Domanda di Protesi

Risposte pubblicate: 13

E' necessario fare la devitalizazzione dei denti naturali che faranno da pilastro al ponte?

Scritto da Giuseppe / Pubblicato il
Premettendo che sono affetto da piorrea e ho la necessità di fare un ponte, volevo sapere se è necessario fare la devitalizazzione dei denti naturali che faranno da pilastro al ponte? Grazie
Gentile Giuseppe, non è necessario devitalizzare un dente scelto come pilastro per una protesi fissa. Piuttosto è invece importante valutare la validità e solidità dei pilastri in caso di parodontopatia. Cordialmente

Scritto da Dott. Tersandro Savino
Tivoli (RM)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Giuseppe, la risposta varia in rapporto al suo caso clinico ed al tipo di dente che dovrà fungere da pilastro per la protesi ed in ogni caso sarebbe più opportuno curare la parodontite detta volgarmente piorrea alveolare. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

C'è una teoria di un Giapponese che avrebbe dimostrato come un dente affetto da parodontopatia, se devitalizzato, dura di più. Io non ne so dire nulla, ma io spesso faccio così e i risultati sembrano incoraggianti. Il concetto è questo: se io devo fare un ponte, ad esempio su una persona con denti molto sani e forti, che però deve sostituire un elemento che è stato perso, non vorrei mai arrivare a dev un dente sotto al ponte. Perchè la dev è una manovra complessa che se inutile, introduce elementi di complicazione senza motivo. Se invece i denti sono affetti da piorrea, dopo aver cercato di curare al massimo le gengive con le terapie parodontali etc - ma lei come fa ad avere questi problemi a soli 30 anni?) allora secondo il malefico dentista nipponico, meglio dev, oltreapice. Così dicono.
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Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

Non necessariamente, è invece indispensabile trattare la sua malattia parodontale.

Scritto da Dott. Cristoforo Del Deo
Teramo (TE)
Consulente di Dentisti Italia

Parodontite e Riabilitazione Parodontale ed Orale Completa in un Caso Clinico Complesso. Da casistica parodontale del Dr. Gustavo Petti Parodontologo in Cagliari
Caro Signor Giuseppe, se ha una Parodontite, prima deve essere curata la Parodontite, poi si penserà a progettare il ponte, a meno che il ponte protesico non serva per immobilizzare denti e poter fare così gli interventi. In questo caso ovvio che debba essere una protesi fissa particolare che si chiama parodontale proprio per l'uso a cui è adibita! La terapia endodontica non va fatta se i pilastri sono di denti vivi e vitali e senza sofferenze pulpari! Si devitalizza solo se cìè sofferenza o patologia della polpa e endoparodontiti! Tutto questo però il suo Dentista lo sa benissimo se è un Dentista e mi stupisco che non le abbia dato queste informazione e che lei non le abbia chieste a lui!Nella Parodontite, la gengiva si stacca dal dente e si forma una tasca parodontale aprendo la porta ai microbi, interagendo col sistema immunitario, entrano ed incominciano a distruggere il Parodonto, ossia il tessuto che sta intorno al dente, Gengiva, Cemento della radice, Legamento Parodontale che lega il dente all’osso e l’Osso stesso. Per arrivare ad una diagnosi esatta ed impostare così una terapia adeguata che consiste in parole povere a ricostruire chirurgicamente tutti i tessuti che la malattia parodontale ha distrutto, osso e gengiva ed ottenere una rigenerazione di questi tessuti, ossia la neoformazione di nuovo osso, nuovo, nuovo ligamento parodontale, nuova gengiva che si attacchi a nuovo cemento radicolare con un attacco epiteliale corto e non lungo, nel primo caso si ha una rigenerazione, quello che gli Statunitensi chiamano New Attachment ossia con Le metodiche rivoluzionarie GBR (Guided Bone Regeneration, ossia, Rigenerazione ossea guidata) GTR (Guided Tissue Regeneration, ossia, Rigenerazione tissutale guidata), che impedendo la proliferazione cellulare di elementi indesiderati e stimolando quelli desiderati, portano ad una rigenerazione parodontale profonda nel secondo caso si ha una ricostruzione, sempre biologicamente valida, ma molto più "fragile" e soggetta a recidive.Per ottenere questo, stavo dicendo, bisogna fare una Visita Parodontale con misurazione delle tasche, una preparazione parodontale iniziale con curettage e scaling ed igiene orale, modelli di studio e Rx endorali in serie completa e proiezione parodontale e infine una seconda visita di rivalutazione parodontale in cui si riprendono le misure delle tasche parodontali, le si confrontano con le prime misure della prima visita, dopo che è stato rimosso il tessuto di granulazione dall'interno delle tasche parodontali col curettage e scaling. Come vede caro signore l'approccio a questa malattia è molto serio e non "alla carlona"! Legga nel mio profilo, cliccando sul nome i miei articoli e pubblicazioni:VISITA PARODONTALE da questa lettura sulla visita Parodontale capirà se chi ha fatto gli interventi è un Parodontologo o un Dentista che si opccupa di Parodontologia.POI, sempre sotto gli ARTICOLI, La 'tasca parodontale.... questa sconosciuta!'. Poi, TRA I MIEI CASI CLINICI, seguenti sotto Casi Clinici (guardi che continuano aprendo "TUTTI I CASI CLINICI", in fondo in basso, sono 4 pagine): a Pag 1, LA RIGENERAZIONE PARODONTALE GUIDATA CON MEMBRANA AMNIOTICA E COLLA DI FIBRINA (TECNICA PERSONALE) 1°PARTE - Considerazioni Istologiche e Sperimentali e le altre tre parti, a Pag 2.Dalla parodontologia alla protesi, attraverso tutta l'odontoiatria e poi Riabilitazione Orale Parodontale e Protesica Completa, in un Caso Complesso di Compromissione Grave Parodontale ossea, conservativa, endodontica, protesica in presenza di insufficienza di gengiva aderente, infine vada sul mio sito, le sarà molto utile: www gustavopetti.it ; le ripeto si faccia visitare da un vero parodontologo.Le lascio una foto con difetti ossei complessi a più pareti dovuti a tasche parodontali che vede pulite perchè è stata fatta la preparazione iniziale descritta e la loro ricostruzione e in fondo la loro rigenerazione. Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Prima si tratta la malattia parodontale, e poi il clinico dovrà decidere come comportarsi con i pilastri. Non è sempre necessario devitalizzare, anzi, ma la scelta la deve fare il dentista. Cordiali saluti.

Scritto da Dott. Davide Colla
Seregno (MB)
Collaboratore di Dentisti Italia

Gentile Sig. Giuseppe, non è indispensabile devitalizzare un pilastro di ponte. E' comunque il clinico che deve decidere se devitalizzare o no. Molto più importante che curi prima la malattia parodontale. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

A mio parere la priorita' e' la cura della patologia parodontale. Tenga presente che se a 30 e' affetto da questa patologia potrebbe essere parodontite giovanile che non e' cosi' facile da curare. Quindi prima bisogna verificare il tipo di malattia e a che stadio siamo poi si puo' fare un piano di trattamento che puo' passare anche attraverso l'applicazione di ponti provvisori (armati) per permettere l'esecuzione di terapie parodontali piu' agevolmente. La devitalizzazione io la subordinerei al livello di sensibilita' dei denti che raggiungerannno dopo gli interventi parodontali (se necessari)
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Scritto da Dott. Giovanni Vergiati
Fornovo di Taro (PR)

Assolutamente non necessario ma è necessario fare una diagnosi prima

Scritto da Dott. Alessio Battistini
La Spezia (SP)

Sig. Giuseppe, occorre visita odontoiatrica, primo per curare la piorrea, poi per valutare se esiste la possibilità di eseguire un ponte.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

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