Domanda di Retrazione gengivale

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Recessione gengivale su ponti

Scritto da Elena / Pubblicato il
Salve, spiego brevemente. Ho due ponti che porto senza problemi da circa 20 anni. In seguito ad una retrazione gengivale, i ponti hanno iniziato a scoprire le radici e la parte metallica. Le radiografie non mostrano segni di carie nella parti scoperte e l'osso sembra a posto, senza retrazioni. Vorrei sapere se in alternativa alla sostituzione dei ponti, potrei optare per la chirurgia delle gengive (coprendo le porzioni scoperte) per evitare danni piu' gravi in futuro e/o causati da infiltrazioni. Grazie Elena
Chirurgia mucogengivale varia per varie recessioni gengivali. Da casistica del Dr. Gustavo Petti Parodontologo di Cagliari
Buongiorno cara Signora Elena, che strano, la stessa domanda con la stessa situazione clinica protesica l'ha fatta una signora col suo nome, Elena, il 4 c.m.! Mah! Innanzi tutto sappia che non tutte le recessioni necessitano di essere curate. Questo dal punto di vista funzionale. In questo caso si curerebbero solo se dessero problemi di estetica con cui lei non potrebbe o vorrebbe convivere, altrimenti non si curano neanche gli inestetismi. Se invece dal punto di vista funzionale si dovessero curare o dal punto di vista estetico, lei non accettasse l'inestetismo, allora è ovvio che si devono curare. Non spiega le cose fondamentali, ossia, da quanto tempo ha queste corone evidentemente non razionali e che non rispettano i loro rapporti con le gengive, in particolare con la gengiva libera che è la parte che circonda la corona e che si trova coronalmente alla gengiva aderente sottostante che a sua volta è coronale ossia più in alto della mucosa alveolare, divisa dalla gengiva aderente con la linea di giunzione mucogengivale. Mucosa alveolare che è elastica e delicata e forma il fornice dalla bocca e poi di che materiale siano, se provvisori in resina o altro materiale e quale!Questa seconda gengiva non è adatta a fungere da gengiva marginale, per cui se la recessione si estende od oltrepassa essa, si crea una situazione patologica seria che compromette anche l'osso sottostante! Ricordando che c'è relazione diretta tra forma del dente e quindi della corona protesica e festonatura gengivale ed ossea! Si dovrebbe valutare con un sondaggio parodontale da estendere però a tutti i denti per fare una corretta diagnosi parodontale! si dovrebbe prima correggere la forma della gengiva, la sua festonatura e magari anche quella dell'osso sottostante su cui essa appoggia e poi cambiare la forma ai denti protesicamente partendo da molto più lontano Quindi non tutte le recessioni vanno curate per motivi funzionali. Per motivi estetici invece, si, se il paziente vive male la loro presenza!Le terapie delle Recessioni Gengivali hanno ben altri interventi terapeutici. Le spiego qualcosa sulle Recessioni Gengivali. Anzitutto in presenza di corone protesiche è bene rimuovere le stesse e rifarle dopo la terapia parodontale chirurgica mucogemgivale. In realtà in alcuni casi, ma ci devono essere le condizioni cliniche, si possono curare le recessioni, chirurgicamente senza dover necessariamente rimuovere le vecchie corone protesiche se i monconi non avessero patologie. Questo lo si può decidere solo clinicamente con adeguata visita parodontale. Diciamo che ogni Recessione ed ogni zona della bocca necessitano di interventi adatti e mirati! Questa è serietà! Non si vende il "fumo", si vende "l'arrosto"! :) Infatti la morfologia delle recessioni è varia: possono assumere l’aspetto di fessure verticali che attraversano la banda di gengiva aderente (fessure di Stilman), oppure di perdita parziale o totale della gengiva aderente che ricopre la radice. La classificazione più comune è quella di MILLER, che prende in considerazione l’aspetto clinico e lo stato osseo interprossimale, in particolare delle piramidi ossee sottopapillari: prima classe ; recessioni che non si estendono fino alla giunzione mucogengivale e nelle quali non vi è perdita di osso e di tessuti molli interprossimali. seconda classe ; recessioni che raggiungono o superano la giunzione mucogengivale, non vi è perdita di osso e di tessuti molli interprossimali terza classe ; recessioni che superano o raggiungono la giunzione mucogengivale con perdita di osso o tessuto molle apicalmente alla giunzione amelocementizia, ma coronale all’estremità apicale della recessione. quarta classe ; recessioni che superano la giunzione mucogengivale con perdita ossea interprossimale fino ad un livello apicale rispetto alla base della recessione. La scelta del trattamento Ogni recessione ha il suo intervento d'elezione: i parametri più importanti da valutare, a tale proposito, sono l'integrità dell'osso alveolare e la qualità del tessuto aderente. E' ovvio che se non esiste deiscenza alveolare, la condizione è senz'altro più stabile che non se esista invece la deiscenza. Condizione più labile e da considerare poi quella in cui si sia "perduta" la gengiva aderente e sia rimasta solo la mucosa alveolare, cedevole, elastica e quindi non perfettamente idonea a fungere da attacco epiteliale. E' quindi di primaria importanza accertare se la recessione abbia creato un difetto funzionale dovuto alla perdita totale della gengiva aderente. Il trattamento dovrà tendere a ottenere la completa ricopertura della radice denudata, senza venir meno però allo scopo principale dell'intervento stesso, che è quello di creare una zona di gengiva aderente intorno alla recessione. Gli interventi di elezione sono molti, tra questi: Innesto Libero di Gengiva , Il riposizionamento coronale del lembo (CAF) e sue varianti , Lembo Peduncolato Ruotato , Il riposizionamento laterale del lembo , Lembo con doppia papilla , Innesto bilaminare e sue varianti, Il lembo semilunare secondo Tarnow , lembo coronale posto a copertura di una membrana secondo i principi della GTR , amelogenine sulla superficie radicolare ,(veda nei miei Casi Clinici, ci sono tanti lavori, cliccando il mio nome ed entrando nel mio profilo). Il dolore agli stimoli termici o chimici lo da una carie o se no un denudamento della radice o per una recessione gengivale o per una tasca parodontale; si faccia visitare da un Parodontologo; le lascio una foto di recessioni gengivali curate con innesti liberi, legga nel mio profilo sotto pubblicazioni Recessioni Gengivali : Lembo semilunare, POI RECESSIONI GENGIVALI : Lembo Riposizionato Lateralmente,POI RECESSIONI GENGIVALI: LEMBO CON DOPPIA PAPILLA (Bipapillare secondo tecnica di Goldman), in una grave terza classe di Miller, POI RECESSIONI GENGIVALI : Lembo peduncolato ruotato, POI RECESSIONI GENGIVALI : Innesto libero di gengiva con tessuto connettivo autogeno e protezione della zona donatrice con lembo a spessore parziale, POI RECESSIONI GENGIVALI: Trattamento chirurgico con lembo a riposizionamento coronale e innesto libero di gengiva, POI RECESSIONI GENGIVALI : Innesto libero di gengiva. Per concludere, se sono state fatte Diagnosi dopo le Visite Spiegate abbondantemente può dare fiducia altrimenti cerchi un VERO PARODONTOLOGO. Tutti gli interventi a Lembo nominati appartengono al gruppo di terapie che lei citava nella sua domanda!Le lascio un Poster di recessioni gengivali e loro terapia. Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Elena, il dott. Petti le ha spiegato in maniera assai dettagliata le caratteristiche delle recessioni gengivali e talmente precisa che non occorre aggiungere altro. Dico solo che deve essere ben felice che la protesi è durata così a lungo. Solitamente il tempo vitale di una protesi è di circa 10-12 anni, salvo rare eccezioni, dopo di che le protesi debbono essere sostituite. Cordialmente

Scritto da Dott. Tersandro Savino
Tivoli (RM)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile paziente con una foto e una ortopanoramica sarebbe più semplice darle un consiglio, cordiali saluti

Scritto da Dott. Stefano Salaris
Roma (RM)

Cara Elena, dopo 20 anni e' normale che le gengive abbiano una retrazione; lei aveva 21 anni quando ha fatto i ponti e dai 21 ai 41 e' fisiologico l'invecchiamento dei tessuti. Se i denti sono sani e il parodonto pure, le consiglio di rifare i ponti se la soluzione e' soddisfacente dal punto di vista estetico. Se la recessione fosse importante non si puo' conservare il medesimo ponte dopo un intervento alle gengive ma occorre fare una serie di passaggi con protesi provvisorie per guidare la nuova posizione del margine gengivale.
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Scritto da Dott. Giovanni Vergiati
Fornovo di Taro (PR)

La recessione gengivale è normale per la popolazione generale con il progredire dell'invecchiamento. La presenza di una struttura protesica ha forse accelerato il progresso, e questo fatto si chiama "costo biologico" della protesi. Infatti le protesi fisse di altissima classe (dove l'estetica concede) vengono progettate su corone parziali o intarsi, in modo che siano scollate dal primo giorno e riducano al minimo questo "costo". La "chirurgia delle gengive (coprendo le porzioni scoperte)" mi sembra una idea luminosissima. Intanto, dovrebbe riaggangiare la gengiva alla protesi, perchél'osso è refrattario. Pensi che il sostegno è un affare dell'osso, e la gengiva è ancella dell'osso. La gengiva in breve andrà a rifiutare la violenza biologica è andrà a ricomporre il disegno secondo madre natura. Sono sicuro che qualcuno le sta proponendo adesso una idea luminosissima, per il suo portafoglio. Buona fortuna!
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Scritto da Dott. Sebastiano Carpinteri
Torino (TO)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Sig.ra Elena, se la recessione gengivale non è molto evidente la cosa migliore da fare sarebbe rinnovare i ponti. Ovviamente sarebbe necessario vedere la situazione in studio ed avere una panoramica radiografica o quanto meno effettuare delle rx locali per vedere la situazione dei denti naturali coinvolti nella costruzione dei ponti. Saluti, Dott.Grandinetti, Studio dentistico in Siena

Scritto da Dott. Giuseppe Grandinetti
SIENA (SI)

Gentile Sig. Elena, è normale che dopo 20 anni compaiono dei problemi, Penso che la via più sicura sia quella di rifare la protesi. Comunque è una decisione che si può prendere solo dopo un sondaggio (sia parodontale che del bordo protesico per vedere se è ancora congruo) e dalle rx. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Elena la risposta corretta la da chi conosce la diagnosi e la clinica oltre aver visionato le radiografie.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

La soluzione più giusta va individuata dopo adeguata diagnosi. Spesso è difficile anche così, figurarsi senza nemmeno una immagine.

Scritto da Dott. Davide Colla
Seregno (MB)
Collaboratore di Dentisti Italia