Domanda di Parodontologia

Risposte pubblicate: 12

Mia madre 55enne soffre di piorrea

Scritto da Maurizio / Pubblicato il
Mia madre 55-enne soffre di piorrea. Il suo dentista di fiducia la definisce una piorrea seria di carattere ereditario probabilmente. Per il momento però, oltre ad una pulizia dei denti e qualche consiglio (igiene orale) non si è andati oltre. Il dentista suggerisce di 'vedere come vanno le cose' rimandando così un approfondimento alla prossima visita. Mia madre non si sente soddisfatta di questo approccio sebbene abbia deciso di affidarsi al consiglio del medico, ossia di ripresentarsi per un controllo tra qualche mese per valutare la progressione della malattia ed valutare azioni da intraprendere. Nel frattempo però, durante questi mesi, mia mamma vorrebbe mettere in atto una qualche azione di contrasto alla malattia. Nello specifico: _ che colluttorio viene suggerito in questi casi per accompagnare una accurata igiene orale? _ E' efficace il coenzima Q10? _ Vitamina C? _ Argento colloidale? Altri consigli in attesa? Grazie molte per l'attenzione. Maurizio
Sig. Maurizio, la malattia parodontale presenta un’eziopatogenesi di origine batterica, accetto il carattere ereditario con il probabilmente. La malattia parodontale è curabile, ma è una scelta difficile per il paziente che molte volte è portato a cambiare stili di vita, la motivazione è essenziale. Se il paziente non recepisce questi messaggi, la terapia e destinata all'insuccesso, per cui evitate di cercare un’automedicazione, ma tentate di trovare un professionista che si occupa di parodontologia.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Caro Maurizio, le consiglio di non perdere tempo ulteriore e far visitare al più presto sua madre da un buon parodontologo che con gli opportuni esami come un buon sondaggio e radiografie mirate potrà definire il quadro clinico e una terapia adeguata al caso. Lasci perdere tutti i palliativi inutili che ha descritto e provveda a fissare un appuntamento col professionista indicato. Cordialmente

Scritto da Dott. Tersandro Savino
Tivoli (RM)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Maurizio, nel trattamento della malattia parodontale (piorrea), le strade che si possono intraprendere sono fondamentalmente due: chirurgica e di mantenimento. E' ovvio che io non sono in grado di consigliare quale dei due percorsi intraprendere tra l'altro spesso ambedue, non avendo elementi per fare una corretta diagnosi. La terapia di mantenimento è volta ad un controllo scrupoloso dell'igiene con intervalli dal proprio dentista ogni due o tre mesi. Il cardine di tale terapia è l'igiene orale quotidiana fatta con spazzolino e dentifricio. I colluttori o altri medicamenti sono indicati solo per specifici casi, non esiste la pastiglia magica che può risolvere tutto, purtroppo. E' necessario stravolgere il proprio concetto di igiene orale e divenire praticamente maniaci della stessa. Cordialmente dott. D. Cianci.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Dario Cianci
Milano (MI)

Caro Maurizio la parodontite o volgarmente piorrea è una malattia infiammatoria del parodonto (tessuto di sostegno del dente)cronica. l'eziopatogenesi ha una componente genetica in quanto si è riscontrato che i familiari di un paziente parodontopatico hanno una quantità di actinomyces (maggiore responsabile della parodontite) maggiore del resto della popolazione. Il trattamento di questa patologia non ripara i danni ma evita alla patologia di crearne altri. Consiste nella terapia causale (igiene orale professionale massimo semestrale) associate ad uno scaling e roothplanning detartrasi profonda con frese o curette. ciò al fine di rimuovere lo stimolo irritativo e impedire il progredire della demolizione ossea distinti saluti
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Domenico Aiello
Catanzaro (CZ)

Gentile Maurizio, la malattia parodontale detta impropriamente "piorrea" è una malattia cronica che, se trascurata, può portare anche alla perdita dei denti ed è provocata nella grande maggioranza dei casi da una scarsa prevenzione dentale. Oggi, comunque,le cure per arrestarla esistono e, come Le è stato spiegato dai colleghi che mi hanno preceduto, consistono in una terapia di mantenimento dopo una preparazione iniziale di scaling e di root-planing ed in una terapia chirurgica, più complessa, che richiede l'intervento di un bravo parodontologo e consiste in un intervento di rigenerazione ossea attorno alle radici dei denti compromessi. Cordialmente.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

Parodontite Grave Prima durante e dopo La Terapia Parodontale Chirurgica Ossea e Mucogengivale E Clinico protesica completa.Da casistica del Dr. Gustavo Petti di Cagliari
Caro Signor Maurizio....SUA MADRE ha 55 anni...non può essere una Parodontite ereditaria = piorrea (termine volgare di origine Greca, per indicare il sintomo = sacolo di pus)...ribadisco, a 55 anni la Parodontite non può essere ereditaria...l'unica Parodontite ereditaria è una rara forma che colpisce il sesso femminile intorno ai 9-15 anni ed è caratterizzata dall'assenza di placca batterica e tartaro!!! L'unico9 contrasto che s"sua madre può mettere è affidarsi ad un bravo Parodontologo perchè non esiste coenzima o altre terapie mediche...la Parodontite si cura solo chirurgicamente per il semplice fatto che bisogna ricostruire i tessuti ossei e gengivali e parodontali profondi, distrutti dalla malattia ed eliminare la tasca parodontale e questo lo si può fare solo chirurgicamente...non dia retta a chi le dicesse il contrario = non sarebbe un PARODONTOLOGO...perchè mai un PARODONTOLOGO DIREBBE SIMILI "fesserie"... ................................le spiego:............la Parodontite è una infiammazione come le spiego più sotto…in cui viene coinvolto anche il sistema immunitario locale e generale... le rispondo nel modo in cui spiego ai miei pazienti in studio, cosa sia una tasca parodontale e come si arriva ad una diagnosi e come si imposta una terapia…ecco: " Immagini un dente in sezione longitudinale (e alzo la mano sin. di taglio verticale davanti a me), la gengiva ( e alzo la mia mano dx in orizzontale vicino e perpendicolare alla mano sin.), si attacca al dente mandando le fibre connettivali ed epiteliali dentro di esso, al colletto, nel punto di passaggio tra radice e corona, ossia la parte del dente che emerge dalla gengiva (e spingo la mano dx a intrecciare le dita con la mano sin.). In questo modo la Gengiva protegge l’osso che sta sotto intorno al dente e chiude, una porta che impedisce ai microbi di entrare in profondità. La funzione della gengiva è questa, di costituire un sigillo invalicabile dai microbi!. Quando queste fibre, per un motivo qualsiasi, ad esempio la Gengivite prima e poi la Parodontite, si dovessero rompere, esse si staccano dal dente, si apre quella porta e i microbi entrano ed incominciano a distruggere il Parodonto, ossia il tessuto che sta intorno al dente, Gengiva, Cemento della radice, Legamento Parodontale che lega il dente all’osso e l’Osso stesso: è iniziata una Parodontite. (Conosciuta col termine volgare di "Piorrea" dal greco (puòn) marcio, pus - (roé) scolo, quindi scolo di pus. Scolo di pus, perché nei momenti conclamati o terminali della malattia si hanno numerosi ascessi! La distruzione di questi tessuti porta alla formazione di una tasca (ed infilo la mano dx nel taschino sin. del mio camice) spiegando "questa è una tasca, prima era cucita ora è aperta. Questa tasca si chiama "Tasca Parodontale". In pratica è come se fosse una ferita e come ogni ferita tenta di guarire facendo "granuleggiare" un tessuto che appunto si chiama di Granulazione, che cerca di chiudere questa ferita, ma non lo può fare per vari motivi che non sto a spiegare. La caratteristica di tutte le Parodontiti è quella di avere periodi di inattività che si alternano con altri di attività. Questo avviene in modo del tutto "anarchico". Ossia la malattia può essere attiva o non attiva, in tutta la bocca, in parte di essa o addirittura sullo stesso dente in un punto sì e nel punto vicino no! È importante sapere che esistono vari tipi di Parodontiti, ma comune denominatore è quanto ho spiegato sopra. Nei punti in cui la malattia è attiva, il tessuto di granulazione e edematoso, imbibito di liquidi, molliccio e il sondino parodontale che ho usato prima durante la visita è portato a penetrare di più, proprio perché non incontra resistenza e leggo una misura più profonda di quanto potrebbe essere in realtà!. Se la malattia invece è ferma da qualche tempo, bastano 3 settimane…il tempo di guarigione in genere delle ferite, il tessuto di granulazione è diventato una specie di cicatrice, come avviene in tutte le ferite ed è fibroso, duro, compatto, il sondino parodontale è impedito nella penetrazione e leggo una misura meno profonda di quanto potrebbe essere in realtà! Ora è intuibile per Lei, quello che devo fare: rimuovere questo tessuto! Questo lo si fa col Curettage e Scaling, in anestesia per contatto (basta uno Spray di anestetico), a cielo coperto, sotto protezione antibiotica perché si mettono in moto milioni e milioni di microbi! IL Curettage e Scaling è preceduto dalla Ablazione del Tartaro con gli ultrasuoni, dalla lucidatura dei denti. Si fa tutto in una seduta … molti preferiscono in più sedute. Io preferisco una sola seduta, lunga anche un paio d’ore o poco più, ma il tessuto infetto viene portato via in una sola volta, non rischia così la reinfezione delle tasche, se passa troppo tempo dalla prima all’ultima. Questo sotto copertura Antibiotica. Tenga presente che un Curettage fatto bene abbassa la carica batterica dell’95-98 % !!! Questo è salutare non solo per la bocca (pensi che se ci troviamo in presenza di una Gengivite Marginale o di una Gengivite più profonda di transizione in Parodontite con tasche non superiori ai 5 mm, può bastare il Curettage e Scaling, magari ripetuto più volte, per "guarire" ma anche per l’organismo intero perché mette a riparo dalle malattie focali a distanza di organi importanti che hanno il loro Fucus di partenza "in cavità dell’organismo comunicanti con l’esterno", in questo caso le Tasche Parodontali! Ora è comprensibile perché, una volta rimosso questo tessuto, a distanza di qualche giorno, debba riprendere le misure delle tasche parodontali: il secondo sondaggio farà leggere delle misure reali o almeno che si avvicinano alla realtà, avendo rimosso quel tessuto che ne falsava la misurazione! In quella sede che chiameremo Seconda Visita Parodontale, dopo questa preparazione iniziale, prenderò visione degli altri dati diagnostici raccolti in questa parte chiamata di Preparazione Iniziale Parodontale, ossia le Rx indorali, i modelli di studio che avrò rilevato con delle impronte e montato su un aricolatore che riproduce i movimenti della sua bocca! Così potrò studiare le gengive, i rapporti dei denti tra di loro, anche per decidere un eventuale molaggio selettivo per togliere i precontatti." In questa sede si procederà anche alla pianificazione della eliminazione di tutto ciò che di irrazionale è in bocca ( restauri conservativi e protesici irrazionali, necessità di immobilizzazione temporanea o definitiva di denti con mobilità superiore al 1°, pianificazione della risoluzione di eventuali disgnazie (per le quali si segnerà una ulteriore serie di Visite anche per lo studio Cefalometrico), pianificazione di tutta la conservativa, endodonzia, chirurgia orale, Gengiviti e solo alla fine si pianificherà la "parte di riabilitazione Chirurgica Parodontale!........Arriveremo così ad una diagnosi esatta, ad emettere una Prognosi, ed infine ad un ulteriore colloquio col paziente che sarà reso edotto su tutti i suoi problemi (sottolineando complicazioni, tempi, possibilità di recidive etc.). la "terapia parodontale", spesso,per la sua importanza e complessità, coinvolge tutta l’Odontoiatria. Per rispondere in modo completo alla sua domanda, cercherò di spiegarle brevemente in cosa consista la ……..TERAPIA PARODONTALE………………………. Essa consiste nel ricostruire ciò che la malattia parodontale ha distrutto: osso e gengiva ed ottenere una rigenerazione di questi tessuti, ossia la neoformazione di nuovo osso, nuovo, nuovo ligamento parodontale, nuova gengiva che si attacchi a nuovo cemento radicolare con un attacco epiteliale corto e non lungo…nel primo caso si ha una rigenerazione….quello che gli Statunitensi chiamano New Attachment = con Le metodiche rivoluzionarie GBR (Guided Bone Regeneration = Rigenerazione ossea guidata) GTR (Guided Tissue Regeneration = Rigenerazione tissutale guidata), che impedendo la proliferazione cellulare di elementi indesiderati e stimolando quelli desiderati, portano ad una rigenerazione parodontale profonda nel secondo caso si ha una ricostruzione, sempre biologicamente valida, ma molto più "fragile" e soggetta a recidive. Questa terapia la si fa con membrane, PRP, PRF (Piastrine ottenute dal sangue centrifugato, prelevato dal paziente stesso, in passato prima dell’avvento dell’HIV si usava la colla di fibrina umana omologa = Nel PRP le piastrine sono integre e vengono iniettate nel sito chirurgico, senza l’avvenuta degranulazione, in quanto non attivate col Cloruro di Calcio e solo lì, per la superficie ruvida del sito, che si rompono e rilasciano i Grow factors = fattori di crescita…… nel PRF è avvenuta la degranulazione, per rottura delle piastrine durante la centrifugazione tale che il risultato ottenuto è il coagulo di fibrina, che viene innestato a mo di membrana) , amelogenine, Acido Ialuronico, solfato di calcio, fosfati di calcio etc, osso autogeno, osso omologo, meno bene eterologo ed artificiale, usati a seconda della situazione, della profondità ed ubicazione dei difetti ossei e delle tasche parodontali… Legga per favore il mio Articolo o Pubblicazione su questo stesso portale facendo così: clicchi sul mio nome in questa risposta ed entri nella mia pagina di INFORMAZIONI GENERALI, qui clicchi su PUBBLICAZIONI e si aprirà la finestra con da sin a dx ARTICOLI, CASI CLINICI e VIDEO e cerchi i seguenti titoli sotto Articoli: …….VISITA PARODONTALE da questa lettura sulla visita Parodontale capirà se chi ha fatto gli interventi è un Parodontologo o un Dentista che si opccupa di Parodontologia (cosa molto diversa)....quindi è importante che lei la legga.... ...... Mio Sito Web di Parodontologia www gustavopetti it …………….......... POI ...........sempre sotto gli ARTICOLI, La 'tasca parodontale.... questa sconosciuta!'.... poi.... TRA I MIEI CASI CLINICI....seguenti sotto Casi Clinici (guardi che continuano aprendo "TUTTI I CASI CLINICI", in fondo in basso, sono 4 pagine): …..a Pag 1, LA RIGENERAZIONE PARODONTALE GUIDATA CON MEMBRANA AMNIOTICA E COLLA DI FIBRINA (TECNICA PERSONALE) 1°PARTE - Considerazioni Istologiche e Sperimentali e le altre tre parti... a Pag 2...Dalla parodontologia alla protesi, attraverso tutta l'odontoiatria....e poi Riabilitazione Orale Parodontale e Protesica Completa, in un Caso Complesso di Compromissione Grave Parodontale ossea, conservativa, endodontica, protesica in presenza di insufficienza di gengiva aderente..... infine vada sul mio sito, le sarà molto utile: www gustavopetti.it …………….......... ...... ..............le ripeto si faccia visitare da un vero parodontologo...........Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Signor Maurizio, la malattia parodontale ha numerose concause, non tutte eliminabili, tra le quali, secondo me, anche la componente ereditaria, che non è scientificamente provata, ma nemmeno scientificamente esclusa. Per una strategia di cura vanno valutati molti fattori, percentuale di osso residuo, compliance del paziente, disponibilità a sottoporsi ad interventi chirurgici, possibilità di recidive solo per elencare i primi che mi vengono in mente. Sappia che un intervento parodontale resettivo, può dare guarigione clinica, ma netto peggioramento dell'estetica (internet dovrebbe darle una quantità di immagini sufficiente a farsene un' idea), ed è quantomeno possibile che il suo curante abbia consigliato di temporeggiare proprio sulla base di quanto le ho scritto. La più efficace strategia domestica per combattere la malattia parodontale si può riassumere in tre parole : spazzolino spazzolino e ancora spazzolino. Non si faccia imbrogliare da molecole miracolose contenute in questo o quel dentifricio o colluttorio. Sono ausili. Importantissimi, ma ausili. In bocca al lupo.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Davide Colla
Seregno (MB)
Collaboratore di Dentisti Italia

La malattia parodontale è una flogosi dei tessuti di sostegno dei denti, la causa è batterica la componente ereditaria la inquadrerei più per una "predisposizione", in base allo stadio della malattia c'è un trattamento che vede come comune strategia l'abbattimento della carica batterica della bocca quindi forte motivazione all'igiene e controlli periodici dal curante(parodontologo), eviterei l'automedicazione o il ricorso a rimedi non consigliati da un medico.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Cristoforo Del Deo
Teramo (TE)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile sig. Maurizio mi alleo ai colleghi suggerendole una strategia coordinata con buon parodontologo. Buona vita

Scritto da Dott. Silvano Siniscalchi
Castelfidardo (AN)

Signor Maurizio, la piorrea non è una malattia ereditaria alla quale bisogna inesorabilmente arrendersi perchè tanto è tutto scritto nei geni! Le cause sono essenzialmente la placca batterica, la presenza di tartaro, una scarsa igiene orale. Sua madre necessita di un'accurata rimozione del tartaro, di varie sedute di curettage e scaling per rimuovere il tartaro sottogengivale e, eventualmente, di interventi di chirurgia paradontale. Durante le cure, oltre all'igiene orale quotidiana che non va mai trascurata neanche se le gengive sanguinano, è consigliabile l'uso di un colluttorio a base di clorexidina per un controllo chimico della placca batterica. Va poi controllata l'occlusione e eventuali denti mancanti vanno sostituiti affinchè il carico masticatorio si distribuisca equilibratamente su tutta l'arcata senza sovraccaricare gli elementi residui. Cordialmente.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott.ssa Anna Cervone
Marigliano (NA)

Sullo stesso argomento