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        <title>Casi clinici trattati su Dentisti-Italia.it</title>
        <description>Aggiornamenti da Dentisti Italia</description>
        <link>http://www.dentisti-italia.it</link>
        <lastBuildDate>Wed, 10 Jun 2026 22:30:19 +0200</lastBuildDate>
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            <title>Casi clinici trattati su Dentisti-Italia.it</title>
            <link>https://www.dentisti-italia.it/</link>
            <description><![CDATA[Aggiornamenti da Dentisti Italia]]></description>
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            <title>Casi Clinici: Protesi --- Protesi totale tipo Toronto Branemark con rigenerazione ossea tramite griglia in titanio</title>
            <link>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/protesi/417_rigenerazione-ossea.html</link>
            <description><![CDATA[<p><font size="2"><strong>Materiali e metodi:</strong> a tal fine si rigenera l&rsquo;osso in zona 45-46, con griglia in titanio e osso autologo (prelevato con grattino dalla branca montante della mandibola.) ed eterologo (BioOss). </font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2"><strong>Risultati e conclusioni:</strong> la protesi totale supportata da impianti si dimostra una valida scelta per il paziente edentulo. Le attuali possibilit&agrave; di rigenerazione ossea permettono di posizionare gli impianti laddove prima non era possibile, consentendo un miglioramento nel risultato finale e riducendo al minimo il disagio al paziente. Il risultato &egrave; una ottima compliance e la predicibilit&agrave; nel tempo.</font></p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p><font size="3" color="#993300"><strong>Introduzione </strong></font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Le richieste terapeutiche dei pazienti negli ultimi anni, grazie anche ad una maggiore informazione mediatica, sono sempre pi&ugrave; legate ad esigenze estetiche e anche i totalmente edentuli chiedono sempre pi&ugrave; frequentemente la possibilit&agrave; di una protesi fissa, in modo da avvicinare quanto pi&ugrave; possibile il manufatto protesico alla dentatura naturale. </font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">L&rsquo;avvento della terapia implantare e, negli ultimi anni, quello della rigenerazione ossea guidata (GBR) (1, 2) danno la possibilit&agrave; all&rsquo;odontoiatra di rispondere positivamente alle esigenze del paziente nella maggior parte dei casi. </font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Alle necessit&agrave; estetiche si aggiunge anche la richiesta di una terapia rapida (3, 4) che quindi dia il minor disagio possibile e che non lasci il paziente edentulo privo di protesi. </font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">La protesi totale ancorata su impianti nell&rsquo;arcata inferiore &egrave; indubbiamente una soluzione che risponde a gran parte delle richieste del paziente, &egrave; relativamente semplice nell&rsquo;esecuzione, permette un carico immediato e modifica realmente nell&rsquo;arco di poche ore la condizione del paziente stesso. </font></p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p><font size="3"><strong><font color="#993300">Caso clinico </font></strong></font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">La paziente, dopo una accurata anamnesi che non ha riportato particolari patologie, evidenzia all&rsquo;esame clinico una avanzata e diffusa patologia parodontale con mobilit&agrave; di tutti gli elementi naturali e protesizzati, oltre ad una storia di ripetuti ascessi in zona 35, 41 e 45. </font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">All&rsquo;esame ortopantomografico (fig. 1) si evidenzia un riassorbimento osseo orizzontale diffuso del mascellare inferiore, con ampia rarefazione periradicolare del 45, riassorbimento osseo verticale in zona 33, 35, 43, 47 e compromissione della forcazione di quest&rsquo;ultimo. Si decide l&rsquo;avulsione di tutti gli elementi dentali dell&rsquo;arcata compromessa e ci si orienta verso un ripristino protesico tramite una protesi totale secondo Toronto Br&aring;nemark a carico immediato. </font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">In relazione ai diffusi processi infiammatori periradicolari si decide di attendere circa tre mesi per la guarigione ossea prima del posizionamento degli impianti (fig. 2) (5, 6). </font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Durante tale periodo la paziente porta una protesi totale provvisoria, la quale risulter&agrave; estremamente importante nella pianificazione dell&rsquo;intervento. </font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Come si pu&ograve; evidenziare dalla figura 3, si &egrave; di fronte ad un biotipo spesso, con abbondanza di gengiva cheratinizzata, la quale indubbiamente aiuta la guarigione tissutale nonch&eacute; la protezione nel tempo delle fixture implantari. </font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Alla palpazione in zona 45 residua un riassorbimento osseo con notevole riduzione del suo spessore; ci&ograve; permette di programmare in anticipo una rigenerazione ossea in fase di intervento. </font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Vista la buona dimensione verticale dell&rsquo;osso mandibolare, si programma il posizionamento implantare fino alla zona dei primi molari bilateralmente. </font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="3"><strong><font color="#993300">Materiali e metodi </font></strong></font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Si esegue l&rsquo;OPT prima dell&rsquo;intervento (fig. 2) per avere un quadro osseo aggiornato e si programma il posizionamento di sei impianti Prodent Conix nell&rsquo;arcata inferiore. </font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Alla paziente &egrave; stata precedentemente duplicata la protesi totale per eseguire la mascherina chirurgica (fig. 4), la quale guider&agrave; non solo la corretta inclinazione implantare, ma anche una corretta distribuzione degli impianti e quindi del carico (7, 8). </font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">La posizione ideale degli impianti, per facilitare la costruzione da parte dell&rsquo;odontotecnico del lavoro protesico, &egrave; quella di occupare nella ipotetica estensione verticale degli stessi, la superficie occlusale degli elementi dentali . </font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">&Egrave; chiaro infatti come tale posizione permetta sia un comodo posizionamento degli elementi, sia una corretta chiusura occlusale con resina una volta avvitata la protesi. </font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">&Egrave; necessario avere una buona scorta di impianti in modo da poter selezionare il giusto diametro e la corretta lunghezza, nonch&eacute; avere i diversi abutment in resina acetalica che serviranno per fissare la protesi provvisoria agli impianti. </font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">In anestesia locale, plessica, si procede ad una incisione crestale con svincoli verticali in zona 47 appena accennati (fig. 5). <br /><br /></font></p><table border="0" cellspacing="5" cellpadding="5" align="center" id="table1"><tbody><tr><td align="center"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/rigenerazione_ossea/1.bmp" border="0" alt="" width="200" /></td><td align="center"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/rigenerazione_ossea/2.bmp" border="0" alt="" width="200" /></td></tr><tr><td align="center"><font face="Arial" size="2" color="#000080">Fig. 1: ortopantomografia in prima visita.</font><font face="Arial" size="2" color="#0000ff"><br />&nbsp;</font></td><td align="center"><font face="Arial" size="2" color="#000080">Fig. 2: OPT tre mesi dopo le estrazioni.</font><br />&nbsp;</td></tr><tr><td align="center"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/rigenerazione_ossea/3.bmp" border="0" alt="" width="200" /></td><td align="center"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/rigenerazione_ossea/4.bmp" border="0" alt="" width="200" /></td></tr><tr><td align="center"><font face="Arial" size="2" color="#000080">Fig. 3: condizione della mucosa prima dell&rsquo;intervento.</font><br />;</td><td align="center"><font face="Arial" size="2" color="#000080">Fig. 4: particolare della mascherina chirurgica.</font><br /></td></tr><tr><td align="center"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/rigenerazione_ossea/5.bmp" border="0" alt="" width="200" /></td><td align="center"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/rigenerazione_ossea/6.bmp" border="0" alt="" width="200" /></td></tr><tr><td align="center"><font face="Arial" size="2" color="#000080">Fig. 5: lembo chirurgico.</font><br /><br /></td><td align="center"><font face="Arial" size="2" color="#000080">Fig. 6: posizionamento dei profondimetri per<br />valutare la parallelizzazione dei siti implantari.</font><br /></td></tr><tr><td align="center"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/rigenerazione_ossea/7.bmp" border="0" alt="" width="200" /></td><td align="center"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/rigenerazione_ossea/8.bmp" border="0" alt="" width="200" /></td></tr><tr><td align="center"><font face="Arial" size="2" color="#000080">Fig. 7: particolare della griglia in titanio<br />posizionata e fissata.</font><br /></td><td align="center"><font face="Arial" size="2" color="#000080">Fig. 8: OPT post intervento.</font><br /><br /></td></tr><tr><td align="center"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/rigenerazione_ossea/9.bmp" border="0" alt="" width="200" /></td><td align="center"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/rigenerazione_ossea/10.bmp" border="0" alt="" width="200" /></td></tr><tr><td align="center"><font face="Arial" size="2" color="#000080">Fig. 9: sutura del lembo chirurgico.</font><br />&nbsp;</td><td align="center"><font face="Arial" size="2" color="#000080">Fig. 10: impronta di precisione.</font><br />&nbsp;</td></tr><tr><td align="center"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/rigenerazione_ossea/11.bmp" border="0" alt="" width="200" /></td><td align="center"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/rigenerazione_ossea/12.bmp" border="0" alt="" width="200" /></td></tr><tr><td align="center"><font face="Arial" size="2" color="#000080">Fig. 11: particolare delle ritenzioni protesiche.</font><br />&nbsp;</td><td align="center"><font face="Arial" size="2" color="#000080">Fig. 12: OPT a terapie eseguite.</font><br />&nbsp;</td></tr><tr><td colspan="2" align="center"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/rigenerazione_ossea/13.bmp" border="0" alt="" width="200" /></td></tr><tr><td colspan="2" align="center"><font face="Arial" size="2" color="#000080">Fig. 13: protesi definitiva avvitata.</font><br />&nbsp;</td></tr></tbody></table><p><font size="2">Nella zona 45, 46 la quantit&agrave; di anestetico &egrave; volutamente ridotta per mantenere sensibile la risposta della paziente e quindi avere un riferimento circa la posizione del nervo mandibolare. Una volta eseguita l&rsquo;incisione, &egrave; necessaria l&rsquo;esposizione in primis dello sbocco dei due nervi mentonieri, i quali isolati non possono essere inavvertitamente lesi. </font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Si inseriscono le fixture implantari seguendo le procedure chirurgiche indicate dalla Prodent e con gli indicatori di direzione si verifica, passo dopo passo, il parallelismo delle stesse (fig. 6) e la loro posizione nelle tre dimensioni spaziali. La mascherina &egrave; in questa fase un ausilio indispensabile. In zona 46 si procede con estrema cautela utilizzando prima la fresa pilota di diametro 2.2 e poi la punta della fresa conica del diametro 4 e altezza 11,5 mm per fare un invito osseo e permettere l&rsquo;ancoraggio delle spire apicali dell&rsquo;impianto ed avere una conseguente stabilit&agrave; primaria. </font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Verificato quanto appena detto, con un raschietto per osso angolato Meta, si preleva dell&rsquo;osso dalle zone circostanti e si miscela assieme a dell&rsquo;osso bovino deproteinizzato per posizionarlo nella zona del difetto (2, 9, 10). La griglia in titanio viene modellata su una dima, precedentemente adattata al difetto osseo e fissata tramite le viti tappo agli impianti (fig. 7). La stabilit&agrave; della griglia &egrave; assolutamente indispensabile affinch&eacute; la rigenerazione ossea possa avvenire (11, 12, 13). </font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">&Egrave; necessario un controllo radiografico a fine intervento (fig. 8) e una buona chiusura della ferita chirurgica (fig. 9). Si rilascia il periostio in modo da far combaciare i lembi senza che vi sia alcuna trazione. Si posizionano gli abutment in resina acetalica sugli impianti non interessati dalla rigenerazione ossea e mediante della resina in una siringa vengono fissati alla protesi totale provvisoria adeguatamente preparata. </font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Il manufatto viene quindi dato al laboratorio, il quale prepara e rifinisce la protesi stessa che pu&ograve; poi essere posizionata ed avvitata gi&agrave; alcune ore dopo l&rsquo;intervento. Dopo circa quattro mesi la griglia &egrave; stata rimossa, la buona rigenerazione ossea ha permesso una ricopertura completa della fixture in zona 46 e si &egrave; quindi proceduto alla protesizzazione definitiva circa due mesi dopo l&rsquo;avvenuta rimozione. Si preferisce rimuovere la griglia dopo quattro mesi poich&eacute; un tempo pi&ugrave; lungo comporta una maggiore difficolt&agrave; nella sua asportazione, poich&eacute; anch&rsquo;essa viene inglobata nell&rsquo;osso rigenerato. </font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Viene presa l&rsquo;impronta di precisione con un silicone (fig. 10) con transfer a strappo: si pu&ograve; notare come sia stato mantenuto un buon parallelismo delle fixture implantari e una corretta distribuzione spaziale. Cinque degli impianti sono di diametro 4, di cui 4 con altezza 11,5 mm ed uno in zona 36 di altezza 10 mm; in zona 34 il diametro &egrave; 4,5 con altezza 11,5. </font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">La fusione viene provata per valutarne l&rsquo;azione passiva sugli impianti in modo da escluderne la trazione; normalmente si preferisce ricevere dal laboratorio inizialmente la mesostruttura divisa in tre parti, che verranno successivamente saldate, per avere una maggiore precisione. &Egrave; molto importante che per ogni elemento dentale vi sia una ritenzione in metallo, per evitare che nel tempo con la masticazione possa distaccarsi (fig. 11). </font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Alla prova denti segue la consegna della protesi finita con la chiusura tramite resina degli ancoraggi adeguatamente protetti per una eventuale riapertura. La radiografia finale &egrave; sempre un ausilio per valutare la precisione delle diverse connessioni (fig. 12). &Egrave; importante inoltre lasciare uno spazio per il passaggio dello scovolino intorno agli abutment, affinch&eacute; per il paziente vi sia la possibilit&agrave; di una buona igiene orale fondamentale per la durata dei manufatti protesici (fig. 13) </font></p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p><font size="3"><strong><font color="#993300">Conclusioni </font></strong></font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">Le moderne tecniche implantari e la possibilit&agrave; della rigenerazione ossea permettono oggi una riabilitazione protesica relativamente semplice e soprattutto danno ai pazienti la possibilit&agrave; di riavere oltre ad una buona funzione masticatoria una maggiore accettazione della propria persona altrimenti gravemente condizionata dall&rsquo;edentulia. &Egrave; sempre piacevole per il professionista dare quanto il paziente richiede, i tempi chirurgici e protesici si sono molto ridotti, con l&rsquo;obiettivo di dare sempre meno disagio al paziente. La possibilit&agrave; di passare da una protesi mobile, con tutte le implicazioni che ne conseguono, ad una protesi totale ancorata su impianti in poche ore &egrave; sicuramente un traguardo importante. Resta fondamentale la corretta pianificazione del caso e una corretta procedura chirurgica in modo da avere una predicibilit&agrave; del risultato protesico finale e quindi la soddisfazione del paziente che resta la meta da tutti augurata. </font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="1"><strong>Bibliografia</strong> </font></p><p><em><font size="1">1) Dahlin C, Andersson L, Lindhe A. Bone augmentationat fenestred implants by an osteopromotive membrane technique. A controlled clinical study. Clin Oral Implants Res 1991;2:159-65. </font></em></p><p><em><font size="1">2) Dahlin C, Linde A, Gottlow J, Nyman S. Healing of bone defects by guide tissue regeneration. Plast reconstr Surg 1988;81:672-6. </font></em></p><p><em><font size="1">3) Alfadda SA, Attard NJ, David LA. Five-year clinical results of immediately loaded dental implants using mandibular overdentures. Int J Prosthodont 2009 Jul-Aug;22(4):368-73. </font></em></p><p><em><font size="1">4) Neugebauer J, Iezzi G, Perrotti V, Fischer JH, Khoury F, Piattelli A, Zoeller JE. Ezperimental immediate loading of dental implants in conjunction with grafting procedures. J Biomed Mater Res B Appl Biomater 2009 Nov;91(2):604-12. </font></em></p><p><em><font size="1">5) Romanos GE. Bone quality and the immediate loading of implants-critical aspects based on literature, research, and clinical experience. Implant Dent 2009 Jun;18(3):203-9. </font></em></p><p><em><font size="1">6) Goiato MC, Pellizzer EP, Bar&atilde;o VA, Dos Santos DM, de Carvalho BM, Magro-Filho O, Garcia IR JrClinical viability for immediate loading of dental implants: Part II-Treatment alternatives. J Craniofac Surg. 2009 Oct 30 [Epub ahead of print]. </font></em></p><p><em><font size="1">7) Goiato MC, Pellizzer EP, Dos Santos DM, Bar&atilde;o VA, de Carvalho BM, Magro-Filho O, Garcia IR Jr. Clinical viability of immediate loading of dental implants: Part I-Factors for success. J Craniofac Surg. 2009 Oct 30 [Epub ahead of print]. </font></em></p><p><em><font size="1">8) Shanaman RH. The use og guided tissue regeneration to facilitate ideal prosthetic placement of implants. IntJ Periodont Rest Dent 1992;12:257-65. </font></em></p><p><em><font size="1">9) Simion M, Dahlin C, Trisi P, Piattelli A. Qualitative e quantitative comparative study on different filling materials used in bone tissue regeneration: a controlled clinical study. Int J Periodont Rest Dent 1994;14:199-215. </font></em></p><p><em><font size="1">10) Schenk RK. Bone regeneration: Biologic basis. In: Buser D, Dahlin C, Schenk RK(eds). Guided Bone Regeneration in Implant dentistry. Chicago: Quintessence; 1994. p. 49-100. </font></em></p><p><em><font size="1">11) Simion M, Trisi P, Piattelli A Vertical ridge augmentation using a membrane technique associated with osseointegrated implants. Int J Periodont Rest Dent 1994;14:497-511. </font></em></p><p><em><font size="1">12) Simion M, Jovanovic SA, Trisi P, Scarano A, Piattelli A. Vertical ridge augmentation around dental implants using a membrane technique and bone auto or allografts in humans. Int J Periodont Rest Dent 1998;18:9-23. </font></em></p><p><em><font size="1">13) Buser D, Dula K. Localized ridge augmentation using guided bone regeneration. I. Surgical procedure in the maxilla. Int J Periodont Rest Dent 1993;13:13.</font></em></p>]]></description>
            <category>Protesi</category>
            <pubDate>Tue, 04 May 2010 10:20:33 +0200</pubDate>
            <guid>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/protesi/417_rigenerazione-ossea.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Casi Clinici: Protesi --- La Protesi metal-free: dal metallo-ceramica alle ceramiche integrali</title>
            <link>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/protesi/371_la-protesi-metal-free--dal-metallo-ceramica-alle-c.html</link>
            <description><![CDATA[<font size="2">Elementi dentali con vecchie ricostruzioni eseguite pi&ugrave; volte.</font>]]></description>
            <category>Protesi</category>
            <pubDate>Wed, 17 Feb 2010 17:39:15 +0200</pubDate>
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        </item>
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            <title>Casi Clinici: Protesi /  --- Caso clinico di implanto protesi fissa su paziente completamente edentulo</title>
            <link>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/protesi//253_caso-clinico-di-implanto-protesi-fissa-su-paziente.html</link>
            <description><![CDATA[<font size="2">6 impianti ankilos 6 monconi ankilos 1 protesi in titanio <br />con denti in resina e flange in resina rosa per creare una falsa gengiva in quanto il paziente ha una linea del sorriso molto bassa.</font>]]></description>
            <category>Protesi / </category>
            <pubDate>Tue, 31 Mar 2009 00:00:00 +0200</pubDate>
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            <title>Casi Clinici: Protesi --- Dalla parodontologia alla protesi, attraverso tutta l'odontoiatria.</title>
            <link>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/protesi/248_dalla-parodontologia-alla-protesi-attraverso-tutt.html</link>
            <description><![CDATA[<font size="2">La figura 1 mostra un caso molto interessante che impone un approccio multidisciplinare per affrontare adeguatamente la complessit&agrave; della situazione. Il 2.6 presenta gravi problemi conservativi, una lesione di 3&#39; grado passante che interessa tutte e tre le biforcazioni, osteolisi periapicale per necrosi pulpare di tutte e tre le radici e gravissime lesioni ossee parodontali che compromettono tutte e tre le radici e in particolare la radice vestibolo-mesiale (figura 2). Scolpito un lembo vestibolare e palatale a spessore totale (figura 3), si separano le tre radici e si decide, vista la gravissima compromissione parodontale, per l&#39;avulsione della radice vestibolo-mesiale. Si rimuove anche la corona irrazionale del 2.5 con il 2.4 pensile, e si realizzano sulle due radici, palatale e vestibolo-distale, due perni- moncone in Duralay che poi vengono fusi in oro (figure 4-5). Le figure 6 e 7 mostrano l&#39;immagine radiografica del 2.6 in due proiezioni diverse dopo l&#39;intervento, e dopo le cure endodontiche e di riabilitazione con perni moncone. Si prepara una accurata protesi fissa provvisoria in resina (figure 8-9) e, dopo essere intervenuti parodontalmente, endodonticamente e protesicamente con pernimoneone su tutta l&#39;arcata superiore, che presentava seri problemi conservativi, protesici, gnatologici e parodontali (figura 10). Si rilevano poi in modo corretto le impronte di precisione dell&#39;arcata superiore (figure 11-12) e si procede alla realizzazione del manufatto protesico definitivo (figure 13-18). Particolare cura &egrave; stata posta nella progettazione e realizzazione della protesi superiore destra a livello delle due radici residue del 2.6; &egrave; stato infatti realizzato un attacco intracoronale maschio nella corona elemento di ponte mesiale al 2.6 (figura 69) che si inserisce in un attacco femmina extracoronale sul 2.5 (figure 67-68-70). Eventuali problemi futuri che si presentassero eventualmente a livello delle due radici del 2.6, in particolare della radice palatale che presenta un livello osseo residuo molto basso, al limite dell&#39;accettabile, si potranno estrarre le radici e ci si trover&agrave; di fronte a una protesi gia, predisposta con un attacco di precisione per poter cosi riabilitare l&#39;emiarcata superiore sinistra con una protesi rimovibile con attacchi.<br />
<br />
Conclusioni:<br />
<br />
Come si &egrave; visto dalla presentazione di questo caso clinico di terapia delle lesioni parodontali delle bi/triforcazioni, il rispetto o il ripristino della salute parodontale, l&#39;armonia delle forme, la morfologia normale dei denti e del loro tessuto di sostegno, costituiscono veri e propri &quot;cardini&quot; essenziali, che portano l&#39;operatore a guardare al restauro protesico di questi elementi con una irrinunciabile mentalit&agrave; parodontale, senza la quale, qualsiasi manovra o atto chirurgico e non chirurgico sarebbe destinato all&#39;insuccesso.<br />
<br />
Per brevit&agrave; e rendere semplice la &ldquo;lettura&rdquo; di questo due caso clinico dar&ograve; spazio ad una presentazione didattica tipo Testo Atlante di Chirurgia Parodontale &hellip;</font>]]></description>
            <category>Protesi</category>
            <pubDate>Sat, 28 Mar 2009 00:00:00 +0200</pubDate>
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