Domanda di Implantologia

Risposte pubblicate: 8

Sclerosi multipla e Implantologia

Scritto da rita / Pubblicato il
Buongiorno, avrei una domanda urgente che riguarda mio padre di 65 anni; ha la sclerosi multipla da 15 anni, ma fortunatamente è nella percentuale del 5% che non ha "avanzato" la malattia, è solo leggermente claudicante, senza peggioramenti. 5 anni fa hanno iniziato a cadergli i denti...dapprima ha sopperito con scheletrati sia sopra che sotto l'arcata, ma poi in quella inferiore sono "cascati" tutti tranne un "canino". Ieri si è sottoposto, in arcata inferiore, a implantologia di 3 perni per supportare la "dentiera". L'osso non era molto, il dentista ha voluto effettuare l'intervento (anche lui non convintissimo per la patologia di mio padre); mio padre è molto depresso perchè teme che questi perni NON reggeranno...la sua terapia unica è "interferone beta" una iniezione la settimana; puo' essere un problema la sua malattia e cura farmacologica a implantologia???? (Oggi non ho le lastre ma potrò procurarmele) vi prego rispondetemi sono preoccupata per lui. Grazie
Gentile Rita, Le posso comunicare la mia personale esperienza: ho in cura da molti anni quattro Pazienti con sclerosi multipla, e per quanto ne sappia e per quello che ho appreso in letteratura i malati di sclerosi non hanno particolari problemi con il metabolismo fosfocalcico (salvo qualche altra malattia concomitante), qualche problema subentra quando questi pazienti presentano difficoltà di manovra del polso o della mano o del gomito o della spalla, pertanto il problema si traduce in parodontale o come in altri casi in perimplantare, ma questo è un problema di gestione totalmente diversa. In particolare ho un Paziente che ha una riabilitazione con numerosi impianti effettuati in epoche diverse che a tutt'oggi danno ottimi risultati, e le aggiungo che il Paziente al quale mi riferisco è sicuramente più grave di Suo padre. Pertanto grande attenzione alla igiene orale con i miei migliori in bocca al lupo. Gustavo De Felice sapri(SA)
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Scritto da Dott. Gustavo De Felice
Sapri (SA)

Parodontite, fasi di ricostruzione ossea in tasche infraossee circumferenziali, molto gravi...a titolo di esempio di cosa sia una Parodontite e di come la si curi
Cara Signora Rita...come giustamente le ha detto il caro amico e collega Dr. Gustavo De Felice...non esistono rapporti dimostrati e soprattutto"grossi" tra sclerosi multipla e Parodonto (il tessuto di sostegno dei denti=osso, ligamento alveolo dentale, gengiva e cemento della radice) ...quella che ha descritto è la mobilità molto probabilmente dovuta ad una Parodontite...e alla formazione di tasche parodontali, se questa mobilità è diffusa a tutti i denti della bocca o a gruppi diversi di essa...se fosse in solo uno o due denti vicini...bisognerebbe fare una diagnosi differenziale con altre patologie...in ogni caso sarebbe bene iniziare subito con una igiene orale domiciliare e in studio con detartrasi, curettage e scaling e poi appena possibile con una visita dal Parodontologo...in ogni caso le lascio un link di miei articoli su questo portale DENTISTI ITALIA, per la Gengivite...GENGIVITE ... e per il Curettage e Scaling... CURETTAGE E SCALING ... e ora le spiego cosa sia una tasca parodontola e come si procede per arrivare ad una diagnosi...uso le parole che dico ai miei pazienti, nel mio studio...per essere molto chiaro:...ecco...: “ Immagini un dente in sezione longitudinale (e alzo la mano sin. di taglio verticale davanti a me), la gengiva ( e alzo la mia mano dx in orizzontale vicino e perpendicolare alla mano sin.), si attacca al dente mandando le fibre connettivali ed epiteliali dentro di esso, al colletto, nel punto di passaggio tra radice e corona, ossia la parte del dente che emerge dalla gengiva (e spingo la mano dx a intrecciare le dita con la mano sin.). In questo modo la Gengiva protegge l’osso che sta sotto intorno al dente e chiude, una porta che impedisce ai microbi di entrare in profondità. La funzione della gengiva è questa, di costituire un sigillo invalicabile dai microbi!. Quando queste fibre, per un motivo qualsiasi, ad esempio la Gengivite prima e poi la Parodontite, si dovessero rompere, esse si staccano dal dente, si apre quella porta e i microbi entrano ed incominciano a distruggere il Parodonto, ossia il tessuto che sta intorno al dente, Gengiva, Cemento della radice, Legamento Parodontale che lega il dente all’osso e l’Osso stesso: è iniziata una Parodontite. (Conosciuta col termine volgare di “Piorrea” dal greco (puòn) marcio, pus - (roé) scolo, quindi scolo di pus. Scolo di pus, perché nei momenti conclamati o terminali della malattia si hanno numerosi ascessi! La distruzione di questi tessuti porta alla formazione di una tasca (ed infilo la mano dx nel taschino sin. del mio camice) spiegando “questa è una tasca, prima era cucita ora è aperta. Questa tasca si chiama “Tasca Parodontale”. In pratica è come se fosse una ferita e come ogni ferita tenta di guarire facendo “granuleggiare” un tessuto che appunto si chiama di Granulazione, che cerca di chiudere questa ferita, ma non lo può fare per vari motivi che non sto a spiegare. La caratteristica di tutte le Parodontiti è quella di avere periodi di inattività che si alternano con altri di attività. Questo avviene in modo del tutto “anarchico”. Ossia la malattia può essere attiva o non attiva, in tutta la bocca, in parte di essa o addirittura sullo stesso dente in un punto sì e nel punto vicino no! È importante sapere che esistono vari tipi di Parodontiti, ma comune denominatore è quanto ho spiegato sopra. Nei punti in cui la malattia è attiva, il tessuto di granulazione e edematoso, imbibito di liquidi, molliccio e il sondino parodontale che ho usato prima durante la visita è portato a penetrare di più, proprio perché non incontra resistenza e leggo una misura più profonda di quanto potrebbe essere in realtà!. Se la malattia invece è ferma da qualche tempo, bastano 3 settimane il tempo di guarigione in genere delle ferite, il tessuto di granulazione è diventato una specie di cicatrice, come avviene in tutte le ferite ed è fibroso, duro, compatto, il sondino parodontale è impedito nella penetrazione e leggo una misura meno profonda di quanto potrebbe essere in realtà! Ora è intuibile per Lei, quello che devo fare: rimuovere questo tessuto! Questo lo si fa col Curettage e Scaling, in anestesia per contatto (basta uno Spray di anestetico), a cielo coperto, sotto protezione antibiotica perché si mettono in moto milioni e milioni di microbi! IL Curettage e Scaling è preceduto dalla Ablazione del Tartaro con gli ultrasuoni, dalla lucidatura dei denti. Si fa tutto in una seduta molti preferiscono in più sedute. Io preferisco una sola seduta, lunga anche un paio d’ore o poco più, ma il tessuto infetto viene portato via in una sola volta, non rischia così la reinfezione delle tasche, se passa troppo tempo dalla prima all’ultima. Questo sotto copertura Antibiotica. Tenga presente che un Curettage fatto bene abbassa la carica batterica dell’95-98 % !!! Questo è salutare non solo per la bocca (pensi che se ci troviamo in presenza di una Gengivite Marginale o di una Gengivite più profonda di transizione in Parodontite con tasche non superiori ai 5 mm, può bastare il Curettage e Scaling, magari ripetuto più volte, per “guarire” ma anche per l’organismo intero perché mette a riparo dalle malattie focali a distanza di organi importanti che hanno il loro Fucus di partenza “in cavità dell’organismo comunicanti con l’esterno”, in questo caso le Tasche Parodontali! Ora è comprensibile perché, una volta rimosso questo tessuto, a di stanza di qualche giorno, debba riprendere le misure delle tasche parodontali: il secondo sondaggio farà leggere delle misure reali o almeno che si avvicinano alla realtà, avendo rimosso quel tessuto che ne falsava la misurazione! In quella sede che chiameremo Seconda Visita Parodontale, dopo questa preparazione iniziale, prenderò visione degli altri dati diagnostici raccolti in questa parte chiamata di Preparazione Iniziale Parodontale, ossia le Rx indorali, i modelli di studio che avrò rilevato con delle impronte e montato su un aricolatore che riproduce i movimenti della sua bocca! Così potrò studiare le gengive, i rapporti dei denti tra di loro, anche per decidere un eventuale molaggio selettivo per togliere i precontatti." In questa sede si procederà anche alla pianificazione della eliminazione di tutto ciò che di irrazionale è in bocca ( restauri conservativi e protesici irrazionali, necessità di immobilizzazione temporanea o definitiva di denti con mobilità superiore al 1°, pianificazione della risoluzione di eventuali disgnazie (per le quali si segnerà una ulteriore serie di Visite anche per lo studio Cefalometrico), pianificazione di tutta la conservativa, endodonzia, chirurgia orale, Gengiviti e solo alla fine si pianificherà la “parte di riabilitazione Chirurgica Parodontale!...Arriveremo così ad una diagnosi esatta, ad emettere una Prognosi, ed infine ad un ulteriore colloquio col paziente che sarà reso edotto su tutti i suoi problemi (sottolineando complicazioni, tempi, possibilità di recidive etc.). la “terapia parodontale”, spesso,per la sua importanza e complessità, coinvolge tutta l’Odontoiatria. Per rispondere in modo completo alla sua domanda, cercherò di spiegarle brevemente in cosa consista la ..TERAPIA PARODONTALE .RIASSUMENDO Essa consiste nel ricostruire ciò che la malattia parodontale ha distrutto: osso e gengiva ed ottenere una rigenerazione di questi tessuti, ossia la neoformazione di nuovo osso, nuovo, nuovo ligamento parodontale, nuova gengiva che si attacchi a nuovo cemento radicolare con un attacco epiteliale corto e non lungo nel primo caso si ha una rigenerazione .quello che gli Statunitensi chiamano New Attachment, nel secondo caso si ha una ricostruzione, sempre biologicamente valida, ma molto più “fragile” e soggetta a recidive. Questa terapia la si fa con membrane, PRP, PRF (Piastrine ottenute dal sangue centrifugato, prelevato dal paziente stesso, in passato prima dell’avvento dell’HIV si usava la colla di fibrina umana omologa = Nel PRP le piastrine sono integre e vengono iniettate nel sito chirurgico, senza l’avvenuta degranulazione, in quanto non attivate col Cloruro di Calcio e solo lì, per la superficie ruvida del sito, che si rompono e rilasciano i Grow factors = fattori di crescita nel PRF è avvenuta la degranulazione, per rottura delle piastrine durante la centrifugazione tale che il risultato ottenuto è il coagulo di fibrina, che viene innestato a mo di membrana) , amelogenine, Acido Ialuronico, solfato di calcio, fosfati di calcio etc, osso autogeno, osso omologo, meno bene eterologo ed artificiale, usati a seconda della situazione, della profondità ed ubicazione dei difetti ossei e delle tasche parodontali le lascio un paio di links a dei miei casi clinici che comunque può trovare in abbondanza in questo stesso portale di Dentisti Italia e nel mio sito personale: ..in questo primo link è descritta la tecnica della rigenerazione parodontale profonda in era pre HIV quindi con colla di fibrina e membrana amniotica..(ora si usa il PRP-PRF e la membrana artificiale riassorbibile .è interessante però leggerlo per capire i principi della terapia rigenerativa è diviso in 4 parti le lascio la prima e poi vada avanti nel leggere le altre ed avrà un quadro completissimo . LA RIGENERAZIONE PARODONTALE GUIDATA CON MEMBRANA AMNIOTICA E COLLA DI FIBRINA (TECNICA PERSONALE) 1°PARTE - Considerazioni Istologiche e Sperimentali RIABILITAZIORE PARODONTALE E PROTESICA COMPLETA Mio Sito Web di Parodontologia www.gustavopetti.it Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologo in Cagliari, Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi 19/11/2009 - Consulente Scientifico di Dentisti Italia: Dott. Gustavo Petti
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Rita, così come gia detto con chiarezza e semplicità dal collega De felice, ampiamente e competentemente illustrato dal Collega Petti non vi è correlazione ad oggi nota fra la sclerosi multipla e la malattia parodontale, a tal riguardo è molto più predittiva la presenza di familiarità con la malattia e la concomitanza di fattori di rischio, quali fumo,igiene inadeguata, protesi e restauri incongrui, diabete. Per quel che riguarda gli impianti è così altrettanto utile chiarire i motivi dell'insorgenza della parodontite poichè su di essi si può con lo stesso tipo di colonizzazione batterica e le medesime modalità di perdita d'attacco instaurare una perimplantite. I mie migliori auguri per un felice proseguio. Cordialmente Orazio Ischia
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Scritto da Dott. Orazio Ischia
Lipari (ME)
Consulente di Dentisti Italia

Sig.ra Rita, era indicato stabilizzare la protesi mobile inferiore di suo padre, perché non ritroviamo specifiche controindicazioni con la patologia, in caso d’insuccesso basterà rimuovere gli impianti senza problemi, che tutto tornerà come prima. Se gli impianti vanno a buon fine, suo padre sarà felice di aver ascoltato il proprio odontoiatra, che ha creato delle condizioni nettamente differenti rispetto a una protesi non stabilizzata. Ricordatevi che l'odontoiatra è un dottore che conosce bene i suoi limiti e su certi interventi difficilmente sbaglia, per cui si dovrebbe dare il massimo di fiducia.
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Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Gent.le Sig. Rita, stia tranquilla, perchè ad oggi in letteratura non è riportata nessuna controindicazione all'implantologia per Pz. con sclerosi multipla. Curo da anni diversi Pz. ai quali ho personalmente inserito impianti in epoche precedenti alla manifestazione della malattia e che oggi sono cronici, quindi non deambulano più, e non presentano nessun patologia a carico delle ossa, gli impianti così come gli elementi dentali sono perfettamente solidi, ma applicano una igiene orale professionale di frequente. Cordiali saluti
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Scritto da Dott. Maurizio Serafini
Chieti (CH)

Il problema non è la sclerosi multipla, ma l'interferone. Sono infatti gli effetti immunosoppressivi generali del farmaco che possono interferire negativamente con i processi riparativi postimplantari. Gli IFN 1 (il tipo di farmaco che assume suo padre)agiscono sulla regolazione immunitaria e sulla proliferazione cellulare, processi importantissimi per quanto riguarda la corretta osteointegrazione degli impianti. Mi auguro di no, ma non si stupisca se gli impianti di suo papà non dovessero andare a buon fine.
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Scritto da Dott. Lorenzo Alberti
Roma (RM)
Collaboratore di Dentisti Italia

La sclerosi multipla non è una controindicazione all'effettuazione di implantologia orale. L'interferone, come giustamente sottolinea lo stimato dr. Lorenzo Alberti, può interferire negativamente con i processi di guarigione della ferita. Ma una volta superato il periodo iniziale, e avvenuta l'osteointegrazione, non vi è più alcuna differenza con persone non in cura. Diverse volte ho effettuato implantologia in persone in cura con interferone per le più diverse patologie, con risultati, statisticamente parlando, quasi sovrapponibili agli altri. Si tratta di una controindicazione relativa, quindi, non certo assoluta. Giusta, secondo il mio parere, la scelta del suo implantologo.
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Scritto da Dott. Sergio Formentelli
Mondovì (CN)
Collaboratore di Dentisti Italia

Gentile Rita, la scelta del suo dentista è corretta. Anzi, vedrà che una volta osteointegrati gli impianti e fissata la protesi ai pilastri, la qualità della funzione masticatoria di suo padre migliorerà notevolmente. Ha fatto bene a chiedere, ma stia tranquilla anche se l'interferone potrebbe non aiutare. Unica cosa che gli impianti temono, una volta osteointegrati, è la presenza di placca. Poichè è facile prevedere che nel tempo questi ancoraggi diverranno sempre più preziosi, fate assolutamente attenzione ad un corretto mantenimento e a un'igiene orale ottima al fine di evitare la temibile perimplantite che sarebbe causa di perdita degli ancoraggi. Comunque anche in questo il suo dentista è stato previdente mettendo 3 impianti. Infatti, anche se dovesse perderne uno, non cambierebbe molto per la stabilità della protesi. Cordialità.
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Scritto da Dott. Michele Caruso
Treviso (TV)
Consulente di Dentisti Italia

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