Domanda di Implantologia

Risposte pubblicate: 10

Circa 2 anni fa a seguito di un incidente ho dovuto togliere il dente 11

Scritto da GIOVANNA / Pubblicato il
Salve, ho 31 anni e circa 2 anni fa a seguito di un incidente ho dovuto togliere il dente 11. Sono andata da un dentista che non è riuscito nell'impianto perchè non aveva curato bene l'infezione che si era creata nella gengiva con relativa perdita di osso. Ho poco osso e dovrei fare un innesto di osso e di gengiva. C'è chi opera solo con osso autologo, chi con omologo e chi con eterologo o sintetico. Ognuno dice cose diverse sull'efficacia e sui tempi. Vorrei sapere i rischi (che l'osso non attecchisca) e i tempi per ciascun tipo di osso. Inoltre, sull'efficacia estetica dell'innesto della gengiva. Grazie
Gentile Sig.ra Giovanna, la preferenza da dare al tipo di materiale e/o del tipo di tecnica da utilizzare varia caso per caso. Nel suo caso è necessario valutare oggettivamente quanto osso e quanta gengiva mancano per potere posizionare un impianto, tenendo conto che stiamo considerando una zona ad altissimo valore estetico. Una valutazione con TAC del difetto osseo è spesso di grande aiuto per decidere quale sia la tecnica migliore: un conto è se è necessario rigenerare osso solo in orizzontale, molto diverso se è necessario anche un incremento in senso verticale. In linea di massima, secondo la mia esperienza, la probabilità di successo è comunque buona sia per quanto concerne tessuti duri che molli, cioè sia osso che gengiva. Cordiali Saluti
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Scritto da Dott. Johannes Schmitz
Milano (MI)

C'è fra noi più di un dr. che opera con PRP che è il fattore di rigenerazione piastrinica che promuove la crescita ossea di osso autologo.. Io non me ne intendo, ma credo che sia ciò di cui lei ha bisogno. Uno dei maestri e' il dr. Serafini. Spero che le risponda lui..

Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Giovanna, credo sia unanime il concetto che la cosa migliore è una miscela di osso autologo e "bioss" granulare. Lei parla di attecchimento dell'osso , in realtà è il SUO osso che, mediante un complesso sistema fatto da osculasi, osteoblasti, fino ad arrivare agli osteociti maturi, prenderà il posto dell'innesto. Detto innesto nella realtà, non fa altro che da mantenitore di volume. Nella mia pratica professionale, ed è di questa che Le parlo adesso, faccio spesso degli interventi applicando una griglia in titanio che fa da mantenitore di spazio, con una opportuna preparazione del letto ricevente, io non applico NULLA, e ottengo comunque la rigenerazione ossea. Ovviamente sull'argomento i miei Colleghi potranno esprimerLe la loro esperienza. Le probabilità che l'intervento riesca? Io le definirei ottime, se l'intervento è fatto da mani esperte, stessa cosa dicasi per l'innesto di gengiva. In ultimo, non perchè sia l'ultima cosa anzi tutt'altro, Le dico che vi è, per quanto riguarda l'estetica finale,una variabilità enorme da caso a caso, così pure il modo di operare. Spesso una retrazione definita "banale" dal Paziente è in realtà, per chi deve metterci le mani, una autentica impresa. In altre parole, ci vorrebbe una visita. Sperando di essere riuscito a chiarirLe qualcosa. Cordialità Gustavo De Felice sapri(SA)
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Scritto da Dott. Gustavo De Felice
Sapri (SA)

Cara sig.ra Giovanna, allo stato dell' arte della chirurgia rigenerativa, attualmente, abbiamo molte armi in grado di affrontare diverse situazioni. In un caso di così grande valenza estetica mi sento di dirle che il problema "riuscire a mettere l' impianto" è estremamente più facile da realizzare rispetto al vero goal: darle un sorriso più naturale possibile. Per questo, per capire la vera difficoltà del suo caso, sarebbe necessaria una valutazione dell' ampiezza del suo sorriso. Questa valutazione, assieme ma con ancor più importanza della visione della tac, può far scegliere tra le varie opportunità terapeutiche. La Gbr, sia con osso autologo che con innesti osteoconduttivi e membrane da grandi risultati, e personalmente è spesso la mia scelta principale. Ma, ripeto, per darle un parere più documentato, è necessaria una foto del sorriso forzato, e la visione della tac. In taluni casi, ad esempio, un ponte maryland ben eseguito e uno o più innesti di connettivo, potrebbero essere la scelta più predicibile. Cordialmente, Alessio Bosco, Sanremo
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Scritto da Dott. Alessio Bosco
Sanremo (IM)

Gentile paziente, le tecniche rigenerative sono molteplici; impossibile darle una risposta su quale sia migliore, soprattutto in assenza di dati oggettivi. Ma, secondo me, è fondamentale la mano del chirurgo implantare, più della tecnica e dei materiali sostitutivi sui quali c'è una totale disparità di vedute fra i professionisti. Tantissimi, infatti, non usano una miscela di osso autologo e bio-oss granulare ma altri riempitivi, altri addirittura ancora usano delle tecniche di augment che non prevedono sostitutivi; altri usano delle membrane in collagene, altri delle griglie in titanio, altri non usano nulla. Il dr. Alessio Bosco, ad esempio, che conosco personalmente, usa tecniche diversissime dalle mie e di quelle del dr. De Felice con incredibile abilità e perizia. Ma, se mi permette una immagine, non è importante di che colore sia il gatto; l'importante è che prenda i topi. Si affidi ad un chirurgo implantare di provata esperienza che le ispiri fiducia, e lo lasci lavorare con le tecniche che lui conosce, non con le tecniche che conosce un altro.
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Scritto da Dott. Sergio Formentelli
Mondovì (CN)
Collaboratore di Dentisti Italia

Nell'ultimo corso che ho fatto l'argomento fra osso autologo ed eterologo e materiali sintetici e' stato questo trattato cosi : l'osso autologo non e' il più sicuro, ma il più vecchio e testato, attualmente si preferisce abbondante coagulo quindi fattore del tutto sicuro perché proprio, ed idrossi apatite ." Tempi di guarigione variano fra 6 e 12 mesi. dott Vincezo Bucci Sabatini, responsabile del servizio di odontostomatologia del centro diagnostico chirurgico di Milano
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Scritto da Dott. Alessandro Sanna
Lucca (LU)

Hanno ragione tutti i colleghi e sicuramente non è necessario che lo dica io; in tutti i casi occorre ricordare che le tecniche chirurgiche pur variando di molto a seconda dei materiali e del difetto si concludono con un unico necessario tempo chirurgico: un corretto svincolo del lembo ( mobilitazione del lembo senza trazioni) e mantenimento della sutura senza che deiscenze di sorta possano formarsi( evenienza dovuta a retrazione del coagulo, a frenuli no svicolati o particolarmente fibrosi ecc.) deiscenze che porterebbero a perdita dell'innesto o a esposizione della griglia. I rischi possono esserci: è inutile dirle che il 100% di sicurezza non esiste perchè possono esserci svariati fattori che nel caso ideale non si presentano ma che possono essere preponderanti nel caso reale come per esempio la mancanza di sufficiente "stoffa" per coprire il sito augmentato malgrado la liberazione del lembo. a questo proposito, e parlo per esperienza diretta avendo eseguito interventi del genere, si può usare anche la tecnica del distrattore osseo alveolare verticale che oltre che rigenerare l'osso creando tensione sul coagulo genera anche una trazione eutrofizzante e iperplasizzante del tessuto molle che che cresce di concerto. E' ovvio che ogni tecnica è diversa e comporta rischi, inconvenienti e vantaggi per cui è opportuno che questi le siano ben chiari e spiegati in toto qualunque sia la strada scelta.
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Scritto da Dott. Pierluigi Avvanzo
Foggia (FG)

Signora Giovanna tutti i miei colleghi hanno detto cose su cui mi trovo d'accordo, trovo che ognuno di essi sarebbe capace di fornirle una soluzione valida, quello che scrivono è assolutamente giusto, tornando a lei direi che il suo legittimo desiderio di minimizzare i rischi chirurgici e la presenza dell'indicazione operativa per sede ed entità di innesto mucoso, mi portano a suggerirle di attuare un innesto osseo con ricopertura mediante lembo vip- ct , innesto del lembo di tessuto connettivo periostale interposto vascolarizzato. L'immenso vantaggio consta nella possibilità di evitare 2 distinti tempi di intervento, uno osseo e l'altro di incremento mucoso, questo perché la vascolarizzazione del lembo sollevato dal palato e ruotato sul davanti assicura di per sé la vitalità dell'innesto, questo indipendentemente dal tipo di incremento osseo che si andrà a fare. Cordialmente Orazio Ischia
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Scritto da Dott. Orazio Ischia
Lipari (ME)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Giovanna, tutti i riempitivi ossei scientificamente provati, sono validi, di qualunque origine essi siano. Nel suo caso non è possibile definire il più adeguato, perché manca di tutto dall'anamnesi allo studio del caso. Le consiglio di affidarsi al professionista che secondo lei le ha ispirato più fiducia, questo significa partire già con una carta vincente.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Gentile Signora Giovanna, dopo le autorevoli risposte dei colleghi che mi hanno preceduto e con cui concordo nella maggioranza dei casi, penso che i suoi dubbi e le sue incertezze non abbiano avuto una risposta univoca,anche perchè non esiste una sola risposta alle sue domande.L'unica cosa che chi scrive,dopo 23 anni di implantologia,può consigliarLe,è di affidarsi ad un professionista esperto che possa dimostrarLe con la sua documentazione clinica di avere già risolto con buoni risultati casi analoghi al suo indipendentemente dal metodo utilizzato. Se ci si affida ad un ingegnere per il calcolo strutturale di un edificio da costruire, difficilmente gli si chiedono i metodi di calcolo o la scuola di pensiero seguita. Raramente coi miei pazienti mi addentro in particolari tecnici concettualmente complessi anche per gli addetti ai lavori,e così fanno tanti autorevoli colleghi di altre specialità: giusto dare spiegazioni sul tipo di intervento,la prognosi,gli eventuali costi in termini di sofferenze ed anche sui materiali utilizzati. Ma nessuna spiegazione può valere quanto un congruo numero di casi analoghi, risolti brillantemente e dimostrabili da una adeguata documentazione clinica e fotografica. Cordiali saluti Dott. Maurizio Cirulli
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Scritto da Dott. Maurizio Cirulli
Bologna (BO)

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