Domanda di Protesi

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E' possibile che l'osso si sia irrimediabilmente deformato?

Scritto da MAURIZIO / Pubblicato il
Dopo anni di cure dolorose e dispendiose, diversi dentisti mi hanno consigliato l'unico rimedio alla paradontite: l'estrazione totale dei miei 27 denti. Ora ho la gengiva devastata da diversi crateri ed alcune protuberanze ossee che rendono difficoltoso l'uso della protesi mobile provvisoria. Questa mi provoca irritazioni e lacerazioni dolorosissime. A sole 2 settimane dall'intervento, riesco a tenerla solo poche ore. Il mio dentista insiste che è solo una questione di abitudine. Come posso abituarmi al dolore persistente che rende difficoltosa la più elementare delle azioni come la deglutizione? Ha ragione il mio dentista o c'è qualcosa che non va? Come può una protesi provvisoria (improntata prima dell'intervento) non provocare ferite e lacerazioni dolorose ad una arcata gengivale così profondamente deformata? E' possibile che l'osso si sia irrimediabilmente deformato?
Mi scusi ma avrà fatto un piano di trattamento adeguato alla sua situazione dento - parodontale che giustifichi 27 estrazioni ed una riabilitazione con protesi removibili (e basta? nessuna soluzione implantare?). E' ovvio che, dopo solo due settimane da così tante estrazioni, la protesi crei non pochi problemi in un contesto osteo - gengivale in fase di rimaneggiamento come il suo. Mi sembra tutto piuttosto assurdo, ma non so le premesse che hanno portato a questo, solo il suo Dentista può risponderle. In ogni caso l'osso non è irrimediabilmente deformato, si sta lentamente rimodellando (e nel caso rimanessero "punte d'osso" fastidiose possono sempre essere corrette con interventi pre - protesici di osteoplastica).
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Scritto da Dott. Giulio Sbarbaro
Zocca (MO)
Consulente di Dentisti Italia

Chirurgia parodontale Ricostruttiva in alto e Rigenerativa in basso per terapia di difetti ossei parodontali apiù pareti complesse. Da Casistica Dr. Gustavo petti Parodontologo di Cagliari e Riabilitatore Orale in Casi Clinici Complessi
Caro Signor Maurizio, buongiorno. "Dopo anni di cure dolorose e dispendiose, diversi dentisti mi hanno consigliato l'unico rimedio alla paradontite: l'estrazione totale dei miei 27 denti." Spero che il suo si uno scherzo e non la "Realtà". Poi le parlerò della Parodontite e di come si curi e stia certa che la cura, se fatta ovviamente da un Parodontologo "Vero", sia risolutiva e permanente! Mi dispiace sentire un simile "racconto" proprio nella mia "Terra", la Sardegna. Ma a chi si è mai rivolta, a "praticoni abusivi"? Perché l'Ignoranza non può arrivare a tanto. I Dentisti Sardi sono tra i migliori non d'Italia ma del Mondo! In ogni caso , ormai il danno è fatto! Inutile recriminare ma almeno si sarebbero dovute fare le protesi totali provvisorie immediate con una ribasatura in materiale particolare che non nomino per ovvi motivi di divieto pubblicitario. E' un materiale elastico, confortevole che ha la caratteristica di mutare la propria forma mano a mano che l'osso e la gengiva, in via di guarigione, mutano la loro. "Come posso abituarmi al dolore persistente che rende difficoltosa la più elementare delle azioni come la deglutizione?" Non può e non deve. Bisogna usare questo materiale e costruire la protesi che mi auguro, anzi le auguro, sia stata fatta almeno su impronte rilevate dopo le avulsioni dentarie e non prima perché sarebbe troppo imprecisa. Se fossero state rilevate le impronte prima, bisogna valutare se basti ribasarle con questo materiale, rivedendo tutti i margine della protesi stessa cion una bordatura in materiali idonei per ribasarala a caldo e poi a freddo col materiale citato. La cosa migliore sarebbe quella di rilevare altre impronte per costruire una protesi provvisoria nuova col Post Dam (bordo di chiusura posteriore all'inizio del palato molle) e i bordi "Giusti" e soprattutto con la Dimensione Verticale corretta che deve essere stata rilevata con i suoi 27 denti ancora in bocca ma che comunque si può e si deve rilevare anche ora per ristabilire le Tre Curve cosiddette di Compensazione, ossia la Curva di Spee, di Wilson e Monsen ed avere una distanza tra il piano occlusale della protesi superiore e quello inferiore, che non è preso a caso ma deve essre il suo, come fosse una impronta digitale. E' suo e solo suo e gli altri quasi 7 miliardi di persone che popolano il nostro Pianeta, lo hanno differente! Deve essere misurato e riprodotto! Legga nel mio Profilo su questi Sito, tra le mie pubblicazioni "La protesi dentali mobili: miste e rimovibili.Excursus su i vari tipi di protesi dentali mobili: miste e rimovibili. Consigli e suggerimenti per i pazienti" E Legga anche tra gli Articoli "Parodontite (nozioni di etiopatogenesi, clinica, diagnosi)" e " Terapia chirurgica della parodontite.La Terapia Parodontale, consiste essenzialmente nel ricostruire chirurgicamente ciò che la malattia parodontale ha distrutto." E continui con gli altri numerosi articoli e pubblicazioni che io Parodontologo, ho pubblicato in oltre 35 anni di attività Professionale!Come le spiegherò diffusamente in conclusione di questa mia risposta perchè prima è necessario un preambolo ed una esaustiva e dettagliata spiegazione sul significato di quello che lei chiama "sacca". Lei parla di "sacca", probabilmente intende tasca parodontale. Per fare diagnosi di tasca parodontale bisogna sondarla con un sondino parodontale che ha delle tacchette millimetrate e che servono per leggere la profondità delle tasche parodontali stesse, in millimetri. La profondità massima di una tasca parodontale è quella che corrisponde alla lunghezza della radice che in tutti i denti tranne che nei canini dove può arrivare ai 30 mm, è di 14 mm. Ci sono vari gradi di profondità. Per semplificare diciamo che da 0 a 2 mm, non è tasca parodontale ma è solo il fisiologico solco della gengiva. 3 mm è una misura dubbia perchè può essere in un solco un pò più profondo del normale ma l'attacco epiteliale è ancora integro e quindi non c'è tasca o è un iniziale distacco dell'attacco stesso e quindi una iniziale tasca. 4-5 mm è tasca parodontale ma non grave perchè è ancora nella compagine della gengiva. 6 mm. indicano che essa è arrivata ad interessare la cresta ossea marginale. Dai 7 mm in su, esistono dei difetti ossei che si identificano con la quantità delle pareti distrutte o rimaste e quindi ad una parete residua, a due, a tre, a quattro. Il più grave è quello ad una parete perchè è più difficile la ricostruzione con osso artificiale o di altro tipo e perchè è più difficile la organizzazione del coagulo ematico da cui parte la guarigione o è pèiù difficile una rigenerazione parodontale profonda con l'uso di membrane! Per favorirle la comprensione di un argomento così astruso le faccio la stessa spiegazione che faccio ai miei pazienti durante il colloquio informativo alla fine della prima Visita Parodontale: Immagini un dente in sezione longitudinale (e alzo la mano sin. di taglio verticale davanti a me), la gengiva ( e alzo la mia mano dx in orizzontale vicino e perpendicolare alla mano sin.), si attacca al dente mandando le fibre connettivali ed epiteliali dentro di esso, al colletto, nel punto di passaggio tra radice e corona, ossia la parte del dente che emerge dalla gengiva (e spingo la mano dx a intrecciare le dita con la mano sin.). In questo modo la Gengiva protegge l'osso che sta sotto intorno al dente e chiude, una porta che impedisce ai microbi di entrare in profondità. La funzione della gengiva è questa, di costituire un sigillo invalicabile dai microbi!. Quando queste fibre, per un motivo qualsiasi, ad esempio la Gengivite prima e poi la Parodontite, si dovessero rompere, esse si staccano dal dente, si apre quella porta e i microbi entrano ed incominciano a distruggere il Parodonto, ossia il tessuto che sta intorno al dente, Gengiva, Cemento della radice, Legamento Parodontale che lega il dente all'osso e l'Osso stesso: è iniziata una Parodontite. (Conosciuta col termine volgare di "Piorrea" dal greco (puòn) marcio, pus - (roé) scolo, quindi scolo di pus. Scolo di pus, perché nei momenti conclamati o terminali della malattia si hanno numerosi ascessi! La distruzione di questi tessuti porta alla formazione di una tasca (ed infilo la mano dx nel taschino sin. del mio camice) spiegando "questa è una tasca, prima era cucita ora è aperta. Questa tasca si chiama "Tasca Parodontale". In pratica è come se fosse una ferita e come ogni ferita tenta di guarire facendo "granuleggiare" un tessuto che appunto si chiama di Granulazione, che cerca di chiudere questa ferita, ma non lo può fare per vari motivi che non sto a spiegare. La caratteristica di tutte le Parodontiti è quella di avere periodi di inattività che si alternano con altri di attività. Questo avviene in modo del tutto "anarchico". Ossia la malattia può essere attiva o non attiva, in tutta la bocca, in parte di essa o addirittura sullo stesso dente in un punto sì e nel punto vicino no! È importante sapere che esistono vari tipi di Parodontiti, ma comune denominatore è quanto ho spiegato sopra. Nei punti in cui la malattia è attiva, il tessuto di granulazione e edematoso, imbibito di liquidi, molliccio e il sondino parodontale che ho usato prima durante la visita è portato a penetrare di più, proprio perché non incontra resistenza e leggo una misura più profonda di quanto potrebbe essere in realtà!. Se la malattia invece è ferma da qualche tempo, bastano 3 settimane il tempo di guarigione in genere delle ferite, il tessuto di granulazione è diventato una specie di cicatrice, come avviene in tutte le ferite ed è fibroso, duro, compatto, il sondino parodontale è impedito nella penetrazione e leggo una misura meno profonda di quanto potrebbe essere in realtà! Ora è intuibile per Lei, quello che devo fare: rimuovere questo tessuto! Questo lo si fa col Curettage e Scaling, in anestesia per contatto (basta uno Spray di anestetico), a cielo coperto, sotto protezione antibiotica perché si mettono in moto milioni e milioni di microbi! Il Curettage e Scaling è preceduto dalla Ablazione del Tartaro con gli ultrasuoni, dalla lucidatura dei denti. Si fa tutto in una seduta . molti preferiscono in più sedute. Io preferisco una sola seduta, lunga anche un paio d'ore o poco più, ma il tessuto infetto viene portato via in una sola volta, non rischia così la reinfezione delle tasche, se passa troppo tempo dalla prima all'ultima. Questo sotto copertura Antibiotica. Tenga presente che un Curettage fatto bene abbassa la carica batterica dell'95-98 % !!! Questo è salutare non solo per la bocca (pensi che se ci troviamo in presenza di una Gengivite Marginale o di una Gengivite più profonda di transizione in Parodontite con tasche non superiori ai 5 mm, può bastare il Curettage e Scaling, magari ripetuto più volte, per "guarire" ma anche per l'organismo intero perché mette a riparo dalle malattie focali a distanza di organi importanti che hanno il loro Fucus di partenza "in cavità dell'organismo comunicanti con l'esterno", in questo caso le Tasche Parodontali! Ora è comprensibile perché, una volta rimosso questo tessuto, a di stanza di qualche giorno, debba riprendere le misure delle tasche parodontali: il secondo sondaggio farà leggere delle misure reali o almeno che si avvicinano alla realtà, avendo rimosso quel tessuto che ne falsava la misurazione! In quella sede che chiameremo Seconda Visita Parodontale, dopo questa preparazione iniziale, prenderò visione degli altri dati diagnostici raccolti in questa parte chiamata di Preparazione Iniziale Parodontale, ossia le Rx indorali, i modelli di studio che avrò rilevato con delle impronte e montato su un aricolatore che riproduce i movimenti della sua bocca! Così potrò studiare le gengive, i rapporti dei denti tra di loro, anche per decidere un eventuale molaggio selettivo per togliere i precontatti." clicchi sul mio nome in questa risposta ed entri nella mia pagina di INFORMAZIONI GENERALI, qui clicchi su PUBBLICAZIONI e si aprirà la finestra con da sin a dx ARTICOLI, CASI CLINICI e VIDEO e cerchi i seguenti titoli sotto Articoli: VISITA PARODONTALE da questa lettura sulla visita Parodontale capirà se chi ha fatto gli interventi è un Parodontologo o un Dentista che si occupa di Parodontologia (cosa molto diversa) quindi è importante che lei la legga Mio Sito Web di Parodontologia, poi sempre sotto gli ARTICOLI, La 'tasca parodontale, questa sconosciuta!' poi TRA I MIEI CASI CLINICI, i seguenti sotto Casi Clinici (guardi che continuano aprendo "TUTTI I CASI CLINICI", in fondo in basso, sono 4 pagine): a Pag 1, LA RIGENERAZIONE PARODONTALE GUIDATA CON MEMBRANA AMNIOTICA E COLLA DI FIBRINA (TECNICA PERSONALE) 1°PARTE - Considerazioni Istologiche e Sperimentali e le altre tre parti a Pag 2 Dalla parodontologia alla protesi, attraverso tutta l'odontoiatria e poi Riabilitazione Orale Parodontale e Protesica Completa, in un Caso Complesso di Compromissione Grave Parodontale ossea, conservativa, endodontica, protesica in presenza di insufficienza di gengiva aderente, Le lascio una Poster di Parodontiti con vari tipi di tasche curate con la chirurgia ossea ricostruttiva e con quella Rigenerativa Profonda. Per concludere il discorso sulla Terapia parodontale le divo: la TERAPIA PARODONTALE, come detto, consiste nel ricostruire ciò che la malattia parodontale ha distrutto: osso e gengiva ed ottenere una rigenerazione di questi tessuti, ossia la neoformazione di nuovo osso, nuovo, nuovo ligamento parodontale, nuova gengiva che si attacchi a nuovo cemento radicolare con un attacco epiteliale corto e non lungo…nel primo caso si ha una rigenerazione,quello che gli Statunitensi chiamano New Attachment = con Le metodiche rivoluzionarie GBR (Guided Bone Regeneration = Rigenerazione ossea guidata) GTR (Guided Tissue Regeneration = Rigenerazione tissutale guidata), che impedendo la proliferazione cellulare di elementi indesiderati e stimolando quelli desiderati, portano ad una rigenerazione parodontale profonda nel secondo caso si ha una ricostruzione, sempre biologicamente valida, ma molto più "fragile" e soggetta a recidive. Questa terapia la si fa con membrane, PRP, PRF (Piastrine ottenute dal sangue centrifugato, prelevato dal paziente stesso, in passato prima dell’avvento dell’HIV si usava la colla di fibrina umana omologa = Nel PRP le piastrine sono integre e vengono iniettate nel sito chirurgico, senza l’avvenuta degranulazione, in quanto non attivate col Cloruro di Calcio e solo lì, per la superficie ruvida del sito, che si rompono e rilasciano i Grow factors = fattori di crescita,nel PRF è avvenuta la degranulazione, per rottura delle piastrine durante la centrifugazione tale che il risultato ottenuto è il coagulo di fibrina, che viene innestato a guisa di membrana) , amelogenine, Acido Ialuronico, solfato di calcio, fosfati di calcio etc, osso autogeno, osso omologo, meno bene eterologo ed artificiale, usati a seconda della situazione, della profondità ed ubicazione dei difetti ossei e delle tasche parodontali. ORA Le domando solo una cosa: e' stata fatta questa doppia visita così come l'ho descritta con una preparazione Parodontale iniziale tra la prima e la seconda visita? Sicuramente NO! E se confermasse il no, significherebbe che chi l'ha visitata non è Parodontologo! Non mi è mai capitato in tantissimi anni di onorata attività Clinica, Didattica, Ricerca, Terapia che una parodontite, tra parentesi "curata" dice Lei sia arrivata ad uno stadio di gravità tale da dovere estrarre ben 27 denti. Mai!!!!! Leggo solo ora "improntata prima dell'intervento". Come dicevo e pensavo. La Protezi deve essere rifatta con gli accorgimenti descritti e la ribasatura con il materiale suddetto, che muta la propria forma deve essere rifatta più volte durante la guarigione perché arriva sempre un momento in cui la forma è talmente cambiata che il materiale non riesc più a seguirla e quindi deve essere rifatto (si chiama ribasatura a freddo con queto materiale, che si fa in Studio e lo fa il Dentista stesso. Dopo diverse ribasature siffatte, si deve fare una ribasatura a caldo con cottura in forno, smontando e rimontando tutti i denti della potesi e così via fino alla guarigione che completa il "rimaneggiamento" dlle forme ossee e gengivali dopo 6-24 mei, in media almeno un anno. Solo a questo punto si deve fare la protesi definitiva. Le avulsioni dentali spero che almeno siano state fatte con innesti ossei con osso artificiale riassorbibile per dominare le deformazioni, gli inestetismi e lo spessore della cresta ossea che tende a riassorbirsi. Osso artificiale meglio se a base di solfato di Calcio che non "intralcia2 eventuali terapie implantologiche che avverrebbero solo a guarigione completata e solo dopo che si fossero fatti i necessari interventi parodontali di approfondimento del fornice, di ricostruzione di banda sufficiente di Gengiva Aderente e soprattutto di altezza e spessore della cresta ossea e se necessario di rialzo dei seni mascellari. Sempre che la qualità dell'osso sia buono, altrimenti l'implantologia è controindicata! Tutto questo è stato valutato ed eventualmente pianificato? Sappia che c'è un detto tanto caro al Caro e Bravo Dottor Carpinteri di Torino che recita: " Un dentista è tanto più bravo quanto meno denti estrae e cura e quanto meno impianti fa. A Lei sono stati estratti 27 denti! Incredibile, inconcepibile. io non mi arrogo mai il diritto di "Giudicare" ma davanti a 27 denti estratti ed alla sua domanda, dovevo risponderle perché Lei, nel momento in cui chiede, diventa, per così dire, mio paziente ed io ho il dovere deontologico di risponderle al meglio e di tutelarla :) Cari saluti e spero che d'ora in poi proceda tutto bene. Certo che dire così mi fa quasi "repulsione" perché è come dire ad un uomo a cui siano stati escissi gli arti inferiori, buona "passeggiata"! Ancora Cari Saluti
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Da cosa posso dedurre che i suoi denti erano tutti da estrarre? lei ora è edentula totale? per giudicare l'anatomia del suo osso deve eseguire una radiografia che nel caso specifico si chiama dentalscan da questa si evidenzia la qualità e quantità del suo osso, se avesse eseguita una radiografia prima dell'estrazione...durante l'estrazione si potevano usare materiali osteorigenerativi qual'ora avesse prospettato l'inserimento di impianti endossei

Scritto da Dott. Luigi Malavasi
Castiglione delle Stiviere (MN)

Gentile Sig. Maurizio, 27 denti in una sola seduta mi sembra assurdo. Nessuno recuperabile o strategicamente da conservare per abituare la sua bocca alla nuova situazione. Ammesso poi che andava fatto non è semplicemente prendere una pinza e tirare. Per lo meno le "protuberanze ossee" vanno livellate e bisogna chiudere i "crateri" con una buona sutura. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Maurizio, quello che è successo ormai è passato, ora non faccia altri errori, controlli se chi opera su di lei con le protesi è iscritto all'ordine dei medici, se non lo trova iscritto tutti i suoi dubbi sono leciti; se lo trova iscritto, non ci sono problemi perché questo professionista sa rimodellare tutti i difetti ossei.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Do per scontato che gli elementi avessero indicazione alla estrazione e che lei è stato ben informato del suo stato di salute, della terapia che le è stata suggerita e abbia ben compreso tutto ciò che avrebbe comportato. Do per scontato tutto ciò in base al fatto che lei non chiede altro che informazioni circa i postumi dopo l'intervento di bonifica. Un intervento così esteso può necessitare di almeno 4-8 settimane di guarigione gengivale ottimale, dipende dal livello di infiammazione, da fattori personali e dalla tecnica chirurgica utilizzata. per le prime settimane è sconsigliato l'uso delle protesi provvisorie, che vanno continuamente riadattate per i sei mesi successivi. Una protesi provvisoria immediata si fa appunto con impronte pre intervento, non c'è nulla di strano in questo, ma va effettuata una manutenzione frequente, ogni settimana nelle prime settimane, prima di avere una certa stabilità. Le basi ossee, sia dei mascellari che della mandibola, andranno incontro a rimodellamento naturale, e questo è dovuto alle estrazioni e non alla protesi che, come lo ho detto, va portata il meno possibile le prime settimane, ed inizia ad assolvere alla sua funzione almeno un mese dopo l'intervento. conviene seguire le indicazioni del suo curante, facendogli sempre presente i sintomi che ha, senza esitare.
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Scritto da Dott. Abdallah Kabakebbji
Milano (MI)

Idee chiare e distinte. I denti della mamma dovrebbero essere 32, e adesso le viene proposta l'estrazione totale di 27 denti. Deduco che 32 meno 27 fanno 5 denti già estratti, che sono stati messi nel corpo della protesi provvisoria, la quale protesi provvisoria provoca "irritazioni e lacerazioni dolorosissime". L'avverto che se lei fosse nullatenente, certificato dai servizi sociali come soggetto debole, appena sbarcato dal gommone, potrebbe venire a Torino in via Negarville 215, secondo piano, dove - con lista di attesa di oltre un anno - noi facciamo gratis il basso servizio come descritto, con gioia serenità e riconoscenza da parte dei soggetti assistiti, che si ripresentano a Natale con un dono povero e minimo, accettato come gesto di affetto commovente. Non è mai successo a Torino e dintorni "che l'osso si sia irrimediabilmente deformato". Quali le cause? L'aria di Torino è diversa da quella di Bosa? Oppure ci potrebbe essere un'altra causa che sarebbe lei stesso, che vuole soffrire avendo delle colpe segrete da espirare? Devo fare anche un'altra supposizione che lei, per avarizia inopportuna, si sia affidato alla persona sbagliata. La salute non si mette all'asta, e lei ne è un esempio. Lei dovrebbe trovare un dentista diverso, che faccia una protesi solo normalmente scadente, che la renderebbe felice, spendendo solo un pochino di più. Circa la pensata di togliere 27 denti, in un colpo solo o a rate, la consideri come una proposta di castrazione. Non uso parole più delicate, perché desidero che lei capisce bene e subito. Stampi il messaggio a futura memoria. Tenga presente che i dentisti più bravi sono quelli che tolgono meno denti e fanno meno impianti avvitati nell'osso disabitato. Buona fortuna!
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Scritto da Dott. Sebastiano Carpinteri
Torino (TO)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Paziente, quando si fa una bonifica bisogna prevedere anche la chirurgia pre- protesica, cioe' il livellamento dll'osso in previsione di una protesi totale. Nel suo caso e' mancata questa programmazione. Le consiglio una rivalutaione del tutto, perche' nel tempo l'osso si rimodella. Inoltre, per evitare perdite di osso si inserisce osso e si mettono gli impianti, dopo che il tessuto va a guarigione, per permetterle di avere di nuovo dei denti fissi, sempre che non abbia patologie che sconsigliano gli impianti. Si rivolga ad altri per un consulto adeguato, non si accontenti di portar e una protesi totale invalidante e di peggiorare la qualita' della sua vita. Oggi togliere i denti non e' piu' un problema, fortunatamente. Basta o quattro impianti inferiori per costruire una buona protesi. La sua protesi nel tempo avra' bisogno di un rimodellamento, ma prima di allora e' meglio procedere all' intervento di chirurgia preprotesica ( in mani esperte) che le evitera' molti problemi. Infatti, la protesi deve riposare su una sella continua e stabile. Molti auguri
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Scritto da Dott.ssa Maria Grazia Di Palermo
Carini (PA)
Consulente di Dentisti Italia

Quando si fa una bonifica come nel suo caso per multiple infezioni se non si interviene anche a livello osseo con il rimodellamento dello stesso chiaramente si avranno i problemi da lei riferiti probabilmente, ma ovviamente non avendo visto la situazione mi attengo alla sua descrizione, sarà necessario un intervento di plastica ossea e gengivala atta a rendere idonei i tessuti a ricevere le protesi provvisorie mi spiace sia incappato in questo disagio evitabile. Cordiali saluti

Scritto da Prof. Marco Finotti
Padova (PD)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile sig Maurizio, posso solo consigliarla di invitare il suo odontoiatra di fiducia ad effettuare una ribasatura alle protesi con prodotti morbidi che ne facilitano la guarigione, riducono notevolmente il dolore e migliorano la stabilità con costi minimi. Il nome di un prodotto è : "Fitt" dell'azienda Kerr. Cordialmente

Scritto da Dott. Angelo Zobi
Napoli (NA)

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