Tumori delle ghiandole salivari minori

Sono tumori che prendono origine dalle ghiandole unicellulari intraepiteliali e dagli adenomeri siero-mucosi che sono variamente diffusi nel contesto della mucosa orale (palato-lingua-labbra).
by Dott. Giancarlo Dettori 24-04-2009

Nel territorio salivare minore vi è maggiore frequenza delle varietà maligne rispetto alla ghiandola parotide e alla sottomandibolare. Sono frequenti le recidive e le metastasi regionali e a distanza dando quindi come risultato un indice di sopravvivenza minore.

 

Classificazione:

 

Benigni

 

  • ADENOMI MONOMORFI: sono tumori capsulati e di piccole dimensioni. Sono abbastanza rari.
  • ONCOCITOMA: frequenza molto rara, capsulato, comportamento clinico benigno.
  • ADENOLINFOMA (tumore di WARTHIN): incidenza rara, comportamento clinico benigno.
  • ADENOMA PLEOMORFO: è il più frequente tumore delle ghiandole salivari, e nello specifico delle ghiandole salivari minori è il secondo dopo il carcinoma adenoido-cistico. E’ capsulato ed è il più frequente dei tumori benigni. Comportamento clinico benigno.

 

Istoprognostico imprecisabile

 

  • TUMORE MUCOEPIDERMOIDE: ha una frequenza relativamente bassa nelle salivarie accessorie. Può assumere caratteri di benignità o di malignità. Può dare metastasi a distanza.
  • TUMORE A CELLULE ACINOSE: Incidenza rara.

 

Maligni

 

  • CARCINOMA ADENOIDO CISTICO: è la varietà istologica più frequente nelle ghiandole salivari minori. Comportamento maligno. Non è capsulato e tende a infiltrare i tessuti circostanti procedendo lungo le guaine nervose. Ha lenta evoluzione. Le metastasi sono polmonari (5-6 aa di sopravvivenza media).
  • CARCINOMI EPIDERMOIDI: abbastanza raro in questo territorio salivare. Comportamento biologico maligno. Tumore infiltrante e non capsulato
  • CARCINOMA IN ADENOMA PLEOMORFO: molto raro. Maligno
  • ADENOCARCINOMI: rappresenta in ordine di frequenza il secondo istotipo maligno nel territorio salivare minore. Comportamento biologico maligno. Le cellule presentano le caratteristiche atipie maligne.

 

Si tratta di tumefazioni a lenta evoluzione che insorgono sulla mucosa del cavo orale. La sede più colpita è quella del palato in particolare il palato molle. Seguono lingua, labbra, guancia. Rispetto alla patologia delle ghiandole salivari maggiori, in cui è possibile utilizzare metodi come la scialografia e la scintigrafia, nelle minori ciò non è possibile e solo l’esame istologico di tutta la neoformazione permette diagnosi precise. E’ sconsigliabile la biopsia incisionale in quanto non consente precise diagnosi. La terapia è chirurgica per tutti i tipi in quanto sono tumori poco radiosensibili e anche la chemioterapia è di scarsa efficacia. Il tipo di intervento varia dalla exeresi nelle forme benigne ad ampie demolizioni in quelle maligne. Le metastasi linfonodali in atto richiedono interventi chirurgici radicali. Per le forme benigne la prognosi è generalmente buona anche se l’adenoma pleomorfo recidiva se non è stato eseguito un intervento radicale. Per quanta riguarda le forme maligne la prognosi è difficile da precisare.

 

Fra i fattori prognostici incidono negativamente:

 

  • Le maggiori dimensioni
  • Il sesso maschile
  • Età >50 aa
  • Presenza di metastasi linfonodali

Scritto da Dott. Giancarlo Dettori
Sassari (SS)

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