Domanda di Implantologia

Risposte pubblicate: 6

Seguito alla domanda: Implantologia e osteoporosi

Scritto da Stefania / Pubblicato il

Gentilissimi Dottori, anzitutto desidero ringraziarvi tutti per le vostre risposte, così interessanti e ricche di particolari. Fornite davvero un ottimo servizio. Detto ciò, faccio seguito alla mia e-mail di ieri con oggetto "Implantologia e osteoporosi" per darvi maggiori dettagli sul caso della mia mamma di 69 anni. Alla mamma, che come ho detto ha grazie a Dio una splendida e forte dentatura, traballa un po'' un incisivo superiore. Attenzione, solo UNO però e niente altro. Circa 15 anni fa aveva già subito un intervento alle gengive con ottimi risultati. Forse è semplicemente la parodontite che si ripresenta dopo tanto tempo. Quanto ai medicinali, mia madre assume da almeno 3 anni Actonel 35 mg cp una volta alla settimana per l''osteoporosi, Cardiovasc per la pressione e Oro3 come integratore di calcio. Infine, concludo chiarendo che non sono io che voglio costringere mia madre all''implantologia, lungi da me! Più interventi invasivi posso evitare ai miei cari, meglio è! La mia domanda è stata generata dal fatto che il dentista di mia madre (che temo presto diventerà il suo ex dentista) le ha prospettato questa soluzione come più o meno l''unica percorribile, facendola fuggire inorridita! Vi ringrazio ancora anticipatamente per le gentilissime risposte che riceverò alla luce delle informazioni più dettagliate che vi ho fornito. Un caro saluto a tutti e buon lavoro, Stefania

 

 Precedenti:

http://www.dentisti-italia.it/dentista_domande/implantologia/1963_implantologia-e-osteoporosi.html

Cara Signora Stefania...le ho già risposto abbondantemente ed in modo esaustivo...penso...e la rimando alla mia precedente risposta...il dire...da parte sua...non Medico, non Dentista, non Parodontologo...che non sono tutti i denti che si muovono...ma che è uno solo...non è indicativo di salute parodontale ...le spiego...anzitutto la mobilità dentale la può "saggiare" solo il Dentista ponendo il dente (tutti i denti) tra due strumenti rigidi...sappia che ci sono tre gradi di mobilità...che corrispondono a diversi stadi di malattia, questa mobilità non la può "sentire" il paziente o chi per lui, con le dita...la sensazione che i polpastrelli che afferrano un dente tra le dita, falsano la sensazione di mobilità, in un senso o nell'altro...quindi se lei rileva una mobilità di un dente...ammesso che ci sia...ciò non vuol dire che non ci sia anche negli altri...perchè lei non la può rilevare...solo il dentista...in questo caso il Parodontologo, può valutarla...poi l'espressione più importante della malattia parodontale è la formazione della tasca...come le ho già spiegato abbondantemente e questa va rilevata col sondaggio parodontale e con la visita parodontale ed una preparazione iniziale della bocca come già spiegato...poi con la rivalutazione del tutto si può fare diagnosi... la mobilità di per di regola è dovuta ad una parodontite...ma può anche essere dovuta ad altre patologie...la tasca no...è l'espressione della Parodontite...ecco perchè è necessaria una visita dal Parodontologo...Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologo in Cagliari
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Sig.ra Stefania, la terapia con bifosfonati è certamente un limite ad un intervento implantologico con rigenerazione, il fatto che un solo elemento è vacillante, rispetto agli altri, può dipendere molto verosimilmente anche da un precontatto (cioè il dente tocca prima degli altri) sia in protrusione che in lateralità e andrebbe verificato, se risulterà positivo allora con uno splintaggio, una buona igiene professionale, courettage a cielo coperto ed applicazione di antibiotici nella tasca paradontale come il: Metronidazolo in gel a lento rilascio, potrebbe in una percentuale molto alta risolvere il problema. La invito a leggere Gli articoli da me pubblicati: Osteoporosi e terapie a confronto, che lo trova nella home page in basso a DX. e Igiene orale e malattia paradontale. Cordiali saluti
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Maurizio Serafini
Chieti (CH)

Sig.ra Stefania, i suoi ringraziamenti sono graditi, si ricordi che la sua cara mamma potrà riabilitare il suo sorriso con delle protesi tradizionali, evitando interventi più invasivi. Importante se dovesse aver bisogno di avulsioni dal nuovo, o dal vecchio odontoiatra, è bene che siano applicati dei protocolli ben precisi, che sono adottati in questi pazienti. Parli apertamente con il suo, o il nuovo dentista, nel caso che questo professionista non conoscesse l'argomento "bronj”, ci può contattare, che siamo a sua disposizione.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Gentile signora, la conservazione dell'elemento dentale è in genere la strada migliore da seguire. L'assunzione di bifosfonati (per via orale) sembra essere sostanzialmente ininfluente sia per terapie paradontali sia per terapie estrattive e implantari. C'è stato molto allarmismo nei mesi passati, ma oggi si può valutare con più serenità la situazione. Il rischio di osteonecrosi da bifosfonati assunti per via orale è un rischio remoto, più teorico che concreto.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Sergio Formentelli
Mondovì (CN)
Collaboratore di Dentisti Italia

Signora Stefania sono lieto abbia capito dove stia il vero problema, non tema l'assunzione di bifosfonati è realmente un problema solo per i pazienti con terapia parenterale,endovenosa, cmq sua madre farebbe meglio a sentire un altro parere. Cordialmente Orazio Ischia

Scritto da Dott. Orazio Ischia
Lipari (ME)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Signora, concordo in linea di massima con le risposte dei professionisti che mi hanno preceduto: pur ridimensionando i pericoli legati all'asunzione di bifosfonati per uso orale, consiglierei se possibile un trattamento conservativo, controllando bene i contatti in protrusione. Ma se l'odontoiatra che ha curato la mamma si è espresso in quei termini quasi perentori, penso che abbia avuto i suoi motivi: non sempre possiamo ricevere le risposte che vorremmo sentire, se l'elemento dentario dovesse essere estratto, lo si può sempre sostituire con tecniche protesiche tradizionali o implantari, visto la semplicità del caso. Tanti auguri alla mamma, consiglio comunque più serenità e più fiducia.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Maurizio Cirulli
Bologna (BO)

Sullo stesso argomento