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        <title>Casi clinici trattati su Dentisti-Italia.it</title>
        <description>Aggiornamenti da Dentisti Italia</description>
        <link>http://www.dentisti-italia.it</link>
        <lastBuildDate>Tue, 09 Jun 2026 15:10:41 +0200</lastBuildDate>
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            <title>Casi clinici trattati su Dentisti-Italia.it</title>
            <link>https://www.dentisti-italia.it/</link>
            <description><![CDATA[Aggiornamenti da Dentisti Italia]]></description>
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            <title>Casi Clinici: Implantologia --- Effetti dell'Incidenza Implantare e loro Complicanze per la bonifica e riabilitazione protesica</title>
            <link>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/implantologia/818_effetti-dellincidenza-implantare.html</link>
            <description><![CDATA[<strong></strong><br /><font size="2">Effetti dell&rsquo;Incidenza Implantare e loro Complicanze per la bonifica e riabilitazione protesica<br /> <br /><strong><font color="#000000"> Riassunto</font></strong>: in questo caso clinico si evidenzia l&rsquo;incidenza in implantoprotesi, quale effetto concomitante del manifestarsi di<br /> pi&ugrave; fenomeni dannosi, le varie complicanze di natura iatrogena prima, e successivamente la parestesia persistente, aggravati nel tempo da perimplantite, che purtroppo rendono difficile sia la bonifica che la stessa  riabilitazione;<br /> <br /><font color="#000000"><strong> Caso clinico</strong></font>: si sottopone alla mia osservazione una paziente donna di<br /> anni 65, con evidente atrofia ossea in arcata inferiore, lamentando forte dolore durante la masticazione.<br /> All&rsquo;esame obbiettivo si evidenzia elevata mobilit&agrave; dell&rsquo;intera struttura implantoprotesica di ben 18 pseudo-impianti, con evidenti disturbi della<br /> sensibilit&agrave; labio-mentoniera, e fenomeni di parestesia del N.A.I. quale<br /> (Nervo alveolare inferiore) in emiarcata destra, con evidente difficolt&agrave;<br /> dei movimenti masticatori e la presenza di infiltrato granulomatoso, tale<br /> da provocare ascessi purulenti, sintomi di una grave Perimplantite.<br /> Inoltre, la pazienta manifesta disagio psicologico da trauma, ricevuto<br /> durante la precedente esperienza negativa dal dentista, pertanto &egrave; a dir poco terrorizzata nel doversi sottoporre a bonifica del cavo orale;<br /> Per tali evidenti motivi, la paziente assume quotidianamente antidolorifici al bisogno ciclicamente abusa di antibiotici.<br /> <br /><strong><font color="#000000"> Foto 1</font></strong> (OPT)<br /> <br /><font color="#000000"><strong> Foto 2 -3</strong></font> (Esame Intraorale)<br /> <br /> Perimplantite:  &egrave; un processo infettivo di origine batterica che interessa<br /> sia la mucosa (mucosite) e si manifesta tra osso alveolare che circonda l&rsquo;impianto,  clinicamente si pu&ograve; apprezzare sanguinamento, profondit&agrave; di sondaggio, suppurazione, dolore alla percussione.<br /> Anche un&rsquo;errata passivazione implanto-protesica porta al trauma occlusale danneggiando ancor di pi&ugrave; l&rsquo;osso circostante, che tende ad aumentare il processo infettivo portando cosi una notevole perdita ossea sino ad arrivare all&rsquo;espianto;<br /> <br />  Perdita della Sensibilit&agrave; Labio &ndash; Mentoniera:<br /> <br /> Una lesione o una semplice compressione a carico del N.A.I. pu&ograve; portare a parestesia del labbro inferiore, pertanto, l&rsquo;importanza di una Tc. Cone beam 3d permette di evidenziare il rapporto esistente tra impianti ed il fascio del canale mandibolare e vascolo nervoso;<br /> <br /> Lesione del nervo alveolare inferiore:<br /> <br /> La lesione accidentale di tale struttura anatomica durante la rimozione<br /> di un manufatto implantoprotesico &egrave; ritenuta censurabile sotto il profilo medico legale.<br /> Qualora non sia stata osservata sia la giusta procedura tecnico-opertaiva<br /> che prevede il rispetto dele struture anatomiche limitrofe ai distretti d&rsquo;intervento, sia i protocolli preliminari alla valutazione di diagnosi e prognosi necessari per i fini del piano terapeutico.<br /> Pertanto, risultano indispensabili esami radiologici tridimensionali ed<br /> il consenso informato della paziente.<br /> <br /><strong><font color="#000000"> Foto 4</font></strong> (Tc cone beam 3d)<br /> <br /> Parestesia: per definizione la Parestesia &egrave; una  sensazione anaomala di intorpidimento, fasciatura, formicolio che il paziente avverte in assenza di stimolo.<br /> La parestesia come conseguenza di posizionamento di impianti endoossei mandibolari, aggravata da parestesia sintomatica secondaria alla presenza di patologia mandibolare espansiva;<br /> Si identificano tre categorie di cause:<br /> Azione meccanica - chimica - di origine patogena;<br /> In questo caso clinico, la rimozione della causa pu&ograve; essere risolutiva ed accompagnarsi alla risoluzione dei sintomi.<br /> La preparazione farmacologica con prescrizione di farmaci antinfiammatori steroidei aiuta la decompressione del fascio vascolo nervoso ed &egrave; importante dal punto di vista medico-legale.<br /> <br /> <br /> Per la diagnostica pre-chirurgica &egrave; stata richiesta alla paziente una T.C. Cone beam 3d della Mandibola inferiore  (immagini acquisite mediante varie scansioni su pi&ugrave; piani)  <br /> <br /><strong> Foto 5 -6</strong> ( scansione Tc)<br /> <br /> <br /> Tra le varie scansioni, vista la parestesia, si &egrave; cercato di vedere l&rsquo;intimo rapporto tra N.A.I ed impianto a vite che aderiva intimamente,  da una ricerca storica risultava essere una &ldquo; Vite Tramonte&rdquo; degli anni 1970.<br /> <br /><font color="#000000"><strong> Foto 7 -8</strong></font> ( Vite Tramonte)<br /> <br /> Intervento Chirurgico: previa anestesia locale di superficie, abbiamo separato il manufatto protesico, poich&eacute; affetta da perimplantite, ha permesso una attenta rimozione atraumatica,<br /> tale da ledere il nervo alveolare inferiore, che viene evidenziato dalla foto a post-bonifica dell&rsquo;intera arcata inferiore;<br /><strong> <br /> Foto 9-10-11</strong> ( Separazione del manufatto protesico-implantare )<br /><font color="#000000"><strong>        Foto 12</strong></font> ( esposizione del NAI.)<br /> <br /> Dopo 15 giorni all&rsquo;intervento di bonifica, la sintomatologia di dolore e di parestesia sono scomparse definitivamente, avendo eliminato le cause che determinavano i vari problemi patologici.<br /> Sono state prese dell&rsquo;impronte individuali con cucchiai anatomici,<br /> e costruiti valli di occlusione per la realizzazione di una protesi mobile totale contenente dei punti di repere radiopachi per una successiva  scansione Tc.3d, al fine di poter inserire dei minimpianti nella sinfisi mentoniera e stabilizzare una successiva protesi a supporto misto.<br /> <br /><font color="#000000"><strong>  Foto 13 -14-15</strong></font> (protesi totale inferiore )<br /> <br /><font color="#000000"><strong>  Foto 16</strong></font> ( Foto finale del sorriso)<br /> <br /> <br /><font color="#000000"><strong> CONCLUSIONI</strong></font><br /> <br /> Concludiamo affermando l&rsquo;estrema importanza di una preventiva ed attenta anamnesi prechirurgica, al fine di poter bonificare  con una semplice  chirurgia  anche una paziente particolarmente compromessa da varie patologie tra cui la perimplantite, la sensibilit&agrave; labio-mentoniera, e la parestesia.<br /> Indispensabile il consenso informato agli interventi chirurgici  per tutti i pazienti traumatizzati ed affetti da precarie condizioni funzionali.<br /> Ottimizziamo le fasi dell'intervento chirurgico con l&rsquo;ausilio di una diagnostica radiologica di ultima generazione quale la TC. Cone Beam 3d;<br /> al fine di salvaguardare strutture anatomiche nobili e per un&rsquo;alta predicibilit&agrave; chirurgica, affinch&egrave; non risulti un danno biologico permanente ed un relativo nesso di causa. <br /> Il tutto costituisce per il professionista una valida dimostrazione di competenza in materia evitando danni di natura iatrogena.<br /> Cosi permetteremo la realizzazione di una riabilitazione protesica di tipo mobile in arcata  inferiore a supporto mucoso per i primi periodi di guarigione e successivamente a supporto implantare, cercando  di migliorare i disagi psicologici della paziente  per uno stile di vita migliore e  pi&ugrave; confacente.<br /></font>]]></description>
            <category>Implantologia</category>
            <pubDate>Tue, 15 Jul 2014 12:52:01 +0200</pubDate>
            <guid>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/implantologia/818_effetti-dellincidenza-implantare.html</guid>
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            <title>Casi Clinici: Implantologia --- L'importanza dell'analisi prechirurgica  in presenza di varie controindicazioni  relative ed assolute in implantologia</title>
            <link>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/implantologia/799_limportanza-dellanalisi-prechirurgic.html</link>
            <description><![CDATA[<p><font size="2">Lo studio dell&rsquo;analisi prechirurgica &egrave; basato principalmente sulla ricerca delle patologie sistemiche che controindicano formalmente questa procedura chirurgica implantare.<br /><br />(<strong>Foto</strong> Sistema Cardiocircolatorio)<strong><br /><br />Controindicazioni al Trattamento Implantare</strong><br /><br />Controindicazioni assolute sono quelle che impediscono l'attuazione della terapia implantare in ogni caso: grave compromissione delle condizioni di salute generale, infarto recente, ipertensione non controllata, una malattia cardiopatica in stato avanzato, le coagulopatie, malattie piastriniche, epatopatie, neuropatie.<br /><br />Esistono anche controindicazioni assolute determinate da condizioni locali:  Malattia parodontale  non controllata e patologie delle mucose orali  che devono essere bonificate prima di prendere in considerazione la possibilit&agrave; di una terapia implantare.<br /><br />Controindicazioni relative sono invece quelle condizioni che rendono la terapia implantare pi&ugrave; rischiosa, quali la terapia anticoagulante, l&rsquo;insufficienza coronarica, il tabagismo, il diabete, senza per&ograve; pericolo per la vita del paziente, possono  peggiorare la prognosi degli impianti, rendendoli meno vantaggiosi.<br /> <br />         <strong>Controindicazioni associate al paziente dell&rsquo;attuale caso clinico</strong><br /><br />&bull; fattori di rischio per il paziente<br /> <br /> Il paziente doveva essere attentamente monitorato, in quanto presentava  diverse Controindicazioni relative ed assolute all&rsquo;implantologia, quali: pregresso e recente infarto del miocardio, l&rsquo;ipertensione, l&rsquo;ipercolesterolemia, ipertrigliceredemia, l&rsquo;obesit&agrave;, scarsa igiene orale, la parodontopatia, l&rsquo;assunzione di anticoagulanti e l&rsquo;abitudine tabagica, tutti questi fattori influenzano negativamente i processi di guarigione che seguiranno gli interventi chirurgici necessari dalla  bonifica dell&rsquo;arcata inferiore, al rimodellamento osseo della cresta edentula ed al successivo intervento implantare e la successiva osteointegrazione.                                                     <br /> <br /> <br /> <strong>INTRODUZIONE</strong><br /> <br /> I fenomeni atrofici che interessano i processi alveolari mandibolari in corrispondenza dei siti edentuli raggiungono spesso entit&agrave; tali da rendere insidiosa una riabilitazione protesica sostenuta da impianti<br /> &Eacute; stato dimostrato che questi processi, pur nella grande variabilit&agrave; individuale, seguono dei modelli molto simili tra loro, e sono pertanto classificabili in modo abbastanza preciso secondo le varie classificazioni proposte dalla letteratura; <br /> tra queste ricordiamo quella di Cawood &amp; Howell del 1988, per i mascellari atrofici con indicazioni differenti al trattamento chirurgico. <br /> <br />           (<strong>Foto</strong> 1: Classificazione  di Cawood&amp;Howell del 1988)<br /> <br /> Inoltre, l'estrazione dei premolari e dei molari causa un riassorbimento dell'osso alveolare, diminuendo ancora l'osso disponibile per un eventuale intervento implantare,  a ci&ograve; si aggiunge il riassorbimento infiammatorio cui pu&ograve; essere stato soggetto l'osso alveolare mandibolare.<br /> Per tanto la deiscenza della cresta alveolare residua,  avviene come conseguenza della perdita degli elementi dentari a seguito di processi infettivi, come la malattia parodontale , lesioni periapicali di origine endodontica , traumi e carie destruenti.<br /> <br /> <strong>Diagnosi strumentale</strong>:<br /> <br /> L&rsquo;esame radiologico &egrave; indispensabile per poter effettuare l&rsquo;inserimento di impianti<br /> endoossei nella mandibola atrofica parzialmente o totalmente edentuala.<br /> <br /> L&rsquo;ortopantomografia digitale pur restando l&rsquo;elemento diagnostico pi&ugrave; utilizzato nella valutazione preliminare, non pu&ograve; soddisfare le nostre esigenze cliniche del caso in oggetto da riabilitare;<br /> <br /> Le indagini di ultima generazione ci proiettano verso la TC. Cone Beam 3d per ottenere maggiore predicibilit&agrave; all&rsquo;intervento chirurgico implantare ed importanti informazioni relative alla quantit&agrave; e qualit&agrave; (densit&agrave;) dell&rsquo;osso disponibile, con cui &egrave; possibile individuare con sufficiente precisione le strutture anatomiche nobili da salvaguardare, tra cui il decorso del canale mandibolare a tutela del nervo alveolare inferiore ed il suo prolungamento che si ramifica all&rsquo;altezza del forame del nervo mentoniero che innerva la zona del mento.<br /> <br /> <br /> <br /> Nel mese di Ottobre 2012, presso il mio studio Odontoiatrico, si sottopone alla mia osservazione un paziente di anni 44 di sesso maschile, con pregresso e recente infarto del miocardio, veniva sottoposto da Coronografia ad intervento di Stent-coronarico nel mese di Settembre 2012 ed in trattamento farmacologico con Anticoagulanti;<br /> <br /> <br />  (<strong> Foto</strong> 2 Rx-Opt. Iniziale)<br /> <br /> All&rsquo;esame obiettivo dentale si rileva una grave parodontopatia generalizzata:  presenza di placca e tartaro, livello di igiene orale scarso e  mobilit&agrave; dentaria di alcuni elementi pilastro sottostanti ad una protesi cementata di tipo fissa.<br /> <br /> Si evince una sintomatologia dolorosa, presente da diversi mesi, con difficolt&agrave; masticatoria ed ipertrofia gengivale, sanguinamento e mobilit&agrave; dell&rsquo;intero manufatto protesico, affetto prevalentemente da parodontopatia generalizzata ed ipersensibilit&agrave;;<br /> <br /> Dalla ortopantomografia digitale si evidenzia:<br /> Grado di parodontopatia elevata degli elementi dentari residui 4.5-4.4-3.3-3.4-3.5 e 2 impianti conici Premium integri in zona 4.6-3.6 inseriti nell&rsquo; 2006 che non presentano spazi di radiotrasparenza perimplantare ne segni d&rsquo;infiammazione;<br /> <br /> Previa presa di impronte da studio, vallo di chiusura in cera, foto del caso del paziente, nonch&eacute; esami di laboratorio ematochimici;<br /> <br /> <br /> Pertanto, si decide di effettuare una bonifica dell&rsquo;arcata mandibolare, con avulsione dei denti parodontopatici, raschiamento alveolare tamponamento con fibrina e sutura in seta.<br /> <br /> (<strong>Foto </strong>3 - Bonifica del cavo orale con sutura in seta SILK - Sweden&amp;Martina)<br /> <br /> &bull;	 Dall&rsquo;anamnesi patologica remota emerge:<br /> <br /> Il paziente nel mese di settembre del 2012 si &egrave; sottoposto ad intervento chirurgico di angioplastica coronarica transluminale per cutanea sul ramo intermedio e su arteria circonflessa con impianto di stent des. La diagnosi di ricovero evidenziava una coronopatia ostruttiva bivasale, da recente infarto miocardico. Dall&rsquo; anamnesi fisiologica risultava: paziente iperteso, ipercolesterolemico,  ipertrigliceredimia, modesto fumatore in sovrappeso, con insorgenza di crisi  di angor. Nel successivo decorso clinico il paziente &egrave; rimasto asintomatico per Angor, dispnea e cardiopalmo e non si sono verificate modificazioni elettrocardiografiche di tipo ischemico, n&eacute; alterazioni degli enzimi cardiospecifici. Si raccomandava abolizione totale del fumo di sigaretta. Nel 2006, dal punto di vista Odontoiatrico il paziente veniva curato e bonificato con  interventi  chirurgici di rialzi bilaterali dei seni mascellari ed impianti e riabilitato con protesi cementate a  protesi circolari fissi in arcata superiore ed inferiore.<br /> <br />       <strong>INDICAZIONI E CONTROINDICAZIONI NEL PAZIENTE CARDIOPATICO</strong><br /> <br /> E' necessario escludere dal trattamento implantologico i cosiddetti pazienti a rischio. Vengono compresi in questo  gruppo i pazienti che presentano uno stato di salute tale da condannare al fallimento  un eventuale intervento, e i  pazienti nei quali un intervento chirurgico di questo tipo potrebbe determinare un peggioramento del quadro generale. Gli attuali progressi della medicina fanno s&igrave; che un numero sempre maggiore di pazienti con patologie sistemiche importanti sotto controllo richiedano le nostre cure. Il trattamento di questi pazienti richiede un'attenzione particolare, e rende spesso necessario un contatto scritto con il medico curante prima del trattamento implantologico.<br /> <br /> Insufficenza coronarica<br /> Si tratta di quei pazienti nei quali una circolazione coronarica deficitaria non riesce a coprire il fabbisogno di ossigeno del miocardio.  Questo determina una anossia delle cellule del miocardio, che si manifesta di solito in occasione di uno sforzo. Questo danno cellulare a carico del miocardio pu&ograve; determinare in un primo tempo degli attacchi di angina pectoris e in seguito l'infarto del miocardio, quando la lesione diventa irreversibile e determina la necrosi delle cellule del miocardio stesso.<br /> <br /> Infarto del miocardio<br /> Corrisponde alla necrosi massiva del muscolo cardiaco  causata dall'ischemia data dall'ostruzione di un&rsquo;arteria coronarica da parte di un trombo. Dal punto di vista clinico l'infarto del miocardio &egrave; caratterizzato da una crisi anginosa con dolore intenso prolungato, irradiato al torace ed agli arti superiori, che non recede dopo l'assunzione di trinitrina. L'elettrocardiogramma permette di confermare la diagnosi e di valutare l'estensione della lesione e la sua localizzazione. Gli esami di laboratorio mostrano infine un aumento del tasso di creatinfosfochinasi (cpk) e delle transaminasi.<br /> <br /> <strong>Trattamento implantologico nei Cardiopatici</strong><br /><br />E&rsquo; necessario evitare qualsiasi intervento nei pazienti colpiti nei tre mesi precedenti da una crisi di angina pectoris o da infarto. Nei pazienti nei quali tali affezioni risalgono ad almeno sei mesi prima, &egrave; possibile inserire degli impianti, a patto di prendere quelle precauzioni che qualsiasi intervento di chirurgia orale  richiede in questi pazienti:</font></p><p>&nbsp;</p><ul><li><font size="2">Prendere contatto per iscritto con il medico curante ed il cardiologo;</font></li><li><font size="2">Evitare qualsiasi stress emotivo (paura dell&rsquo;intervento) che determina un aumento della secrezione di adrenalina e quindi aumenta il consumo di ossigeno  da parte del miocardio.</font></li><li><font size="2">Prescrivere, se necessario, un ansiolitico o un sedativo;</font></li><li><font size="2">Utilizzare siringhe aspiranti per l&rsquo;anestesia locale;</font></li><li><font size="2">Evitare l&rsquo;uso del vasocostrittore, anche se una bassa concentrazione di adrenalina (1/80.000 in soluzione anestetica classica al 2% ) &egrave; ammessa da alcuni autori;</font></li><li><font size="2">Controllare il tasso di protrombina che risulta alterato dalla terapia anticoagulante e che dovrebbe essere compreso tra il 30% e il 40%, per consentire l&rsquo;intervento chirurgico senza un eccessivo rischio di emorragia;</font></li><li><font size="2">Effettuare l&rsquo;intervento chirurgico in modo delicato e atraumatico cos&igrave; da minimizzare  l&rsquo;ansia del paziente;</font></li><li><font size="2">Non prescrivere farmaci che contengano acido acetilsalicilico o fenil-butazone  e suoi derivati, poich&eacute; potenziano l&rsquo;effetto anticoagulante.</font></li></ul><p>&nbsp;</p><p><font size="2">In conclusione, l&rsquo;insufficienza coronarica non rappresenta una controindicazione assoluta alla chirurgia implantare, anche se richiede un approccio meditato e adattato al caso specifico.<br /> <br /> <br /> <br />          <strong>MATERIALI E  METODI</strong><br /><br />Nella settimana che precede l'intervento chirurgico implantare dell&rsquo;arcata inferiore, in collaborazione con il proprio  cardiologo, il paziente manteneva la sua terapia farmacologica,  consentendo alla sospensione di Asa dalla doppia terapia con Anticoagulanti/antiaggreganti, poich&eacute; erano appena trascorsi solo 3 mesi dall&rsquo;intervento di Stent/coronarico!</font></p><p>&nbsp;</p><ul><li><font size="2">Cardioaspirin 100mg. (Asa) sospensione almeno 5 giorni prima l&rsquo;intervento;</font></li><li><font size="2">Efient 10mg. - Mantenendo (Antiaggregante piastrinico)</font></li><li><font size="2">Con terapia antibiotica di sostegno di Velamox da 2 gr. compresse , da assumere due ore prima dell'intervento e per i 5 gg. successivi, come copertura alle eventuali infezioni post-chirurgiche, al fine di evitare la compromissione del processo di osteointegrazione;</font></li><li><font size="2">Continuando l'assunzione di farmaci quali: Pantorac (gastroprottetore per lo stomaco), Imegy 10/40mg. ( ipocolesterolemico); Triatec 5 e Tenormin &frac14; 25mg. (antipertensivo)&nbsp;</font></li><li><font size="2">Si consigliava di astenersi dall'uso di fumo!<br /></font></li></ul><p><font size="2"> <br /> Il fumo viene pertanto considerato un importante fattore di rischio, a causa dei suoi effetti inibitori sulla mineralizzazione ossea, sull'attivit&agrave; immunitaria e sul microcircolo ematico, con ritardi di guarigione delle ferite, sulla rivascolarizzazione degli impianti e sull'attivit&agrave; osteoblastica.<br /> <br /> <br />   ( <strong>Foto</strong> 4                              T.C.  Cone Beam 3d con dima radiologica )<br /> Per la diagnostica pre-operatoria &egrave; stata richiesta al paziente una T.C. Cone beam 3d della  Mandibola inferiore  (immagini acquisite mediante scansioni con dima radiologica con punti di repere)  <br />          <br />            ( <strong>Foto</strong> 5 &ndash; scansione della TC cone Beam 3d )<br /> <br /> Da questo si evidenzia che l'arcata inferiore &egrave; strutturalmente pi&ugrave; delicata dopo l&rsquo;intervento di bonifica, avendo una morfologia ossea con trabecolatura di media densit&agrave; ossea. Ci&ograve; comporta un rimaneggiamento maggiore e un'aumentata atrofia ossea per mancanza di vari elementi dentari.  <br />                                  <br />  <br />       (<strong> Foto</strong> 6   - Esame clinico intraorale pre-chirurgico implantere )<br />         <br />             </font></p><p><font size="2"><strong>PROCEDURA  CHIRURGICA</strong>:<br />           <br />             Il paziente veniva sottoposto a sedazione cosciente alla presenza dello specialista                           in Anestesia e Rianimazione con: </font></p><p><font size="2"><br />             Midazolam i.v. a dosi refratte da ( ca 1mg.) totale di 3mg.<br />             Ranitidina i.v. 50 mg.<br />             Fentamile a dosi refratte ( 25 mg.) totale 50 mg.<br />Iodizzazione di tutta l'arcata mandibolare inferiore da trattare;</font></p><p>&nbsp;</p><ul><li><font size="2">Anestesia  locale di superficie di Mepivacaina al 2% con adrenalina  1:80.000, utile per interventi di media e lunga durata, nella pratica e nei casi in cui &egrave; richiesto un controllo del sanguinamento locale in chirurgia odontoiatrica;</font></li><li><font size="2">Incisione con bisturi avente una lama n&deg;15,  sulla sella al centro della cresta,  per aver accesso alla parete da impiantare sono stati utilizzati degli scollaperiosti quali il Prichard n&deg;3 ed un Molt n&deg;9, determinando cos&igrave; un lembo mucoso a spessore totale ed esposizione della sola base ossea, senza incisioni di rilascio verticali&not;;</font></li><li><font size="2">Una dima chirurgica in resina, precedentemente costruita in laboratorio dall'odontotecnico;</font></li><li><font size="2">Frese chirurgiche calibrate ad irrigazione interna, con stop di profondit&agrave;, per mezzo di un  micromotore da Implantologia a basso regime di giri (375 rpm.) con un torque pari a 56 Newton e con utilizzo di acqua fisiologica (sodio cloruro 0,9%) raffreddata, per evitare surriscaldamento e necrosi ossea.L'intervento ha previsto l'utilizzo nella mandibola inferiore  di quattro impianti cilindrici  Premium in titanio di altezza H. 7,0-8,5-11,5mm. e di &Oslash; 3,30 - 4,25- 5,00 mm. permettendo di utilizzare al meglio l'osso disponibile aumentando la superficie di contatto e riducendo le forze applicate a causa della media densit&agrave; ossea presente nella mandibola atrofica. </font></li></ul><p><font size="2"> <br /> <br /> Procediamo con l'inserimento degli impianti cilindrici sterili, prima per mezzo di avvitatore digitale lungo e, successivamente per mezzo di un cricchetto dinamometrico, avente un mounter connesso all'impianto, imponendo un torque d&rsquo;inserzione compreso tra 30-35 newton.<br /> <br /> <br />      ( <strong>Foto</strong> 7-8 Avvitamento con trasportatore e cricchetto dinamometrico Sweden&amp;Martina )<br /> <br /> Cos&igrave; facendo, imponiamo una forza misurata per stabilizzare l'impianto in situ, conferendo quella giusta stabilit&agrave; primaria, necessaria ad una giusta osteointegrazione.<br /> <br />    <br /> (<strong>Foto</strong> 9-10   Visione intraoperatoria dell&rsquo; impianto cilindrico Premium Straight Sweden&amp;Martina)<br /> <br /> <br /> <br /> <strong>RISULTATI</strong><br /> <br /> Tali impianti cilindrici Premium Straight, sono stati inseriti in situ con estrema delicatezza, in modo atraumatico,  tale tecnica chirurgica &egrave; molto legata alla sensibilit&agrave; ed alla manualit&agrave; durante la fase di inserzione dell'impianto al fine di assicurare la stabilit&agrave; primaria della fixuture.<br /> <br /> <br /> Tutti gli impianti che si orientano verso l'osteointegrazione sono posizionati a livello dell'osso, sono sigillati da una vite chirurgica in titanio  e sono stati coperti mediante un lembo muco periosteo con sutura in seta naturale plurifilamento intrecciata rivestita in silicone non assorbibile (SILK Sweden &amp; Martina); Questa tecnica implantare &egrave; chiamata &ldquo;messa a riposo&rdquo; o &ldquo;tecnica sommersa&rdquo;, prevedendo la fase di osteointegrazione, per almeno tre mesi successivi alla data dell'intervento.<br />  <br /> Struttura degli Impianti SWEDEN&amp;MARTINA<br /> <br /> Il sistema implantologico dentale Premium-Kohno ha un&rsquo;esperienza storica vastissima ed &egrave; diventato il punto di riferimento per migliaia di medici Implantologi. L&rsquo;impianto Premium &egrave; caratterizzato da fixture a vite a corpo cilindrico con emergenza coronale dritta Straight con apice a progressione conica caratterizzata da tre profonde tacche apicali, le incisioni apicali consentono di scavare l&rsquo;osso, offrendo tre zone di decompressione e sfogo per i frustoli ossei, e migliorano la stabilit&agrave; primaria, aumentando al tempo stesso l&rsquo;antirotazionalit&agrave; durante le manovre di avvitamento e svitamento delle componenti  ad esso connesso nella seconda fase chirurgica. <br /> <br /> Gli impianti Premium cilindrici Straight rappresentano una soluzione estremamente  versatile ed idonea a  risolvere  tutte le  problematiche implanto-protesiche in quanto disponibili in un ampia gamma di diametri, lunghezze e superfici.<br /> <br /> <br /> La superficie  ZirTi dell&rsquo;impianto &egrave; una superfice nanostrutturata, sabbiata con ossido di zirconio e mordenzata con acidi minerali, decontaminata a plasma freddo. La rugosit&agrave; e la morfologia conferisce alla fixture la superficie ideale a favorire l&rsquo;aggregazione piastrinica, che si trasforma rapidamente in colonizzazione osteoblastica, con organizzazioni osteoniche a contatto dell&rsquo;impianto. La superficie ZirTi si &egrave; dimostrata un sub-strato favorevole alla ricrescita cellulare tale da promuovere adeguatamente la differenziazione. Le soluzioni protesiche sono numerosissime e garantiscono un elevato contenuto estetico.<br /> <br /> <br /> (<strong>Foto</strong> 11 - Sutura in seta intrecciata SILK Sweden&amp;Martina)<br /> <br /> <br /> <br /> <strong>DISCUSSIONI</strong><br /> <br /> Nonostante la presenza di una vasta serie di controindicazioni all'implantologia, dalla volont&agrave; manifestata del paziente di voler impegnarsi a bonificare la sua precaria situazione dell'intero apparato masticatorio, si &egrave; deciso di riabilitare il paziente in arcata inferiore con sei impianti cilindrici Premium Straight in titanio, ripristinando  in questo modo, una corretta anatomia. A tutto ci&ograve; far&agrave; seguito una riabilitazione dell&rsquo;intera arcata inferiore, con protesi fissa circolare, cosi ripristinando la funzione masticatoria, fonetica ed estetica. Dopo la fase iniziale di integrazione e di successiva osteointegrazione,  le fixture sono state posizionate nell'osso senza carichi occlusali per un periodo di  tre mesi. Fiduciosi di aver operato con scrupolosit&agrave; e professionalit&agrave;, prevenendo ogni eventuale situazione, che possa arrecare danni iatrogeni al paziente, rimaniamo in attesa che il tempo di guarigione faccia il suo corso. <br /> <br /> ( <strong>Foto</strong> 12 - Monconi in titanio parallelizzati in laboratorio ed avvitati )<br /> <br />          <br /> (<strong> Foto</strong> 13-14  Struttura protesica in lega ceramica) <br /> <br /> <strong>Controllo radiografico a 6 mesi (Ottobre 2013) dall&rsquo;intervento chirurgico implantare</strong>:<br /><br />Dalla documentazione diagnostica di ortopantomografia in tecnica digitale,  emerge l'avvenuta inserzione dei 4 impianti in titanio in arcata inferiore  e di altri 2 impianti inseriti nel 2006, considerando quali indici di successo quelli di:</font></p><p>&nbsp;</p><ol><li><font size="2">Assenza di spazi di radiotrasparenza perimplantare;</font></li><li><font size="2">Immobilit&agrave; degli impianti;</font></li><li><font size="2">Assenza di sintomi e segni persistenti di infiammazione; <br /></font></li></ol><p><font size="2"> <br /> <br /> ( <strong>Foto</strong> 15 Rx- opt. a 6 mesi dall&rsquo;intervento chirurgico implantare)<br /> <br /> <br /> <br /> <strong>CONCLUSIONI</strong><br /> <br /> Concludiamo affermando l&rsquo;estrema importanza di una preventiva ed attenta anamnesi prechirurgica, al fine di poter candidare alla chirurgia implantare anche un paziente particolarmente compromesso da varie patologie sistemiche compensate, e da numerose controindicazioni relative ed assolute. Indispensabile il consenso agli interventi chirurgici implantari per tutti i pazienti con malattie cardiovascolari e portatori di protesi valvolari da parte del proprio cardiologo, ed ancor pi&ugrave; utile la presenza dell&rsquo;anestesista in fase d&rsquo;intervento. Ottimizziamo le fasi dell'intervento chirurgico con l&rsquo;ausilio di una diagnostica radiologica di ultima generazione quale la TC. Cone Beam 3d. In tal modo permetteremo la realizzazione di una riabilitazione protesica di tipo fisso in arcata  inferiore supportata da Impianti Premium Straight, migliorando i disagi psicologici di un paziente candidato ad una protesi convenzionale  ad uno stile di vita migliore e  pi&ugrave; confacente.</font></p>]]></description>
            <category>Implantologia</category>
            <pubDate>Tue, 29 Oct 2013 11:36:52 +0200</pubDate>
            <guid>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/implantologia/799_limportanza-dellanalisi-prechirurgic.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Casi Clinici: Implantologia --- Overdenture in grossa atrofia ossea mandibolare con impianti anthogyr e locator</title>
            <link>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/implantologia/742_overdenture.html</link>
            <description><![CDATA[<font size="2">Paziente, che presenta marcata atrofia ossea mandibolare, riabilitato con overdenture con impianti anthogyr e protesizzato con attacchi lochetor</font>]]></description>
            <category>Implantologia</category>
            <pubDate>Fri, 11 Jan 2013 14:59:41 +0200</pubDate>
            <guid>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/implantologia/742_overdenture.html</guid>
        </item>
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            <title>Casi Clinici: Implantologia --- Riabilitazione implantoprotesica tipo Columbus Bridge a carico immediato definitivo in 24 ore.</title>
            <link>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/implantologia/688_riabilitazione-implantoprotesica.html</link>
            <description><![CDATA[<font size="2">La paziente di 72 anni, portartice di protesi mobile dell'arcata inferiore, si &egrave; presentata con la richiesta di essere riabilitata con una protesi fissa. E' stata trattata con una ribilitazione implantoprotesica fissa tipo Columbus bridge, a carico immediato definitivo in 24h, con sottostruttura metallica fusa e non elettrosaldata.<br /><br />Il protocollo, messo a punto dal dott. Luca Boschini e dall'odontotecnico Stefano Dominici prevede la realizzazione di una replica di una protesi precedente o di un nuovo montaggio in resina trasparente.<br /><br />Clinicamente si posizionano gli impianti e si praticano i fori nella replica in corrispondanza delle fixture. Quindi vengono alloggiate le canule calcinabili agli impianti, si colloca la replica trasparente precedentemente forata e si fissano le canule alla replica con della resina rossa calcinabile. Con del silicone light da impronta si ribasa la replica.<br /><br />Il tutto, spedito al laboratorio, consente di procedere alla colatura del modello master e al montaggio in articolatore sfruttando la replica trasparente. Il laboratorio, a questo punto, fonde la sottostruttura, gi&agrave; in parte precedentemente modellata e fissa i denti sfruttando mascherine in silicone gi&agrave; preparate a partire dalla replica della protesi.<br /><br />Il manufatto concluso, definitivo, viene montato nell'arco delle 24 ore.</font>]]></description>
            <category>Implantologia</category>
            <pubDate>Thu, 22 Mar 2012 21:10:00 +0200</pubDate>
            <guid>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/implantologia/688_riabilitazione-implantoprotesica.html</guid>
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            <title>Casi Clinici: Implantologia --- 'Dalla Cisti Apicoradicolare agli Impianti'</title>
            <link>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/implantologia/663_dalla-cisti-apicoradicolare-agli-impianti.html</link>
            <description><![CDATA[Introduzione: L&rsquo;edentulismo distale &egrave; la mancanza degli ultimi denti in arcata: in tali casi una protesi convenzionale a ponte non &egrave; realizzabile per la mancanza di pilastri posteriori. La terapia implantare pu&ograve; essere una buona alternativa alla protesi mobile.<br />  Riassunto: Caso clinico, dalla bonifica chirurgica (Exeresi) <br />  di una cisti apicoradicolare in emimandibola alla successiva riabilitazione implanto-protesica in arcata inferiore e superiore, con ripristino alla normalit&agrave;  delle funzioni estetiche, fonetiche e masticatorie;<br />  Materiali e metodi: nel mese di aprile 2011, si presenta alla mia osservazione un paziente di anni 50, di sesso maschile, forte fumatore, con scarsa igiene orale, di professione impiegato tecnico siderurgico, che presenta una precaria condizione  delle intere arcate superiore ed inferiore, sia dal punto di vista estetico, funzionale che masticatorio;<br />  <br />  Foto 1:foto iniziale extraorale          <br />  <br />  Il percorso diagnostico che precede la terapia implantare, si<br />  articola in anamnesi ( raccolta delle informazioni circa la salute generale e di tutti i precedenti trattamenti odontoiatrici)<br />  nonch&eacute;, esame clinico obbiettivo e strumentale;<br />  <br />  Dall&rsquo; Anamensi Patologica remota emerge che:<br />  Il paziente, nel Marzo del 2007, si sottoponeva a visita<br />  Odontoiatrica, per un eccesivo gonfiore da granuloma apicale  dell&rsquo;elemento 45 in arcata inferiore, si richiedeva una Tc. Dentascan( foto 2-3-4-5) per una migliore diagnosi radiologica;<br />  <br />  foto 2 -3  tc dentascan<br />  <br />  foto 4 -5  tc dentascan<br />  <br />  Dal referto del Radiologo si diagnosticava:  nella sede del 44 inferiore, si apprezza formazione osteolitica rotondeggiante con diametro di 1 cm. riferibile a granuloma apicale;<br />  In sede del 45, nell&rsquo;ambito dei tessuti molli, nel versante vestibolare, si apprezza formazione rotondeggiante iperdensa<br />  verosimilmente metallica localizzata nell&rsquo;ambito dei tessuti molli, con diametro di circa 6mm.<br />  Pertanto si procedeva unicamente, a terapia di devitalizzazione<br />  dell&rsquo;elemento 45 inferiore e sigillatura dello stesso;<br />  Nel gennaio del 2010, sempre nella stessa zona, il problema si ripresentava, ed il paziente si risottoponeva a visita da un altro<br />  Dentista, che richiedeva una rx Opt per meglio diagnosticare la patologia in atto;<br />  <br />  foto 6 rx-opt  <br />  <br />  Il collega, dopo aver preso visione della ortopantomografia, si limitava al solo ritrattamento canalare dello stesso elemento 45 inferiore, ed all&rsquo; avulsione del 47, ad eliminare il ponte fisso preesistente in emiarcata destra.<br />  Ignorando ci&ograve; che di pi&ugrave; compromettente esistesse gi&agrave; ormai da tempo, ossia una massa cistica  in zona 45-44 <br />  inferiore dx.;<br />  <br />  Dopo pochi mesi, nel luglio 2010, il paziente suo malgrado, &egrave; costretto a prendere per l&rsquo;ennesima volta le dovute precauzioni, e recatosi d&rsquo;urgenza all&rsquo;Ospedale regionale nel reparto di Chirurgia Maxillo Facciale, dove emerge dall&rsquo;esame clinico obbiettivo, essere affetto da una tumefazione cistica dell&rsquo;emimandibola destra, con associata presenza di corpo metallico, si richiedeva TC  dentascan mandibolare;  (foto 7-8)<br />  <br />  foto 7 &ndash; 8 tc dentascan<br />  <br />  dal referto della Tc Dentascan della mandibola emerge:<br />  Granuloma apicale del 45 che si estende nella regione <br />  del 44,<br />  (ove si apprezzano residui dentari);<br />  Corpo estraneo a densit&agrave; metallica si apprezza nei tessuti molli<br />  dell&rsquo;emiarcata destra.<br />  Si consiglia intervento chirurgico di bonifica in emimandibola destra;<br />  <br />  Nel mese di ottobre 2010, il paziente si sottopone ad intervento chirurgico la cui diagnosi prevede: <br />  Cisti apicoradicolare dell&rsquo;emimandibola destra.<br />  L&rsquo;intervento in anestesia locale, previo allestimento di lembo<br />  mucoperiosteo da 43 a 46, con exeresi di cisti apicoradicolare<br />  con avulsione del 45 e sutura in seta.<br />  Segue terapia antibiotica ed antidolorifica domiciliare;<br />  <br />  <br />  Dal referto istologico dopo circa 20 giorni, si evidenzia: frammento di parete cistica con parziale rivestimento epiteliale piatto, con presenza di alcuni cristalli di colesterina e con moderato infiltrato flogistico cronico pericistico.<br />  Si consiglia a distanza di 2 mesi di effettuare un controllo, <br />  previa Rx- Ortopantomografia; (foto 9)<br />  <br />  foto 9 Opt<br />  <br />  Dopo circa ben 5 lunghi anni, il paziente dopo tante peripezie<br />  tra i vari studi odontoiatrici visitati, presenta la necessit&agrave; di essere riabilitato con interventi di implanto-protesi, per ripristinare le necessarie funzioni fisiologiche di masticazione<br />  di fonetica e non  da meno anche estetiche da cui era stato compromesso e traumatizzato come disagio psicologico, per tutta una serie di danni iatrogeni e di scarsa intuizione  in materia  delle patologie odontostomatologiche incontrate<br />  durante le visite nei precedenti studi odontoiatrici e studi radiologici.<br />  <br />  <br />  Per la pianificazione pre-implantare, eseguo:<br />  Esame obbiettivo intra-extra orale;<br />  Sondaggio trasmucoso e misurazione con spessimetro osseo;<br />  Esami radiografici di Opt e Tc Cone beam 3d con dima radiologica;<br />  Esami di laboratorio preoperatori standard;<br />  Studio dei modelli montati in articolatore; (foto 10-11)<br />  <br />  foto 10 -11 modelli in articolatore- dima radiologica;<br />  <br />  foto 12 Opt<br />              <br />  Dalla Ortopantomografia digitale, si evidenzia una parodontopatia localizzata sugli elementi 21-33 con presenza di granulomi apicali, pertanto decido per l&rsquo;avulsione di detti elementi a totale bonifica delle arcate dentarie;<br />  <br />  foto13: Tc Cone beam 3d<br />  <br />  La TC Cone Beam dentale aperta, &egrave; stata effettuata con una dima radiologica con denti in solfato di bario, per meglio evidenziare le sezioni ossee pre-implantari;<br />  Da tale Tc tridimensionale, si possono acquisire maggiori<br />  informazioni sulla densit&agrave; ossea (qualit&agrave;) sulla quantit&agrave; ossea,e sul decorso del nervo alveolare inferiore e dello sbocco del nervo mentoniero,sezioni anatomiche nobili importanti per una maggiore predicibilit&agrave; all&rsquo;intervento chirurgico implantare.<br />  <br />  foto 14- Sezione ossea in zona 35 inferiore: presenta una densit&agrave; D2 (Uh.) unit&agrave; Hounsfield;<br />  con altezza da 17 mm. ed una cresta ossea da &oslash; 3,7 a 5 mm.<br />  <br />  <br />  foto 15- Sezione ossea in zona 36 inferiore: presenta una densit&agrave; D3 (UH.) unit&agrave; Hounsfield;<br />  con altezza da 13 mm. ed una cresta ossea da &oslash; 3,3 mm.<br />  <br />  foto 16 -Sezione ossea in zona 45 inferiore: presenta una densit&agrave; D2 (U.H.) unit&agrave; Hounsfield;<br />  con altezza da 16 mm. ed una cresta ossea da &oslash; 3,9 mm.<br />  Sezione ossea in zona 46 inferiore:presenta una densit&agrave; D3<br />  (U.H.) unit&agrave; Hounsfield;<br />  con altezza da 14 mm. ed una cresta ossea da &oslash; 4,7 mm.<br />  <br />  Pertanto, si decide di utilizzare in tecnica chirurgica flapless<br />  un doppio intervento implantare con impianti cilindrici<br />  Premium  (Sweden&amp;Martina);<br />  In zona 35: &oslash; 3,80 &ndash; 130 h.- in zona 36: &oslash; 3,30 &ndash; 115 h.<br />  In zona 45: &oslash; 3,30 &ndash; 130 h.- in zona 46: &oslash; 3,80 &ndash; 115 h.<br />  Previa anestesia locale, si procede all&rsquo;intervento chirurgico<br />  Implantare, in flapless, senza ausilio di bisturi o di scolla periostio, modificando la dima radiologica in dima chirurgica;<br />  <br />  foto 17:fresa a lancia iniziale   foto 18: fresa da &oslash; 2,0                                                        <br />  <br />  foto 19:fresa a lancia zona 46    foto 20:fresa da &oslash; 2,0<br />    <br />    <br />  foto 21:fresa &oslash; 2,80        foto 22: fresa con Stop h.11,5<br />                          <br />  foto 23: tmg. dirette       foto 24:avvitamento tmg.<br />  <br />  <br />  In questo caso, l&rsquo;utilit&agrave; di aver adoperato delle transmucosa di guarigione diretta, ci permette di accedere pi&ugrave; facilmente al sito impiantato, valutando lo stato di guarigione dei tessuti molli senza la necessit&agrave; di riaprire i lembi e di ricondizionare i tessuti, essendo quindi meno invasiva ed atraumatica rispetto ad altre tecniche chirurgiche bifasiche.<br />  <br />  A termine dell&rsquo;intervento chirurgico implantare, si utilizzano<br />  le viti trasmucose di guarigione dirette, e si preferice attendere  per un carico ritardato a 3 mesi, per una giusta e dovuta osteointegrazione secondaria, prima di procedere alla protesizzazione fissa dell&rsquo;intera arcata inferiore;<br />  <br />  Intanto, si passa alla protesizzazione dell&rsquo;intera arcata superiore con impronte in silicone, modellazione e fusione della struttura cerata in metallica di lega aurea, che successivamente verr&agrave; ceramizzata; (foto 25-26-27-28)<br />  <br />  foto  25- 26  <br />  <br />  foto  27-28   <br />      <br />  Dopo un&rsquo;accurata rifinitura, la struttura viene provata in arcata del paziente per eventuali modifiche ed accorgimenti di chiusura marginale sui monconi portanti .<br />  In fine la struttura viene ceramizzata ed ottimizzata, per una corretta funzionalit&agrave; estetica, fonetica e masticatoria. <br />  <br />  A distanza di tre mesi, abbiamo svitato le trasmucose di guarigione e per mezzo di transfer e relative viti passanti,<br />  abbiamo preso un impronta con silicone monofasico<br />  (Sky One) quale polivinilsilossano con cucchiaio anatomico <br />  in resina in arcata inferiore; (foto 29-30-31-32-33-34-35)<br />  <br />  foto29: svitamento della transmucosa di guarigione;<br />    <br />  foto 30: impianti esposti         foto 31:transfer pick-up<br />  <br />     <br />  foto 34: riabilitazione totale foto35:risultato estetico finale<br />  <br />  <br />  CONCLUSIONI<br />  <br />  Un&rsquo;attenta analisi prechirurgica, una giusta valutazione della qualit&agrave; e quantit&agrave; ossea, un&rsquo;ottimizzazione della diagnostica radiologica nel pre e post-intervento, una valida scelta degli impianti, appropriatI al caso clinico, possono aumentare la predicibilit&agrave; implantare.<br />  <br />  La tecnica chirurgica flappless, risulta essere meno invasiva e meno traumatica,  senza necessit&agrave; di allestire un lembo chirurgico, e quindi maggior confort per il  paziente, con rispetto dell&rsquo;ampiezza biologica  e dei tessuti molli peri-implantari.<br />  <br />  Sulla base dei risultati ottenuti di questo caso clinico, con la bonifica e la riabilitazione implanto-protesica, in un&rsquo;edentulia distale, ha permesso in questo paziente,  un piano di trattamento mininvasivo predicibile e duraturo nel tempo, ripristinando funzione estetica e masticatoria, quali elementi essenziali per il proprio benessere. <br />]]></description>
            <category>Implantologia</category>
            <pubDate>Thu, 24 Nov 2011 12:22:24 +0200</pubDate>
            <guid>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/implantologia/663_dalla-cisti-apicoradicolare-agli-impianti.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Casi Clinici: Implantologia --- Implantologia Computer Assistita: Case Report</title>
            <link>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/implantologia/662_intervento-flapless-di-implantologia-computer-assi.html</link>
            <description><![CDATA[<p><font size="2">Paziente di sesso maschile, fumatore, &egrave; stato sottoposto ad estrazione del dente 2.1 per motivi parodontali da 4 settimane. L&rsquo;alta incidenza estetica dell&rsquo;elemento dentario ha imposto una risoluzione protesica immediata di tipo fisso per cui si &egrave; optato per un impianto a carico immediato.</font></p><p>&nbsp;</p><div align="left"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/impl_comp_ass/001.jpg" alt="" /></div><br /><br /><br /> <font size="2">E&rsquo; stato eseguito un elemento dentario diagnostico radiopaco da far utilizzare al paziente durante la TAC.<br />  </font><br /> <div align="left"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/impl_comp_ass/002.jpg" alt="" /></div><br /><br /><font size="2">L&rsquo;analisi delle varie sezioni mostra una grossa retrazione della parete vestibolare e una distanza in senso mesio-distale tra il nervo naso-palatino e la radice del 2.2 di appena 5,4 mm.Ci&ograve; fa dedurre che &egrave; necessaria  estrema precisione nella preparazione del sito implantare per evitare di ledere il nervo naso-palatino da un lato o la radice del 2.2 dall&rsquo;altro, visto l&rsquo;esiguo spazio disponibile e pi&ugrave; palatalmente in quanto la parete vestibolare presenta una grossa retrazione dovuto al riassorbimento osseo dopo l&rsquo;estrazione dentaria.Dopo questa valutazione preliminare sulle immagini TAC si procede all&rsquo;acquisizione dei file con il software SimPlant al fine di generare un immagine 3D e posizionare virtualmente un impianto di 3,5 mm di diametro e di 11 mm di lunghezza. Dal modello 3D si nota che l&rsquo;impianto &egrave; a 1 mm dal nervo naso-palatino  (Figura 4 e 5).   </font><br /><br />  <br /> <div align="left"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/impl_comp_ass/003.jpg" alt="" /></div><br /><br /> <br /> <font size="2">Dalla sezione trasversale si evidenzia l&rsquo;esigua quota ossea vestibolare in zona coronale ed il contatto con la base della cavit&agrave; nasale oltre che con la corticale palatale. Nella figura 5 &egrave; visibile la sezione assiale che mostra la radice del 2.2  a 0,9 mm dall&rsquo;impianto.<br /> </font><br />  <br /> <div align="left"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/impl_comp_ass/004.jpg" alt="" /></div><p><br /><br /><br /> <font size="2">L&rsquo;impianto &egrave; stato posizionato virtualmente a 1 mm dal nervo naso palatino e a 0.9 mm dalla radice del dente 2.2 . Completata la pianificazione virtuale al computer viene inviato il file generato da SimPlant alla Materialise insieme al modello in gesso per poter realizzare le SurGiguides ad appoggio dentario.</font></p><p>&nbsp;</p><div align="left"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/impl_comp_ass/005.jpg" alt="" width="485" height="212" /></div><p><br /><br /><br /> <font size="2">Le SurgiGuides hanno una posizione unica e precisa sugli elementi dentari del paziente ed i cilindri guida orientano le frese nell&rsquo;identica posizione che &egrave; stata stabilita in fase di pianificazione virtuale. La metodica che abbiamo adottato per questo caso clinico prevede una SurgiGuide per ogni  fresa da utilizzare. La procedura di fresaggio passer&agrave; attraverso una fresa da 2.5 mm ed una fresa da 3.2 mm; avremo quindi 2 guide da posizionare in situ. Si nota in figura 7  la prima guida posizionata sui denti in un&rsquo;unica posizione fissa e stabile.<br /> <br />                <br /> Poich&egrave; le SurgiGuide ci danno una posizione univoca per le frese &egrave; possibile eseguire tranquillamente una chirurgia flap-less in quanto sappiamo in anticipo la conformazione ossea sottostante ed abbiamo la sicurezza che la fresa va nella direzione prestabilita al computer.</font></p><p>&nbsp;</p><div align="left"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/impl_comp_ass/006.jpg" alt="" /></div><p><br /><br /><br /> <font size="2">Dopo aver completato l&rsquo;inserimento dell&rsquo;impianto, viene avvitato il Temporary Abutment.</font></p><p>&nbsp;</p><div align="left"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/impl_comp_ass/007.jpg" alt="" /></div><p><br /><br /><br /> <font size="2">Dopo i necessari controlli occlusali in protusione e lateralit&agrave;, il provvisorio viene rimosso per essere lucidato specie nella regione del colletto a contatto con la mucosa gengivale lesa per prevenire proliferazione batteriche ed il paziente dimesso.</font></p><p>&nbsp;</p><div align="left"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/impl_comp_ass/008.jpg" alt="" /></div>]]></description>
            <category>Implantologia</category>
            <pubDate>Tue, 22 Nov 2011 21:27:04 +0200</pubDate>
            <guid>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/implantologia/662_intervento-flapless-di-implantologia-computer-assi.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Casi Clinici: Implantologia --- Case report: Riabilitazione implantare post-estrattiva immediata con tecnica flapless associata a terapia rigenerativa (Sintlife Putty Idrossiapatite arricchita di magnesio MHA)</title>
            <link>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/implantologia/659_riabilitazione-implantare-post-estrattiva-immediat.html</link>
            <description><![CDATA[<font size="2"><strong>Case Report</strong><br /><br />Riabilitazione Implantare post-estrattiva immediata con tecnica flapless associata a terapia rigenerativa (Sintlife Putty -Idrossiapatite arrichita di magnesio MHA)<br /> <br /> <strong><br />Introduzione</strong><br /><br /> Le esigenze estetiche, funzionali e masticatorie, impongono al Clinico una immediata riabilitazione in caso di avulsione nei settori antero-superiori, per cui il trattamento implantare &egrave; la soluzione piu&rsquo;valida, come alternativa alla protesi fissa con la compromissione di altri elementi dentari.<br /> <br /> <strong><br />Riassunto</strong><br /><br /> L&rsquo;intercettazione della patologia dentale con conseguente avulsione, evita la persistenza di processi infiammatori che potrebbero creare difetti della corticale ossea vestibolare e delle pareti ossee mesio-distali;<br /> Seguir&agrave; l&rsquo;inserimento dell&rsquo;Impianto Premium  (Sweden&amp;Martina)<br /> &oslash; 4,25 h.13mm.con tecnica chirurgica flappless (senza lembo) con l&rsquo;ausilio di materiale riempitivo come terapia rigenerativa, quale il Sintlife Putty;<br /> <br />(MHA Idrossiapatite arrichita di magnesio)<br /><br /> <div align="center"> 	<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%" id="table1"> 		<tbody><tr> 			<td><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/1.jpg" alt="" /></td> 		</tr> 	</tbody></table> </div>Sintlife Putty(MHA) &ndash; Sutura Polimid &ndash; Impianto Premium<br /><br /><br /><br /><strong> Materiali e Metodi</strong><br /><br /> Si presenta alla mia osservazione, un paziente di anni 59, di sesso maschile  non fumatore, buona igiene, un biotipo gengivale spesso, con una frattura verticale del dente 2.4 in arcata superiore, gi&agrave; trattatato endodonticamente, che presenta dolore, gonfiore e fastidio, lesione coronale da evidente eziologia traumatica .<br /> <br /> <div align="left"> 	<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%" id="table1"> 		<tbody><tr> 			<td align="left"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/2.jpg" alt="" /></td> 		</tr> 		<tr> 			<td align="left">Lesione traumatica del 24 Rx endorale con frattura radicolare</td> 		</tr> 		<tr> 			<td align="left">&nbsp;</td> 		</tr> 		<tr> 			<td align="left"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/3.jpg" alt="" /></td> 		</tr> 		<tr> 			<td align="left">Rx endorale con frattura radicolare</td> 		</tr> 	</tbody></table> </div><p> 		 		 			 		 	 <br />     <br /> <br /> <strong>TRATTAMENTO CHIRURGICO</strong><br /><br />&Eacute; doveroso, per una corretta pianificazione del trattamento, raggruppare le varie situazioni cliniche al fine di poter dare delle linee guida dell'intervento chirurgico, e prescrivere una terapia farmacologica adeguata: </p></font><ul><li><font size="2">Con terapia antibiotica di sostegno di Augmentin da 1gr. bustine ogni 12 ore, da 12 ore prima dell'intervento e per i 5 gg successivi, come copertura alle eventuali infezioni post-chirurgiche, al fine di evitare la compromissione del processo di osteointegrazione;<br /><br /></font></li><li><font size="2">Anestesia di superficie di Mepivacaina con adrenalina forte 1:100 000, previa iodizzazione di tutta l'emiarcata da trattare si &egrave; proceduto all&rsquo;avulsione dei residui radicolari con tecnica chirurgica microinvasiva flappless (senza lembo a cielo chiuso ), cercando di salvaguardare la corticale ossea vestibolare e le pareti mesio-distali;</font></li></ul><font size="2"><p>&nbsp;</p><div align="left"> 	<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%" id="table1"> 		<tbody><tr> 			<td align="left"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/4.jpg" alt="" /> <br /><br /><font size="2"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/5.jpg" alt="" width="290" height="216" /></font><br /></td> 			 		</tr> 		</tbody></table> </div><br /><br /> Successivamente si &egrave; provveduto al raschiamento alveolare con cucchiaio <br /> di Hemingway n&deg; 2 e pulizia dello stesso alveolo da eventuali frustoli ossei,<br /> con relativa radiografia endorale rvg di controllo del sito post estrattivo;<br /><br /><div align="left"> 	<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%" id="table1"> 		<tbody><tr> 			<td align="left"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/6.jpg" alt="" /><br /><br /><font size="2"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/7.jpg" alt="" width="424" height="265" /></font><br /></td> 			<td align="left">&nbsp;</td> 		</tr> 		<tr> 			<td align="left">&nbsp;</td> 			<td align="left">&nbsp;</td> 		</tr> 	</tbody></table> </div><br />                             <br /> La procedura chirurgica preimplantare &egrave; stata eseguita con una fresa pilota di<br /> &oslash; 2,00 come prefresatura   con tacche da 13 mm. di profondit&agrave;,  per creare una<br /> strada piu&rsquo; palatale all&rsquo;alveolo anatomico , e con frese  intermedie di diametro <br /> &oslash; 2,50- 3,30 &ndash;3,75 - 4,25  mm. con tacche di riferimento da 13 mm. in altezza, <br /> tutte in sequenza  graduale  crescente;<br /> <br /> Frese chirurgiche calibrate ad irrigazione interna, con l'ausilio di un                                   micromotore da Implantologia a basso regime di giri (375 rpm.) con un torque pari a 56 Newton ( forza su cm2) con utilizzo di acqua fisiologica (sodio cloruro 0,9%) raffreddata, per evitare surriscaldamento e necrosi ossea.<br /> <br /><br /> <div align="left"> 	<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%" id="table1"> 		<tbody><tr> 			<td align="left"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/8.jpg" alt="" /> <br /><br /><font size="2"><font size="2"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/9.jpg" alt="" /></font></font><br /></td> 			<td align="left">&nbsp;</td> 		</tr> 		<tr> 			<td align="left">&nbsp;</td> 			<td align="left">&nbsp;</td> 		</tr> 		<tr> 			<td align="left"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/10.jpg" alt="" /> <br /><br /><font size="2"><font size="2"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/11.jpg" alt="" /></font></font><br /></td> 			<td align="left">&nbsp;</td> 		</tr> 		</tbody></table> </div><br />                <br /> <br /> Preparato il letto implantare, &egrave; stato zeppato con l&rsquo;ausilio di una siringa sterile<br /> <br /> pre-confezionata, il biomateriale riempitivo di cavit&agrave; post-estrattive Sintlife<br /> <br /> <strong>Putty</strong> ( MHA Idrossiapatite arricchita di magnesio) ad alta viscosit&agrave;, puo&rsquo;essere<br /> <br /> facilmente modellata e stabilizzata nella cavit&agrave; anche in presenza di sangue;<br /> <br />              <br /><div align="left"> 	<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%" id="table1"> 		<tbody><tr> 			<td align="left"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/12.jpg" alt="" width="359" height="256" /> <br /><br /><font size="2"><font size="2"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/13.jpg" alt="" /></font></font><br /></td> 			<td align="left">&nbsp;</td> 		</tr> 		</tbody></table> </div><br /> <br /> Successivamente &egrave; stato inserito ed avvitato manualmente l&rsquo;<strong>Impianto Premium </strong><br /> <br /> &oslash; 4,25 H.13mm. autofilettante in titanio grado 2 con superficie mordenzata per<br /> <br /> favorire l&rsquo;adesione degli osteoblasti, e l&rsquo;interazione delle cellule dei tessuti <br /> <br /> circostanti , affondandolo piu palatalmente dell&rsquo;alveolo chirurgico oltre 3 mm.<br />  <br /> nell&rsquo;osso basale;<br /><br /><br /><div align="left"> 	<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%" id="table1"> 		<tbody><tr> 			<td align="left"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/14.jpg" alt="" /><br /><br /><font size="2"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/15.jpg" alt="" width="361" height="244" /></font><br /></td> 			<td align="left">&nbsp;</td> 		</tr> 		</tbody></table> </div> <br /> <br /><br /> L&rsquo;avvitatore digitale lungo, con connessione esagonale per il mounter, mi ha permesso la ricerca della stabilit&agrave; primaria dell&rsquo;impianto, quale intimo contatto tra superficie implantare ed osso corticale, imponendo un lieve torque manuale, dettato dalla percezione tattile dell&rsquo;operatore clinico;<br /> <br /> Con un avvitatore manuale si &egrave; provveduto a svitare il mounter dall&rsquo;impianto <br /> ed evidenziare il posizionamento in cresta ed il collo lucido della parte superiore<br /> dello stesso, su&rsquo; cui verr&agrave; inserita la vite tappo e sutura del lembo mucoperiosteo.<br /> <br /> <br />  <div align="left"> 	<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%" id="table1"> 		<tbody><tr> 			<td align="left"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/16.jpg" alt="" /> <br /><br /><font size="2"><font size="2"><font size="2"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/17.jpg" alt="" width="279" height="186" /></font></font></font><br /></td> 			<td align="left">&nbsp;</td> 		</tr> 		<tr> 			<td align="left">&nbsp;</td> 			<td align="left">&nbsp;</td> 		</tr> 		<tr> 			<td align="left"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/18.jpg" alt="" width="281" height="189" /> <br /><br /><font size="2"><font size="2"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/19.jpg" alt="" width="279" height="208" /></font></font><br /></td> 			<td align="left">&nbsp;</td> 		</tr> 		</tbody></table> </div> <br /> <br />        <br /> <br /> La sutura utilizzata quale <strong>Polimid</strong> (Sweden &amp; Martina) 3/8C con filo 4-0, <br /> non riassorbibile in poliammide, presenta una elevata resistenza tensile ed atraumaticit&agrave; superficiale e  maneggevolezza e facilit&agrave; al nodo per suturazione <br /> di lembi sottili.<br /> <br /> <strong>Risultati</strong><br /> <br /> Terminato l&rsquo;intervento chirurgico implantare, &egrave; stata effettuata una radiografia endorale (rx rvg ) di controllo, in cui emerge un sottile spazio di uno trasparente peri-implantare e di materiale riempitivo Sint Life Putty (MHA);<br /><br /><br /><div align="left"> 	<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%" id="table1"> 		<tbody><tr> 			<td align="left"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/20.jpg" alt="" /> <br /><br /><font size="2"><font size="2"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/21.jpg" alt="" /></font></font><br /></td> 			<td align="left">&nbsp;</td> 		</tr> 		</tbody></table> </div><br /><br /> <br /> A distanza di 8 giorni dall&rsquo;intervento, sono stati rimossi i punti di sutura dal lembo mucoso, in cui emerge l&rsquo;esposizione della vite tappo crestale, contornato da buona gengiva aderente, che potr&agrave; continuare a guarire per seconda intenzione, si consiglia il mantenimento quotidiano della Igiene Orale con Antibatterico spray di Clorexidina gluconato (0,2%) e gel di Aminogam (Errekappa Euroterapici) quale coadiuvante nei processi di rigenerazione della mucosa orale.<br /> <br /> <strong>Discussioni</strong><br /><br />Un&rsquo;attenta analisi prechirurgica, una giusta valutazione della qualit&agrave; e quantit&agrave; ossea, un&rsquo;ottimizzazione della diagnostica radiologica nel pre e post-intervento, una valida scelta dei Biomateriali rigenerativi appropriata al caso clinico, possono aumentare la predicibilit&agrave; implantare.<br /> <em>In questo Case Report si &egrave; preferito utilizzare come tecnica protesica un successivo &ldquo;Carico Ritardato&rdquo;ossia il tempo d&rsquo;attesa tra la prima fase chirurgica e la connessione protesica provvisoria o/e definitiva, a distanza di tempo di almeno 4-6 mesi, affinch&egrave; si possa ottenere una giusta  e dovuta Osteointegrazione secondaria.</em><br /> <strong><br /><br />Conclusioni<br /></strong><br /> L&rsquo;intercettamento della lesione traumatica corono-radicolare con un biotipo gengivale spesso, ha permesso la riabilitazione implantare avendo una adeguata piattaforma ed una specifica morfologia dell&rsquo;Impianto Premium cilindrico (Sweden &amp; Martina) in siti post-estrattivi.<br /> In questo Caso Clinico i miei obbiettivi sono stati quelli :<br /><br /> A)Valutare l&rsquo;influenza delle dimensioni dell&rsquo;impianto e della sua morfologia (Cilindrica) sull&rsquo;osteointegrazione in siti post-estrattivi immediati;<br /> <br />B) di valutare l&rsquo;influenza del posizionamento piu&rsquo; profondo e piu&rsquo; palatale dell&rsquo;Impianto cilindrico (Sweden &amp; Martina)  sull&rsquo;osteointegrazione in siti post-estrattivi,<br /> <br />C)  di verificare l&rsquo;utilizzo del biomateriale Sintilife Putty quale Idrossiapatite arricchita di magnesio (MHA)(Sweden &amp; Martina) per riempire i difetti perimplantari e valutarne l&rsquo;influenza sulla preservazione del contorno della corticale ossea residua e sull&rsquo;osteointegrazione a distanza di circa 4-6 mesi, intorno all&rsquo;impianto post-estrattivo immediato.<br /> <br />D) di osservare la guarigione dei tessuti molli intorno ad impianti post-estrattivi immediati con tecnica flappless ( senza lembo a cielo chiuso) inseriti senza incisioni o lembi mucosi.<br /> Durante il processo di osteointgrazione, il paziente &egrave; stato oggetto di controllo preventivo, nel mantenimento corretto per una buona igiene orale e per osservare il processo di guarigione e di rigenerazione dei tessuti molli, che sono stati trattati con gel Aminogan (Errekappa Euroterapici), quale coadiuvante della mucosa orale, che in questo caso clinico, ha contribuito notevolmente alla ricrescita del tessuto gengivale intorno alla vite tappo chirurgica, evidenziando la sua essenzialit&agrave; nella chirurgia rigenerativa implantare e pre-protesica.<br /><br /><br /><div align="left"> 	<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%" id="table1"> 		<tbody><tr> 			<td align="left"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/22.jpg" alt="" /> <br /><br /><font size="2"><font size="2"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/23.jpg" alt="" width="358" height="247" /></font></font><br /></td> 			<td align="left">&nbsp;</td> 		</tr> 		<tr> 			<td align="left">&nbsp;</td> 			<td align="left">&nbsp;</td> 		</tr> 		<tr> 			<td align="left"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/24.jpg" alt="" /> <br /><br /><font size="2"><font size="2"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/25.jpg" alt="" /></font></font><br /></td> 			<td align="left">&nbsp;</td> 		</tr> 		</tbody></table> </div> <br /><br /><br /> Dopo circa 6 mesi, periodo necessario per una giusta e sufficiente <br /> osteointegrazione secondaria, &egrave; stata rimossa la vite tappo chirurgica,<br /> ed esposto  l&rsquo;impianto in cresta per condizionare i tessuti molli circostanti<br /> al collare di  emergenza;<br /> <br /><br /><div align="left"> 	<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%" id="table1"> 		<tbody><tr> 			<td align="left"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/26.jpg" alt="" /> <br /><br /><font size="2"><font size="2"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/27.jpg" alt="" /></font></font><br /></td> 			<td align="left">&nbsp;</td> 		</tr> 		</tbody></table> </div><br /><br /><br /> A distanza di circa 10 giorni, per la presa dell&rsquo;impronta monofasica, e stato<br />  preparato un cucchiaio anatomico in resina, e per mezzo del transfer pick-up <br /> di riferimento all&rsquo;impianto 4,25 mm. sottostante, che viene fissato con una vite passante;<br /><br /><br /><div align="left"> 	<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%" id="table1"> 		<tbody><tr> 			<td align="left"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/28.jpg" alt="" /> <br /><br /><font size="2"><font size="2"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/29.jpg" alt="" /></font></font><br /></td> 			<td align="left">&nbsp;</td> 		</tr> 		</tbody></table> </div><br /><br /><br /> L&rsquo;impronta in silicone Sky One (Sweden &amp; Martina) polivinilsilossano monofasico,<br /> viene inviato in laboratorio per lo sviluppo del modello master in gesso e del<br /> douto analogo di riferimento, comprensivo di moncone  in titanio, <br /> che verr&agrave; parallelizzato, modellato in cera e fuso;<br /><br /><br /><div align="left"> 	<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%" id="table1"> 		<tbody><tr> 			<td align="left"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/30.jpg" alt="" /> <br /><br /><font size="2"><font size="2"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/31.jpg" alt="" width="276" height="228" /></font></font><br /></td> 			<td align="left">&nbsp;</td> 		</tr> 		</tbody></table> </div><br /><br /><br /> Viene riesposto l&rsquo;impianto che portava la trasmucosa di guarigione, ed avvitato il moncone in titanio paralellizzato , cementiamo l&rsquo;elemento in ceramica con Stone Implant<br /> (Sweden &amp; Martina) e controlliamo radiograficamente le connessioni impianto-moncone<br /> ed i movimenti funzionali ed articolari con i denti antagonisti.<br /> <br /><br /> <div align="left"> 	<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%" id="table1"> 		<tbody><tr> 			<td align="left"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/32.jpg" alt="" /> <font size="2"><br /><br /> </font><font size="2"><font size="2"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/33.jpg" alt="" /> </font></font><br /><br /><font size="2"><font size="2"><img src="http://www.dentisti-italia.it/ins_manuale/casi_clinici/riabilitazione_implantare/34.jpg" alt="" /></font></font><br /><font size="2"> </font></td> 			<td align="left">&nbsp;</td> 			<td align="left">&nbsp;</td> 		</tr> 		</tbody></table> </div><br /> <br /><br /> Concludo questo Case Report, potendo dare le mie risposte quali:<br /> <br />A) L&rsquo;intercettamento della lesione traumatica corono-radicolare con un biotipo gengivale spesso, ha permesso la riabilitazione implantare avendo una adeguata piattaforma ed una specifica morfologia dell&rsquo;Impianto Premium cilindrico (Sweden &amp; Martina) in siti post-estrattivi, fornisce una buona risposta biologica, con formazione di tessuto duro adiacente.<br /> <br />B) Il posizionamento di un impianto post-estrattivo, pi&ugrave; profondo e pi&ugrave; palatale    dell&rsquo;alveolo anatomico ,risulta essere quello pi&ugrave; valido, per ottenere maggior stabilit&agrave; primaria osso corticale-impianto.<br /> <br />C) L&rsquo;utilizzo del Sintlife Putty (MHA) quale idrossiapatite arricchita di magnesio, per riempire i difetti perimplantari in siti post-estrattivi immediati, sembra utilissimo per compensare il gap anatomico alveolo-impianto, ed  aiuta nel processo di guarigione, a mantenere il profilo della cresta ossea perimplantare, meglio che in assenza di biomateriale.<br /> <br />D) La tecnica chirurgica flappless, risulta essere meno invasiva e meno traumatica,  senza necessit&agrave; di allestire un lembo chirurgico, e quindi maggior confort per il       paziente, con rispetto dell&rsquo;ampiezza biologica  e dei tessuti molli peri-implantari.<br /> Gli impianti post-estrattivi immediati associati a tecnica flapless, possono offrire risultati estetici,senza necessit&agrave; di ulteriore chirurgica mucogengivale pre-protesica.<br />  Pertanto, i risultati clinici ottenuti, evidenziano la validit&agrave; di questa procedura implanto-protesica.<br />                              </font>]]></description>
            <category>Implantologia</category>
            <pubDate>Fri, 28 Oct 2011 17:12:50 +0200</pubDate>
            <guid>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/implantologia/659_riabilitazione-implantare-post-estrattiva-immediat.html</guid>
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            <title>Casi Clinici: Implantologia --- Bonifica e riabilitazione implanto-ptotesica in cresta atrofica mandibolare posteriore</title>
            <link>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/implantologia/630_bonifica-e-riabilitazione-implanto-ptotesica.html</link>
            <description><![CDATA[<font size="2">Un requisito fondamentale per inserire gli impianti &egrave; la disponibilit&agrave; di una Quantit&agrave; adeguata di tessuto osseo.<br /> Dopo aver effettuato una doverosa bonifica di un&rsquo;emiarcata mandibolare, i fenomeni atrofici che interessano i processi alveolari  in corrispondenza dei siti edentuli, raggiungono <br /> spesso entit&agrave; tali da rendere insidiosa una riabilitazione protesica sostenuta da impianti.<br /><br /> La deiscenza della cresta alveolare residua, quindi avviene, come conseguenza della perdita degli elementi dentari, a seguito di  processi infettivi, come la malattia parodontale e carie destruenti.  <br /><br /> Diagnosi Strumentale:<br /><br /> L&rsquo;esame radiografico &egrave; indispensabile  per poter effettuare l&rsquo;inserimento di impianti nella mandibola parzialmente edentula.<br /> Con tale esame diagnostico radiologico, si possono ottenere<br /> importanti informazioni relative alla Qualit&agrave; e Quantit&agrave; dell&rsquo;osso.<br /> Inoltre &egrave; possibile individuare con sufficiente precisione le strutture anatomiche nobili da salvaguardare, tra cui il decorso del canale mandibolare a tutela del nervo alveolare inferiore.<br /><br /><br /> Opt digitale:<br /><br /> Dall&rsquo;ortopantomografia quale l&rsquo;elemento diagnostico pi&ugrave; utilizzato nella valutazione preliminare di una paziente candidata alla terapia implantare, si evidenzia una compromissione parodontale dell&rsquo;elemento 4.8 con carie profonda, gi&agrave; trattato endodonticamente, che necessita di avulsione e contestualmente riabilitazione implantare in sede del 4.6<br /><br /> Tecnica Chirugica (Flapples Surgery):<br /><br /> L&rsquo;Implantologia microinvasiva &ndash; Microdentistry &ndash; <br /> nuova filosofia di trattamento in implantoprotesi, in accordo con i criteri di minima invasivita&rsquo;  nei confronti del paziente.<br /> Non sempre necessita dell&rsquo;incisione e scollamento dei tessuti molli (flapples surgery);<br /> La fresa a Lancia, &egrave; una fresa iniziale, viene utilizzata per fare un&rsquo;ostotomia di 5mm. nella cresta, con guida protesica forata.    <br /><br /> Tale tecnica chirurgica, &egrave; meno traumatica, inoltre riduce la necessit&agrave; di suture, e permette di ottenere un intimo contatto tra tessuti molli e impianto, evitando la penetrazione batterica nella ferita chirurgica, riduce o elimina sia il dolore che l&rsquo;edema post-operatorio;<br /> Permette una rapida guarigione dei tessuti molli grazie alla    biostimolazione con la trasmucosa di guarigione diretta;<br /><br /><br /> Figura 2: Esame Clinico intra orale:<br /><br /> Per l&rsquo;analisi del sito implantare: effettuiamo palpazione e misurazione della cresta ossea, (Spessimetro osseo).<br /><br /><br /><br /> E&rsquo; stato programmato l&rsquo;inserimento di  un impianto Premium in sede 4.6 , di altezza mm.10 e &oslash; mm. 3,30 titanio (grado 5) di forma  conica,  con spire automaschianti,  con filettatura a connessione esagonale interna avvitata, a posizionamento crestale.<br /><br /> La morfologia cilindrica dell&rsquo;impianto rispetto alla fixuture conica, consente, a parit&agrave; di diametro coronale, di avere una maggiore superficie di contatto osso-impianto lungo tutto il corpo implantare. <br /> Le incisioni apicali offrono tre zone di decompressione e sfogo per il coagulo, e migliorano la stabilit&agrave; primaria, aumentando al tempo stesso l&rsquo;antirotazionalit&agrave; dell&rsquo;impianto durante le manovre di avvitamento e svitamento relative alla seconda fase chirurgica.<br /> Il disegno delle tacche apicali, l&rsquo;angolo di taglio e la diminuzione progressiva del diametro del core dell&rsquo;impianto aumentano la capacit&agrave; di penetrazione della fixuture nell&rsquo;osso,<br /> garantendone una buona funzionalit&agrave; di auto maschiatura.<br /><br /> Figura 4 &ndash; 5 &ndash; 6 - 7<br /><br /> In questo caso clinico, l&rsquo;utilit&agrave; di aver adoperato delle transumocosa di guarigione diretta, ci permette di accedere pi&ugrave; facilmente al sito impiantato, valutando lo stato di guarigione dei tessuti molli senza la necessit&agrave; di riaprire i lembi e di ricondizionare i tessuti, essendo quindi meno invasiva ed atraumatica rispetto ad altre tecniche chirurgiche bifasiche.<br /><br /> Figura  8 &ndash; 9 &ndash; 10 &ndash; 11 - 12<br /><br /> Tempo d&rsquo;attesa tra la fase chirurgica e la connessione protesica sar&agrave; a Carico Ritardato, che per definizione: <br /> Protesi fissa definitiva o provvisoria posizionata in occlusione ad integrazione avvenuta dopo 3 mesi.<br /><br /> Per la presa in silicone dell&rsquo; impronta, utilizziamo un cucchiaio in resina anatomico, avvalendoci di un transfer che verr&agrave; avvitato sull&rsquo;impianto al posto della vite transmucosa, l&rsquo;impronta ottenuta viene inviata in laboratorio con il dovuto analogo e moncone in titanio.                          <br /><br /> Figura : 13 &ndash; 14 -15<br /><br /> I modelli in gesso antagonisti, verranno messi in articolatore a valore medio, dove riporteranno i corretti rapporti intermascellari, seguir&agrave; la modellazione anatomica la prova della struttura e la fusione dell&rsquo;intero manufatto in lega aurea.<br /><br /> Figura:16 &ndash; 17 &ndash; 18 <br /><br /> Dopo un&rsquo;accurata rifinitura, la struttura viene provata in arcata del paziente per eventuali modifiche ed accorgimenti di chiusura marginale sui monconi portanti .<br /> In fine la struttura viene ceramizzata ed ottimizzata, per una corretta funzionalit&agrave; estetica, fonetica e masticatoria. <br /><br /> Figura: 19-20<br /><br /> Conclusioni  <br /><br /> Si &egrave; preferito utilizzare un impianto Premium in tecnica flapples surgery in alternativa alle pi&ugrave; invasive tecniche chirurgiche.<br /> Agli esami di controllo radiologico della nostra paziente si &egrave; riscontrata un&rsquo;assenza di radiotrasparenze peri-implantari. <br /><br /> Pertanto proponibile in presenza di analoghe difficolt&agrave; anatomiche e cliniche, l&rsquo;utilizzo dell&rsquo;impianto Premium  per la forma , per le loro spire e per la  superficie implantare, e soprattutto per il  diametro ridotto. <br /><br /> La mininvasivit&agrave; della metodica utilizzata &egrave; evidente sia al momento dell&rsquo;intervento sia al controllo a tre mesi dallo stesso, in quanto avendo  adoperato  la transmucosa di guarigione diretta, non si ha la  necessit&agrave; di riaprire chirurgicamente il sito.<br /><br /> Sulla base dei risultati ottenuti di questo caso clinico,  la bonifica e la riabilitazione implanto-protesica, ha permesso in questa paziente, scelta selettivamente,  un piano di trattamento mininvasivo   predicibile e duraturo nel tempo, ripristinando funzione estetica e masticatoria, quali elementi essenziali per il proprio benessere. </font>]]></description>
            <category>Implantologia</category>
            <pubDate>Tue, 19 Jul 2011 11:31:24 +0200</pubDate>
            <guid>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/implantologia/630_bonifica-e-riabilitazione-implanto-ptotesica.html</guid>
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        <item>
            <title>Casi Clinici: Implantologia --- Minimpianti a confronto nelle monoedentulie distali</title>
            <link>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/implantologia/598_monoedentulie-distali.html</link>
            <description><![CDATA[<p><font size="2">Minimpianti a confronto nelle monoeduntulie distali<br /> <br /> <strong>Introduzione</strong><br /> Le esigenze estetiche funzionali di pazienti che si presentano alla nostra attenzione, inducono sempre pi&ugrave; noi Implantologi, a dover necessariamente riabilitare protesicamente le loro precarie situazioni in tempi brevi, anche s&eacute; questo non sempre &egrave; possibile.</font></p><p><font size="2">Le differenti tipologie dei Minimpianti, possono rendere pi&ugrave; semplice la scelta, in base alla qualit&agrave; e quantit&agrave; di osso disponibile, ed  al tipo di stabilit&agrave; primaria ottenuta dopo l&rsquo;inserimento dello specifico  Minimpianto utilizzato</font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">(Figura 1- Opt iniziale)</font></p><p><font size="2">Il presente caso clinico evidenzia come riabilitare le monoeduntulie distali in arcata superiore, utilizzando i Minimpianti di diversa tipologia,   ossia mono o bicomponente, e con tempi di carico protesici differenti.</font></p><p><font size="2"><strong>Materiali e metodi</strong></font></p><p><font size="2">In particolare, per l&rsquo;emiarcata superiore sinistra, si esegue un intervento   in flappless surgery con un Minimpianto monocomponente,   con carico immediato provvisorio entro le 48-72 ore dall&rsquo;intervento;  mentre in emiarcata superiore destra, effettuiamo un secondo intervento  chirurgico implantare in tecnica flappless con un Minimpianto   bicomponente a carico ritardato, a distanza di almeno 4-6 mesi.</font></p><p><font size="2">  La tecnica chirurgica in Flappless sposa la filosofia della Microdenstry, ossia una tecnica chirurgica mininvasiva, meno traumatica e meno lesiva per il paziente, e senza necessit&agrave; di suture.</font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2">  <strong>Tecnica monofasica con Minimpianto Monocomponente</strong></font></p><p><font size="2">Previa anestesia locale di superficie, senza effettuare un lembo mucoperiosteo, quindi nessun bisturi, effettuiamo un&rsquo;osteotomia iniziale di 5 mm. in cresta ossea con una  fresa a lancia, segue una seconda  fresa di &Oslash; 2,00 mm. e dell&rsquo;altezza stabilita in base al minimpianto da utilizzare.</font></p><p><font size="2">  ( figura 2-3-4-5 )</font></p><p><font size="2">Seguir&agrave; l&rsquo;inserimento della fixture con avvitatore manuale e con un successivo cricchetto dinamometrico, imponendo il torque necessario per ottenere una giusta stabilit&agrave; primaria, in questo caso potremo decidere di caricare immediatamente il minimpianto, con un provvisorio senza contatti occlusali eccentrici entro le 48-72 ore;</font></p><p><font size="2">( figura 6-7-8-9-10 )</font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2"><strong>Tecnica bifasica con Minimpianto Bicomponente</strong></font></p><p><font size="2">Anche in questo caso, senza ledere i tessuti della mucosa perimplantare, per mezzo della  fresa a lancia effettuiamo un&rsquo;osteotomia iniziale di 5mm. in cresta ossea. Successivamente con una seconda fresa da &Oslash; 2,00 mm. sottodimensioniamo il sito del minimpianto prescelto.</font></p><p><font size="2">Qualora la qualit&agrave; dell&rsquo;osso e la stabilit&agrave; primaria ottenuta, non fossero quelle ideali, ci asteniamo dal caricare precocemente la fixture, ed aspettiamo la dovuta ostointegrazione necessaria, inserendo una trasmucosa di guarigione diretta, adeguata alla mucosa presente a fine intervento, senza utilizzare la classica vite (tappo) chirurgica.</font></p><p><font size="2">( figura 11-12-13-14-15 )</font></p><p><font size="2">Il vantaggio di tale trasmucosa di guarigione diretta, &egrave; che per mezzo di un cacciavite, permetter&agrave; lo svitamento della stessa, e l&rsquo;avvitamento del moncone in titanio, precedentemente parallelizzato in laboratorio.</font></p><p><font size="2">( figura 16-17-18-19-20)</font></p><p><font size="2">Dai successivi controlli clinici e radiografici, con rx-rvg endorale emerge assenza di spazi di radio trasparenza perimplantare, ed immobilit&agrave; dei minimpianti mono e bi componente.</font></p><p><font size="2">( figura Opt &ndash;rx endorali rvg zona 14 &ndash; 25 )</font></p><p>&nbsp;</p><p><font size="2"><strong>Conclusioni</strong></font></p><p><font size="2">In questo caso clinico, abbiamo riabilitato in implantoprotesi un paziente giovane, che presentava disagi psicologici nel sorridere per tali edentulie.</font></p><p><font size="2">L&rsquo;utilizzo dei Minimpianti, diventa la scelta pi&ugrave; appropriata per colmare le atrofie che la cresta ossea presenta dopo l&rsquo;estrazione dei premolari.</font></p><p><font size="2">I vantaggi della tecnica chirurgica Flappless sono molteplici, e permettono un approccio migliore con il paziente, di certo meno lesivo e meno traumatico, assicurando pi&ugrave; rispetto biologico dei tessuti.</font></p><p><font size="2">Consideriamo indice di successo, il ripristino estetico funzionale e masticatorio, e la mininvasivit&agrave; dell&rsquo;intervento implantare secondo i tempi di osteointegrazione biologica.</font></p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p>]]></description>
            <category>Implantologia</category>
            <pubDate>Tue, 26 Apr 2011 16:59:50 +0200</pubDate>
            <guid>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/implantologia/598_monoedentulie-distali.html</guid>
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            <title>Casi Clinici: Implantologia --- Riabilitazione arcata dentaria superiore</title>
            <link>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/implantologia/582_riabilitazione-arcata-dentaria-inferiore.html</link>
            <description><![CDATA[<font size="2">Riabilitazione totale dell'arcata dentaria superiore con 8 impianti osteointegrati</font>]]></description>
            <category>Implantologia</category>
            <pubDate>Wed, 09 Mar 2011 19:16:12 +0200</pubDate>
            <guid>https://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/implantologia/582_riabilitazione-arcata-dentaria-inferiore.html</guid>
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