Domanda di Protesi

Risposte pubblicate: 16

Rimozione ponte in ceramica e possibili alterazioni al suo rivestimento

Scritto da Franco / Pubblicato il
Buongiorno, mi auguro di aver scelto la categoria corretta. Nel caso in cui un Vs. collega rimuova un ponte agli incisivi superiori per curarne una radice, lo rifissi con "cemento" provvisiorio e in una successiva rimozione frantumi il rivestimento in ceramica a chi compete il costo di ripristino del rivestimento? Al paziente o al medico visto il suo errore? Grazie in anticipo Cordiali Saluti e Buon Lavoro Franco
Sig. Franco, a volte durante la rimozione di un ponte in ceramica si possono creare delle microfratture non visibili, che alla rimozione successiva cedono in frantumi. Il collega, era obbligato a rimuovere il ponte per effettuare la terapia e probabilmente lo ha fatto nel migliore dei modi, ma sono subentrate delle complicanze, non di sua responsabilità. Parli del problema con il suo dentista senza accusarlo e chieda se possibile di applicare le sole spese di laboratorio che sono una minima parte rispetto al costo della cura della radice. Dott. Ruffoni Diego
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Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Egregio paziente, in una officina meccanica per autoarticolati ho visto tempo fa una tabella che informava i signori clienti che la direzione non si assumeva la responsabilità di eventuali danni causati nel corso del "ribaltamento" della cabina. Ho chiesto al meccanico il perchè di quella tabella. Mi ha risposto che, trattandosi di una operazione delicata e non priva di rischi, i danni non sarebbero stati imputabili a lui ma alla difficoltà dell'intervento stesso. Credo che si possa dire la stessa cosa: rimuovere una protesi ceramica è sempre un rischio che va affrontato e valutato con la consapevolezza del paziente. Ritengo che il suggerimento del collega Ruffoni sia un esempio di saggezza e, in qualche occasione simile, è stata la soluzione proposta ed adottata da me. Buone ferie.
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Scritto da Dott. Giuseppe Scandale
Roseto degli Abruzzi (TE)

Il suo dentista è stato anche troppo corretto nel rimuovere il ponte senza forarlo per fare la cura canalare, o proporle di farne uno nuovo fin dall'inizio; è chiaro che ciò che è successo è una complicanza della quale nessuno dei due ha colpa; sono d'accordo col collega che dice di addebitare solo le spese di laboratorio oltre ovviamente al tempo impiegato dal collega per rimuovere e ricementare il ponte saluti

Scritto da Dott. Leopoldo Maini
Rovereto (TN)

Il collega ha agito su Sua richiesta per risolvere un Suo problema. Avrebbe preferito che Le venisse detto "il ponte non si salva, ne deve fare subito uno nuovo"? Se fosse andato tutto bene lei avrebbe ottenuto di avere il dente curato ed il ponte integro, ma la resistenza di un ponte in ceramica durante una decementazione non è pronosticabile. Se il collega è lo stesso che le ha eseguito il ponte potrà eventualmente farle condizioni di particolare favore, se il lavoro era stato costruito da un altro è difficile dire se la colpa sia più dell'esecutore o di chi ha rimosso il manufatto. in ogni caso si trattava di fare un tentativo nel migliore dei modi per cercare di far fronte ad una Sua necessità e le alternative non sono poi tante...
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Scritto da Dott. Attilio Venerucci
Finale Ligure (SV)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile signore, le risposte che le hanno dato gli altri dottori sono chiare, pacate e molto esplicative: non le valuti come semplice spirito corporativista. Vorrei solo aggiungere che la sua affermazione "a chi compete il costo" è sbagliata e ciò che è successo non è un danno da "errore" medico ma una eventualità da valutare come danno minore. Difatti una protesi a ponte è detta "protesi fissa" perchè fissata DEFINITIVAMENTE ai denti-pilastro, senza più prevederne la volontaria decementazione. Essa va rimossa e SOSTITUITA nel caso si debba praticare una terapia endodontica ad un elemento dentale che funge da pilastro del ponte. Il tentativo di rimuovere il ponte o di forarlo per accedere alla radice del dente, sono degli espedienti volti a conservare la protesi, come è stato fatto a lei. Mi consenta un'ultima considerazione: la categoria che lei ha scelto per proporre il suo quesito è quella corretta! Un'altra categoria, magari quella degli avvocati, le avrebbe solo fatto spendere altri soldi e perdere serenità e tempo. Cordiali saluti. Dott. Angelo de Fazio
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Scritto da Dott. Angelo De Fazio
Casalnuovo di Napoli (NA)
Consulente di Dentisti Italia

Gent,mo Sig.Franco, due sono le considerazioni da fare.  1) il dentista era il medesimo che le aveva eseguito il ponte e le cure precedentemente ?  2) era stato avvisato tramite un consenso informato che l'eventuale rimozione di un ponte fisso avrebbe potuto comportare la frattura del rivestimento ceramico?  Deve sapere che quando si inserisce un ponte su elementi naturali, limati e preparati allo scopo di fungere da pilastri per lo stesso, la cementazione si esegue normalmente con cementi permanenti, cioè che non dovrebbero permetterne la rimozione e questo per essere sicuri che il cemento stesso sigilli perfettamemte le chiusure delle strutture protesiche sui denti, onde non permettere infiltrazioni secondarie. D'altro canto il suo dentista avrebbe potuto provare a ritrattare la radice endodonticamente, forando la corona senza rimuovere il ponte; sarebbe stato un espediente per non rischiare la frattura del ponte durante la rimozione. Oppure, e questa mi sembrava la terapia più corretta, se il problema era di una devitalizzazione non corretta su una radice, oppure per la presenza di un'infezione periapicale ( granuloma ) su una radice di uno degli elementi pilastro del ponte, eseguire un approccio chirurgico, eseguendo una apicectomia, lasciando in sede il ponte. Valuti serenamente se era stato informato delle varie possibilità e dei rischi connessi. Cordiali saluti Dr. Giuseppe Lazzari Cernusco s/Naviglio- MI
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Scritto da Dott. Giuseppe Lazzari
Cernusco sul Naviglio (MI)

Gentole Sig. Franco, sono perfettamente in sintonia col Dott. Venerucci Attilio. Cordiali Saluti Dott Serafini Maurizio

Scritto da Dott. Maurizio Serafini
Chieti (CH)

Caro Franco, a volte durante la rimozione di un ponte in ceramica si possono creare delle microfratture non visibili, che alla rimozione successiva cedono in frantumima e non è colpa di nessuno . Se il collega è lo stesso che le aveva eseguito il ponte e le cure precedentemente le potrebbe applicare solo le spese di laboratorio e il tempo impiegato. Distinti saluti Dott.Cuono Erpete

Scritto da Dott. Cuono Erpete
Acerra (NA)

Nulla da eccepire nelle risposte date dai colleghi: l'unica considerazione da fare è il consenso informato alla terapia con possibili rischi e complicanze che ne possono derivare e possibili alternative. Dr. Andrea Lorini

Scritto da Dott. Andrea Lorini
Firenze (FI)

Gentile utente, quello che è successo non è colpa di nessuno in quanto il suo dentista, in buona fede, ha provato, per farle risparmiare, di recuperare il ponte che aveva; l'evenienza occorsa è un rischio presente in tali manovre. Ne parli con lui, troverete senz'altro la soluzione. Saluti.Dr.Cristoforo DelDeo

Scritto da Dott. Cristoforo Del Deo
Teramo (TE)
Consulente di Dentisti Italia

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