Domanda di Implantologia

Risposte pubblicate: 8

Vorrei alcuni chiarimenti sugli interventi di innesto osseo

Scritto da giovanna / Pubblicato il
Vi ringrazio in anticipo per l'aiuto che mi vorrete dare ...io sono abbastanza in confusione...e vorrei capirci meglio. Vengo al dettaglio. Ho 64 anni, l'arcata superiore presenta: sulla sinistra due monconi con radici che sostengono un ponte di 4 denti. Ormai i monconi sono diventati mobili e il ponte tende a rompersi. RX e TAC hanno evidenziato una riduzione dell'osso mascellare di circa 1 cm. Vengo al problema: mi hanno consigliato in alternativa: innesto osseo prelevato da cresta iliaca e successivo inserimento di impianti, oppure inserimento nel seno mascellare, di membrane o osso sintetico con successivo impianto. Visti i costi assolutamente diversi e comunque elevati e la diversa qualità invasiva dei due interventi avrei piacere di sentire un vostro parere in merito. Quale dei due interventi mi suggerireste e perchè? Grazie ancora di cuore Giovanna
Sig. Giovanna, l'osso autologo è la miglior soluzione, ma è complesso l'intervento. Il grande rialzo con osso "sintetico" o animale è un intervento ambulatoriale semplice con buone garanzie di successo. Personalmente preferirei la soluzione ambulatoriale meno invasiva.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Signora Giovanna, qualunque cosa lei possa scegliere e' senza dubbio una buona soluzione anche se per lei comporta un po di sacrificio. Personalmente ritengo un po' piu invasivo e piu stressante l'intervento con prelievo di osso autologo che puo derivare da cresta iliaca, calvaria o mandibola, pero' piu sicuro ai fini di resistenza e di riassorbimento. Il secondo, se effettato da mani esperte, e' meno traumatico e le offre la possibilta di un piu semplice approccio dal momento che viene effettuato in ambulatorio in anestesia locale
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Scritto da Dott. Alessandro Sanna
Lucca (LU)

Gentile Signora Giovanna, un mio vecchio insegnante diceva che la tecnica migliore è quella che vi riesce meglio. Battute a parte vuol dire che non necessariamente tecniche più invasive e costose (non solo dal punto di vista economico), sono garanzia di migliori risultati. Le alternative sono entrambe valide e concordo con i Colleghi Ruffoni e Sanna, hanno quelle differenze che ha già potuto leggere. Per quanto mi riguarda le posso dire di avere diversi Pazienti che si sono sottoposti a grandi rialzi del seno del mascellare, e i controlli a distanza di diversi anni sono più che soddisfacenti, alla luce dei risultati propenderei per un intervento meno invasivo, gestibilissimo in ambulatorio. Cordialità gustavo de felice sapri (SA)
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Scritto da Dott. Gustavo De Felice
Sapri (SA)

C'è anche il PRP.

Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

Sig.ra Giovanna, Prima di affrontare il problema degli innesti, bisognerebbe sapere come è la mineralizzazione del suo osso, per averne perso così tanto, se la MOC è nei limiti della sua età, allora può procedere col rialzo del seno, diversamente dovrà fare una terapia col Ranelato di Stronzio e fra un anno intervenire. La mia esperienza nel settore mi autorizza ad indicarle un rialzo del seno col PRP (plasma ricco di piastrine)che contengono i fattori di crescita dell'osso. Per saperne di più legga i miei casi clinici sul PRP e Rialzo del pavimento del seno mascellare.
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Scritto da Dott. Maurizio Serafini
Chieti (CH)

Gent.ma Sig.ra Giovanna, per rispondere in modo congruo alla sua domanda bisognerebbe innanzitutto sapere quale è la situazione nel resto della sua arcata superiore e di quella inferiore: se per esempio ci fosse una parodontite a carico di diversi altri denti è comunque indispensabile intervenire per eliminare tasche parodontali profonde che possono contaminare la zona dell'intervento con ovvi rischi di complicazioni successive. Inoltre, la presenza di problemi a carico di altri denti può radicalmente modificare il tipo di intervento da prospettare. Per quanto riguarda il rialzo di seno mascellare il prelievo dalla cresta iliaca è stato associato a riassorbimento di vario grado, oltre che una invasività enormemente maggiore dell'intervento. Come già espresso dai colleghi, con cui concordo, è preferibile utilizzare la tecnica meno invasiva possibile compatibilmente con la buona riuscita dell'intervento. Personalmente preferisco una miscela di osso autologo con l'aggiunta di osso sintetico. Cordiali Saluti
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Scritto da Dott. Johannes Schmitz
Milano (MI)

Gentile Signora, probabilmente, nel suo caso,non esistono alternative valide al grande rialzo del seno mascellare, con o senza innesto autologo, entrambi collaudatissimi e predicibili nella riuscita, ma dalla sua descrizione del reperto tomografico, la presenza di 10 mm di cresta ossea, in una zona posteriore spesso associata ad un'abbondante spessore, mi porta ad ipotizzare altre soluzioni per risolvere il suo caso. Penso infatti che la presenza di quella dimensione verticale della cresta ossea possa permettere l'inserimento di 2/3 impianti di diametro attorno ai 4/5 mm eseguendo un piccolo rialzo per via crestale, intervento molto meno impegnativo del grande rialzo. Inoltre spesso la presenza in zone distali, nel''Tuber Maxillae'', di sufficienti quantità di osso midollare, permettono di inserire fixtures in quella zona rendendo inutile ogni intervento a livello sinusale. In aggiunta la possibilità di inserire impianti inclinati disto/mesialmente in zona premolare aumenta ancor più le chances di non dover ricorrere ad interventi più complessi ed invasivi. Certo di aver fatto cosa gradita Le faccio i migliori auguri. Dott. Maurizio Cirulli
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Scritto da Dott. Maurizio Cirulli
Bologna (BO)

Gentile signora, se ho ben capito le sono state consigliate due diverse procedure implantoprotesiche, la prima dopo un'intervento di incremento verticale mediante innesto inlay e la seconda mediante un'elevazione del seno mascellare. Bene se è giusto questo, badi che non si è di fronte a due alternative entrambe valide per la risoluzione del problema. L'intervento di innesto osseo per incremento della cresta atrofica trova la sua necessità nel rapporto fra parte immersa, impianto, e corona protesica. Questo rapporto non si può alterare artatamente con un rialzo del seno poichè le forze occlusali che entrano in gioco nel dente troppo lungo causerebbero fratture o perdite di integrazione. Resto a dispoisizione per ulteriori chiarimenti se richiesti.
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Scritto da Dott. Orazio Ischia
Lipari (ME)
Consulente di Dentisti Italia

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