Domanda di Otturazioni Conservativa

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Dolore al molare dopo ricostruzione in composito

Scritto da faula / Pubblicato il
 Buonasera, più di un mese fa mi è stata curata una carie abbastanza profonda in un molare superiore (il penultimo da un lato) e poi ricostruito il dente con otturazione in composito (le pareti del dente erano praticamente sgretolate dopo anni di rifacimenti di otturazioni in amalgama). Mi era stato detto che avrei sentito un po' di dolore per un paio di settimane dovuto al composito che si ritira, o qualcosa del genere. Il problema è che ormai le due settimane sono passate e il dolore alla masticazione (che dico, il dolore al contatto con del cibo tra molare e molare, per poi spalancare subito la bocca dolorante!) è incredibile. Preciso che non sento nessun dolore se non ci mastico sopra. Per questo mi sono insospettita tardi. Ma quando sono sovrappensiero e dò una masticata sopra, veramente il male è tremendo. Quello che penso è che il dente possa essere pulpitico dal male che fa, però ricordo di aver avuto un dente pulpitico anni fa e faceva male anche senza essere minimamente sollecitato. Dal momento che sto temporeggiando il più possibile la possibile devitalizzazione o comunque un nuovo consulto dal mio dentista, e qui suonerò paranoica, ma è perchè non usa mai la diga e questo mi crea grossi problemi (non voglio ingoiare un file!), volevo chiedere un consiglio sul da farsi e una opinione da parte di chi è esperto. Grazie mille per le risposte che riceverò
Cara Signora Faula, è inspiegabile il suo "temporeggiare" e la sua paura di dover "devitalizzare" il dente! Non capisco perchè! In ogni caso il Dentista deve fare una Diagnosi certa, subito!Dopo un controllo ed analisi clinico-Gnatologico, e dopo un sondaggio parodontale ed una o più Rx endorali in diverse proiezioni,si fanno le prove termiche che stabiliscano se i denti coinvolti sono vivi e vitali o no! le prove termiche si fanno con il caldo e con il freddo,esistono liquidi che spruzzati su un batuffolino di cotone con cui toccare il dente abbassano la temperatura improvvisamente da 37° a -4° e le garantisco che se c'è patologia pulpare,la si scopre,il dente risponde con un dolore immediato: 1- se dura qualche secondo...il processo è reversibile e si aspetta, 2- se dura molti minuti, il dente è in Pulpite e bisogna devitalizzarlo subito. 3- Se non risponde al dolore vuol dire che il dente è in necrosi, è morto per infezione e bisogna devitalizzarlo in un modo particolare subito sotto protezione antibiotica! 4- Se non risponde al freddo ma risponde allo stimolo con "guttaperca" molto calda, allora significa che il dente è in necrosi, ma non completa..qualche zona di polpa vicino all'apice è ancora vitale (si chiama sintomatologia radicolare della polpa) e il dente va devitalizzato,ovviamente si deve fare una Rx endorale in diverse proiezioni se necessaria,ed una visita clinica accurata con percussione assiale e trasversale,una analisi occlusale-gnatologica del dente e stia sicuro che si arriva ad emettere una diagnosi certa ed a formulare una terapia idonea,ora LE SPIEGO LE ORIGINI ED IL SIGNIFICATO DI UN DOLORE PULSANTE: il dolore è dovuto semplicemente ad un maggior afflusso di sangue nel dente tramite l'arteria che lo porta, dovuto ad un meccanismo di difesa nei confronti dello stimolo irritativo, questo maggior afflusso causa una pressione dentro il dente che è inespandibile e comprime le terminazioni nervose causando dolore esacerbato dallo stringere i denti...o dal "picchiettarvi sopra"...o dagli stimoli termici...in questo caso (che si chiama iperemia attiva) il processo è reversibile...la polpa si abitua ed in qualche giorno o settimana tutto scompare!.se invece il danno causato dalle tossine dei microbi continua si ha una alterazione della vena che fa uscire il sangue dal dente e succede che il sangue arriva con l'arteria e non esci più con la vena danneggiata,si ha pressione che può anche scatenare dolori forti,o essere talmente leggera da non causare dolori in questo caso anche molto lenta..le cellule della polpa del dente, arterie, vene, linfatici e tessuto nervoso, muoiono= necrosi,e si può formare una zona di osteolisi periapicale (pallina nera alla Rx) intorno all'apice della radice = granuloma, cisti.IL DOLORE DA NECROSI O DA FRATTURA MICROSCOPICA DI UN DENTE DEVITALIZZATO è invece sordo profondo e non pulsante.Le spiego che osteorarefazione che poi in termine medico si chiama "Osteolisi periapicale", lo dica al radiologo che non conosce la terminologia medica, è una infezione dell'osso intorno all'apice, sostenuta da un Granuloma o da una Cisti o da una Parodontite apicale acuta. Per tutti e tre le spiego cosa è un Granuloma (essendo la terapia più o meno simile! Concettualmente i microbi presenti nella radice inviano fuori nell'osso le loro tossine a cui l'organismo risponde con la formazione cistica o granulomatosa per arginare l'infezione stessa e difendersi, e i corpi dei leucociti macrofagi che arrivano in massa, formano il pus e quindi l'ascesso che si fa strada tra le fasce muscolari dove trovano meno resistenza, ecco che un ascesso può "emergere" anche abbastanza lontano dal dente di origine, tolti i microbi con la nuova terapia endodontica per via ortograda (normale ) o retrograda (chirurgica) le tossine non vengono più emesse e la zona di osteolisi (lisi dell'osso) scompare con rigenerazione dell'osso stesso. Per togliere il dolore basta fare questo, ossia una accurata "devitalizzazione o ridevitalizzazione se era già stata fatta" . Una volta individuato il dente e fatta una diagnosi: non può convivere con tanti granulomi per di più se fistolizzati, sono pericolosi non solo localmente per i denti, il Parodonto, l'Osso, le gengive, ma anche per l'Organismo intero, dal Granuloma possono partire microbi che col torrente ematico vengono portati in organi ed apparati importanti quali Rene, Cuore e tanti altri e dare infezioni pericolose, fortunatamente molto rare, ma esistono e sono pericolose ripeto! Queste infezioni si chiamano malattie focali, ossia che hanno il loro Focus di partenza "in cavità dell’organismo comunicanti con l’esterno", come si dice per DEFINIZIONE MEDICA, in questo caso l'osteolisi periapicale, così come le Tasche Parodontali (altra causa comune ed importante)! Quindi un granuloma va eliminato...soprattutto se è fistolizzato: guardi che è semplice e normale terapia alla portata di qualsiasi buon Dentista!... Le spiego cos'è un Granuloma in parole "povere": I granulomi (o le cisti) si curano: essi sono dei tentativi dell'organismo di bloccare l'infezione che risiede nel dente...ossia i microbi sono nella radice, le tossine escono dall'apice e provocano l'insorgenza del granuloma, curate le radici, il granuloma si riassorbe da solo in un tempo variabile di pochi mesi al massimo, ma i microbi non ci sono più! Se fosse impossibile curare le radici per la via "normale" le si curano per via retrograda, chirurgicamente, entrando nelle radici dagli apici che poi vanno sigillati con materiali particolari! Il granuloma i può anche non escidere chirurgicamente intanto si riassorbe!Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari.
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Il suo uso di terminologia specifico per quanto riguarda gli strumenti canalari evidenzia conoscenza dell'argomento, conoscenza che da sola dovrebbe rassicurarla sulla sicurezza delle manovre riguardanti la terapia canalare. L'uso della diga è indispensabile per molte terapie odontoiatriche, inutile o controproducente in altre, sarà la coscienza e l'etica del suo dentista a stabilire in quali casi essa serve e in quali no. Probabilmente il collega si è trovato (come lei stessa afferma) in una situazione di estrema distruzione di un dente ma con camera pulpare ancora integra. Da qui il tentativo di ricostruzione senza devitalizzazione. Mettiamola così: Un tentativo di salvare il suo dente secondo lui meritava di essere fatto, adesso che siete sicuri del contrario potrete serenamente affrontare una terapia canalare. Cordiali saluti.
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Scritto da Dott. Davide Colla
Seregno (MB)
Collaboratore di Dentisti Italia

Sig. Faula, in patologia odontoiatrica esistono più tipi di pulpiti con sintomatologia diversa. L’utilizzo della diga è a descrizione dell'odontoiatra, ma il paziente lo può richiedere, anche se non tutti i pazienti riescono a sopportare con facilità quest’ausilio. Per la paura d'ingestione di strumenti occorre controllare se chi opera su di lei, è iscritto all'ordine dei medici, poi deve parlare del problema con il suo odontoiatra, che può utilizzare un semplicissimo sistema meccanico, insegnato nelle università, sicuro al 100% senza l'utilizzo di diga.
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Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Gentile Sig.ra Faula, concordo pienamente con la risposta del Collega Colla ed aggiungo che le domande avrebbe dovuto porle al professionista che ha operato sul suo dente. Cordialmente

Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

Per quanto riguarda l'uso della diga per la devitalizzazione e' una condizione senza la quale non si ha la sicurezza di una sterilita' dei canali sufficiente ma anche necessaria per un successo. Bisogna sempre usarla anche a costo di perdere molto tempo per creare le condizioni per poterla mettere. Per il suo problema ,prima di devitalizzarlo io proverei a rifare la ricostruzione o a metterne una provvisoria.Il composito e' vero che si ritira ma c'e' ritiro e ritiro ovvero c'e' modo e modo di applicarlo. E c'e' anche composito e composito.
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Scritto da Dott. Giovanni Vergiati
Fornovo di Taro (PR)

Noi non possiamo sapere perchè il suo dentista non usa la diga, probabilmente lo ritiene difficile, ma perchè non lo chiede a lui direttamente? Se il dente è ampiamente ricostruito e le fa ancora male, sarà molto probabile che debba essere devitalizzato.

Scritto da Dott. Paolo Gaetani
Lecce (LE)

La devitalizzazione a questo punto della sua storia è fatale. Avrebbe fatto meglio a tenersi e riparare una otturazione in amalgama (argento) piuttosto che sostituirla con una in composito (plastica adesiva). Si ricordi che per questo successivo passo occorrono mani esperte. (Mani esperte.) Il costo è in proporzione, ma la perdita del dente per manovre inadeguate sarebbe molto più costosa per il suo portafoglio e anche per la sua salute. Si ricordi bene dell'avvertimento, a futura memoria. Buona fortuna!
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Scritto da Dott. Sebastiano Carpinteri
Torino (TO)
Consulente di Dentisti Italia

Se il suo dentista non sa usare la diga e non è in grado di risolvere problemi così banali come il suo è giunta l'ora di cambiare! Auguri.

Scritto da Dott. Massimo Scaramelli
Ospedaletto (PI)

Gentile Faula, finalmente qualcuno che parla bene della diga, io la uso a momenti anche per prendere le impronte, è un presidio indispensabile, ma non tutti lo capiscono. Riguardo al dente che fa male nella funzione, mi viene in mente che qualcosa alla base del dente potrebbe non andare, potrebbe già avere un granuloma. Una buona rx digitale potrebbe dirimere il quesito. Inoltre, quando un dente presenta delle alterazioni o diminuzioni di sostanza, non bisogna esitare, oltre che a far una radiografia, a fare una devitalizzazione e una corona, per ridare al dente una connessione circolare, cioè una forma che possa espletare tutti i vari movimenti dinamici nelle varie dimensioni e verso gli altri denti. Non dimentichiamo mai che un dente afferisce sempre ad una articolazione temporo-mandibolare. Infine, che ci sono delle remore verso il collega, o si chiarisce o si cambia. in tutti i casi, il paziente deve andare dal dentista con piena fiducia, perché quel dentista deve risolvere un problema. Cordiali saluti
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Scritto da Dott.ssa Maria Grazia Di Palermo
Carini (PA)
Consulente di Dentisti Italia

Completamente con il dott Petti. Ma cosa aspetta di ritornare dal suo dentista e farsi curare? Senza diga....non è un dentista.

Scritto da Dott. Fausto Perrone
Catanzaro (CZ)