Aurodental SNC

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ELETTROEROSIONE
L'elettroerosione è in uso da quasi 50 anni nell'industria degli utensili e degli stampi. L'idea dell'elettroerosione venne, da parte dell'uomo, dall'osservazione del fulmine: una forma naturale di elettroerosione. Alla fine del 1700 Sir Joseph Priestij studiò il fenomeno della scarica elettrica e il suo effetto erosivo sui conduttori metallici.

Poco dopo la II Guerra Mondiale, i fratelli russi Lazarenko annunciarono la loro prima macchina ad erosione elettronica. I progressi tecnologici che si sono avuti tra gli anni 1950 e gli anni 1970 hanno fatto sì che l'elettroerosione divenisse un'importante processo di fabbricazione per l'industria.

Particolarmente importante è stata l'invenzione del transistor, perchè i comandi a stato solido hanno aumentato la velocità e l'affidabilità dell'apparecchiatura.

L'applicazione della tecnologia dei computer durante gli anni '70, ha fornito maggiore accuratezza al processo ed ha reso possibile lo sviluppo di macchine per elettroerosione più sofisticate.

L'elettroerosione può essere definita un processo di rimozione del metallo che, attraverso un elettrodo di polo opposto, attiva delle scintille attraverso un campo magnetico. Tutta questa lavorazione è eseguita in mezzo liquido fluido in condizioni accuratamente controllate: il mezzo fluido, solitamente un olio fluido, viene chiamato olio dielettrico.

Esso funge da isolante, conduttore e refrigerante e sciacqua via le particelle di metallo asportate dalle scintille.

 

IL LASER

L Nel 1996 è iniziata la nostra esperienza con questa nuova tecnologia alla quale , inizialmente ,abbiamo dedicato molto tempo ed energia per abbinare il corretto metodo d’uso. Essendo in possesso di tutte le tecniche e procedure necessarie alla saldatura e brasatura dei metalli, a nostro giudizio , la saldatura laser rappresenta oggi la soluzione più veritiera e futurista nell' assolvimento delle metodiche e delle normative che riguardano l'unione e l'assemblaggio di componenti protesiche dentali. Saldare con il laser diventa così non solo un sistema avanzato, ma si trasforma in una filosofia di lavoro che mira alla totale biocompatibilità , tanto quanto allaergonomizzazione dell'operatività e della gestione dell'impresa.

  Una volta acquisite le tecniche corrette la migliore integrazione nel laboratorio è stata rappresentata soprattutto dalla facilità d’impiego e tutto ciò nel totale rispetto dell'operatore, dei materiali, dell'ambiente e della professionalità.

IL PLASMA

Apparecchiatura utilizzata dalla nostra consorella “AURODENTAL “ di Monaco di baviera , fu da noi acquisita nel 1987 . Da subito si rivelò come una tecnica in grado di far fronte a problemi allora inimmaginabili come; poter eseguire delle saldature autogene, assolvendo quindi alle problematiche riguardanti i fenomeni di elettrolisi orale,l’utilizzo della stessa lega come materiale d’apporto con il conseguente vantaggio della resisteza meccanica, operatività migliorata e velocizzata potendola eseguire direttamente sul modello

 

FUNZIONE DEL FRESAGGIO

FORZE A 360º DURANTE IL CICLO MASTICATORIO E SCARICATE SULL'ANCORAGGIO


Prima di presentare alcuni attacchi da noi prodotti mediante processo elettroerosivo, intendiamo sottolineare l'assoluta necessità di coesistenza fra attacco e fresaggio (= ancoraggio).
Infatti il ruolo del fresaggio è ben distinto da quello dell'attacco ed ha la funzione di eliminare eventuali articolazioni tra parti primarie fisse e parti secondarie rimovibili.
Tutto questo di concerto con un disegno dello scheletrato che dovrà essere valutato in funzione alla disposizione ed al numero dei pilastri esistenti, al fine di eguagliare la diversa resilienza esistente fra appoggio parodontale (pilastri) ed appoggio mucoso (selle libere).

Di tutte le forze espresse a 360° dall'antagonista, l'attacco per evitare rottura o disattivazioni frequenti, dovrà assumere esclusivamente la funzione di regolatore di frizione delle forze verticali verso l'alto.
Così facendo, il fresaggio avrà l'onere di eliminare le restanti forze: quelle verticali verso il basso, le trasversali e le orizzontali.

 

DOPPIE CONICHE IBRIDE

In alternativa a soluzioni di doppie coniche o telescopiche e’ stata raggiunta una garanzia di frizione attivabile delle corone doppie tramite perni di frizione, i cui fori sono stati erosi per mezzo del procedimento elettroerosivo SAE. Una regolazione dei perni, per aumentare la frizione, sarà quindi possibile qualora in futuro ve ne fosse l'esigenza. I perni sono stati saldati con la stessa lega tramite saldatura autogena.

Questo lavoro di protesi combinata è stato prodotto con un'unica lega; sarà quindi eliminata la corrosione di contatto galvanico.

La motivazione che spinge alla scelta di una progettazione con doppie corone è solitamente legata ad una situazione patologica dei rimanenti denti pilastro.

Il vantaggio che ne deriverà sarà legato all'igiene che il paziente potrà apportare, e non ultimo la possibilità del paziente di poter usufruire della stessa protesi, nonostante in futuro qualche pilastro debba essere necessariamente rimosso, evitando così un ulteriore costo dovuto alla modifica o al rifacimento del lavoro.

Leghe metalliche usate:
una lega vile a base di Cr-Co-Mo per:

- corone
- scheletrati
- perni di frizione

 

PERNI FRIZIONANTI ATTIVABILI


E' la metodica del Prof. Staiger realizzata con questa nuova tecnologia che ci darà la possibilità di esprimere una qualità molto elevata ad un costo decisamente contenuto.

Questi lavori, come gli altri, hanno la possibilità di essere eseguiti con un'unica lega, essendo i perni uniti tramite saldature al plasma o al laser, quindi AUTOGENE

I perni di frizione daranno la possibilità al professionista di poter intervenire, con estrema facilità attivandoli, qualora dovesse essere necessario aumentare la frizione.
I casi in visione sono stati realizzati in Cr-Co-Mo e potranno essere realizzati anche con un'unica lega aurea o in titanio puro.

 

ATTACCHI A T


L'attacco a "T", nella tecnica degli attacchi prodotti in elettroerosione, è l'unico ad essere eseguito prima della fusione secondaria (scheletrato).
Ne esistono due tipi di diverso disegno: il primo(¹), essendo di sezione molto sottile, può essere eseguito intracoronalmente; il secondo(²) extracoronalmente.


Le caratteristiche di questi attacchi danno la possibilità all'operatore di congiungere gli stessi con lo scheletrato, senza l'apporto di saldatura; inoltre danno la possibilità di poter, tramite la vite di espansione, attivare o all'occorrenza disattivare l'attacco, qualora in futuro dovessimo perdere parte della la frizione del manufatto

 

I CHIAVISTELLI


Distalmente alla costruzione della protesi primaria fissa è stato predisposto, con un preformato in plastica, un dispositivo di ancoraggio per due chiavistelli a cerniera.

I vantaggi di questo tipo di attacco sono ormai noti, perchè danno al paziente la possibilità di avere la parte rimovibile sicuramente ancorata; oltretutto una facile inserzione e, quel che più conta, una disinserzione del manufatto protesico senza forze che, a lungo andare potrebbero provocare problemi ai legamenti periodontali. La costruzione di questi chiavistelli a cerniera è stata eseguita con un procedimento di elettroerosione SAE.

Per la costruzione di questi manufatti è naturalmente possibile usare diversi metalli, ma l'obiettivo che oggi ci si pone nella costruzione di una protesi combinata, è quello di utilizzare un'unico metallo per eliminare il rischio di una corrosione di contatto galvanica nel cavo orale, solitamente data dalla presenza di diverse leghe.
Queste costruzioni sono state realizzate senza saldami.

Le caratteristiche di questi attacchi danno la possibilità all'operatore di congiungere gli stessi con lo scheletrato, senza l'apporto di saldatura; inoltre danno la possibilità di poter, tramite la vite di espansione, attivare o all'occorrenza disattivare l'attacco, qualora in futuro dovessimo perdere la frizione del manufatto.

Questi tipi di dispositivo oggi si possono ottenere nei seguenti metalli:

- oro
- Cr-Co
- Titanio

 

PERCHE' LE ALTE TECNOLOGIE NELLE SOLUZIONI IMPLANTARI


-Titanio
-Elettroerosione
-Passivazione
-Laser


Dall'inizio degli anni '90 nel nostro laboratorio abbiamo incontrato il consenso da parte della nostra clientela nel proporre questo tipo di protesi in alternativa alle ormai famose e collaudate barre di Toronto, le quali, in casi di edentulia totale risultano difficili da promuovere, principalmente per problemi estetici-fonetici e spesso igienici.
Le strutture sovrapposte da noi proposte danno la possibilità al paziente di poter rimuovere con estrema facilità la parte secondaria sovrapposta ad una barra lamellare fresata.

Mediante l'apertura di questi dispositivi a chiavistello la disinserzione di queste strutture avverrà senza nessun tipo di frizione e quindi di trazione per l'impianto; il paziente potrà accedere con estrema facilità alla pulizia della stessa, essendo come sezione meno di 1/3 rispetto ad una TORONTO-BRIDGE.
La barra primaria fresata, essendo avvitata darà la possibilità all'implantologo di poterla ispezionare in ogni momento ed al paziente di poter pulire con estrema facilità la parte secondaria.

Questa soluzione risulterà insostituibile, in particolare, nei casi di notevole perdita di tessuto osseo e conseguente aumento della dimensione verticale fra i due mascellari. Risulterà quindi necessaria la costruzione di uno scudo gengivale che ci darà la possibilità di risolvere 2 problemi: quello estetico e quello fonetico.
Per quanto riguarda la funzione biomeccanica e gnatologica basterà attenersi alle regole cliniche, vogliamo sottolineare però che fra parte primaria (barra) e secondaria (sovrastruttura) non risulterà nessun tipo di movimento e qualora il paziente non disinserisca di sua volontà i dispositivi d'attacco, la protesi sarà da considerarsi fissa a tutti gli effetti.
 

SOLUZIONI SU IMPIANTI


Queste strutture superiori e inferiori sono state realizzate completamente in titanio puro ed oltre ai vantaggi di igiene-fonesi ed estetica sarà possibile non alterare nel tempo i parametri BIOLOGICI grazie a questo nuovo materiale entrato oggi di prepotenza in odontoiatria.

 

LA PASSIVAZIONE 

Importanti lavori in letteratura sono stati pubblicati da G.WAITH, WASKEWIZ G. ed altri autori sulla necessità di un unione passiva di ; fixture,aboutment ,unità protesica ,trà loro serrati attraverso delle viti..

Infatti il problema si manifesta nelle situazioni plurimplantari e, dopo aver effettuato il test di Sheffild , l'odontoiatra avrà la possibilità di valutare l’assenza di passività contemporaneamente su tutti gli impianti dopo aver alternato l’avvitamento con una sola vite alle estremità delle strutture proteiche.

Se dopo tale prova non rusultassero intime alla protesi tutte le aboutment sugli impianti, avvitando la struttura rischieremmo di obbligare l'impianto ad uno spostamento sul piano verticale ed orizzontale compromettendo la parziale osteointegrazione avvenuta dal momento dell'intervento.

Oggi mediante processo elettroerosivo e' possibile correggere le imperfezioni di allineamento della struttura protesica in rapporto alle fixture (impianti), rendento possibile l' avvitamento della struttura senza che la stessa possa trasmettere tensioni agli impianti.

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