Domanda di Parodontologia

Risposte pubblicate: 10

Con un trattamento chirurgico ricostruttivo posso guarire dalla parodontite completamente?

Scritto da Elena / Pubblicato il
Salve, Mi chiamo Elena e ho 34 anni. Ho scoperto di avere una parodontite. Premetto che non ho mai avuto sintomi se non ultimamente un po' di sanguinamento e alitosi con infiammazione generale da sinusite. Premetto anche che mai mi son sottoposta a sedute di igiene fino al controllo dal dentista che mi ha diagnosticato la parodontite. Ebbene, ho eseguito da allora sondaggio parodontale con rilevamento tasche la cui profondità varia da zone dove misurano 2 o 3 mm a zone dove misurano8. Ho poi fatto una seduta di igiene e subito dopo un curettage. Successivamente ho fatto la nuova rivalutazione e le mie gengive finalmente non sanguinano più come prima e la mia situazione è migliorata notevolmente. In alcune zone ci son punti dove le tasche son ridotte da 8 o 9 a 7 e in altri denti invece si son ridotte da 6 a 4. molti altri punti le tasche hanno profondità minore (2 e 3 mm). Il mio parodontologo ha deciso per ora di non eseguire un trattamento ricostruttivo e proseguire con seduta periodica di igiene e controlli. La mia domanda Ė : si può mantenere la situazione stabile senza che questa malattia attacchi sottoponendomi a visite e pulizie periodiche, o ė meglio sottopormi a un intervento ricostruttivo dell'osso già da adesso? Il mio timore ė che la malattia possa degenerare senza manifestare sanguinamenti come prima del curettage e magari in poco tempo ritrovarmi con denti mobili e conseguente perdita. Con un trattamento chirurgico ricostruttivo posso guarire dalla parodontite completamente? Possono esserci recidive?Grazie
Il trattamento ricostruttivo o resettivo viene deciso in funzione del tipo di difetti presenti e il paziente non può sceglierlo. Più che altro solitamente il curettaggio è più esteso e i tempi per la rivalutazione sono più lunghi dalla prima proprio x vedere le risposte alla terapia. Una volta determinato il sondaggio residuo ( 2-3mm sono la norma ) le profondità maggiori devono essere trattate chirurgicamente altrimenti peggioreranno. Ovviamente la sua predisposizione alla malattia parodontale non potrà certamente essere eliminata, ma la malattia sarà notevolmente rallentata e sotto controllo. Cordiali saluti
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Prof. Marco Finotti
Padova (PD)
Consulente di Dentisti Italia

Poster di esempio di chirurgia ossea parodontale ricostruttiva ed in basso rigenerativa. Da casistica del Dottor Gustavo Petti Parodontologo di Cagliari
Cara Signora Elena, anzitutto sappia, ma dovrebbe averglielo già spiegato il suo Parodontologo che misure da 0 a 2 mm non sono quelle di tasche parodontali ma solo la misura della profondità del soloco gengivale, quindi non è patologia. La misura di 3 mm è una misura limite che potrebbe indicare un solco più profondo del normale ma che conserva l'attacco epiteliale al dente e quindi non patologica, oppure potrebbe essere un iniziale di stacco gengivale e pertanto essere patologica. Le tasche di 4-5 mm sono nella compagine della gengiva e di regola non si trattano chirurgicamente ma solo con curettage e scaling e root planing ripetuti. Le tasche di 6 mm hanno raggiunto la cresta ossea e da 7 mm in si hanno causato difetti ossei. La lunghezza della radice di tutti i denti tranne i canini che sono più lunghi (fino a 30 mm), è di 14 mm! Per cui tasche di 14 mm indicano che è stato perso in quel punto tutto l'osso! Le tasche parodontali dai 6 mm in su si curano con la chirurgia. La chirurgia ossea Parodontale può essere Conservativa, Ricostruttiva o Rigenerativa! Usare l'una o l'altra dipende dalla situazione clinica! La Parodontite è causata dalla interazione dei batteri gram negativi anaerobi col sistema immunitario locale e generale sistemico. Di particolare importanza è la sua immunità cellulo mediata dai Linfociti T. I batteri li si controllano col curettage e scaling che diminuiscono la carica batterica della tasca fino al 99%. Il sistema immunitario invece è sempre lì, a meno che non ci siano patologie sistemiche individuabili che ne abbiano causato l'alterazione di risposta ed allora si cura la malattia che ne è alla base! Il mantenere la situazione per valutare la reale evoluzione della malattia per alcuni mesi, con ripetuti e periodici curettage e scaling si può fare e dipende anche questo dalla situazione clinica! In ogni caso, confermate le tasche dai 6 mm in su, bisogna intervenire chirurgicamente! Le tasche parodontali e perimplantari necessitano di una terapia adeguata che consiste in parole povere a ricostruire chirurgicamente tutti i tessuti che la malattia parodontale ha distrutto, osso e gengiva ed ottenere una rigenerazione di questi tessuti, ossia la neoformazione di nuovo osso, nuovo, nuovo ligamento parodontale, nuova gengiva che si attacchi a nuovo cemento radicolare con un attacco epiteliale corto e non lungo, nel primo caso si ha una rigenerazione, quello che gli Statunitensi chiamano New Attachment ossia con Le metodiche rivoluzionarie GBR (Guided Bone Regeneration, ossia, Rigenerazione ossea guidata) GTR (Guided Tissue Regeneration, ossia, Rigenerazione tissutale guidata), che impedendo la proliferazione cellulare di elementi indesiderati e stimolando quelli desiderati, portano ad una rigenerazione parodontale profonda nel secondo caso si ha una ricostruzione, sempre biologicamente valida, ma molto più "fragile" e soggetta a recidive. Questa terapia la si fa con membrane, PRP, PRF (Piastrine ottenute dal sangue centrifugato, prelevato dal paziente stesso, in passato prima dell’avvento dell’HIV si usava la colla di fibrina umana omologa = Nel PRP le piastrine sono integre e vengono iniettate nel sito chirurgico, senza l’avvenuta degranulazione, in quanto non attivate col Cloruro di Calcio e solo lì, per la superficie ruvida del sito, che si rompono e rilasciano i Grow factors = fattori di crescita,nel PRF è avvenuta la degranulazione, per rottura delle piastrine durante la centrifugazione tale che il risultato ottenuto è il coagulo di fibrina, che viene innestato a mo di membrana) , amelogenine, Acido Ialuronico, solfato di calcio, fosfati di calcio etc, osso autogeno, osso omologo, meno bene eterologo ed artificiale, usati a seconda della situazione, della profondità ed ubicazione dei difetti ossei e della loro complessità, se a quattro, a tre a due ad una parete o se miste a più pareti e delle tasche parodontali. Bisogna visitarla clinicamente (due visite intervallate da una preparazione iniziale. Visite con sondaggio parodontale in sei punti di ogni dente di tutti i denti e tanto altro e seconda visita di rivalutazione con risondaggio delle tasche che ora indicheranno la reale profondità delle stesse perchè è stato escisso il tessuto di granulazione presente)! . È stato inoltre dimostrato da Ebersole che la progressione della distruzione tessutale progredisce con la velocità di 1/2, 1/3, 1/5 di mm. all’anno fino alla cresta ossea e poi, dalla cresta ossea in giù la velocità aumenta paurosamente a circa ½ mm. l’anno. Se consideriamo che la lunghezza della radice è in media 14 mm, in relativamente pochi anni, la distruzione ossea diventa totale. Si guarisce. E' un discorso difficile da fare via web! Sì si guarisce se intendiamo per guarigione, la ricostruzione o rigenerazione dei difetti ossei, la eliminazione delle tasche e quindi il riattacco della gengiva al dente, la immobilizzazione di denti con mobilità di 1°, 2°, 3° grado spesso col l'ausilio di Legature Parodontali o addirittura Protesi Parodontale e se si fa poi per tutta la vita una terapia di mantenimento con Curettage e Scaling di regola ogni Tre mesi nei primi due anni (tempo di rigenerazione ossea) poi se la situazione lo consentisse diradandole ad una ogni 4 mesi e poi col tempo ad una ogni 6 mesi salvo riprendere ogni tre mesi al primo segno di "recrudescenza della malattia"! Questo p'erchè il sistema immunitario non lo possiamo controllare sempre, a volte si ma sempre no. Però se avremo chiuso la porta aperta di accesso ai microbi, costiutuira dalla tasca parodontale, possiamo dire che la "Guarigione" è stata raggiunta! Ho pazienti curati 36 anni fa che sono in per5fetta salute parodontale dopo tutti questi anni. Ma sono stati scrupolosi nel seguire la terapia di mantenimento che la si deve considerare un proseguimento della terapia iniziale e non una profilassi facoltativa! Poi nel corso della vita, in occasione di possibili recrudescenze della Malattia Parodontale, potrebbe essere necessario reintervenire in quel punto e per quel motivo preciso, ma mai si avrà una recrudescenza che coinvolga tuitta la bocca come all'inizio della malattia al momento della terapia! Quindi stia tranquilla veramente. Dalla Parodontite se ne esce fuori, si guarisce e la si controlla.Molta importanza ha la sua situazione Clinica Sistemica e la Presenza di Patologie che intergferiscono sul sistema immunitario ed ormonale come per esempio Diabete Mellito, Tiroiditi, Mesenchimopatie, Hiv, mille altre patolgie specialmente Epatiche, Immunitarie, Ematologiche di cui lei non ci parla. Ecco perchè è difficile rispondere. Se fosse perfettamente sana in tutto, la Guarigione sarebbe "certa" seguendo le indicazioni espresse su terapia e mantenimento. Difficile che per tutta la vita una persona rimanga sana in tutto e per tutto negli altri organi! Se per guarigione intende che la malattia, una volta curata, non si presenti più, allora, nessuno può dirlo con certezza! Spero di essere stato chiaro. Mi sembra che il suo Parodontologo sappia il fatto suo. Stia quindi tranquilla perchè è in "buone mani"! Le lascio un Poster di esempio di chirurgia ossea parodontale ricostruttiva ed in basso rigenerativa!

Un caro in bocca al Lupo gentile Signora!Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Estetica Dentale e del Sorriso e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari.


CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile sig.ra, la malattia parodontale ha necessità di un controllo periodico, come il collega parodontologo le ha spiegato. Come vede, i sintomi sono in regressione con il curettage, l'ablazione e cc., segno che questa è la strada giusta. Si tratta di una proliferazione batterica che nel tempo crea dei danni sul legamento parodontale. Pertanto, quello che lei ha effettuato presso il collega dovrà ripeterlo. Non esiste dunque una cura definitiva della parodontite, com'è evidente, ma a volte si deve estrarre un dente con poco attacco per procedere alla protesizzazione, oppure considerare l'ipotesi di mettere degli impianti finché c'è l'osso sufficiente - ipotesi questa da considerare-. Cordiali saluti
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott.ssa Maria Grazia Di Palermo
Carini (PA)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Elena, lei è stata una delle predilette accettate nella cura della malattia parodontale da un esperto professionista, ora sta cercando delle scorciatoie che la possono portare a non essere nelle predilette mettendo a rischio i suoi denti. Le consiglio di seguire alla lettera senza interferire tutti i consigli del suo odontoiatra senza farsi illudere da pubblicità poco corrette cui cadono facilmente molte persone.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Il fatto è che non devono residuare tasche. Cioè il sondaggio deve essere normale (2-3 mm). Altrimenti, in quei punti dove va oltre, c'è attività dei germi perchè per lei è impossibile pulire nella profondità delle tasche. E quindi in quei punti la malattia parodontale lavora ed è attiva, va avanti.. La prossima cosa che può fare è il trattamento parodontale laser assistito: il laser agendo dolcemente permette di sterilizzare a fondo le tasche e rimuove germi, appunto, ed epitelio malato, e promuove la guarigione grazie alla azione di fotobiostimolazione (induzione reazione dei tessuti etc). Può leggere i miei numerosi articoli sui benefici del laser per le gengive in questo sito e nei miei due siti. Il passo successivo, se le tasche permangono, è quello della chirurgia. Che può essere di due tipi: resettiva e ricostruttiva. La prima si può eseguire quasi sempre, e in pratica è un curettage a cielo scoperto, dove si va a pulire in diretta nelle tasche piu' profonde. Questo dovrebbe eliminare le tasche sempre che non siano troppo troppo fonde. La ricostruttiva è quella cui pensa lei, cioè l'apposizione di osso sintetico o altri materiali. Questa non sempre si può fare, non sempre viene bene, e deve giudicare il chirurgo caso per caso e punto per punto. Ovviamente io le consiglio di procedere in tutte queste terapie se possibile, perchè il concetto è che nulla è come avere i denti propri: diffidi a chi parla con troppa facilità di impianti: l'imperativo è recuperare e conservare i propri di denti..!!
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Elena, come dice la dott.ssa Di Palermo, "non esiste una cura definitiva alla parodontite", se non i controlli e le cure periodiche, e gli interventi ricostruttivi per rimpiazzare l'osso alveolare perduto, che poi verrà perso di nuovo col tempo. C'è però altro da fare, oltre che curare la pura manifestazione della malattia: DIAGNOSI ed ELIMINAZIONE DELLA CAUSA. Le faccio un esempio, che ha valore solo di esempio e non di una diagnosi via web: al sondaggio sono state rilevate profondità di solco di 2-3 mm e profondità di tasche di 8-9 mm. Le uniche misurazioni di rilevanza patologica sono le "tasche". Quindi lei ha una parodontite localizzata in alcune zone delle arcate dentarie. Parodontite localizzata e non diffusa in modo uniforme. Questo potrebbe far pensare ad un difetto posturale della mandibola, o ad un malfunzionamento di alcuni suoi denti. Forse un'abitudine viziata, o forse denti storti, sottoposti a microtraumatismi da precontatto con i denti antagonisti, oppure forze masticatorie sbilanciate su denti con asse longitudinale inclinato, o altro difetto, spesso malocclusivo, che potrebbe essere rilevato durante l'esame clinico. Eliminando o correggendo il difetto che causa la parodontite, si eliminerà definitivamente la parodontite stessa. Vede, la diagnosi è sempre fondamentale, perché serve a scoprire la causa della malattia, poichè ogni malattia ha una sua causa! Cordiali saluti.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Angelo De Fazio
Casalnuovo di Napoli (NA)
Consulente di Dentisti Italia

Il fatto che le tasche si siano ridotte già è positivo. Il mantenimento va fatto con regolarità, ma dove residuano dei sondaggi profondi (oltre i 3-4 mm.) bisogna pensare ad altri tipi di intervento. Ovviamente ogni difetto va valutato separatamente dagli altri è può richiedere un diverso approccio in base alla profondità ed alla conformazione, per cui non ci può essere 1 unico intervento che guarisca tutta la bocca, ma ce ne possono essere vari; d'altra parte è meglio non provocare un trauma su tutta la bocca in una sola volta. Sarà il suo parodontologo, in base alla rivalutazione che ha fatto, a decidere.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Paolo Gaetani
Lecce (LE)

La scelta sul tipo di cura non può farla Lei (e, in parte, neanche il suo parodontologo) ma è dettata dal tipo di difetto parodontale. ad esempio, se c'è un "difetto angolare" (cioè profondo in un punto e non presente subito accanto) in certi casi è possibile la terapia rigenerativa, se il difetto è "orizzontale (cioè pari quantità di osso persa su tutto l'osso) la rigenerazione non è applicabile. Ciò che Lei può fare per tutelarsi da recidive è effettuare i controlli indicati dal parodontologo e, soprattutto, mantenere una igiene orale domiciliare molto attenta. Il suo parodontologo (o l'igienista abilitata) DEVONO insegnarle come ci si lava i denti e farla provare, davanti a loro, fino a che non avrà imparato bene.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Attilio Venerucci
Finale Ligure (SV)
Consulente di Dentisti Italia

La sicurezza matematica è impossibile averla, purtroppo è così: i fattori variabili del sistema vivente sono numerosi e stà all'abilità dell'odontoiatra e alla sua esperienza saperli prevedere tutti.

Scritto da Dott. Valter Gallo
Peschiera Borromeo (MI)

"Con un trattamento chirurgico ricostruttivo posso guarire dalla paradentite completamente?" Devo deluderla, perché nel bene e nel male niente è per sempre, eccetto i diamanti. La suscettibilità o la refrattarietà alla malattia paradentale (detta parodontale) sono da riferire al patrimonio genetico che la mamma le ha trasmesso. Da come scrive non mi sembra essere una forma maligna e inesorabile, tanto che basta modificare di poco lo stile di vita per tornare in condizione di salute orale normale. La "chirurgia ricostruttiva" è meglio lasciarla nel libro dei sogni, perché si pratica quando è possibile e quando è plausibile, (due cose completamente diverse), con grandi rischi e molto spesso con pochi vantaggi. L'esorto a non abbandonarsi al pessimismo, perché la sua vita non è pericolo, casomai è in pericolo la qualità della sua vita. Forse se terrà più stretto il portafoglio, mi sembra di capire, la sua guarigione potrebbe essere più sbrigativa. La malattia paradentale non deve essere evolutiva, ma deve restare in stallo, (stallo), e si accontenti così. Buona fortuna!
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Sebastiano Carpinteri
Torino (TO)
Consulente di Dentisti Italia

Sullo stesso argomento