuramente ha una osteolisi periapicale da necrosi pulpare con formazione di una cisti o di un genuloma (probabilmente). I granulomi (o le cisti) si curano: essi sono dei tentativi dell'organismo di bloccare l'infezione che risiede nel dente...ossia i microbi sono nella radice...le tossine escono dall'apice e provocano l'insorgenza del granuloma...curate le radici....il granuloma si riassorbe da solo in un tempo variabile di pochi mesi al massimo ... ma i microbi non ci sono più!...se fosse impossibile curare le radici per la via "normale"...le si curano per via retrograda, chirurgicamente, entrando nelle radici dagli apici che poi vanno sigillati con materiali particolari!...il granuloma i può anche non escidere chirurgicamente intanto si riassorbe! A questo punto mi permetto di spiegare come procedo io in caso di terapia di un Granuloma con fistola (che può esserci o non esserci…) e dente naturalmente in necrosi: si deve procedere così, almeno io procedo così (altri procedono in una unica seduta): 1- Bisogna iniziare almeno tre giorni prima di intervenire una copertura antibiotica con un antibiotico potente, a largo spettro soprattutto su anaerobi gram neg. come il ceftriaxone bisodico in fiale intramuscolari da 1Gr. (una al di per tutto il trattamento e proseguire oltre di almeno 4/5 giorni. (ovviamente è solo un suggerimento ...non posso prescrivere antibiotici per vie web senza neanche averla vista e fatto una anamnesi accurata...lo farà il suo medico Dentista che la prenderà in cura)!!!!Faccia la prima seduta un lunedì....la seconda un Venerdì e la terza di chiusura dei canali il Lunedì successivo...in modo da assumere, partendo da tre giorni prima e terminando 4/5 giorni dopo, in tutto 14/15 Fiale da 1 Gr. (una al dì) 2- procedere alla rimozione delle vecchie terapie canalari se ci sono(fatta prima la diagnosi però!!!) e quindi alla strumentazione accurata con lavaggi (sotto diga ovviamente) di ipoclorito neutralizzato poi da acqua ossigenata e lavaggi soprattutto prima della chiusura provvisoria a fine seduta con prima Clorofenolocanforato, poi con lo stesso antibiotico lasciato dentro il canale. Si chiude poi il dente alla fine di ogni seduta con membrana semipermeabile per impedire la reinfezione dei denti coi microbi da fuori a dentro e nello stesso tempo per fare uscire il gas prodotto dai microbi sopravvissuti dentro che causerebbe pressione e quindi DOLORE!..... E qui finisce la prima seduta! 3-Nella seconda seduta si rifinisce la strumentazione... si vede se c'è pus ( se c'è bisogna programmare altre sedute) si ripete tutto e si chiude sempre con membrana semipermeabile... 5-infine in terza seduta si chiude il dente....questo faccio io...poi ci sono altri dentisti che chiudono in una sola seduta...ognuno agisce come meglio crede...esistono delle linee guida dettate dalla società italiana di endodonzia...ma la creatività di ognuno è libera di agire come meglio ritiene per quella situazione e per quel paziente...io mi comporto così da 32 anni...con i dovuti aggiornamenti per il progresso che in continuo avviene...e i denti in necrosi non mi hanno mai dato problemi... Il Dentista anche se per motivi logistici non avesse potuto iniziare subito una terapia del genere avrebbe dovuto fare almeno la prima seduta sotto diga per decomprimere il dente e disinfettarlo e chiuderlo con la famosa membrana semipermeabile affinchè non avesse DOLORE. Se poi non fosse possibile fare tutto questo per la presenza di una corona (capsula), difficile perchè di regola si può forare la corona per procedere alla terapia e poi chiuderla con amalgama d'argento lucidata.... o di impedimenti, tipo calcoli di dentina nella radice.... si curano le radici per via retrograda ossia chirurgica, si scolpisce un lembo di accesso all'osso, si perfora l'osso a livello degli apici delle radici...e si curano le radici entrando in esse dall'apice per via retrograda,poi si sigilla l'apice agli apici con MTA o con Amalgama d'argento chirurgica priva di zinco, o altri materiali quindi il dente, in linea di massima, perché non la vedo clinicamente. Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

La carie profonda, da differenziare dalla carie penetrante, non comporta necessariamente la devitalizzazione del dente e, comunque, sarebbe bene chiedere tali informazioni al suo dentista curante in occasione di uno dei semestrali controlli periodici. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

Gentilissima signora, come sempre il collega Petti ha fatto un'analisi chiara e perfetta. Ed è difficile aggiungere altro. Ma forse si potrebbe ancora eseguire un incappucciamento della polpa se ci sono i requisiti giusti per farlo. DOTT. POLITO VINCENZO ODONTOIATRA ARIANO IRPINO AV

Scritto da Dott. Vincenzo Polito
Ariano Irpino (AV)

Gentile signora, di norma una carie profonda può comportare la devitalizzazione del dente, ma bisogna distinguere le età, infatti nei bambini o nei ragazzi le capacità rigernerative della dentina - che si possono anche indurre mediante materiali adatti - sono maggiori, e poi bisogna vedere il caso clinico. E' opportuno comunque, qualora non si voglia intervenire ed è sempre meglio essere cauti, una medicazione di attesa per vedere che segnali invia il dente. Si può anche chiudere, per poterlo riaprire qualora i sintomi siano adeguati. Infine ricordo che esiste una prova di vitalità della polpa che in qualche caso funziona, a cui si può rimandare. Cordiali saluti
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott.ssa Maria Grazia Di Palermo
Carini (PA)
Consulente di Dentisti Italia

In linea generale la devitalizzazone si pratica quando la carie arriva alla polpa, ma delle volte si riesce a scongiurarla mediante un suo incappucciamento...se la sua è solo una curiosità basta questo, altrimenti ne parli con il suo dentista.

Scritto da Dott. Cristoforo Del Deo
Teramo (TE)
Consulente di Dentisti Italia

Molto propabile, specialmente se il suo dente è sintomatico.

Scritto da Dott. Enrico Deodato
Bari (BA)
Consulente di Dentisti Italia

Dipende dall'età del paziente: quanto più il paziente è giovane, tanto più la polpa sottostante è in grado, con opportune stimolazioni, di produrre dentina secondaria a protezione della vitalità del dente, e quindi si rende meno necessaria la devitalizzazione con una terapia setta di "cappuxxiamento indiretto", la stessa che si può attuare (sempre tenendo conto dell'età, in caso di scopertura accidentale della polpa nel corso di una terapia di carie profonda. Occorre anche tener presente lo stato di salute della polpa, cioè se sia ancora sana oppure in stato infiammatorio (denunciato dalla qualità del dolore). In questa situazione è bene lasciare la scelta terapeutica al giudizio del dentista
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Prof. Giuliano Falcolini
Roma (RM)

Gentile Sig. Giovanna Francesca, non è la profondità della carie che indica se la devitalizzazione è o no necessaria, bensì la presenza di eventuali sintomi. Se il suo dente è vitale (sensibile al caldo e al freddo) e in mancanza di sintomi spontanei, il dente NON è da devitalizzare, indipendentemente dalla profondità della carie. Ho visto che alcuni dei miei colleghi hanno parlato del cosiddetto "incappucciamento pulpare" per mantenere la polpa viva ed evitare la devitalizzazione. Vorrei precisare a lei e ricordare ai miei colleghi che l'incappuciamento trova indicazione SOLO in denti di bambini, con apici immaturi, purché asintomatici. Questo non lo dico io bensì la letteratura internazionale. Non è pensabile fare un incappucciamento in una polpa di adulto per di più al di sotto di una carie profonda. Sicuramente quella camera pulpare è abbondantemente calcificata e questo rappresenta una chiara controindicazione all'incappucciamento. Consiglio finale dato da un Endodontista: dica al suo dentista di fare in modo che quella polpa resti viva e vitale al suo posto e cerchi di non farsi devitalizzare il dente. Cari saluti e auguri. Dr. Arnaldo Castellucci
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Prof. Arnaldo Castellucci
Firenze (FI)
Consulente di Dentisti Italia