La salute dei denti

La prevenzione dentale è la migliore cura per poter conservare i denti sani per tutta la vita
by Dott. Saverio Lenoci 16-12-2010
La maggior parte dei danni ai denti e ai tessuti della bocca sono determinati dal persistere della placca batterica.

Cos’è la placca batterica?

E’ una pellicola trasparente (ecco perché è invisibile ad occhio nudo) che aderisce ai denti e che contiene milioni di germi; i germi nella bocca si accumulano dove ci sono i residui di cibo, così come le mosche si accumulano dove ci sono i residui alimentari. La placca batterica porta alla distruzione dei denti e delle gengive. Per prevenire la placca batterica è necessario lavare i denti con lo spazzolino.

Ma come vanno lavati i denti?

Per spiegare meglio come dobbiamo lavare i denti farò un esempio: per pulire un pettine con una spazzola, facciamo eseguire alla spazzola un movimento verticale (andiamo sempre) verso le punte. Se andassimo nella direzione opposta, non faremmo altro che calcare (riportare) lo sporco tra i denti. Così anche lo spazzolino va adoperato con un movimento verticale, partendo sempre dalla gengiva e andando verso l’estremità del dente; o più semplicemente per ricordarlo dal rosso della gengiva al bianco dei denti. Bisogna pulire tutti i denti e tutto il dente: sia dal lato esterno che interno del dente, sopra, dietro e negli spazi tra un dente e l’altro, dove lo sporco si annida (vedi figura).

Quante volte bisogna lavare i denti?

L’igiene orale va fatta lavando i denti con lo spazzolino dopo ogni pasto secondo la tecnica che ho esposto in modo da rimuovere la placca batterica. Un po’ come facciamo con i piatti sporchi che li laviamo ogni qualvolta si finisce di mangiare per poter rimangiare una seconda volta.

Per quanto tempo si deve usare lo spazzolino?


Lo spazzolino deve essere cambiato quando è consumato, in media ogni tre mesi. Uno spazzolino molto usato pulisce come una scopa sfilacciata, consumata.

Quale spazzolino bisogna comprare e qual'è il migliore?

Tutti gli spazzolini in commercio sono uguali, probabilmente il migliore è quello che costa meno e che viene utilizzato con la tecnica più efficace, quella che vi ho consigliato.

Quale dentifricio bisogna comprare?

Il dentifricio usato con lo spazzolino, rende più piacevole lo spazzolamento, facilita la rimozione della placca batterica, ma non è essenziale nella rimozione della placca batterica. Il dentifricio è come il detersivo che serve per lavare i piatti; ma esso è inefficace se non si rimuove lo sporco.

Altro mezzo necessario per l’igiene orale è il filo interdentale. Si tratta di un filo che serve per pulire lo spazio tra un dente e l’altro.

Per prevenire la placca batterica è necessaria anche un’igiene alimentare
. Consiste nella limitazione degli zuccheri, in quanto lo zucchero favorisce la produzione di placca batterica; per cui attenzione ai dolci, ai cioccolatini e caramelle. La placca batterica non rimossa determina con il tempo la carie dentale.

Come accorgersi che un dente è cariato?

Innanzi tutto inizia a cambiare colore, con la lingua si apprezza un "buco" in corrispondenza del dente, ma il sintomo più importante è che il dente fa male. Questo dolore è provocato da sostanze dolci o acide (arance, limoni), quando si ingerisce una bevanda fredda o calda (ad esempio caffè, acqua fredda, minestrina) e nei casi più gravi il dolore (che è fortissimo) compare all’improvviso, quando si sta a letto accompagnato da gonfiore del viso.

I denti cariati sono anche un pericolo per tutto l’organismo. Infatti da un dente cariato i germi (attraverso il sangue) possono portare l’infezione ad altri organi ad esempio al cuore (endocardite), ai reni (nefriti), alle articolazioni (artrite reumatoide, reumatismo articolare).
Il dente cariato bisogna curarlo e non toglierlo, un dente estratto è perso per sempre… Nessuno sarebbe così pazzo da togliersi un dito della mano se questo gli facesse male, sicuramente se lo farebbe curare.

Togliere il dente non risolve il problema ma crea altri problemi alla bocca
. La mancanza di un dente comporta anche problemi a carico della masticazione e quindi della digestione (infatti ci si lamenta per i dolori o per un senso di peso allo stomaco); problemi nel parlare (si parla fischiando). Si creano anche problemi nella chiusura tra i denti dell’arcata superiore e quella inferiore per un non perfetto ingranaggio. Un po’ come succede per la cerniera dei pantaloni: perché essa chiuda è necessario che siano integre le due parti che la compongono. Una non buona chiusura della bocca si ripercuote non solo a carico degli altri denti che tendono a spostarsi ed a cariarsi, ma anche a carico della colonna vertebrale. E’ frequente nelle persone con assenza di alcuni denti che riferiscano dolori alla schiena (lombalgia), mal di testa (cefalea), dolore all’apertura della bocca.

Per cui quando manca uno o più denti bisogna rimpiazzarli, riabilitarli.


La riabilitazione avviene con:

  • PROTESI FISSA (si parla di ponte): non può essere rimossa dal paziente.Questo tipo di protesi prende appoggio su due denti situati al lato degli elementi mancanti ed in genere è consigliabile che la struttura sia in oro, in quanto altri materiali sono nocivi alla salute.
  • PROTESI MOBILE (dentiera): mobile perché può essere tolta dallo stesso paziente ed essere sia totale (sostituisce tutti i denti) che parziale (solo un gruppo di denti).


La protesi è un manufatto in resina. Ogni sei mesi circa è consigliabile ribasare la protesi, cioè rifare la base di appoggio in quanto l’osso si riassorbe e quindi la protesi bisognerà riadattarla, ristabilizzarla. La protesi mobile (dentiera) va pulita con un apposito spazzolino o comunque con lo spazzolino da mani; va anche disinfettata una volta al giorno, essendo costituita da materiale poroso che può trattenere nel suo contesto dei germi. La dentiera va tolta di notte (per far riposare le gengive) e va riposta per tutta la notte in un contenitore dove c’è dell’acqua e delle compresse disinfettanti vendute in farmacia o ai supermercati. Una cattiva manutenzione della protesi può provocare lesioni, arrossamenti, piaghette per sfregamenti dei tessuti molli.

La riabilitazione può anche avvenire, grazie ai rilevanti progressi dell’odontoiatria, con l’implantologia. Si tratta di un intervento che fatto da mani esperte è banale, più semplice del togliere un dente che si esegue in studio e che consiste nell’inserire nella bocca all’interno dell’osso un materiale (inorganico detto impianto in genere al titanio) compatibile col nostro organismo. Non bisogna essere prevenuti nei confronti dell’implantologia visto che anche altre parti del corpo umano vengono sostituite con degli impianti. Pensate agli impianti a livello oculare (nelle cataratte), impianti a livello mammario (tumori della mammella), impianti a livello cardiaco e vascolare, impianti articolari, lo stesso pace maker è un impianto.

Prevenire è meglio che curare; la prevenzione si effettua eseguendo controlli annuali della bocca dal dentista.

Mi piace concludere con alcune considerazioni sul valore di un sorriso:

  • Non costa niente, ma dà molto.
  • Arricchisce chi lo riceve senza nulla togliere a chi lo fa. 
  • Ha la durata di un lampo ma si può ricordare per sempre.
  • Nessuno è tanto ricco da poterne fare a meno o così povero da non arricchirsi della sua presenza.
  • Crea felicità nella casa, porta cordialità negli affari, è sinonimo di amicizia.
  • E’ la quiete per l’esausto, la luce per l’avvilito, il sole per chi è triste ed il migliore antidoto naturale per i guai.
  • Non si può comprare, elemosinare, chiedere in prestito o rubare, perché è qualcosa che non è utile a nessuno al mondo, finché non viene regalato.
  • Nessuno ha più bisogno di un sorriso, quanto chi ha smesso di farne.

Scritto da Dott. Saverio Lenoci
Acquaviva delle Fonti (BA)

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