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        <title>Casi clinici trattati su Dentisti-Italia.it</title>
        <description>Aggiornamenti da Dentisti Italia</description>
        <link>http://www.dentisti-italia.it</link>
        <lastBuildDate>Thu, 16 Apr 2026 23:54:51 +0200</lastBuildDate>
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            <title>Casi clinici trattati su Dentisti-Italia.it</title>
            <link>https://www.dentisti-italia.it/</link>
            <description><![CDATA[Aggiornamenti da Dentisti Italia]]></description>
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            <title>Casi Clinici: Gnatologia --- Occlusione sbilanciata</title>
            <link>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/gnatologia/998_occlusione-sbilanciata.html</link>
            <description><![CDATA[~Caso clinico di paziente uomo circa 45 anni in ottimo stato di salute generale non fumatore ,niente alcolici ,dieta equilibrata,niente di anormale. Da alcune settimane avvertiva un senso di fastidio difficilmente spiegabile. Diceva&nbsp; di sentire della dolenzia continua in corrispondenza delle articolazioni temporo-mandibolari accompagnata da sensazione&nbsp; mattiniera&nbsp; soprattutto al risveglio di rigidit&agrave; e contrattura&nbsp; dei muscoli del viso&nbsp; in particolare&nbsp; dei muscoli masticatori masseteri e temporali. La contrattura veniva avvertita anche ai muscoli della nuca e del collo e quindi a tutta la colonna cervicale.&nbsp; La sintomatologia si protraeva gi&agrave; da molto tempo ed il paziente attribuiva i disturbi al periodo di stress soprattutto lavorativo che stava vivendo. Per&ograve; in considerazione della permaneza ed anche di un peggioramento dei problemi decideva di rivolgersi a noi per un consulto. Dalla visita accurata dei denti,delle gengive e dalla palpazione della zona corrispondente alle articolazioni temporo-mandibolari sia in statica che in movimento l&#39;unica anomalia risultante era lo SQUILIBRIO della occlusione. In pratica gli unici denti che si toccavano in occlusione abituale erano gli ultimi molari&nbsp; come dimostrava la carta&nbsp; per articolazione ROSSA MEDIA 180 micron.&nbsp; L&#39;occlusione e cio&egrave; il contatto dei denti quando la bocca &egrave; completamente chiusa risultava completamente sbilanciata e&nbsp; squilibrata e le forze masticatorie o comunque che si svilluppano anche durante la semplice deglutizione salivare&nbsp; si scaricavano esclusivamente su alcuni denti posteriori e non su tutti come dovrebbe essere in una occlusione normale. Questo squilibrio era la causa scatenante&nbsp; delle contratture e rigidit&agrave; dei muscoli del viso e del collo e la conseguente dolenzia e fastidio. Infatti &egrave; stato sufficiente procedere ad un riposizionamento della mandibola in relazione centrica e un lieve molaggio selettivo per riequilibrare l&#39;occlusione in una forma pi&ugrave; stabile in chiusura in modo che i contatti tra i denti risultassero uniformi come dimostrato sempre dalle cartine per articolazione. In questa nuova forma di occlusione si &egrave; avuta una REMISSIONE immediata della sintomatologia.]]></description>
            <category>Gnatologia</category>
            <pubDate>Thu, 05 Nov 2020 12:18:53 +0200</pubDate>
            <guid>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/gnatologia/998_occlusione-sbilanciata.html</guid>
        </item>
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            <title>Casi Clinici: Gnatologia --- Riabilitazione protesica complessa guidata da emg</title>
            <link>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/gnatologia/934_emg.html</link>
            <description><![CDATA[Emg di superficie con tecnica di normalizzazione &egrave; un ottimo strumento di lavoro per verificare il buon equilibrio funzionale della mandibola. Senza una guida obiettiva dimensione verticale e posizione mandibolare sono una incognita che non pu&ograve; essere risolta con la sola scelta clinica o estetica.]]></description>
            <category>Gnatologia</category>
            <pubDate>Thu, 28 Jul 2016 12:29:50 +0200</pubDate>
            <guid>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/gnatologia/934_emg.html</guid>
        </item>
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            <title>Casi Clinici: Gnatologia --- Riabilitazione occlusale di un paziente bruxista</title>
            <link>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/gnatologia/897_riabilitazione-occlusale-di-un-paziente-bruxista.html</link>
            <description><![CDATA[<div>Un paziente affetto da grave usura dei denti frontali e posteriori, che ha interessato prevalentemente l&#39;arcata dentale inferiore, &egrave; stata valutata per la ricostruzione cuspidale della dentatura. La sintomatologia dolorosa ai denti usurati ha richiesto un intervento ricostruttivo oltre quello dei soli sintomi dolorosi legati&nbsp;al bruxismo dentale.</div>

<div></div>

<div>La nuova posizione di occlusione &egrave; stata studiata con analisi kinesiografica dello spazio libero individuale e ricerca della posizione di riposo mandibolare con ausilio della stimolazione TENS trigeminale. Nella stessa visita &egrave; stata registrata la posizione fisiologica di occlusione ed &egrave; stato successivamente costruito un bite ri riposizionamento della mandibola secondo tali misure.</div>

<div></div>

<div>Dopo 3 mesi di attesa e di verifica clinica e strumentale dell&#39;effettivo vantaggio terapeutico del piano ricostruttivo desiderato si &egrave; proceduto ad eseguire ceratura diagnostica dei modelli di lavoro. Costruzione di una mascherina di copia della ceratura diagnostica per la realizzazione di un modello provvisorio copia della ricostruzione occlusale fuutura da mantenere in bocca per le verifiche estetiche e funzionali.</div>

<div></div>

<div></div>

<div>Dopo alcuni giorni di collaudo provvisorio si eseguono le preparazioni dei denti per intasi posteriori in composito e le preparazioni dei denti frontali per la ceramizzazione.</div>

<div></div>

<div>Controol a distanza di tenuta dei restauri e costruzione di un bite protettivo aggiuntivo.</div>]]></description>
            <category>Gnatologia</category>
            <pubDate>Tue, 02 Feb 2016 12:23:26 +0200</pubDate>
            <guid>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/gnatologia/897_riabilitazione-occlusale-di-un-paziente-bruxista.html</guid>
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            <title>Casi Clinici: Gnatologia --- Gnatologia</title>
            <link>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/gnatologia/574_gnatologia.html</link>
            <description><![CDATA[<font size=&quot;2&quot;>Forte Bruxsismo in paziente con edentulia parziale</font>]]></description>
            <category>Gnatologia</category>
            <pubDate>Wed, 02 Mar 2011 22:39:12 +0200</pubDate>
            <guid>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/gnatologia/574_gnatologia.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Casi Clinici: Gnatologia --- Terza classe dentale, crossing bite e cervicalgia</title>
            <link>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/gnatologia/528_terza-classe-dentale-crossing-bite-e-cervicalgia.html</link>
            <description><![CDATA[<font size="2">Donna, V. M., anni 30. Morso inverso tra l'incisivo superiore di sinistra ed i due incisivi inferiori omolaterali. Perdita completa di guida canina sinistra, con rapporti di terza classe a sinistra, in occlusione abituale in massima intercuspidazione. Cervicalgia e sofferenza all'articolazione temporo mandibolare. Tempo di terapia: 1 anno e tre mesi.</font>]]></description>
            <category>Gnatologia</category>
            <pubDate>Fri, 21 Jan 2011 21:19:12 +0200</pubDate>
            <guid>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/gnatologia/528_terza-classe-dentale-crossing-bite-e-cervicalgia.html</guid>
        </item>
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            <title>Casi Clinici: Gnatologia --- Modifiche cranio mandibolo cervicali indotte da TerapiaMioFunzionale in soggetto in crescita</title>
            <link>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/gnatologia/456_terapia-miofunzionale.html</link>
            <description><![CDATA[<img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/cranio_mandibolo_cervicali/1.jpg" alt="" />  <br /><br /> <font size="2"><strong>DEGLUTIZIONE  SCORRETTA</strong><br /></font> <p><font size="2">Paziente di anni 7,2 con III  classe scheletrica . La postura linguale &egrave; bassa  e l&rsquo;osservazione della sua cinematica con fluorescina evidenzia un appoggio  anteriore sugli incisivi inferiori.<br /> Da notare la verticalizzazione del rachide cervicale, l&rsquo;iperdivergenza ed il restringimento delle vie respiratorie in corrispondenza dell&rsquo;ipertrofia adenoidea (freccia)</font></p> <font size="2"><br /><br /><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/cranio_mandibolo_cervicali/2.jpg" alt="" /></font>   <font size="2"><br /><br /><strong>Dopo un anno di Terapia Miofunzionale</strong></font> <font size="2"><br /></font> <p><font size="2">Dopo un anno di TMF il tratto cervicale del rachide appare normalizzato, cos&igrave; come il piano mandibolare.<br /> La freccia evidenzia il notevole ampliamento delle vie respiratorie</font></p> <font size="2"><br /><br /><strong>Il risultato appare molto evidente con le immagini affiancate</strong></font> <font size="2"><br /><br /><br /><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/cranio_mandibolo_cervicali/3.jpg" alt="" /></font>  <font size="2"> <img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/cranio_mandibolo_cervicali/4.jpg" alt="" /></font> <font size="2"><br /><br /><strong><br />Valori del tracciato ad un anno di distanza</strong></font> <font size="2"><br /><br /> &nbsp;</font><table border="0" width="241" height="163" id="table1"> 	<tbody><tr> 		<td><font size="2">SNA</font></td> 		<td align="center"><font size="2">82</font></td> 		<td height="21" align="center"><font size="2">80</font></td> 	</tr> 	<tr> 		<td><font size="2">SNB</font></td> 		<td align="center"><font size="2">78 </font></td> 		<td height="21" align="center"><font size="2">77</font></td> 	</tr> 	<tr> 		<td><font size="2">ANB</font></td> 		<td align="center"><font size="2">&nbsp;+4 </font></td> 		<td height="21" align="center"><font size="2">+3</font></td> 	</tr> 	<tr> 		<td bgcolor="#ffff00"> <font size="2"><strong>WITS</strong></font></td> 		<td align="center" bgcolor="#ffff00"><font size="2"><strong>&nbsp;-4</strong></font></td> 		<td height="21" align="center" bgcolor="#ffff00"><font size="2"><strong>0</strong></font></td> 	</tr> 	<tr> 		<td bgcolor="#ffff00"> <font size="2"><strong>FMA</strong></font></td> 		<td align="center" bgcolor="#ffff00"><font size="2"><strong>32</strong></font></td> 		<td height="21" align="center" bgcolor="#ffff00"><font size="2"><strong>20</strong></font></td> 	</tr> 	<tr> 		<td><font size="2">FMIA</font></td> 		<td align="center"><font size="2">60</font></td> 		<td height="21" align="center"><font size="2">70</font></td> 	</tr> 	<tr> 		<td width="146"><font size="2">IMPA</font></td> 		<td width="40" align="center"><font size="2">&nbsp;88</font></td> 		<td width="41" height="21" align="center"><font size="2">90</font></td> 	</tr> </tbody></table>]]></description>
            <category>Gnatologia</category>
            <pubDate>Fri, 09 Jul 2010 15:32:19 +0200</pubDate>
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            <title>Casi Clinici: Gnatologia --- Trattamento d'urgenza del blocco articolare temporo-mandibolare acuto</title>
            <link>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/gnatologia/330_trattamento-durgenza-del-blocco-articolare-tempor.html</link>
            <description><![CDATA[<font size="2">Capita spesso di sentire che i nostri pazienti riferiscano sofferenze articolari che sono state trascurate negli anni sopratutto perch&egrave; prive di eventi dolorosi di significato. Ci&ograve; accade perch&egrave; il disco articolare non ha innervazione propria e i processi infiammatori quasi sempre traumatici investono i tessuti posteriori. Quando per&ograve; l'infiammazione si associa a versamenti o ad un semplice edema articolare pu&ograve; accadere che il disco articolare malposto divenga un ostacolo anatomico improvviso e insormontabile da superare da parte del condilo mandibolare. Il ridotto movimento anteriore del condilo porta ad un blocco dell'articolazione colpita con devizione mandibolare dal lato colpito. Il primo intervento dovrebbe essere mirato alla riduzione dell'infiammazione oltre che per alleviare il sintomo per facilitare il risposizionamneto del disco articolare che dovr&agrave; essere effettuato prima possibile. Il persistere di una infiammazione pu&ograve; portare a fastidiose cronicizzazioni e cicatrizzazioni patologiche dell'articolazione</font>.]]></description>
            <category>Gnatologia</category>
            <pubDate>Wed, 23 Dec 2009 15:48:46 +0200</pubDate>
            <guid>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/gnatologia/330_trattamento-durgenza-del-blocco-articolare-tempor.html</guid>
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            <title>Casi Clinici: Gnatologia --- Torsione mandibolare</title>
            <link>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/gnatologia/314_torsione-mandibolare.html</link>
            <description><![CDATA[<font size="2">Un esame kinesiografico ed elettromiografico con elettrodi di superficie &egrave; stato eseguito su una paziente con asimmetria mandibolare. La signora, portatrice di vecchie protesi, &egrave; stata studiata per individuare errori nella posizione ortopedica della mandibola. L'errore &egrave; stato ricondotto ad una perdita di dimensione verticale monolaterale corretta prima provvisoriamente poi con realizzazione di nuove protesi nel solo 4 quadrante</font>]]></description>
            <category>Gnatologia</category>
            <pubDate>Tue, 20 Oct 2009 00:00:00 +0200</pubDate>
            <guid>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/gnatologia/314_torsione-mandibolare.html</guid>
        </item>
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            <title>Casi Clinici: Gnatologia /  --- Bite inferiore - cefalea muscolo-tensivo</title>
            <link>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/gnatologia//235_bite-inferiore-cefalea-muscolo-tensivo.html</link>
            <description><![CDATA[<p><font size="2">...&nbsp;lamentando fastidi occlusali (non sapeva in quale posizione chiudere la bocca poich&eacute;&nbsp;i denti non toccavano simultaneamente), cefalea muscolo-tensiva, la protesi non rispondeva ai canoni estetici oltre a procurargli alitosi. <br /></font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">La riabilitazione protesica &egrave; durata circa un anno, </font></p>]]></description>
            <category>Gnatologia / </category>
            <pubDate>Fri, 13 Mar 2009 00:00:00 +0200</pubDate>
            <guid>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/gnatologia//235_bite-inferiore-cefalea-muscolo-tensivo.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Casi Clinici: Gnatologia --- La Intercettazione del Paziente Disfunzionale A.T.M. e con D.C.C.M. nella  Pratica Clinica  Odontoiatrica Quotidiana.</title>
            <link>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/gnatologia/205_la-intercettazione-del-paziente-disfunzionale-atm.html</link>
            <description><![CDATA[<p><font size="2">L&rsquo;Odontoiatra nella sua Pratica Clinica Quotidiana, si trova nella costante condizione di affrontare scelte diagnostiche, prognostiche e terapeutiche inerenti la sua branca specialistica.<br />Esso &egrave; molto attento nella valutazione della salute e della prevenzione delle patologie dentali e parodontali dei Suoi Pazienti, sia che debba portare a termine una terapia conservativa, endodontica, protesica, implantologica, orto- dontica, etc. Le Sue valutazioni vengono infatti effettuate sopratutto alla luce del rapporto odonto-parodontale e viceversa, allargando l&rsquo;attenzione al rapporto interocclusale esistente tra i denti opponenti ed antagonisti delle due arcate dentali. Ma questa verifica diagnostica, rimane spesso incompleta nei confronti dei tessuti muscolari, articolari ed ossei dell&rsquo;Apparato Stomatognatico, su cui poi realmente la sua riabilitazione andr&agrave; ad inscriversi.<br /></font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Infatti, una visione pi&ugrave; panoramica dell&rsquo;intero Apparato Stomatognatico, gli permetterebbe di modificare molti Piani Terapeutici odonto-parodontali, che prevedono il coinvolgimento e/o la modifica dell&rsquo;occlusione dentale preesistente al fine di adeguarne l&rsquo;integrazione con l&rsquo;intero Distretto Cranio-Cervico-Mandibolare, sia in senso muscolare che osteo-articolare, non prima di avere ricondotto alla norma i suoi parametri funzionali nonch&eacute;, -ove coesistano-, anche quelli sintomatologici.<br />Inoltre molte Terapie Odontoiatriche impongono all&rsquo;Operatore Sanitario, di richiedere al Paziente una estesa o eccessiva apertura del cavo orale, spesso per un periodo di tempo prolungato.<br /></font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Ci&ograve; avviene in particolare durante alcuni interventi esodontici o endodontici degli ultimi molari delle due arcate, soprattutto ove con rigore operativo sia stato effettuato l&rsquo;uso della diga , ovvero nel corso di procedure terapeutiche di avulsione chirurgica di elementi dentali disodontiasici soprattutto dell&rsquo;arcata inferiore, in cui possono essere applicate anche involontariamente delle forze incongrue sulla mandibola, quindi anche sulle articolazioni temporo-mandibolari, coinvolgendo e stressando anche la muscolatura cranio-facciale.<br /></font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Ci&ograve; purtroppo avviene anche in altre branche Specialistiche meno sensibili a queste problematiche, come in Otorino-laringoiatria (interventi prolungati, visite a bocca spalancata etc.), in Anestesia Generale (uso del laringoscopio , intubazione per via orale), etc.<br /></font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">L&rsquo;intervento dell&rsquo;Odontoiatra nella bocca di un Paziente &egrave; richiesto proprio per il fatto che nella Sua bocca qualcosa si &egrave; modificato dando una &ldquo;patologia&rdquo;, ovvero per la esigenza di effettuare una riabilitazione protesica che &egrave; finalizzata alla soluzione di un&rsquo;edentulia o per una terapia ortodontica che &egrave; anch&rsquo;essa correlata alla soluzione di un &ldquo;patologia&rdquo;.<br /></font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Una Carie, una Malattia Parodontale, una Malocclusione, una Edentulia, che impongono la esigenza di Terapie o di una Riabilitazione Ortodontica o Protesica, infatti sono tutte patologie dell&rsquo;Apparato Masticatorio. <br /></font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Infatti la Carie, che &egrave; caratterizzata da lesioni e/o alterazioni della integrit&agrave; dentale e la sua potenziale influenza sull&rsquo;occlusione, cos&igrave; come l&rsquo;Edentulia con la perdita del rapporto occlusale fra il dente (o i denti) andato perduto con l&rsquo;antagonista, generano una occlusione instabile e differente da quella preesistente. <br /></font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Anche la Malattia Parodontale con incentiva frequentemente delle migrazioni dentali e delle instabilit&agrave; occlusali e la Malocclusione come evento di patologia ortognatodontica, si accompagnano sempre ad una modifica dello &ldquo;status occlusale&rdquo; preesistente. Il rapporto Interocclusale preesistente, poteva essere congruo o incongruo, ma comunque compensato dai &ldquo;poteri di adattamento biologico&rdquo;. <br /></font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Tali modificazioni possono esitare nel tempo, prima in un sovraccarico funzionale, quindi in una parafunzione e successivamente in una Disfunzione dello Apparato Stomatognatico. <br /></font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Nessun &ldquo;Paziente Odontoiatrico&rdquo;, proprio per il fatto che la sua bocca &ldquo;non &egrave; pi&ugrave; nella Norma Anatomica&rdquo;, pu&ograve; essere ritenuto nella &ldquo;Norma Funzionale&rdquo;. Pertanto esso non pu&ograve; essere riabilitato dallo Odontoiatra nel suo preesistente &ldquo;rapporto intermascellare&rdquo;, dando per scontato che nulla &egrave; cambiato a seguito della &ldquo;patologia&rdquo; per cui &egrave; in terapia , senza che questo &ldquo;rapporto&rdquo; venga prima studiato e rivalutato ed eventualmente modificato e riportato alla norma , sia per quanto attiene al suo equilibrio muscolare ed articolare, che per quanto attiene al rapporto spaziale tridimensionale tra le basi ossee (mascellare superiore e mandibola). <br /></font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Infattii nostri &ldquo;poteri di adattamento&rdquo; insiti nel nostro &ldquo;sistema biologic, o&rdquo; garantiscono solo per poco tempo e solo entro certi limiti, un compenso ed un equilibrio, che diventa sempre pi&ugrave; precario nel tempo fino al suo definitivo pregiudizio. Non solo il tempo, ma altri fattori e cofattori possono influenzare e decrementare i nostri &ldquo;poteri biologici di adattamento&rdquo;, che oltre un certo limite esitano anche asintomaticamente prima in &ldquo;parafunzione&rdquo; e poi &ldquo;in disfunzione conclamata&rdquo;. Ci&ograve; fa si che un ottimo approccio Diagnostico-Prognostico strettamente Odontoiatrico, con un ineccepibile Piano Terapeutico conservativo, protesico o ortodontico, possa essere inadeguato o deleterio per un Apparato Stomatognatico con un quadro disfunzionale in atto o in cui siano presenti dei segni e sintomi facilmente intercettabili con l&rsquo;uso di una adeguata impostazione diagnostica pi&ugrave; globale, in cui l&rsquo;intero panorama stomatognatico e le relative correlazioni extrastomatognatiche vengano tenute in giusta e attenta considerazione. </font><font size="2">Infatti, un corretto rapporto occlusale non pu&ograve; prescindere da un adeguato rapporto anatomo-funzionale dei condili con i rispettivi menischi e le relative cavit&agrave; articolari, in cui essi siano correttamente relazionati in statica, con buona centratura dei condili all&rsquo;interno della cavit&agrave; glenoidea delle ossa temporali, come non pu&ograve; non tenere in considerazione gli equilibri neuromuscolari del distretto cranio-mandibolare e quelli che questo intrattiene con il rachide cervicale ed il cingolo scapolare. Quest&rsquo;aspetto, gi&agrave; in parte noto ad Ippocrate, padre della Medicina Greca dell&rsquo;Isola di Cos, ed a cui oggi &egrave; sensibile un numero sempre maggiore di Specialisti, non ha per&ograve; avuto negli anni passati sufficienti proseliti. <br /></font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Ci&ograve; ha causato un eccessivo controllo e rispetto dello &ldquo;evento occlusale e odonto-parodontale&rdquo;, disgiunto da una valutazione pi&ugrave; attenta e globale dell&rsquo;intero Apparato Mio-Osteo-Articolare del Distretto Cranio-Cervico-Mandibolare e dai rapporti posturali e funzionali, che quest&rsquo;ultimo intrattiene con gli altri distretti nel nostro organismo. <br /></font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Anche se risulta ancora oggi estemamente dibattuta dalle varie Scuole, quale sia la posizione ideale che il condilo mandibolare debba assumere nei confronti della cavit&agrave; glenoidea dell&rsquo;osso temporale, &egrave; indubbio che questa posizione, presente o acquisita con la terapia, possa essere stabilmente garantita esclusivamente dalla massima e stabile intercuspidazione assunta dai denti delle due arcate dentarie con una coesistenza dell&rsquo;equilibrio statico con quello funzionale ed armonico della cinematica mandibolare. <br /></font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Ma questo rapporto pu&ograve; essere reputato corretto, solo nel caso in cui l&rsquo;equilibrio occlusale sia coincidente con quello muscolare e articolare, cio&egrave; se la massima intercuspidazione consente e stabilizza un corretto rapporto condilo-menisco-cavitario e neuromuscolare della muscolatura stomatognatica.<br />Ci&ograve; infatti non significa assolutamente che ad ogni buona occlusione debba corrispondere necessariamente un buon equilibrio oste-mio-articolare del distretto cranio-cervico-mandibolare, ma che ottenutolo nel caso in cui non era presente, solo realizzando una valida intercuspidazione dei denti in quel rapporto funzionale, &egrave; possibile mantenerlo.<br />E&rsquo; possibile quindi ritenere che il fattore determinante primario, -ma non l&rsquo;unico fattore-, che influenza la posizione condilare ed i suoi rapporti funzionali intracapsulari , sia proprio l&rsquo;occlusione.<br />Ma questo rapporto intermascellare, pur se pre-esistente pu&ograve; andare nel tempo incontro a modificazioni da abrasione, da usura, da perdita di elementi dentari per le cause pi&ugrave; svariate o da migrazione per eventi patologici del parodonto, o in seguito a riabilitazioni conservative o protesiche incongrue. <br /></font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Sicuramente la pluralit&agrave; sintomatologica che caratterizza le disfunzioni muscolari e articolari dell&rsquo;Apparato Stomatognatico, con la cefalea, la cervicalgia, l&rsquo;ipoacusia, gli acufeni, i capogiri, la limitazione di apertura della bocca, e dei suoi ranges funzionali, i rumori articolari (A.T.M.), etc., accompagnati da sintomi appartenenti anche ad altre discipline specialistiche che si occupano dei distretti anatomici contigui, distoglie quotidianamente l&rsquo;attenzione dei vari Specialisti, sempre pi&ugrave; Specialisti della propria branca medica e sempre meno attenti ad una visione pi&ugrave; olistica, panoramica e globale.<br /></font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Ma sono soprattutto i Casi Asintomatici o Oligosintomatici di Disfunzione Cranio-Cervico-Mandibolare (D.C.C.M.) ad essere i pi&ugrave; insidiosi, perch&eacute; in questi Casi Clinici il Paziente &egrave; subito pronto a disconoscere la propria patologia, ed il Clinico pu&ograve; non identificarli se non utilizza un&rsquo;adeguato Approccio Semeiotico Clinico Intercettivo, finalizzato proprio alla Intercettazione del Paziente Disfunzionale ATM e Cranio-Cervico-Mandibolare nella Pratica Clinica Odontoiatrica quotidiana. Tale &ldquo;<strong>Protocollo Clinico Intercettivo</strong>&rdquo;, per essere utilizzato regolarmente anche dall&rsquo;Odontoiatra Generico, ovvero dai Colleghi delle branche Specialistiche Complementari (Otorinolaringoiatra, Anestesista, Chirurgo Generale ,etc) deve essere : semplice, veloce, pratico ed altamente predittivo.<br /></font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">La disponibilit&agrave; di un semplice e pratico &ldquo;<strong>Protocollo Diagnostico Intercettivo</strong>&rdquo;, di un semplice, razionale e standardizzato &ldquo;<strong>Protocollo Diagnostico Specifico</strong>&rdquo; per Pazienti affetti da una Disfunzione Cranio-Cervico-Mandibolare e di uno specifico e Protocollare Indirizzo Terapeutico, oggi possono permettere ad un maggiore numero di Odontoiatri la possibilit&agrave; di trattare nella pratica clinica quotidiana l&rsquo;Apparato Stomatognatico nella sua interezza, deputando all&rsquo;intervento specialistico dello Gnatologo Clinico, esclusivamente il trattamento dei Casi pi&ugrave; complessi.<br />Questo approccio globale permette inoltre di mettere in guardia anche l&rsquo;Operatore Sanitario pi&ugrave; inesperto o meno attento, nei confronti di interventi occlusali e odonto-parodontali che mal si prestano ad una &ldquo;<strong><font color="#3366ff">integrazione biologica e funzionale con l&rsquo;Apparato Stomatognatico</font></strong>&rdquo; o peggio possano rappresentare per esso un ulteriore motivo di squilibrio o un&rsquo;evento iatrogeno<br />Questo pu&ograve; far precipitare una condizione clinica preesistente instabile ed evidenziare un quadro disfunzionale ancora silente od oligosintomatico, in cui i segni ed i sintomi non siano stati preliminari opportunamente indagati e inquadrati nosologicamente. In questo caso &egrave; possibile effettuare solo le &ldquo;Terapie Odontoiatriche d&rsquo;Urgenza &ldquo; , che non coinvolgano in modo &ldquo;irreversibile il tavolato occlusale&rdquo; dei denti del Paziente , al fine di non modificare ulteriormente un &ldquo;pattern anatomo-funzionale gi&agrave; squilibrato perch&egrave; disfunzionale . <br /></font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Il &rdquo;<strong>Protocollo Diagnostico Intercettivo</strong>&rdquo; con il &ldquo;<strong><font color="#3366ff">Test di Audino</font></strong>&rdquo;, a lungo sperimentato fin dall&rsquo;anno 1992, e successivamente pubblicato nella Rivista Andi Sicilia del n&deg;1 dell&rsquo; anno 1996 e successivamente presentato in vari Congressi, forniscono in pochi minuti all&rsquo;Odontoiatra Generico, -ovvero al Pediatra, all&rsquo;Otorinolaringoiatra, all&rsquo;Anestesista o a qualunque altro Sanitario debba intervenire nella bocca di un Paziente- , chiare informazioni circa la funzione osteo-articolare-muscolare dell&rsquo; Apparato Stomatognatico, del suo Paziente, riducendo cos&igrave; il rischio di rendere pregiudizievole una Disfunzione-Cranio-Cervico-Mandibolare preesistente, ancorch&egrave; asintomatica o oligosintomatica.<br /></font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Il &ldquo;<strong><font color="#3366ff">TEST di AUDINO</font></strong>&rdquo; &egrave; quindi finalizzato esclusivamente alla intercettazione diagnostica del Paziente D.C.C.M., e non alla qualificazione e quantificazione della patologia , delle sue cause,del suo grado , della sua prognosi,che rappresentano una premessa fondamentale per la istruzione di un Piano Terapeutico.<br />Intercettare una patologia e/o una disfunzione , &egrave; molto diverso dal diagnosticarla !<br /></font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Il &ldquo;<strong><font color="#3366ff">TEST di AUDINO</font></strong>&rdquo; , utilizza un test muscolare, un test articolare ed un test funzionale ed inoltre prende in considerazione alcuni tra i Sintomi pi&ugrave; frequenti in una D.C.C.M.</font></p><p>&nbsp;</p><ul><li><font size="2">Il <strong>Test Muscolare</strong> prende in considerazione i muscoli temporali anteriori, che sono tra muscoli pi&ugrave; rappresentativi , quelli pi&ugrave; facilmente identificabili e palpabili con la tecnica della digitopressione, anche dell&rsquo;Odontoiatra Generico o da altro Specialista meno esperto. </font></li><li><font size="2">Il <strong>Test Articolare</strong> usa lo stesso principio della palpazione , che in questo caso viene effettuata ai poli laterali delle due A.T.M. , sia con tecnica superficiale che profonda. Questo test prende in considerazione soprattutto la eventuale presenza di dolore , ma il Clinico pi&ugrave; esperto pu&ograve; apprezzare contemporaneamente sia la &ldquo;resilienza articolare&rdquo; , che la eventuale manifestazione algica proveniente dal polo mediale destro e/o sinistro delle due A.T.M,</font></li><li><font size="2">Il <strong>Test Funzionale</strong> valuta la misura della massima apertura della bocca raggiungibile dal Paziente, effettuata con un semplice dentimetro o con un righello , rilevando la misurazione della distanza compresa tra i margini due incisivi centrali superiori ed inferiori. Tale misurazione pu&ograve; essere effettuata in modo pi&ugrave; probante , facendo ripetere al Paziente almeno tre aperture orali, -non immediatamente consecutive- , riportando nella Cartella Clinica della &ldquo;<strong><font color="#3366ff">Indagine Intercettiva per D.C.C.M. del Test di Audino</font></strong>&rdquo; , il valore risultante dalla media aritmetica delle tre aperture , ricordandosi di aggiungere anche la misura dell&rsquo;over-bite (misura compensatoria approssimativa) , in quanto facente parte del percorso funzionale della mandibola. </font></li></ul><font size="2"><p><br /><br /><br />Il&nbsp;&quot;<strong><font color="#3366ff">TEST DI AUDINO</font></strong>&quot;&nbsp;, &egrave; accompagnato da un &ldquo;<strong>METODO di VALUTAZIONE</strong> &ldquo;,-che &egrave; di notevole aiuto sopratutto per il Clinico meno esperto-, che permette inoltre di attribuire un corretto significato ad ogni fase del Test. Questa &ldquo;Indagine Intercettuiva&ldquo; si conclude con la Valutazione dell&rsquo;eventuale presenza di alcuni Sintomi particolarmente frequenti e significativi nelle D.C.C.M.<br />Anche in questo caso le Conclusioni vengono agevolate dall&rsquo;uso di uno specifico &ldquo;METODO di VALUTAZIONE &ldquo;.</p><p>&nbsp;</p><p>Un altro TEST utilizzabile per la Intercettazione del Paziente D.C.C.M. &egrave; quello del &ldquo; <strong>Protocollo Minimo del St. Josef Hospital</strong>&rdquo; proposto da Tore Hansson , in cui vengono tenute in considerazione le seguenti valutazioni :</p><p>&nbsp;</p><ul><li>Test dell&rsquo;END FEEL delle A.T.M. (elasticit&agrave; residua di fine campo)</li><li>Test del Dolore Statico </li><li>Test del Dolore Dinamico</li><li>Test del Gioco Articolare</li><li>Valutazione di alcuni Sintomi particolarmente significativi </li></ul><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>Nel caso in cui un Paziente risulti positivo al &rdquo;<strong>Protocollo Diagnostico Intercettivo</strong>&rdquo; effettuato con il &ldquo;<strong><font color="#3366ff">Test di Audino</font></strong>&rdquo;, ovvero con il &ldquo; <strong><font color="#3366ff">Protocollo Minimo del St. Josef Hospital&rdquo;</font></strong> proposto da Tore Hansson, su di esso &egrave; sconsigliabile effettuare qualsivoglia Terapia Odontoiatrica, mentre &egrave; consigliabile sottoporlo ad una diagnosi pi&ugrave; approfondita con l&rsquo;uso del <br />&ldquo;<strong>Protocollo Diagnostico Specifico</strong>&rdquo; per Pazienti affetti da una Disfunzione Cranio-Cervico-Mandibolare, ovvero optare per una &quot;Vigile Attesa&quot; , seguita da una ulteriore rivalutazione del Caso Clinico . </p><p>&nbsp;</p><p>In questo caso &egrave; possibile effettuare solo le &ldquo;Terapie Odontoiatriche d&rsquo;Urgenza &ldquo; , che non coinvolgano in modo &ldquo;irreversibile il tavolato occlusale&rdquo; dei denti del Paziente, al fine di non modificare ulteriormente un &ldquo;pattern anatomo-funzionale gi&agrave; squilibrato perch&egrave; disfunzionale . </p><p>&nbsp;</p><p><strong>N.B.</strong> Il Metodo Clinico Diagnostico di &quot;<strong><font color="#3366ff">INTERCETTAZIONE DEL PAZIENTE DISFUNZIONALE ATM E CRANIO-CERVICO - MANDIBOLARE NELLA PRATICA CLINICA ODONTOIATRICA QUOTIDIANA</font></strong>&quot;&nbsp; <font style="background-color: #ffff99">&egrave; rivolto agli Odontoiatri ed agli altri Specialisti che si occupano o che effettuano interventi specifici o aspecifici nella bocca dei loro Pazienti e/o negli organi e nelle strutture anatomo/funzionalmente correlate.</font></p></font>]]></description>
            <category>Gnatologia</category>
            <pubDate>Mon, 09 Mar 2009 00:00:00 +0200</pubDate>
            <guid>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/gnatologia/205_la-intercettazione-del-paziente-disfunzionale-atm.html</guid>
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