Da cosa posso capire se il mio dentista e' ''bravo''?

Consigli per valutare, induttivamente, le capacita' del proprio dentista.
Il mio Dentista by Dott. Attilio Venerucci 05-11-2008

Per il paziente è molto difficile, non avendo specifiche nozioni tecniche, poter capire il livello qualitativo dell’operato del proprio dentista. Per scoprirlo un modo potrebbe essere farsi curare, attendere alcuni anni e vedere se le terapie ricevute continuano a funzionare bene…ma anche questo potrebbe essere frutto del caso o della benevolenza di madre natura. Parimenti, anche un lavoro eseguito a regola d’arte, potrebbe andare incontro ad un insuccesso per cause indipendenti dall’operato dell’odontoiatra. Come può fare quindi il paziente a capire se si affida veramente a mani esperte? In questo articolo provo a suggerire alcuni parametri “induttivi” che, pur non garantendo un risultato certo possono però guidare il “non esperto” a scegliere almeno un odontoiatra “di buona volontà”. Dividerò in paragrafi gli stadi successivi di contatto.

 

  • Prima di tutto: verificare che sia regolarmente iscritto all’albo degli odontoiatri presso l’ordine dei medici. Via internet questo controllo è molto semplice e veloce, basta andare all’indirizzo http://portale.fnomceo.it  e inserire il nome del dentista del quale desiderate verificare l’iscrizione clickando su “ricerca anagrafica”.

 

  • Al telefono: tante volte, chiamando un certo studio, si sente rispondere genericamente “pronto studio dentistico”. A mio avviso, un odontoiatra fiero del proprio lavoro, ci tiene a distinguersi dagli altri fin dal primo contatto telefonico. Quindi se anziche “pronto studio dentistico” vi rispondono invece “studio del dottor tal dei tali, buongiorno” potete già capire che il professionista in questione è fiero di “essere proprio lui a rappresentare quello studio” e che non siete entrati in contatto con uno “studio dentistico qualunque". La disponibilità e gentilezza di chi vi parla per cercare di capire le Vostre necessità dimostra inoltre che lo studio si avvale di personale esperto e correttamente formato.

 

  • La targa esterna: un professionista in gamba non ha, normalmente, bisogno di farsi notare da chi passa casualmente; quindi, scritte a caratteri cubitali (soprattutto se con la sola dicitura dentista), insegne luminose, frecce direzionali, immagini di pinze e denti sanguinanti ecc. potranno fare folclore in un paese in via di sviluppo, ma non sono proprio un simbolo di professionalità.

 

  • La sala di attesa: è il luogo in cui il paziente si fa una prima idea della struttura che lo curerà. Non è detto che un ambiente bello e confortevole sia sicuramente espressione del buon gusto del titolare (potrebbe essere tutto merito del suo architetto). Se, però, troviamo una sala d'attesa arredata con le vecchie sedie del tinello della zia, possiamo farci un’idea che chi le ha scelte non tenga molto al decoro del proprio studio e, di conseguenza, anche i suoi lavori potrebbero essere eseguiti senza particolare passione.

 

  • La prima visita: la prima visita è la parte più importante del trattamento odontoiatrico. E' il momento in cui il dentista raccoglie tutti i dati medici ed odontoiatrici del paziente e, ascoltate le sue richieste, combina tutto ciò con la propria esperienza e competenza per formulare una corretta diagnosi ed uno o più possibili piani di trattamento. NON PUO’ ESSERE FATTA IN 10 MINUTI!. Di conseguenza, non può essere gratuita. Chi Vi regala la visita o da poco valore al suo lavoro o utilizza questo come specchietto per le allodole per poi farvela pagare sotto altra forma. I costi vivi di un moderno studio odontoiatrico sono tali da non consentire prestazioni gratuite (se non per beneficenza).

 

  • Le attrezzature: sono un’arma a doppio taglio: le attrezzature ed arredamenti ridondanti delle zone operative sono talvolta utilizzati solo per impressionare il paziente, senza spesso avere una reale utilità. La presenza di troppi mobili all’interno dello studio operativo può far pensare che non vi sia un locale deputato allo stoccaggio e sterilizzazione dello strumentario (di gran lunga preferibile). La presenza di un microscopio operatorio è normalmente “buon segno”: si tratta di un’attrezzatura costosa che rende molto visibili le cose ben fatte, ma anche gli errori. Chi non cura il proprio operato preferisce “non vedere” gli sbagli che fa. È l’”arma indispensabile” di molti superspecialisti (ad esempio gli endodonzisti) che, senza questa attrezzatura, non possono essere in grado di eseguire determinate cure complesse. Diverso il discorso riguardo alla presenza di un laser: alcuni professionisti lo utilizzano con competenza e ne traggono risultati, ma molti altri lo hanno acquistato convinti che potesse essere una panacea per “mettere una pezza alle proprie carenze tecniche”. È giusto sapere che non esistono terapie che si facciano col laser che non possano essere effettuate altrettanto bene senza.

 

  • L’igiene: Lo strumentario minuto (specchietto, pinzette ecc.) deve, PER LEGGE, essere conservato imbustato per preservarne la sterilità. Se la busta con gli strumenti che verranno usati nella vostra bocca viene aperta davanti a Voi è segno che lo studio ha cura della vostra salute (e di quella del personale che vi lavora). Fa eccezione lo strumentario rotante (i trapani) che talvolta vengono sterilizzati in apposite autoclavi rapide che non prevedono l’utilizzo della busta. Le attrezzature non facilmente sterilizzabili (maniglie, lampade del riunito, tastiere di comando ecc.) che, essendo toccate durante le cure dal dentista e dall’assistente, potrebbero essere fonte di contaminazione crociata (cioè di passaggio di microbi da un paziente al successivo che viene curato) devono essere protette con pellicole monouso, che verranno cambiate all’uscita di ciascun paziente. Anche i puntali della siringa aria-acqua del riunito vengono di norma cambiati: ne esistono di monouso e di autoclavabili. Il corpo di detta siringa può essere sterilizzato o protetto con guaine/pellicole monouso.

 

  • I metodi di lavoro: un parametro che indica qualità in odontoiatria è l’uso della diga (vedi articolo dedicato nella mia pagina). In alcune specialità è indispensabile (per motivi di sicurezza e di risultato) come, ad esempio, in endodonzia. Anche in conservativa è importantissima (i moderni materiali estetici non “si attaccano” in presenza di umidità). Anche la cementazione adesiva degli intarsi ha grande giovamento dal suo utilizzo. Purtroppo in Italia si vendono più impianti che scatole di fogli di diga (e dire che l’odontoiatria italiana è fra le migliori del mondo!)… Altro parametro importante è l’utilizzo di sistemi ingrandenti: il “bravo dentista” vuole vedere bene quello che fa, anche se lavorare così richiede più tempo e più attenzione. Al contrario, il dentista poco appassionato al suo lavoro preferirà non vedere troppo in grande i propri risultati mediocri, quindi non userà alcun ingrandimento.

 

  • L’affiatamento con il personale ausiliario uno studio ben organizzato cerca di tenersi caro il personale ausiliario; una equipe bene affiatata non ha quasi bisogno di parlare di lavoro (l’assistente sa già cosa serve durante il lavoro). Potrà così conversare in maniera rilassata creando un ambiente che da ulteriore fiducia al paziente. Un bravo dentista cercherà di non riprenderà mai la propria assistente davanti al paziente: sarebbe controproducente per entrambi.

 

  • Il tempo che viene dedicato alle terapie: l’odontoiatria di qualità richiede tempo ed attenzione: anche la più semplice delle terapie canalari non può essere effettuata in meno di 45-60 minuti e così dicasi di un’otturazione estetica. Si può essere un po’ più veloci con l’amalgama, ma poi occorre una ulteriore breve seduta per la sua lucidatura. In protesi, se un’impronta viene presa più volte non è segno di incapacità dell’operatore, ma della sua meticolosità. Se, quindi, Vi prendono un’impronta e il dentista, dopo averla esaminata sotto ingrandimento, Vi dice che ne vuole prendere un’altra, siate tranquilli che ha a cuore la vostra salute. Infatti per lui una seconda impronta costa in termini di tempo (che è denaro) e di materiali (che sono sempre “denaro”). Molto probabilmente potrebbe accontentarsi della prima e Voi potreste accorgervi della conseguenza di un’imprecisione dopo molti anni (potrebbe addirittura convenirgli, perché Vi potrebbe fare una nuova protesi). 

 

  • I richiami periodici: anche questi, per essere efficaci, hanno bisogno del giusto tempo e degli adeguati esami strumentali. Le stesse sedute di igiene orale, per poter durare, devono essere effettuate meticolosamente ed altrettanto tempo ed attenzione DEVE essere dedicato ad insegnarvi (facendovi provare, non solo a parole!) le corrette tecniche di igiene orale.

 

Certo, così facendo, se voi seguite i giusti consigli, non si creeranno nella Vostra bocca molte occasioni di effettuare nuovi lavori… però il dentista lavorerà, fiero del suo operato, sui nuovi pazienti che gli saranno inviati propio da tutti coloro che sono rimasti soddisfatti delle sue cure. Spero di non essermi dilungato troppo, ma l’argomento era decisamente complesso e quanto Vi ho detto, Vi ricordo, è solo un modo di “valutazione indiretta” delle capacità del vostro dentista… ma è sempre un qualcosa in più. Starà poi a Voi costruire un rapporto duraturo di fiducia col vostro odontoiatra, nell’interesse della vostra salute.

Scritto da Dott. Attilio Venerucci
Finale Ligure (SV)
Consulente di Dentisti Italia

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