Domanda di Parodontologia

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Soffro di piorrea da diversi anni

Scritto da Irene / Pubblicato il
Salve... soffro di piorrea da diversi anni ormai...il dentista dice che non si può fare molto in quanto la situazione non è gravissima. A parte la retrazione gengivale dei canini e dei denti Dell arcata inferiore e leggermente dell arcata superiore, da qualche mese ho dei piccoli buchi fra alcuni denti. Sono tornata dal dentista e mi ha detto nuovamente la stessa cosa. Ora da un paio di anni seguo regime di pulizia dentale quasi impeccabile a mio avviso... lavo i denti 3 volte al giorno uso spazzolino morbido elettrico colluttorio ecc. E 2 volte l anno vado a fare la pulizia dal dentista. Da qualche settimana ho ridotto il fumo e spero di arrivare a toglierlo completamente, visto che è una della causa principali che può fare peggiorare la situazione. La domanda è: esiste un termine medio di durata della piorrea? Cioè quando tempo passa tra il momento del manifestarsi dei primi sintomi a quello di Porter intervenire con x esempio innesto gengivale x evitare la totale perdita del dente? Grazie attendo risposta.
Gentile Irene, appare piuttosto strano che lei così giovane soffra già da parecchi anni di parodontite che essendo peraltro lieve come lei asserisce non è riuscita ancora a debellare definitivamente. Intanto non è vero che non si possa fare nulla ma si possono fare tante cose dipendenti ovviamente dal tipo di parodontite. Ma per effettuare una corretta terapia è fondamentale arrivare ad una giusta diagnosi che non è altro che il risultato di una visita accurata con test di vitalità, sondaggio gengivale e radiografie endorali e se necessario di indagini radiologiche di secondo livello.Una volta effettuata una corretta diagnosi si procede con la terapia mirata per il tipo di problema.Le consiglierei pertanto di consultare un dentista parodontologo che saprà darle le giuste risposte per i suoi problemi. Cordialmente
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Scritto da Dott. Tersandro Savino
Tivoli (RM)
Consulente di Dentisti Italia

Dr. Gustaqvo Petti Parodontologo Gnatologo di Cagliari.Chirurgia Ossea Parodontale Rocostruttiva e Rigenerative per la terapia di Difetti Ossei Parodontali . Leggere Testo.
Cara Signora Irene, Buongiorno. "il dentista dice che non si può fare molto in quanto la situazione non è gravissima"! Chiedo scusa per la apparente "brutalità" ma questa è "pura incredibile ignoranza"! Sarebbe come dire " soffro da diversi anni di broncopolmonite ed il Medico mi ha detto che non si può fare niente e per questo non viene curata ed attende la "Morte" "!!! Scherziamo veramente?! Si può fare moltissimo nelle Parodontiti in Stadio Avanzato con Gravi Difetti Ossei, Tasche Parodontali Profonde (dai 7-9 mm ai 12-14), (14 è la misura ,diregola di uno stato Terminale Espulsivo con Parulidi), con mobilità anche di terzo Grado. Si figuri allora quanto si può fare in una situazione che viene definita non gravissima è tale, di regola e salvo eccezioni dovute alla concomitante presenza di Patologie Sistemiche Serie e Particolari, Data anche l'età di 39 anni, tenendo presente che la velocità di approfondimento di una Tasca Parodontale è di 1/2 mm l'anno, è difficile che abbia tasche superiori ai 4-5-6-7 mm! in realtà esiste nel sesso femminile e solo femminile, l'unica Parodontite geneticamente trasmissibile ossia la Parodontite Giovanile (molto rara e con caretteristiche particolari che un Parodontologo conosce bene) che può iniziare a manifestarsi intorno ai 13/14 anni di età scheletrica (non sempre l'età scheletrica coincide con quella anagrafica, per inciso) ma ha sintomi Clinici tanto peculiari da far si che la Diagnosi sia "Facilissima" e Sicura! Nel Sesso Maschile no! Detto questo la Parodontite, qualsiasi essa fosse e le sue tasche parodontali ed i difetti ossei, si curano eccome! Ma questa Parodontite Giovanile è rarissima e dai sintomi e caratteristiche peculiari che "pochi, anche Parodontologi", conoscono, per cui la Diagnosi in genere è "Tardiva"! una Visita Parodontale che è costituita da due visite intervallate da una preparazione iniziale con Igiene Professionale della tasca, Curettage e Scaling per rimuovere il tessuto di granulazione dall'interno della tasca stessa che falsa la presa delle misurazioni della sua profondità, le Rx endorali complete, i modelli di studio e che nella seconda visita si riprendono le misure delle tasche che ora saranno quelle vere e dalla differenza tra le prime e le seconde si fa diagnosi sul tipo di Parodontite, sulla sua Aggressività, sulla sua attività e si emette una Prognosi e si pianifica una eventuale terapia! Con le Rx endorali e le prove termiche e la Visita Clinica si valuta anche la presenza di carie, necrosi endodontiche, osteolisi periapicali, stomatiti etc. Escluse tutte queste patologie, si devono prendere in considerazione altre patologie ma si deve arrivare a diagnosticare perché lei, così giovane non può certo non Far Curare una Malattia Seria ed importante come la Parodontite! Non solo per la Parodontite in sé, ma anche per le Malattie Focali! Le malattie focali sono malattie di organi sistemici a distanza come Cuore con Endocarditi batteriche, I Reni con Glomerulonefriti, l'occhio con Uveiti o altre Flogosi etc e possono, se trascurate essere gravi perchè diventano autoimmuni e quindi automantenentesi se non le si diagnosticano in tempo! Per completezza dirò che la etiopatogenesi delle malattie focali prende origine da "Qualsiasi cavità dell'organismo comunicanti con l'esterno", ossia da retto, intestino, apparato gastroenterico, vie biliari, fegato, pancreas, faringe stomaco, orecchio esterno, medio ed interno, seni paranasali, vie respiratorie come faringe, laringe, trachea, bronchi, polmoni etc. Tra queste cavità comunicanti con l'esterno c'è la cavità orale con le sue infezioni. sono malattie rarissime e hanno sintomi prodromici molto particolari e ben precisi che qualsiasi Dentista o Medico o Specialista Internista conosce! Non li dico perché se no si suggestiona e potrebbe falsare i sintomi inconsapevolmente! Rimanere con una infezione in bocca "che è appunto una cavità comunicante con l'esterno", può esporla alle malattie Focali come descritto. Questo a prescindere dalla patologia locale! Una semplice necrosi endodontica o una Tasca Parodontale con o senza Difetto Osseo, può esporre sempre alla presenza di microbi ed alle Patologie Focali, a prescindere da quelle Locali Endodontiche o Parodontali. Mi ripeto Sed "Repetita Iuvant"! Diagnosi, Diagnosi e Diagnosi! Ecco cosa occorre!!! La grande assente di sempre: La Diagnosi! :( Tra lpaltro è stata dimostrata una strettissima relazione, più incidente nel Sesso Femminile, tra Parodontite e Infarto del Miocardio! Con una Parodontite in Atto, quindi non si può tralasciare di Curarla! Si rivolga ad un Bravo, Colto e capace Parodontologo!"Roba da matti", scusi l'espressione, non certo rivolta a Lei! :) Cari saluti. Lei alla fine parla di "innesto gengivale" dimostrando che evidentemente non ha ricevuto le dovute informazioni obbligatorie per Deontologia Professionale e Cultura e non solo per questo ma perché Lei possa Esprimere un Consenso Informato Consapevole per acconsentire alla Terapia! L'Innesto di Gengiva" di cui parla non serve per curare le Parodontiti ma è uno delle Decine e Decine di Interventi che servono per curare le Recessioni Gengivali Riguardo alle quali o alla Gengiva molto sottile e quindi "fragile", solo con una visita clinica si può fare Diagnosi. Se ci fossero ed andassero curate (perché andrebbero curate solo quelle che avessero "distrutto", detto in parole a lei comprensibili, la Gengiva aderente sfociando od avvicinandosi alla linea di giunzione mucogengivale che separa la gengiva aderente (rosa ed aderente all'osso tramite il periostio ed in Lei molto pigmentata) dalla mucosa alveolare (violacea ed elastica)perché quest'ultima non può fungere da Gengiva Marginale per la sua Elasticità e povertà di Strati Cellulari dal punto di vista Istologico. Le Recessioni Gengivali e l'insufficienza di Gengiva Aderente e di profondità del Fornice non hanno niente a che vedere con la Parodontite! Sono due Patologie diverse che possono coesistere, sovrapporsi e "darsi fastidio l'un l'altra"! Prima deve essere curata la Parodontite, po e solo poi, le Recessioni Gengivali. Per favorirle la comprensione di un argomento così astruso le faccio la stessa spiegazione che faccio ai miei pazienti durante il colloquio informativo alla fine della prima Visita Parodontale: Immagini un dente in sezione longitudinale (e alzo la mano sin. di taglio verticale davanti a me), la gengiva ( e alzo la mia mano dx in orizzontale vicino e perpendicolare alla mano sin.), si attacca al dente mandando le fibre connettivali ed epiteliali dentro di esso, al colletto, nel punto di passaggio tra radice e corona, ossia la parte del dente che emerge dalla gengiva (e spingo la mano dx a intrecciare le dita con la mano sin.). In questo modo la Gengiva protegge l'osso che sta sotto intorno al dente e chiude, una porta che impedisce ai microbi di entrare in profondità. La funzione della gengiva è questa, di costituire un sigillo invalicabile dai microbi!. Quando queste fibre, per un motivo qualsiasi, ad esempio la Gengivite prima e poi la Parodontite, si dovessero rompere, esse si staccano dal dente, si apre quella porta e i microbi entrano ed incominciano a distruggere il Parodonto, ossia il tessuto che sta intorno al dente, Gengiva, Cemento della radice, Legamento Parodontale che lega il dente all'osso e l'Osso stesso: è iniziata una Parodontite. (Conosciuta col termine volgare di "Piorrea" dal greco (puòn) marcio, pus - (roé) scolo, quindi scolo di pus. Scolo di pus, perché nei momenti conclamati o terminali della malattia si hanno numerosi ascessi! La distruzione di questi tessuti porta alla formazione di una tasca (ed infilo la mano dx nel taschino sin. del mio camice) spiegando "questa è una tasca, prima era cucita ora è aperta. Questa tasca si chiama "Tasca Parodontale". In pratica è come se fosse una ferita e come ogni ferita tenta di guarire facendo "granuleggiare" un tessuto che appunto si chiama di Granulazione, che cerca di chiudere questa ferita, ma non lo può fare per vari motivi che non sto a spiegare. La caratteristica di tutte le Parodontiti è quella di avere periodi di inattività che si alternano con altri di attività. Questo avviene in modo del tutto "anarchico". Ossia la malattia può essere attiva o non attiva, in tutta la bocca, in parte di essa o addirittura sullo stesso dente in un punto sì e nel punto vicino no! È importante sapere che esistono vari tipi di Parodontiti, ma comune denominatore è quanto ho spiegato sopra. Nei punti in cui la malattia è attiva, il tessuto di granulazione e edematoso, imbibito di liquidi, molliccio e il sondino parodontale che ho usato prima durante la visita è portato a penetrare di più, proprio perché non incontra resistenza e leggo una misura più profonda di quanto potrebbe essere in realtà!. Se la malattia invece è ferma da qualche tempo, bastano 3 settimane il tempo di guarigione in genere delle ferite, il tessuto di granulazione è diventato una specie di cicatrice, come avviene in tutte le ferite ed è fibroso, duro, compatto, il sondino parodontale è impedito nella penetrazione e leggo una misura meno profonda di quanto potrebbe essere in realtà! Ora è intuibile per Lei, quello che devo fare: rimuovere questo tessuto! Questo lo si fa col Curettage e Scaling, in anestesia per contatto (basta uno Spray di anestetico), a cielo coperto, sotto protezione antibiotica perché si mettono in moto milioni e milioni di microbi! Il Curettage e Scaling è preceduto dalla Ablazione del Tartaro con gli ultrasuoni, dalla lucidatura dei denti. Si fa tutto in una seduta . molti preferiscono in più sedute. Io preferisco una sola seduta, lunga anche un paio d'ore o poco più, ma il tessuto infetto viene portato via in una sola volta, non rischia così la reinfezione delle tasche, se passa troppo tempo dalla prima all'ultima. Questo sotto copertura Antibiotica. Tenga presente che un Curettage fatto bene abbassa la carica batterica dell'95-98 % !!! Questo è salutare non solo per la bocca (pensi che se ci troviamo in presenza di una Gengivite Marginale o di una Gengivite più profonda di transizione in Parodontite con tasche non superiori ai 5 mm, può bastare il Curettage e Scaling, magari ripetuto più volte, per "guarire" ma anche per l'organismo intero perché mette a riparo dalle malattie focali a distanza di organi importanti che hanno il loro Fucus di partenza "in cavità dell'organismo comunicanti con l'esterno", in questo caso le Tasche Parodontali! Ora è comprensibile perché, una volta rimosso questo tessuto, a di stanza di qualche giorno, debba riprendere le misure delle tasche parodontali: il secondo sondaggio farà leggere delle misure reali o almeno che si avvicinano alla realtà, avendo rimosso quel tessuto che ne falsava la misurazione! In quella sede che chiameremo Seconda Visita Parodontale, dopo questa preparazione iniziale, prenderò visione degli altri dati diagnostici raccolti in questa parte chiamata di Preparazione Iniziale Parodontale, ossia le Rx indorali, i modelli di studio che avrò rilevato con delle impronte e montato su un aricolatore che riproduce i movimenti della sua bocca! Così potrò studiare le gengive, i rapporti dei denti tra di loro, anche per decidere un eventuale molaggio selettivo per togliere i precontatti." clicchi sul mio nome in questa risposta ed entri nella mia pagina di INFORMAZIONI GENERALI, qui clicchi su PUBBLICAZIONI e si aprirà la finestra con da sin a dx ARTICOLI, CASI CLINICI e VIDEO e cerchi i seguenti titoli sotto Articoli: VISITA PARODONTALE da questa lettura sulla visita Parodontale capirà se chi ha fatto gli interventi è un Parodontologo o un Dentista che si occupa di Parodontologia (cosa molto diversa) quindi è importante che lei la legga Mio Sito Web di Parodontologia, poi sempre sotto gli ARTICOLI, La 'tasca parodontale, questa sconosciuta!' poi TRA I MIEI CASI CLINICI, i seguenti sotto Casi Clinici (guardi che continuano aprendo "TUTTI I CASI CLINICI", in fondo in basso, sono 4 pagine): a Pag 1, LA RIGENERAZIONE PARODONTALE GUIDATA CON MEMBRANA AMNIOTICA E COLLA DI FIBRINA (TECNICA PERSONALE) 1°PARTE - Considerazioni Istologiche e Sperimentali e le altre tre parti a Pag 2 Dalla parodontologia alla protesi, attraverso tutta l'odontoiatria e poi Riabilitazione Orale Parodontale e Protesica Completa, in un Caso Complesso di Compromissione Grave Parodontale ossea, conservativa, endodontica, protesica in presenza di insufficienza di gengiva aderente, Le lascio una Poster di Parodontiti con vari tipi di tasche curate con la chirurgia ossea ricostruttiva e con quella Rigenerativa Profonda. Per concludere il discorso sulla Terapia parodontale le dico: la TERAPIA PARODONTALE, come detto, consiste nel ricostruire ciò che la malattia parodontale ha distrutto: osso e gengiva ed ottenere una rigenerazione di questi tessuti, ossia la neoformazione di nuovo osso, nuovo, nuovo ligamento parodontale, nuova gengiva che si attacchi a nuovo cemento radicolare con un attacco epiteliale corto e non lungo...nel primo caso si ha una rigenerazione,quello che gli Statunitensi chiamano New Attachment = con Le metodiche rivoluzionarie GBR (Guided Bone Regeneration = Rigenerazione ossea guidata) GTR (Guided Tissue Regeneration = Rigenerazione tissutale guidata), che impedendo la proliferazione cellulare di elementi indesiderati e stimolando quelli desiderati, portano ad una rigenerazione parodontale profonda nel secondo caso si ha una ricostruzione, sempre biologicamente valida, ma molto più "fragile" e soggetta a recidive. Questa terapia la si fa con membrane, PRP, PRF (Piastrine ottenute dal sangue centrifugato, prelevato dal paziente stesso, in passato prima dell'avvento dell'HIV si usava la colla di fibrina umana omologa = Nel PRP le piastrine sono integre e vengono iniettate nel sito chirurgico, senza l'avvenuta degranulazione, in quanto non attivate col Cloruro di Calcio e solo lì, per la superficie ruvida del sito, che si rompono e rilasciano i Grow factors = fattori di crescita,nel PRF è avvenuta la degranulazione, per rottura delle piastrine durante la centrifugazione tale che il risultato ottenuto è il coagulo di fibrina, che viene innestato a guisa di membrana) , amelogenine, Acido Ialuronico, solfato di calcio, fosfati di calcio etc, osso autogeno, osso omologo, meno bene eterologo ed artificiale, usati a seconda della situazione, della profondità ed ubicazione dei difetti ossei e delle tasche parodontali. ORA Le domando solo una cosa: e' stata fatta questa doppia visita così come l'ho descritta con una preparazione Parodontale iniziale tra la prima e la seconda visita? Sicuramente NO! E se confermasse il no, significherebbe che chi l'ha visitata non è Parodontologo! Mi scriva in privato, troverà i miei contatti sul mio profilo! Cari saluti e stia tranquillissima, apparentemente almeno, ammesso che esistano veramente, sono non seri e di facile e veloce terapia. Non trascuri. Mi scriva come le ho detto! Le lascio un Poster di interventi di Chirurgia Ossea Parodontale Rocostruttiva e Rigenerative per la terapia di Difetti Ossei Parodontali a più pareti Complesse!Su dentisti-italia http://www.dentisti-italia.it/ Guardi la barra in alto della home page ed entri in ALTA FORMAZIONE Casi e Video, poi troverà Formazione in Odontoiatria PARODONTOLOGIA e tutti i video che vede sono miei : vada su Tutti i contenuti della categoria sono filmati di miei interventi e durano molto perché sono in diretta senza tagli e la spiegazione è in diretta anche essa, e sono molto Didattici (sono parte di quelli da me usati per le Lezioni Universitarie e nei Corsi Privati ai Colleghi), così si renderà conto cosa significhi fare Parodontologia e cosa sia una Reale Terapia Parodontale Chirurgica di cui il Curettage e Scaling e Root planing a Cielo aperto o Chiuso (meglio chiuso che aperto perché quello aperto è bene farlo in sede di Chirurgia per non avere inutile perdita di attacco epiteliali al dente se per motivi particolarissimi, come tasche inferiori ai 5 mm) che sia, sono solo una preparazione all'intervento chirurgico vero e proprio! Ancora Cari Saluti
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Cara Signora Irene, se lei afferma che soffre, a detta del suo dentista, di una forma lieve di parodontopatia,vista la sua giovane età esistono mezzi e tecniche che vanno oltre la detartrasi ogni sei mesi e un corretto igiene dentale.Occorre formulare una diagnosi corretta con una opportuna cartella parodontale,sondaggio,indici di placca e sanguinamento, Rx endorali con centratori, valutazione gnatologica,etc,etc. Se vi fosse indicazione si può inoltre ricorrere a courettages,chirurgia parodontale,rigenerazione ossea,etc,etc. Come vede,se effettivamente esiste questa patologia i mezzi per contrastarla sono molteplici ed appare errato aspettare che la situazione precipiti da sola. Si valuti attentamente la presenza di errori occlusali che possono determinare una precoce perdita di osso.
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Scritto da Dott. Michele Lasagna
Bereguardo (PV)
Collaboratore di Dentisti Italia

La sua attenzione nei confronti della salute dei tessuti parodontali della bocca è molto lodevole e del tutto corretta. Diciamo che effettivamente la causa principale e direi unica della perdita di gengiva ed osso è la placca batterica. Ma ci sono anche dei fattori accelleranti come ad esempio il fumo. Bisogna vedere se come fattore aggravante non c'è anche una malocclusione: i denti non lavorando correttamente in questo caso, lavorano diciamo così sotto sforzo, e i tessuti si perdono piu' rapidamente. In questo caso o l'uso di un byte, oppure, meglio, un trattamento ortodontico, ove possibile e fattibile, allungano di sicuro la vita dei denti. L'argomento è di pertinenza di qualsiasi dentista, ma preferibilmente di un dentista che si dedichi alla parodontologia. Oggi c'è anche un mezzo che evita molta chirurgia che è il laser: il laser disinfetta a fondo e crea fotobiostimolazione, ovvero facilita la guarigione dei tessuti e li sfiamma, in maniera delicata e non invasiva. I colleghi le hanno mirabilmente descritto cosa fa un parodontologo per cercare di rallentare questa perdita di tessuti. Tenga presente che comunque la malattia parodontale si può rallentare ma non arrestare veramente, e che nel corso della vita ha un andamento a pousèes, ovvero ha dei momenti di maggiore attività in cui la recessione etc va veloce, seguiti da momenti di remissione anche lunghissimi in cui tali perdite si rallentano per una serie di motivi..
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Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

La piorrea o parodontite ha diversi gradi di situazione patologica, a sostenerla non è solo la placca ma microorganismi che si devono individuare con l'esame microbiologico delle tasche, pertanto alla terapia meccanica, chirurgica si deve associare la terapia antimicrobica, fatto tutto ciò i controlli periodici valutano l'evoluzione della parodontite da cui si può guarire

Scritto da Dott. Luigi Malavasi
Castiglione delle Stiviere (MN)

Gentile Sig.ra Irene, non capisco, per intervenire bisogna aspettare che i denti siano persi? Poi un innesto gengivale di per se non è una terapia della parodontite, aumenta solo la banda di gengiva, la cosa importante però è l'osso. Bisogna fare una attenta visita con sondaggio e status radiologico. Poi si decide. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Irene, da quello che ci scrive lei sembrerebbe abbastanza motivata e forse merita delle cure parodontali, chiaramente non si potrà recuperare il perduto al 100%, ma sicuramente si può rallentare se non arrestare la progressione della malattia. Le consiglio di ricercare un odontoiatra che si occupa di parodontologia.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Se correttamente diagnosticata e ben gestita, la parodontite si cura o quanto meno si stabilizza, senza grossi rischi per la sua dentatura. La base é genetica, quindi non bisogna mai abbassare la guardia (controlli periodici dal dentista, sedute periodiche di mantenimento igiene orale e massima attenzione all'igiene orale domiciliare), ma é gestibile e controllabile.

Scritto da Dott. Giulio Sbarbaro
Zocca (MO)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Irene, il suo racconto ha diverse stranezze. Un medico che diagnostica una patologia, anche se di lieve entità e non interviene è una contraddizione in termini. Spero che la cosa non sia andata proprio così. Se per due volte il dentista le dice non c'è niente da fare, interroghi un altro collega. Fa bene ad allontanare il fumo sia per la salute orale che per quella sistemica. Cordiali saluti.

Scritto da Dott. Cristian Romano
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

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