Domanda di Retrazione gengivale

Risposte pubblicate: 11

Conseguenze della retrazione gengivale

Scritto da Andrea / Pubblicato il
Salve a tutti vi espongo il mio problema: sono un ragazzo di 26 anni che da piccolo durante una normale pulizia ha avuto un trauma, diciamo un blocco. Da quella volta ho l'ossessione del dentista e non mi sono piu fatto vedere. Di problemi non ne ho mai avuti, sono cominciati un paio d'anni fà da quando, credo anche causati da una cattiva alimentazione, ho cominciato ad avere problemi: gengive, tartaro ora mi trovo con un problema di retrazione gengivale e tartaro, devo fare una pulizia dei denti ma ho "paura" volevo sapere informazioni dettagliate su interventi dentistici attraverso l'utilizzo di forme di sedazione cosciente e informazioni sulle conseguenza di una retrazione gengivale
Caro Andrea, anche in situazioni di perfetta igiene orale, la recessione gengivale è un processo fisiologico e si calcola che normalmente ogni anno la gengiva si ritrae di 0,03 mm; tale recessione progredisce di parecchio se le misure di igiene orale professionale e domiciliare vengono trascurate e/o viene utilizzata una tecnica di spazzolamento errata (= spazzolamento in senso orizzontale). Al fine di evitare l'instaurarsi di un'iniziale gengivite, che, può progredire sino a diventare una parodontite con conseguenze nefaste per i denti, Ti consiglio anche in considerazione della tua giovane età di avvicinarti con serenità alle cure odontoiatriche che oggi grazie anche alla sedazione cosciente con protossido d'azoto ed ossigeno innalza la soglia del dolore e permette un approccio senza ansia e/o fobia con il dentista. Cordiali saluti.
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Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

Recessioni Gengivali curate con innesto libero di gengiva, tra i tanti interventi a disposizione.Casistica Dr. Gustavo Petti di Cagliari
Caro signor Andrea....Le recessioni sono anarchiche nel loro manifestarsi: possono interessare un unico dente o più denti adiacenti e non adiacenti. La morfologia è varia: possono assumere l’aspetto di fessure verticali che attraversano la banda di gengiva aderente (fessure di Stilman), oppure di perdita parziale o totale della gengiva aderente che ricopre la radice. La classificazione più comune è quella di MILLER, che prende in considerazione l’aspetto clinico e lo stato osseo interprossimale, in particolare delle piramidi ossee sottopapillari: ��� prima classe ; recessioni che non si estendono fino alla giunzione mucogengivale e nelle quali non vi è perdita di osso e di tessuti molli interprossimali. ��� seconda classe ; recessioni che raggiungono o superano la giunzione mucogengivale, non vi è perdita di osso e di tessuti molli interprossimali ��� terza classe ; recessioni che superano o raggiungono la giunzione mucogengivale con perdita di osso o tessuto molle apicalmente alla giunzione amelocementizia, ma coronale all’estremità apicale della recessione ��� quarta classe ; recessioni che superano la giunzione mucogengivale con perdita ossea interprossimale fino ad un livello apicale rispetto alla base della recessione. La scelta del trattamento Ogni recessione ha il suo intervento d'elezione: i parametri più importanti da valutare, a tale proposito, sono l'integrità dell'osso alveolare e la qualità del tessuto aderente. E' ovvio che se non esiste deiscenza alveolare, la condizione è senz'altro più stabile che non se esista invece la deiscenza. Condizione più labile e da considerare poi quella in cui si sia "perduta" la gengiva aderente e sia rimasta solo la mucosa alveolare, cedevole, elastica e quindi non perfettamente idonea a fungere da attacco epiteliale. E' quindi di primaria importanza accertare se la recessione abbia creato un difetto funzionale dovuto alla perdita totale della gengiva aderente. Il trattamento dovrà tendere a ottenere la completa ricopertura della radice denudata, senza venir meno però allo scopo principale dell'intervento stesso, che è quello di creare una zona di gengiva aderente intorno alla recessione. Gli interventi di elezione sono molti, tra questi: • Innesto Libero di Gengiva • Il riposizionamento coronale del lembo (CAF) e sue varianti • Lembo Peduncolato Ruotato • Il riposizionamento laterale del lembo • Lembo con doppia papilla • Innesto bilaminare e sue varianti. • Il lembo semilunare secondo Tarnow • lembo coronale posto a copertura di una membrana secondo i principi della GTR • amelogenine sulla superficie radicolare ………….(veda nei miei Casi Clinici, ci sono tanti lavori…. cliccando il mio nome ed entrando nel mio profilo) .....il dolore agli stimoli termici o chimici lo da una carie o se no un denudamento della radice o per una recessione gengivale o per una tasca parodontale...si faccia visitare da un Parodontologo...le lascio una foto di una Gengivite con la spiegazione………………………POI la presenza di tartaro è indici indubbiamente di un'altra patologia: la Gengivite, la Gengivite (veda nei miei articoli cliccando il mio nome ed entrando nel mio profilo) è l’infiammazione della Gengiva Marginale Libera e La Gengiva Marginale Libera è costituita dai margini convessi della gengiva (quelli che circondano i denti), dal solco gengivale (che è quella parte di gengiva che si addossa al dente e nel cui fondo, in genere 1-2 mm., la gengiva si "attacca" al dente), dalle papille interdentali. Non il dolore che sente lei...però non è detto se l'infiammazione avesse coinvolto anche il cemento della radice! Come si cura? Con L’Igiene Orale, la Ablazione del Tartaro e il curettage e scaling (veda nei miei articoli cliccando il mio nome ed entrando nel mio profilo)Se non curata porta alla Tasca Parodontale (veda nei miei articoli cliccando il mio nome ed entrando nel mio profilo) è l’espressione patologica della Parodontite, nota con il nome volgare (nel senso che lo usava il volgo, il popolo) di Piorrea e che indica a sua volta il sintomo più evidente della Parodontite: lo 'scolo di pus', ossia l’ascesso Parodontale il cui termine medico è 'Parulide', propria degli stadi acuti e spesso terminali della malattia, con 'espulsione dei denti' e che si forma proprio per la presenza della 'famigerata Tasca Parodontale'. L’origine infiammatoria spiega gli effetti benefici e preventivi dell’Igiene Orale che diminuisce i microbi eliminando la Placca Batterica dei quali essa è "infarcita" Oltre ai microbi si sovrappongono cause ben più complesse nella formazione (Eziologia) della Parodontite, come il sistema immunitario e, in particolare, l’interazione tra batteriologia (microbi) ed immunologia...........per la sedazione esiste la sedazione cosciente , MA deve deciderlo il Dentista in base alla sua anamnesi clinica....poi ci sono degli accorgimenti...tipo...respirare molto lentamente e profondamente e rilassare le spalle al massimo e non accavallare le gambe e in caso di conato di vomito non fare movimenti bruschi ma mantenere la calma...concentrare il pensiero su qualcosa di piacevole...stare immobili e non muoversi..e tante altre cose che il suo Dentista dovrebbe saperle dire...farmaci e insegnamenti all'autocontrollo...in 32 anni di esperienza hanno risolto qualsiasi situazione simile alla sua...quindi tranquillo...in ogni caso per sua informazione esiste la sedazione cosciente…. ..."sedazione" significa innescare nel paziente livelli di depressione del Sistema Nervoso Centrale sempre più profondi. Via via si passa dalla : "analgesia, alla anestesia locoregionale, alla sedazione minima, alla sedazione moderata, alla sedazione profonda e alla anestesia generale" l'odontoiatra applica la sedazione cosciente nel paziente e dopo fa l’anestesia locoregionale, I due metodi principali di sedazione cosciente sono la sedazione inalatoria ed endovenosa. in Italia è maggiormente diffusa la sedazione inalatoria con protossido d'azoto perché non c’è la competenza necessaria per poter effettuare la sedazione endovenosa. Ciò è grave ed inconcepibile perché la sedazione farmacologia venosa è efficacissima e utilissima non solo in casi come il suo ma considerando i grossi interventi di chirurgia parodontale, implantologia ed orale e ortopedica e la necessità di effettuare interventi in pedodonzia, magari in bambini "ribelli" o con Handicap. ................. Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia,Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Caro Andrea, la retrazione gengivale oltre ad essere un fatto fisiologico è stata purtroppo esacerbata dalla formazione del tartaro che non venendo rimosso periodicamente ha ulteriormente aggravato la sua situazione. Credo sia il momento di prendere un poco di coraggio anche perchè ci sono vari metodi per non avvertire dolore quali ad esempio la sedazione che lei ha citato. Cordialmente

Scritto da Dott. Tersandro Savino
Tivoli (RM)
Consulente di Dentisti Italia

La retrazione gengivale è un processo fisiologico lieve nel tempo, ma acuito dalla presenza batterica (placca/tartaro). Si rivolga ad un dentista per una seduta di igiene per non incorrere in problemi parodontali più seri. Ricorrere alla sedazione cosciente per una banale ablazione del tartaro mi sembra un po' eccessivo, ma, magari contestualizzando il suo caso, necessario. Prenda coraggio. Cordialmente

Scritto da Dott. Livio Germano
Verbania (VB)

Andrea, la retrazione gengivale è un fatto fisiologico sicuramente aggravata dalla formazione del tartaro che non è stato rimosso. Credo sia il momento di prendere un poco di coraggio anche perchè ci sono vari metodi per non avvertire dolore quali ad esempio la sedazione che lei ha citato.

Scritto da Dott. Mauro Lattisi
Trento (TN)

Caro Andrea, provi ad avvicinarsi fiduciosamente alle cure odontoiatriche, capisco che possa aver subito un trauma in età pediatrica, ma oggi con un pò di maturità in più potrà sicuramente affrontare serenamente delle sedute di igiene, concordi magari con il suo nuovo odontoiatra un approccio graduale, per riacquistare pian piano fiducia, se proprio non ci riesce i metodi di sedazione citati possono aiutarla molto, di certo c'è che la sua situazione igienica va risolta per non rischiare di incorrere in problemi più seri come già in maniera molto esplicita le hanno spiegato i miei Colleghi. Cordiali saluti
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Scritto da Dott. Donatello Castagna
Cori (LT)

Caro Andrea, probabilmente i danni ci sono già, e se li è autoinflitti. Il paziente è libero di decidere cosa fare della propria salute, anche di quella orale, ma tenga bene a mente che la bocca che vuole avere tra venti anni deve cominciare a curarla adesso. Posso solo darle due consigli. Il primo è recarsi in uno studio dentistico dove abbiano a disposizione attrezzature atte a praticare sedoanalgesia per inalazione, il secondo è concordare con il dentista ed il medico di base una adeguata preparazione con adeguati farmaci calmanti. Senza voler sminuire chi usa abitualmente tali tecniche, le consiglio di farla breve, prendere il coraggio a due mani e ... "buttarsi". La visione che si ha del dolore quando si è "piccoli" non è quella che si ha da adulti, e spesso si sente il paziente dire "me lo ricordavo più doloroso". Forza.
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Scritto da Dott. Davide Colla
Seregno (MB)
Collaboratore di Dentisti Italia

La invito e consiglio a prendere un appuntamento per una visita odontoiatrica,ci penserà il suo dentista a redigere e a mettere in pratica l'iter terapeutico di cui necessità, con molta serenità.

Scritto da Dott. Cristoforo Del Deo
Teramo (TE)
Consulente di Dentisti Italia

Sig.Andrea, la situazione deve essere affrontata, lei potrebbe avere un tumore in bocca e non lo sa, per cui corra subito da un odontoiatra per una visita e parli apertamente dei suoi problemi, che sicuramente possono essere risolti.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Caro Andrea, le consiglio vivamente di cercare di avere un buon rapporto col dentista e di farsi curare in modo sereno. La pulizia dentale non è dolorosa e, in soggetti ipersensibili, può essere attuata anche a tappe anestetizzando il settore dentale via via interessato. Il rifiuto delle cure potrà produrre soltanto un aggravio dei problemi e delle patologie già in atto ;non può permetterselo, ha solo 26 anni! Cordiali saluti.

Scritto da Dott.ssa Anna Cervone
Marigliano (NA)