Domanda di Parodontologia

Risposte pubblicate: 12

Parodontite (piorrea) e perdita dei denti

Scritto da Ghisleine / Pubblicato il
Buongiorno, ho due denti che si muovono, il parodontologo mi ha detto che si tratta di piorrea. Con grande tristezza ho appreso che quei 2 denti sani vanno tolti, poi devo fare una cura antibiotica a base di spiramicina, pulizia profonda, dopo se è il caso l'intervento. Possibile che non ci sia altra soluzione che togliere quei denti sani? La cura, la pulizia profonda, o anche l'intervento non possono risolvere il problema? Sono angosciata. Grazie
Cara Ghisleine, purtroppo non conosco il suo quadro clinico ne quello radiografico ma se la perdita ossea è notevole non si può fare altro. A questo punto deve entrare in un programma terapeutico per salvare il salvabile.

Scritto da Dott. Marco Dettori
Sassari (SS)

Cara Ghisleine, prima di tutto cancelliamo il termine "piorrea" poichè obsoleto; dopodichè se le è stata diagnosticata la parodontite ( infiammazione cronica dei tessuti che sostengono il dente [ periodonto]), come ha giustamente detto il mio collega Marco, per poter fare una giusta diagnosi, servirebbe che lei ci inviasse una sua radiografia "panoramica" (ortopantomografia possibilmente in digitale) per constatare con i nostri occhi e poterle dare delle risposte più precise. Ovviamente se l'osso alveolare, intorno a questi due elementi ( che le pregherei di citare per una più completa soluzione), fosse completamente riassorbito, indubbiamente essi non saranno più recuperabili; e se la loro mobilità fosse assai accentuata, questo sarebbe un chiaro sintomo che ci porterebbe alla soluzione estrema che è l'avulsione ( l'estrazione ). Avuto ciò, mi potrei esprimere anche su un' eventuale trattamento farmacologico, anticipando magari una sua anamnesi medica per conoscerla meglio sotto l'aspetto clinico e consigliarle una giusta terapia, seguita da una pulizia profonda dei singoli denti presso il suo dentista. Ovviamente mi faccia avere il tutto via E-mail.(Aggiungendo in calce autorizzo il trattamento dei miei dati personali secondo la legge vigente in materia di dati sensibili D.LGS 196/2003 Per la sua riservatezza) A presto.
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Scritto da Dott. Giovanni Vitale
Zafferana Etnea (CT)

La cosi detta piorrea o meglio parodontopatia presenta svariati quadri clinici in relazione a tanti fattori (età, sede, abitudini, genetica, tipo di occlusione, malattie concomitanti, e tantissimi altri!!!!) pertanto le tipologie di cura sono estremamente diverse da caso a caso e anche da dentista a dentista. Oggi giorno prima di estrarre si prova di tutto, dalla semplice pulizia dei denti fino alla laser terapia (poco diffusa sostanzialmente perchè pochi dentisti hanno il laser). Come può ben capire quindi, suggerire terapie risulta estremamente difficile senza alcun dato clinico (rx, anamnesi, etc). Resto a disposizione per eventuali altri chiarimenti.
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Scritto da Dott. Saverio Capodiferro
Gioia del Colle (BA)

Dal quadro descritto, credo che purtroppo ci sia ben poco da fare, i denti in questione andranno estratti, ma per i restanti bisognerà intraprendere al più presto una terapia adeguata, sia farmacologica che di detartraggio, levigatura radici e se necessario di rigenerazione ossea. Per quanto riguarda la terapia farmacologica, secondo il mio parere aggiungerei alla spiramicina del Metronidazolo 750mg./die X 7 gg. In seguito non è escluso che con alcune sedute di Laserterapia la situazione possa migliorare nettamente, a me è successo numerose volte.Importantissimo poi delle sedute di igiene orale e di mantenimento per tenere il quadro sotto controllo.  Distinti saluti
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Scritto da Dott. Paolo Formenti
Senago (MI)

Gent.ma Signora, comprendo l'angoscia di dover perdere due dente apparentemente sani. A questo si aggiunge anche l'incognita di un eventuale intervento e la necessità di dover - naturalmente - ripristinare i denti eventulamente estratti. Capisco anche la sua necessità di volere ampliare le sue vedute attraverso la consulenza di altri odontoiatri. Proprio per il rispetto della delicatezza della sua situazione orale e dentale preferisco non esprimere una parere che potrebbe creare delle false aspettative, minando anche il rapporto con il suo dontoiatra di fiducia. Ritengo, infatti, che il dentista abbia già effettuato una diagnosi. In assenza di elementi oggettivi - come evidenziavano i colleghi - non è possibile modificare. Potrebbe variare la "prognosi", visto l'opportunità di interventi di rigenerazione ossea e biomateriali moderni in anestesia locale. Ma questo tipo di intervento va valutato in base al principio costi/benefici. Resto a sua disposizione e la saluto cordialmente.
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Scritto da Dott. Emilio Nuzzolese
Bari (BA)

Il vero problema purtroppo, secondo me, é un altro... Che a tutt'oggi, la vera cura della piorrea é la prevenzione. In buona sostanza la prevenzione e la cura coincidono. Ovvero, arriva il momento (non so se é così per lei, ma a questo proposito hanno già risposto in maniera eccellente i colleghi) in cui questi denti, sani come carie, ma malatissimi come osso e gengiva, vengono irrimediabilmente persi. Ed é davvero triste.. Quello che si poteva fare era negli anni e decenni precedenti a questo momento. Procedure igieniche maniacali a livello casalingo che includono obbligatoriamente filo e scovolino interdentale, senza dei quali non abbiamo pulito.. niente, pulizie dall'igienista da un minimo di una-due volte l'anno, fino ad una seduta di igiene ogni tre mesi, scaling, curettage, chirurgia parodontale laser e tutto il resto, ripeto negli anni e nei decenni precedenti al momento "x"' in cui il dente si muove come una campanella e se ne va... Tutto questo deriva ovviamente dalla abitudine a visite periodiche dal dentista. LEI, signora, negli anni e nei decenni precedenti ha fatto queste visite periodiche??? Se le ha fatte, il dentista le ha detto come rimandare questo fatidico giorno "x"???
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Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Ghisleine, mi spaventa la sua età, e non mi resta che concordare con il collega Passeretti, i grandi successi in parodontologia si ottengono con la prevenzione, la chirurgia è l'ultima spiaggia. Domandi al suo odontoiatra come potrà riabilitare protesicamente i denti persi, altamente consigliato per non peggiorare la situazione e soprattutto come mantenere i denti rimanenti, con una buona prevenzione.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Gentile Ghisleine, se la mobilità è elevata e se il riassorbimento osseo è notevole, l'estrazione è necessaria, per poi entrare in un percorso parodontale terapeutico. Distinti saluti

Scritto da Dott. Renato Migliori
Cosenza (CS)

Gentile Ghisleine, non c'è un protocollo preciso per le parodontopatie (non chiamiamole piorree), perchè sono patologie multifattoriali. Bisogna togliere tutte le noxe patogene, traumatiche che hanno determinato il quadro patologico. Vi sono altri fattori che purtroppo non sono gestibili clinicamente. Le procedure descritte vanno bene e sicuramente le porteranno giovamento. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Cristian Romano
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

Signora, una corretta diagnosi si attua con esame clinico, sondaggio parodontale, status radiografico.I pazienti parodontopatici, in genere, necessitano di un piano terapeutico che stabilizzi intanto la patologia, di una corretta educazione all'igiene domiciliare, e di un mantenimento per non rischiare recidive. Saluti.

Scritto da Dott. Cristoforo Del Deo
Teramo (TE)
Consulente di Dentisti Italia

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