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Domande di OdontoiatriaDomanda di ImplantologiaL'implantologia è compatibile con l'osteoporosi?
Le risposte dei mediciPagine: 12 Risultati trovati: 1430-10-2008
Il costo non è certamente il solo fattore positivo; se madre natura avesse considerato favorevolmente i ponti non ci avrebbe dotato di 32 denti fra loro separati...I vantaggi dell'implantologia sono molti, i rischi, in mano ad operatori capaci ed esperti minimi se non nulli. L'osteoporosi non ha alcuna incidenza sulla prevedibilità di durata dell'impianto cui dovrà sottoporsi a sua Madre. Cordialmente 30-10-2008
Buongiorno Paolo, controlli che sua madre non stia prendendo dei fosfonati per l'osteoporosi. In tal caso il rischio di mettere impianti è alto e deve assolutamente avvisare il chirurgo. Ciao 30-10-2008
Sig. Paolo, non è consigliabile inserire un impianto immediatamente se sua madre ha un quadro clinico di osteoporosi manifesta, invece se è lieve, allora con una terapia appropriata ad es. il Ranelato di Stronzio, può tranquillamente inserire l'impianto senza problemi. Cordiali Saluti30-10-2008
I vantaggi dell' implantologia non sono poi molti e ci sono anche i pericoli per chi fa uso di bifosfonati. Vedi http://www.romadentisti.com/pericoli.htm In casi dubbi mai fare implantologia. Una classica protesi a ponte può essere la miglior soluzione specialmente se i denti pilastro sono già stati otturati o devitalizzati. Si sappia anche che attualmente c'è la perversa tendenza a non fare cure canalari ma ad estrarre il dente per inserire un impianto! Si informi meglio nei siti sotto indicati. Saluti cordiali30-10-2008
Se è una osteoporosi lieve problemi non ce ne sono mentre se è sotto terapia con fosfonati sconsiglierei l'intervento. Cordiali saluti 30-10-2008
Caro Paolo, intanto Le dico subito che per gli impianti non esiste il rigetto, essendo dei materiali "bioinerti" da un punto di vista immunologico. Per intenderci, il fenomeno del rigetto avviene, appunto, per organi vitali quali per esempio: cuore, fegato, reni ecc, ecc, tant'è che i pazienti trapiantati devono prendere per tutta la vita farmaci immunosoppressori. Il caso della Sua mamma dopotutto non è così difficile per come sembra e già i miei Colleghi le hanno risposto adeguatamente. Infatti bisogna valutare bene alcuni fattori: stato dell'osso in cui deve essere inserito l'impianto, terapia con difosfonati (se sì, bisogna interromperla per almeno sei mesi) e classificazione esatta dello stadio di osteoporosi. Tenga presente comunque che quasi tutte le donne dopo la menopausa vanno incontro a questa fastidiosa patologia. Il suo dentista valuterà bene se e quando potrà inserire la vite implantare. Cordialità.30-10-2008
Caro Paolo L'osteoporosi non è una controindicazione assoluta all'implantologia. Le consiglio una dental-scan per valutare anche qualitativamente l'osso del sito implantare. Saluti30-10-2008
Allora, Sig. Paolo, per il problema di sua mamma, deve tenere presente quanto già alcuni colleghi hanno riferito. Se la presenza di osso nel sito di estrazione è sufficiente, cioè la mamma non deve sottoporsi ad aumento dello stesso con innesti d'osso , allora ritengo che la possibilità di eseguire un impianto deve essere assolutamente considerata come più indicata. Deve sapere che oggi con impianti di ultima generazione, con superfici trattate per aumentare la rugosità e quindi il contatto con l'osso, con impianti cosidetti di classe "A" cioè di quelle case che hanno ormai letteratura scientifica, ricerca e dati alle spalle da più di 15 anni, e nelle mani di un bravo chirurgo implantare, la percentuale di successo sfiora il 97%. NON esiste nessuna altra terapia nè branca della medicina, che possà dare i medesimi risultati. Il "rigetto" NON esiste!! NOI non inseriamo un organo biologicamnete attivo, ma un materiale inerte che da più di 40 anni è stato testato essere BIOINTEGRABILE nell'osso, (protesi d'anca, ferule per fratture, piastre e viti in ortopedia) per cui la possibilità di un fallimento è legato a una piccolissima percentuale di casi in cui non avviene il processo biogico della osteointegrazione. Questo può avvenire o per problemi inerenti l'intervento, surridscaldamento dell'osso, oppure per problemi di ridotta o mancata irrorazione sanguigna della zona, in seguito a manovre un pò troppo cruente. Per questo, dicevo pocanzi, nelle mani di un odontoiatra esperto e con i paramentri sopraesposti, il successo è ( quasi sempre ) garantito. I problemi di durata di un impianto in bocca, dipendono poi nel proseguio della terapia, dalla restaurazione protesica che viene effettuata, che deve corrispondere a precisi parametri di funzionalità masticatoria, forma, ed estetica. I casi di necrosi ossea mandibolare, riportati in letteratura causati dai bifosfonati, farmaci dati in pazienti soprattutto donne, come terapia postmenopausa per prevenire l'osteoporosi, ( o in chemioterapia ) non sono poi molti. Oggi si stima un'incidenza compresa tra il 4% e il 5% nei pazienti trattati ad alto dosaggio per via endovenosa. La dimensione del pericolo varia in base al bifosfonato assunto, ai fattori di rischio del paziente (impiego concomitante di farmaci, malattie, e altro) e alla situazione del cavo orale. E' prudente, quando non si hanno dati sufficienti per definire il rapporto rischio/beneficio, limitare l'uso del farmaco ai casi di indiscussa necessità, sospendere la somministrazione in vista di un trattamento dentale e ricorrere per gli altri casi alle alternative disponibili. Per la prevenzione dell'osteoporosi diversi studi hanno provato l'efficacia di Calcio associato a vitamina D. Ma non si usano perché costano pochissimo. Spero di esserle stato d'aiuto Cordiali salutiPagine: 12 Risultati trovati: 14 |
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