Domanda di Parodontologia

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Cosa sta succedendo ai miei denti?

Scritto da Raffaella / Pubblicato il
Vi prego aiutatemi a capire Buongiorno, premetto che ho sempre effettuato visite di controllo e negli ultimi 4 anni sono state più frequenti curando due carie e sostituendo una corona. La mia dentista di fiducia e' purtroppo sparita, quindi mi sono rivolta ad un altro dentista preoccupata per le mie gengive che hanno iniziato a ritirarsi, e dalla panoramica viene fuori che ho un granuloma al 46 che avevo già trattato, ma il dentista mi dice di aspettare visto che non ho dolore e cosi mi fido, e che per le mie gengive non devo preoccuparmi cosi tanto, basta fare ogni 6 mesi una accurata pulizia. Ora a distanza di 4 mesi poco prima di natale mi accorgo della leggera mobilità del 45 e presa dal panico fisso un appuntamento presso un dentista che ha disponibilita nel periodo natalizio ( il mio dentista era gai in ferie) e dalla panoramica si vede che il granuloma dal 46 si esteso anche al 45 ecco spiegata la mobilità per cui l'unica soluzione è estrarre e fare due impianti a carico immediato, possibile non si possano curare? Ad avere mobilita' e' solo il 45. A prova termica i denti non hanno avuto reazione. Inoltre mostro la mia preoccupazione per le mie gengive e anche lui mi dice di non preoccuparmi e che può fare un curretage. Ora a distanza di una settimana mi accorgo che ho un dente del giudizio che si muove, cosa sta succedendo? Possibile che stiano sottavalutando il mio problema? Ho deciso di rivolgermi ad un parodontologo anche se per ora non ho nessun contatto, ma intanto potete aiutarmi a capire? A fine febbraio mi trasferisco all'estero per cui estrarre e fare degli impianti qui non mi sembra la scelta giusta, ma ho anche paura a tenermi ancora questo granuloma, cosa mi consigliate? Sono nel panico totale! Scusate per la lunghezza del testo e ringrazio in anticipo di cuore per qualsiasi risposta.
Recessioni Gengivali e Vari tipi di Terapia. Da casistica del Dr. Gustavo Petti Parodontologo di Cagliari
Cara Signora Raffaella, buongiorno e Buon Anno Nuovo. Gengive che si "ritirano" (recessioni gengivali) e granuloma sono due patologie differente e scollegate! Lasci perdere il Dentista che vuole aspettare per curare il Granuloma. Deve essere curato al più presto ed è una "sciocchezza"! Ordinaria Amministrazione di Terapia Endodontica! Le spiego qualcosa sul Granuloma in Genere, sulle Recessioni e sulla Mobilità dei denti! Ecco: Granuloma (più in senso lato osteolisi periapicale). L'infezione che si vede alla panoramica, non si può vedere se non i segni indiretti di essa, come osteolisi periapicale o periradicolare che si presentano come una immagine "nera" di radiotrasparenza. O si possono vedere frammentazioni della corticale alveolare o aumento dello spazio parodontale o difetti ossei parodontali. Tutto questo deve essere valutato clinicamente e semeiologicamente e con Rx endorali, più precise! Non si spaventi per la eventuale vastità dell'area nera radiotrasparente. Una raccolta di pus per esempio può dare apparenti grandi distruzioni ossee che, una volta curata la causa etiopatogenetica che di solito è un dente in necrosi, (non penso difetti parodontali, dato che ha solo 34 anni), hanno un recupero totale dell'osso perso. Voglio essere più preciso: Concettualmente i microbi presenti nella radice inviano fuori nell'osso le loro tossine a cui l'organismo risponde con la formazione cistica o granulomatosa per arginare l'infezione stessa e difendersi, e i corpi dei leucociti macrofagi che arrivano in massa, formano il pus. Tolti i microbi con la terapia endodontica per via ortograda (normale ) o retrograda, se fossero presenti ostacoli insormontabili come perni non rimovibili etc (chirurgica) le tossine non vengono più emesse e la zona di osteolisi (lisi dell'osso) scompare con rigenerazione dell'osso stesso. Quindi stia tranquilla e si metta nelle mani di un vero Dentista, normalissimo ma "VERO Dentista"! Poi le Recessioni: Le spiego subito una cosa essenziale. Non si devono curare, a meno che non fossero gravissime, le carie e le erosioni dello smalto cervicali (del colletto) se prima non è stata curata la Recessione Gengivale. Questo perché se si facesse il contrario, come purtroppo troppo spesso viene fatto, la Gengiva non potrebbe "attecchire e dare il suo attacco epiteliale e connettivale su una struttura artificiale come una otturazione. Chiaro e semplice, no?! Diciamo che ogni Recessione ed ogni zona della bocca necessitano di interventi adatti e mirati! Questa è serietà! Non si vende il "fumo", si vende "l'arrosto"! :) Infatti la morfologia delle recessioni è varia: possono assumere l’aspetto di fessure verticali che attraversano la banda di gengiva aderente (fessure di Stilman), oppure di perdita parziale o totale della gengiva aderente che ricopre la radice. La classificazione più comune è quella di MILLER, che prende in considerazione l’aspetto clinico e lo stato osseo interprossimale, in particolare delle piramidi ossee sottopapillari: prima classe ; recessioni che non si estendono fino alla giunzione mucogengivale e nelle quali non vi è perdita di osso e di tessuti molli interprossimali. seconda classe; recessioni che raggiungono o superano la giunzione mucogengivale, non vi è perdita di osso e di tessuti molli interprossimali terza classe; recessioni che superano o raggiungono la giunzione mucogengivale con perdita di osso o tessuto molle apicalmente alla giunzione amelocementizia, ma coronale all’estremità apicale della recessione. quarta classe ; recessioni che superano la giunzione mucogengivale con perdita ossea interprossimale fino ad un livello apicale rispetto alla base della recessione. La scelta del trattamento Ogni recessione ha il suo intervento d'elezione: i parametri più importanti da valutare, a tale proposito, sono l'integrità dell'osso alveolare e la qualità del tessuto aderente. E' ovvio che se non esiste deiscenza alveolare, la condizione è senz'altro più stabile che non se esista invece la deiscenza. Condizione più labile e da considerare poi quella in cui si sia "perduta" la gengiva aderente e sia rimasta solo la mucosa alveolare, cedevole, elastica e quindi non perfettamente idonea a fungere da attacco epiteliale. E' quindi di primaria importanza accertare se la recessione abbia creato un difetto funzionale dovuto alla perdita totale della gengiva aderente. Il trattamento dovrà tendere a ottenere la completa ricopertura della radice denudata, senza venir meno però allo scopo principale dell'intervento stesso, che è quello di creare una zona di gengiva aderente intorno alla recessione. Gli interventi di elezione sono molti, tra questi: Innesto Libero di Gengiva , Il riposizionamento coronale del lembo (CAF) e sue varianti , Lembo Peduncolato Ruotato , Il riposizionamento laterale del lembo , Lembo con doppia papilla , Innesto bilaminare e sue varianti, Il lembo semilunare secondo Tarnow , lembo coronale posto a copertura di una membrana secondo i principi della GTR , amelogenine sulla superficie radicolare ,(veda nei miei Casi Clinici, ci sono tanti lavori, cliccando il mio nome ed entrando nel mio profilo). Il dolore agli stimoli termici o chimici lo da una carie o se no un denudamento della radice o per una recessione gengivale o per una tasca parodontale; si faccia visitare da un Parodontologo; Glielo dico con cognizione di causa essendo Parodontologo. A tal proposito le lascio una foto di recessioni gengivali curate con innesti liberi, legga nel mio profilo sotto pubblicazioni Recessioni Gengivali : Lembo semilunare, POI RECESSIONI GENGIVALI : Lembo Riposizionato Lateralmente,POI RECESSIONI GENGIVALI: LEMBO CON DOPPIA PAPILLA (Bipapillare secondo tecnica di Goldman), in una grave terza classe di Miller, POI RECESSIONI GENGIVALI : Lembo peduncolato ruotato, POI RECESSIONI GENGIVALI : Innesto libero di gengiva con tessuto connettivo autogeno e protezione della zona donatrice con lembo a spessore parziale. Il Parodontologo deve avere una "Cultura Odontoiatrica completa con conoscenze altissime di tutte le altre specialità dell’Odontoiatria, supervisionate da questa Mentalità Parodontale" Ecco che la Visita Parodontale, diventa una visita "totale odontoiatrica". È quindi una visita complessa che richiede almeno un’ora/due ore, compreso un Colloquio col Paziente, seguita da una Preparazione Iniziale dell’apparato Stomatognatico, un rilievo di dati ed eventualmente analisi cliniche, che richiedono almeno ulteriori due/quattro ore ed infine una seconda visita detta Visita di Rivalutazione Parodontale, che richiede due/tre ore in cui si emette una Diagnosi, una Prognosi, un Piano Terapeutico non solo Parodontale ma Totale di tutti i problemi e Patologie presenti! Questo è essenziale per arrivare ad una corretta Diagnosi ed emettere una altrettanto corretta Prognosi. Insomma devo poter mantenere viva ed in allerta tutta la mia "Capacità di Clinico Medico e Parodontologo".La Terapia Parodontale, consiste essenzialmente nel ricostruire chirurgicamente ciò che la malattia parodontale ha distrutto." Ha bisogno di due visite cliniche strumentali, semeiologiche e anamnestiche, intervallate da una preparazione iniziale con curettage e scaling e serie completa di Rx endorali, modelli di studio e tanto altro. Visite con sondaggio parodontale in sei punti di ogni dente di tutti i denti e tanto altro e seconda visita di rivalutazione con risondaggio delle tasche che ora indicheranno la reale profondità delle stesse perché è stato escisso il tessuto di granulazione presente! Solo così si arriva ad una Diagnosi e ad una pianificazione terapeutica. Cari saluti e spero di essere finalmente stato chiaro ed esaustivo. Con la visita Parodontale si valuta anche la mobilità dei denti e si fa una Diagnosi. Si possono "muovere" per presenza di un ascesso di qualsivoglia natura o per una parodontite. Vedere sopra! La mobilità dei denti non si "saggia" con il polpastrello e tanto meno con la lingua perchè viene falsata. Non la si può neanche valutare da soli. Deve essere il Dentista a valutarla con uno o tra due strumenti rigidi. La mobilità dentale ha 3 gradi. Nel 1° il dente si muove in senso vestibolo linguale se inferiore o palatale se superiore di meno di un millimetro. Nel 2° si muove di un millimetro o anche poco di più. Nel terzo, oltre al movimento del secondo grado ha anche un movimento assiale in senso corono-apicale ed indica la gravità avanzata! La mobilità è dovuta di regola ad un difetto osseo orizzontale o verticale di regola manifestantesi con tasche parodontali che però sono state escluse, quindi bisogna fare una Diagnosi Differenziale con le altre cause, ossia patologie periapicali o periradicolari osteolitiche dovute in genere a necrosi pulpare o a deiscenze ossee o a insufficienza di gengive aderente in presenza per esempio di serie recessioni gengivali o ancora a patologie gnatologiche che comportino traumi di occlusione nelle tre disclusioni, protrusiva, lateralità destra e sinistra e relazione centrica. Un trauma d'occlusione però è raro che possa produrre una mobilità che ricercherei quindi nel Parodonto sondandolo meglio e nelle patologie endodontiche con prove termiche di vitalità pulpare e Rx endorali per escludere altre cause di cui è inutile parlarle! Sarebbe bene che la visitasse un Parodontologo perchè bisogna fare una doppia Visita Parodontale con doppio sondaggio di eventuali tasche parodontali, intervallandole con una Preparazione Iniziale Parodontale per Rimuovere il tessuto di Granulazione che ne falsa le misure e una serie completa di Rx endorali, modelli di studio e tanto altro per poter fare una Diagnosi per valutare se quei sintomi possano essere di origine parodontale. Le lascio un Poster di Recessioni Gengivali. Cari Saluti
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Raffaella, tutti gli odontoiatri conoscono la parodontologia, la conservativa, l'ortodonzia, la gnatologia e tutte le branche dell'odontoiatria, per cui non occorre nessun super professionista.Le consiglio di ricercare un semplice odontoiatra che richieda la parcella della visita e che le sappia dare una corretta diagnosi con un piano di cure il più conservativo possibile. Non ne sono certo, ma queste forme da lei descritte nascono in pazienti che hanno perso precocemente denti permanenti e che non sono stati poi riabilitati, essi presentano spesso denti storti e non conoscono la figura dell'igienista dentale e nemmeno la prevenzione, lei rientra tra questi?
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Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Da quelle che descrive e da quello che è possibile capire senza vedere nemmeno una radiografia, lei ha avuto una serie di diagnosi non molto chiare (lasci perdere implantologia post-estrattiva a carico immediata su zone dove sono stati estratti denti a causa di patologie croniche flogistiche, nel caso decidesse di estrarre). È opportuno si affidi ad un Odontoiatra che abbia una visione globale tradizionale e moderna al tempo stesso dell'Odontoiatria, meglio, nel suo caso, sufficientemente esperto di Parodontologia. Abita a Roma, è pieno di bravissimi colleghi (basta informarsi un pò e fare qualche ricerca online). Solo così potrà avere un quadro diagnostico più chiaro e risolvere/trattare le sue problematiche.
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Scritto da Dott. Giulio Sbarbaro
Zocca (MO)
Consulente di Dentisti Italia

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