Domanda di Parodontologia

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Non so cosa fare per risolvere un dolore ai denti che non passa

Scritto da mirca / Pubblicato il
Non so cosa fare per risolvere un dolore ai denti che non passa. Sono sempre stata in cura da un dentista quindi visite periodiche e relative pulizie e ho sempre avuto una pulizia maniacale domiciliare. Tutto è iniziato 3 anni fa dopo la gravidanza con un fastidio generico di pressione ai denti che il mio dentista ha detto essere nulla. Ora continuando io ad avere questo dolore-fastidio continuo, ho iniziato un iter di visite per trovare il motivo. Premetto che non ho soldi da buttare ma avevo bisogno di una soluzione. Ho deciso di affidarmi ad un dentista rinomato e ho iniziato una lunga serie di cure durata 1 anno dove ho fatto di tutto, ritrattamento canalare di 1 molare molaggio selettivo, curretagge...ora però mi trovo sempre nella stessa situazione. Ho incontrato un mio compagno delle elementari dentista che mi ha visitato e ha riscontrato una gengivite acuta, abbiamo fatto una pulizia profonda ma dopo 1 mese e mezzo avendo nuovamente dolore mi ha rivisitato ieri. Di nuovo gengivite ho una tasca fra il 26 e 27 ma non ho placca batterica tartaro, la pulizia è perfetta a sua detta e anche lui non capisce il motivo del mio continuo dolore. Ora io sono sinceramente sconsolata perchè mi hanno visitato 3 bravi dentisti e non hanno riscontrato problemi di carie malocclusione o altro ma il mio dolore rimane e non so più cosa fare. Grazie
Gengivite e sua Terapia prima che evolva in Parodontite. Da casistica Clinica della Dr.ssa Claudia Petti e del Dr. Gustavo Petti Parodontologi di Cagliari
Cara Signora Mirca, capisco la sua "Frustrazione" ma cosa vuole che le dica via Web se non "apparentemente spudoramente" prenda un appuntamento con me in Studio e vediamo di arrivare alla Diagnosi che fino ad ora non è stata fatta! Non è mia abitudine, propormi così, ma mi sembra l'unica risposta che onestamente io possa darle in modo che sia "costruttiva ed utile per lei"! Quindi la prego, non si stupisca! Non si procede per tentativi ma una terapia la si imposta solo dopo una Diagnosi ed una Diagnosi ci deve essere per forza!Ha descritto sintomi che possono essere parodontali o stomatologici di patologie orali, se quanto segue come la doppia visita parodontale intervallata dalla preparazione parodontale iniziale con Igiene Orale, Curettage e Scaling e Root planing, Serie completa di Rx endorali, modelli di studio Gnatologici e Parodontali e soprattutto doppio sondaggio parodontali in prima e seconda visita di rivalutazione, allora manca qualcosa di estremamente importante per la Diagnosi! Così come mancherebbe se non fosse stata fatta una accurata anamnesi clinica sistemica oltre che odonmtostomatologica totale! Tenga presente che spesso esistono dei sintomi, detti sinalgie, che praticamente, per incapacità del nucleo caudato del cervello a cui arrivano tutti gli stimoli dolorosi di una metà della bocca, possono provenire non dal dente in causa ma da denti o parodonto anche lontano. Quindi bisogna fare una accurata visita Odontoiatrica completa ed accurata Poi una visita Gnatologica e conservativo-endodontica accurata ed una visita Parodontale e stia certa che si arriva ad una diagnosi. Tenga inoltre presente che la visita Odontoiatrica deve essere totale.Questa plurispecialità della visita che comprenda anche un sondaggio parodontale totale e completo, deve essere parte costante in qualsiasi Visita anche solo Generica Odontoiatrica per qualsiasi motivo sia stata fatta e che in genere non viene mai fatta, invece, purtroppo! Quindi ha bisogno di una semplice visita Parodontale a questo punto da un Parodontologo affermato, se il suo Dentista non avesse fino ad ora mai fatto un Sondaggio Parodontale!Le spiego qualcosa sulla Parodontite affinchè non rimanga nella più completa ignoranza di questa malattia che è stata indubbiamente meno "aggressiva" delle devastazioni Odontoiatriche Iatrogene! Ecco:L’aspetto a buccia d’arancio che ha la gengiva sana è dovuto alla compenetrazione bilaterale dell’epitelio (dall’esterno all’interno) con il connettivo (dall’interno all’esterno). Le zone elevate corrispondono a proiezioni connettivali, le zone depresse a proiezioni epiteliali. Quando si ha una flogosi di questi tessuti, praticamente questa compenetrazione viene meno per distruzione delle fibre connettivali e l’aspetto a buccia d’arancia non si ha più: siamo di fronte alla famosa GENGIVITE ,questo è un dato clinico obiettivo importante da ricercare. La gengiva marginale diventa "lucida", rosso violacea. La Gengivite sconvolgendo le forme gengivali , apre il via allo "sconvolgimento" della architettura ossea = Parodontite. Infatti, la colonizzazione batterica causi prima la formazione di un solco con infiltrazioni di neutrofili e mononucleati nell’epitelio giunzionale e causi altresì una vasculite con perdita di collageno per infiltrazione del tessuto connettivo con formazione di un infiltrato di neutrofili, monoliti, macrofagi, linfociti e plasmacellule ( attivate dall’interazione batterico-immunitaria) Col progredire della malattia il riassorbimento osseo è sempre maggiore. È stato inoltre dimostrato sempre da Ebersole), che la progressione della distruzione tessutale progredisce con la velocità di 1/3, 1/5 di mm. All’anno fino alla cresta ossea e poi, dalla cresta ossea in giù la velocità aumenta paurosamente a circa ½ mm. l’anno. Se consideriamo che la lunghezza della radice è in media 14 mm., tranne che i canini dove può arrivare a misure molto più lunghe, considerando l’ubicazione della cresta ossea, in non molti anni la Parodontite diventa terminale,espulsiva con parulidi (ascessi parodontali), con quello "scolo di pus" noto col termine volgare di "piorrea". Dobbiamo considerare il dente un trasmettitore di forze, il parodonto una struttura in grado di ricevere e disperdere queste forze. Con l’aggravarsi del riassorbimento osseo, si ha un aumento del rapporto corona-radice e quindi un aumento dell’azione di leva applicata ai denti anche durante la masticazione fisiologica, che può non essere tollerata e portare a quella condizione denominata "trauma d’occlusione secondario". Ossia lo Stress creato dalle forze occlusali che provocano traumatismo occlusale. Se queste forze abnormi le si esercitano su una "unità dentale" integra, esse sono assorbite senza danno (traumatismo occlusale primario), se queste forze abnormi ma anche solo fisiologiche le si esercitano su una "unità dentale" con grave distruzione ossea, esse non vengono più assorbite (traumatismo occlusale secondario. Il Parodontologo deve avere una "Cultura Odontoiatrica completa con conoscenze altissime di tutte le altre specialità dell’Odontoiatria, supervisionate da questa Mentalità Parodontale" Ecco che la Visita Parodontale, diventa una visita "totale odontoiatrica". È quindi una visita complessa che richiede almeno un’ora/due ore, compreso un Colloquio col Paziente, seguita da una Preparazione Iniziale dell’apparato Stomatognatico, un rilievo di dati ed eventualmente analisi cliniche, che richiedono almeno ulteriori due/quattro ore ed infine una seconda visita detta Visita di Rivalutazione Parodontale, che richiede due/tre ore in cui si emette una Diagnosi, una Prognosi, un Piano Terapeutico non solo Parodontale ma Totale di tutti i problemi e Patologie presenti! Questo è essenziale per arrivare ad una corretta Diagnosi ed emettere una altrettanto corretta Prognosi. Insomma devo poter mantenere viva ed in allerta tutta la mia "Capacità di Clinico Medico e Parodontologo".ad una diagnosi esatta, ad emettere una Prognosi, ed infine ad un ulteriore colloquio col paziente che sarà reso edotto su tutti i suoi problemi (sottolineando complicazioni, tempi, possibilità di recidive etc.). la "terapia parodontale", spesso,per la sua importanza e complessità, coinvolge tutta l’Odontoiatria. Per rispondere in modo completo alla sua domanda, cercherò di spiegarle brevemente in cosa consista la TERAPIA PARODONTALE. Essa consiste nel ricostruire ciò che la malattia parodontale ha distrutto: osso e gengiva ed ottenere una rigenerazione di questi tessuti, ossia la neoformazione di nuovo osso, nuovo, nuovo ligamento parodontale, nuova gengiva che si attacchi a nuovo cemento radicolare con un attacco epiteliale corto e non lungo…nel primo caso si ha una rigenerazione….quello che gli Statunitensi chiamano New Attachment = con Le metodiche rivoluzionarie GBR (Guided Bone Regeneration = Rigenerazione ossea guidata) GTR (Guided Tissue Regeneration = Rigenerazione tissutale guidata), che impedendo la proliferazione cellulare di elementi indesiderati e stimolando quelli desiderati, portano ad una rigenerazione parodontale profonda nel secondo caso si ha una ricostruzione, sempre biologicamente valida, ma molto più "fragile" e soggetta a recidive. Questa terapia la si fa con membrane, PRP, PRF (Piastrine ottenute dal sangue centrifugato, prelevato dal paziente stesso, in passato prima dell’avvento dell’HIV si usava la colla di fibrina umana omologa = Nel PRP le piastrine sono integre e vengono iniettate nel sito chirurgico, senza l’avvenuta degranulazione, in quanto non attivate col Cloruro di Calcio e solo lì, per la superficie ruvida del sito, che si rompono e rilasciano i Grow factors = fattori di crescita,nel PRF è avvenuta la degranulazione, per rottura delle piastrine durante la centrifugazione tale che il risultato ottenuto è il coagulo di fibrina, che viene innestato a mo di membrana) , amelogenine, Acido Ialuronico, solfato di calcio, fosfati di calcio etc, osso autogeno, osso omologo, meno bene eterologo ed artificiale, usati a seconda della situazione, della profondità ed ubicazione dei difetti ossei e delle tasche parodontali.Legga per favore il mio Articolo o Pubblicazione su questo stesso portale facendo così: clicchi sul mio nome in questa risposta ed entri nella mia pagina di INFORMAZIONI GENERALI, qui clicchi su PUBBLICAZIONI e si aprirà la finestra con da sin a dx ARTICOLI, CASI CLINICI e VIDEO e cerchi i seguenti titoli sotto Articoli: VISITA PARODONTALE da questa lettura sulla visita Parodontale capirà se chi ha fatto gli interventi è un Parodontologo o un Dentista che si opccupa di Parodontologia (cosa molto diversa),quindi è importante che lei la legga. Mio Sito Web di Parodontologia www gustavopetti it, POI ,sempre sotto gli ARTICOLI, La 'tasca parodontale,questa sconosciuta!, poi,TRA I MIEI CASI CLINICI,seguenti sotto Casi Clinici (guardi che continuano aprendo "TUTTI I CASI CLINICI", in fondo in basso, sono 4 pagine): a Pag 1, LA RIGENERAZIONE PARODONTALE GUIDATA CON MEMBRANA AMNIOTICA E COLLA DI FIBRINA (TECNICA PERSONALE) 1°PARTE - Considerazioni Istologiche e Sperimentali e le altre tre parti, a Pag 2.Dalla parodontologia alla protesi, attraverso tutta l'odontoiatria e poi Riabilitazione Orale Parodontale e Protesica Completa, in un Caso Complesso di Compromissione Grave Parodontale ossea, conservativa, endodontica, protesica in presenza di insufficienza di gengiva aderente, infine vada sul mio sito, le sarà molto utile: www gustavopetti.it ,le ripeto si faccia visitare da un vero parodontologo. Le lascio un poster sulla Gengivite, per sua Cultura Personale!. Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Cara Mirca, nel suo scritto non specifica la sede del dolore, la frequenza, il tipo di dolore e cosa eventualmente lo scatena. Mi insospettisce una sua dichiarazione: mi hanno fatto un molaggio selettivo. Per che ragione? Cerchi di essere più chiara e precisa e forse potremo esprimere delle ipotesi ragionevoli. Lei afferma che chi l'ha visitata esclude problemi legati all'occlusione. Ma allora perchè fare un molaggio selettivo? I disturbi occlusali devono essere rigorosamente esaminati attraverso delle specifiche indagini neuro-muscolari. Un semplice esame obbiettivo del paziente non permette di esprimere alcuna diagnosi. Cordiali auguri Michele Lasagna.
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Scritto da Dott. Michele Lasagna
Bereguardo (PV)
Collaboratore di Dentisti Italia

Può anche darsi che il suo dolore abbia una motivazione non prettamente odontoiatrica. In molti casi si tratta di disturbi di tipo neurologico non a partenza dentale, la cui cura è più brutta della malattia. Questo ovviamente basandomi unicamente sul fatto che tre dentisti che lei definisce "bravi" non abbiano trovato altre cause se non la tasca parodontale (unica che potrebbe scatenare un problema come quello che riporta). Di più, senza una visita e a distanza non posso scrivere. Cordiali saluti.
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Scritto da Dott. Davide Colla
Seregno (MB)
Collaboratore di Dentisti Italia

Gentile paziente dalla sua descrizione e dalla presenza di una tasca tra i due molari sospetto che ci possa essere una frattura di uno dei due denti interessati, si possono fare test specifici per la diagnosi e lastre. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Stefano Salaris
Roma (RM)

La gengivite generica (eccetto una variante ora introvabile in Europa) non dà dolore, altrimenti le sedie della sala d'attesa non basterebbero per accogliere il concorso di pubblico. Potrebbe essere una mala occlusione, che curata subito con il molaggio selettivo sarebbe come mettere il carro davanti ai buoi. La mala occlusione non dà dolori, altrimenti le sedie ecc; però potrebbe dare un senso di disagio generico più o meno marcato. Potrebbe essere il suo caso? Il mondo dei dentisti è pieno di dolori in sede trigeminale, anche drammatici. Mi spiace dire che il web ha limiti invalicabili, per ora, almeno senza info più circostanziate. Buona fortuna!
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Scritto da Dott. Sebastiano Carpinteri
Torino (TO)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Mirca, probabilmente non c'è nulla di grave, per cui dovrebbe cercare di convivere con questo fastidio.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

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