Parliamo di ortodonzia

Nel campo dell'Ortodonzia e' dovere del medico fornire informazioni, nel modo piu' semplice possibile, affinche' il paziente intraprenda consapevolmente il percorso clinico programmato. In queste note si cerca di fornire le notizie base necessarie a chi voglia iniziare una terapia ortodontica
ORTODONZIA by Dott.ssa Antonella Pantaleo 24-05-2009

L’Ortodonzia è una branca dell’odontoiatria che si occupa della prevenzione e cura delle malocclusioni. Letteralmente ortodontia significa “denti dritti”, malocclusione sta invece ad indicare un rapporto non corretto tra i denti delle due arcate.

 

  • Alcuni casi sono molto evidenti e quindi attraggono l’attenzione, spingendo a chiedere il parere dello specialista.

 

  • Altri sono meno evidenti, non preoccupano e pertanto agiscono in modo subdolo, danneggiando il più delle volte l’articolazione temporo-mandibolare, cioè quello “snodo” che connette la mandibola al resto del cranio.

 

L’ortodonzia interessa i bambini, ma anche gli adulti. All’origine di una malocclusione possono esserci varie ragioni che determinano alterazioni nello sviluppo delle ossa mascellari e nella crescita dei denti, creando disarmonie nella forma del viso e nell’estetica del sorriso, fino a generare malattie a carico dell’apparato masticatorio come le sindromi algico-disfunzionali dell’articolazione temporo-mandibolare. Molte malocclusioni si associano a disfunzioni della muscolatura periorale e/o ad abitudini viziate come la deglutizione atipica o la respirazione orale.

 

L’impegno sia economico che psicologico che la terapia ortodontioa richiede, necessita di una adeguata informazione prima di avviarci in questo percorso la cui meta è la conquista di un bel sorriso ed una migliore funzionalità masticatoria. I moderni dispositivi ortodontici ed il progresso delle tecniche offrono grandi potenzialità correttive, a patto che il paziente sia totalmente collaborante, consapevole e ben motivato. E’ necessario che il paziente si accosti al trattamento ortodontico fiducioso ma, al tempo stesso, informato sugli eventuali limiti della terapia.

 

I risultati nascono dall’applicazione di tecniche, frutto di studi profondi e complessi.

 

La diagnosi richiede un accurato esame clinico del paziente, lo studio dei modelli in gesso, gli esami radiografici e lo studio cefalometrico. Per tale ragione nel corso della prima visita vi verranno prese delle impronte e vi verranno prescritti due esami radiografici: una OrtoPanTomografia (OPT) che ci permetterà di valutare la situazione dentale sia per quel che riguarda i denti erotti, sia per quelli che devono ancora spuntare, ed una Telecranio che ci consente di eseguire l’esame cefalometrico (valutazione dei parametri di crescita del soggetto).

 

Alla diagnosi segue il piano di trattamento. Parleremo in queste note di ortodontia tradizionale ma anche di ortodontia estetica (invisibile e linguale). Una prima distinzione va fatta tra Ortodontia del bambino e Ortodontia dell’adulto.

 

  • Nell’adulto sono possibili solo movimenti dentali finalizzati ad un migliore allineamento dei denti e/o a migliorare la postura mascellare.

 

  • Nel bambino è possibile intervenire anche sulla crescita scheletrica, si tratta di vera e propria ortopedia, eseguita con dispositivi funzionali in grado di agire condizionando, su base recettoriale, la crescita scheletrica. Nel bambino un intervento tempestivo dell’ortodontista, può prevenire il formarsi di una malocclusione ed il suo aggravarsi, scongiurando molte volte il rischio di dover ricorrere a procedure chirurgiche.

 

E’ questa la ragione per cui oggi il termine ortodontista viene considerato riduttivo rispetto al reale compito svolto, si preferisce quindi parlare di Ortognatodonzia, Ortopedia dento-mascellare o Ortopedia dento-maxillo-faciale.

 

Si parla di ortodontia fissa, mobile, funzionale, invisibile, etc, in relazione al tipo di apparecchiature utilizzate.

 

Oggi importanza sempre maggiore viene data all’approccio estetico, soprattutto nell’ortodonzia dell’adulto. Si parla di Ortodontia estetica quando si utilizzano dispositivi per la correzione che non si vedono quando vengono indossati, come l’Ortodonzia invisibile (vedi invisalign) e L'Ortodonzia linguale.

 

L’Ortodonzia invisibile utilizza, per la correzione, una sequenza di mascherine termostampate totalmente trasparenti,nasce da una sinergia tra l’esperienza dell’ortodontista ed una avanzata tecnologia digitale tridimensionale computerizzata.
Viene utilizzata soprattutto nell’ortodonzia dell’adulto ed è, comunque, necessario che siano erotti tutti i denti della serie definitiva.

 

L’Ortodonzia linguale offre i vantaggi della tecnica tradizionale, utilizzata però su degli attacchi non più collocati sulla faccia vestibolare (visibile) del dente, bensì sulla faccia interna del dente e quindi assolutamente non visibili.

 

In ogni caso prima di intraprendere il vostro camino chiedete tutti i chiarimenti che desiderate. Essere informati è per il paziente un diritto e per il medico un dovere.

 

 

 

UNA RISPOSTA AI QUESITI PIU’ FREQUENTI

 

D. Quando devo far visitare per la prima volta mio figlio da un ortodontista?

 

R. E’ opportuno un controllo nella fase di passaggio dai denti da latte a quelli definitivi, cioè verso i sei/sette anni. E’ il momento migliore per individuare la presenza di eventuali problemi e se necessario programmare un piano di lavoro.

 

D. Perché è importante avere denti dritti?

 

R. Denti malposizionati rendono difficile una corretta igiene orale aumentando il rischio di carie e di problemi gengivali, alterano l’occlusione determinando danni a carico dell’articolazione temporo-mandibolare,rendono sgradevole il sorriso compromettendo l’estetica del viso.

 

D. Sono troppo grande per fare ricorso all’ortodonzia?

 

R. Non esiste un limite di età, non si è mai troppo “vecchi” per l’ortodonzia, basti pensare che circa il 20% dei pazienti ortodontici sono soggetti adulti.

 

D. Quanto dura il trattamento ortodontico?

 

R. La durata ovviamente dipende dal caso e dall’età del soggetto. Mediamente si parla di un tempo che va da un minimo di 18 ad un massimo di 48 mesi.

 

D. Possono gli attacchi provocare tagli all’interno della bocca?

 

R. Gli attacchi hanno superfici studiate per non creare danni alle mucose. E’ possibile comunque che, nelle prime fasi del trattamento, possano formarsi piccole ulcerette che guariscono spontaneamente in pochi giorni. Vi verrà comunque fornita della cera ortodontia, molto utili nelle prime fasi.

 

D. Fa male quando si monta l’ortodonzia?

 

R. Assolutamente no! E’ possibile avvertire una certa dolenza nelle 24-48 ore successive perché si attivano le cellule deputate allo spostamento dei denti, il tutto di solito è assolutamente sopportabile anche per i bimbi più piccoli, in ogni caso basta assumere per uno o due giorni un po’ di analgesico.

 

D. E’ vero che quando viene tolto l’apparecchoio i denti tornano come prima?

 

R. No, a meno che voi non utilizziate in modo scrupoloso la contenzione che vi verrà fornita a fine trattamento. Le contenzioni mantengono i denti nella corretta posizione dopo la rimozione dei dispositivi ortodontici. E’ consigliabile portare gli apparecchietti di contenzione se volete che i vostri denti rimangano esattamente nella stessa posizione che avevano a fine trattamentre. Se e quando deciderete di non utilizzare più i vostri dispositivi di mantenimento, le forze biologiche, le forze trasmesse da lingua e labbra, la normale usura dei denti, così come la normale perdita di osso che si verifica con il passare degli anni, possono determinare piccoli spostamenti dei denti, nulla comunque di paragonabile con la situazione di partenza, antecedente il trattamento ortodontico.

 

D. E’ più difficile gestire i propri denti durante il trattamento?

 

R. Si, intanto è possibile un indolenzimento di denti e gengive, è più facile che residui di cibo rimangano intrappolati per cui bisogna pulire i denti con maggiore attenzione e non solo quelli più in vista, altrimenti è facile ritrovarsi con gengive gonfie e sanguinanti e con un alito cattivo.

Scritto da Dott.ssa Antonella Pantaleo
Marsala (TP)

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